Come organizzare al meglio il proprio Database e non perdere iscritti

30 giugno 2010

Uno degli errori più comuni commesso dalle Aziende che gestiscono programmi di email marketing o newsletter è legato all’organizzazione del database degli iscritti. Prendiamo il caso in cui l’Azienda si ritrovi ad inviare, anche in modo occasionale, messaggi di diversa tipologia (finalità), come ad esempio:

• Newsletter ai Clienti
• Newsletter ai Prospect
• Comunicati Stampa
• Avvisi e notifiche ai Clienti
• Promozioni e inviti ad eventi

In questo scenario l’errore è quello di utilizzare una sola Lista di indirizzi email, con la conseguenza che se un utente riceve un invito ad un evento di scarso interesse (ad esempio perché ospitato in una città differente), disiscrivendosi da quell’invio verrà disiscritto da tutti gli invii dell’Azienda, compresa magari la newsletter che era invece gradita.

In MailUp questo errore si traduce nel caricare l’elenco globale degli indirizzi email in una LISTA e utilizzando ad esempio i GRUPPI per suddividere le diverse tipologie di destinatari. Il problema è però che se l’utente si cancella, si cancella dalla LISTA, quindi da tutti i futuri invii.

Esempio di console MailUp con differenti Liste configurate.
Esempio di console MailUp con differenti Liste configurate. In questo modo l’Azienda è costretta a perdere iscritti, oppure l’utente è costretto a ricevere tutto pur di non perdere i messaggi di reale interesse.

Questa politica è frutto di due aspetti: il primo è di tipo legale, poichè può risultare complicato gestire consensi al trattamento dei dati differenziati per finalità. Quindi il più delle volte l’Azienda preferisce una politica “o tutto o niente”. Il secondo motivo è di tipo tecnologico, perchè gestire differenti liste di nominativi, legate a differenti tipologie di invio, può risultare complicato, tanto più quando le liste vengono modificate e aggiornate con frequenza, sia come nuovi iscritti che come disiscritti da gestire.

MailUp può essere di grande aiuto nel risolvere questo problema. E’ infatti sufficiente creare una LISTA per ogni tipologia di comunicazione. La LISTA è un ambiente di lavoro isolato: ogni LISTA contiene i propri utenti, i propri messaggi, i propri disiscritti e le proprie statistiche. Caricando gli utenti quindi nelle differenti liste, si ha come risultato che questi, disiscrivendosi, vengono rimossi solo dalla tipologia di messaggi sgradita, rimanendo però registrati per le altre tipologie.

Una tipica obiezione che segue è la seguente: “ma se l’utente si disiscrive e nonostante questo io continuo a mandargli messaggi - sebbene di diversa tipologia - non rischio che si arrabbi o peggio mi denunci al Garante Privacy?

A questa obiezione si può rispondere in due modi: il primo è quello di rendere trasparente il fatto che l’utente non si cancella dagli invii dell’Azienda X, ma dagli invii della Newsletter Y. Nel caso volesse cancellare i propri dati da TUTTI gli invii dell’Azienda X la procedura potrebbe essere differente.

La seconda risposta, consigliata, è quella di utilizzare la modalità di cancellazione DOPPIO OPT-OUT STANDARD (cioè disiscrizione con conferma standard). In questo modo l’utente, dopo aver cliccato sul link di cancellazione, visualizza una pagina che riassume l’elenco delle liste a cui è iscritto. Da qui può scegliere se cancellarsi da una sola tipologia o da tutte.

Una modalità estramemente trasparente e rispettosa, che viene spesso apprezzata dagli utenti, che sentono così di avere il totale controllo della propria privacy. Una modalità inoltre decisamente in linea con le direttive della normativa italiana, che prevede la possibilità di differenziare il trattamento dei propri dati in relazione alle finalità di utilizzo, vale a dire in relazione alle differenti tipologie di messaggi.

Un’altro impiego tipico delle LISTE è quando si parla di un portale che invia sia proprie newsletter, sia email pubblicitarie (DEM). Le liste in questo scenario sono l’unico modo per evitare che il numero di disiscritti, naturalmente più alto nel caso di invio di DEM, possa ripercuotersi sul numero di iscritti alla newsletter. Al contrario, obbligare l’utente a ricevere i messaggi pubblicitari (DEM) se vuole continuare a ricevere la newsletter, oltre che poco efficacie, risulta anche generalmente in contrasto con l’attuale normativa.

In figura un esempio di cancellazione con scelta liste.

In figura un esempio di cancellazione con scelta liste.

Una seconda obiezione riguarda la modalità di alimentazione delle liste: se invece che importare nuovi iscritti in una sola lista devo caricarli in N liste differenti, l’operazione diventa senza dubbio più laboriosa e lunga. Anche qui però MailUp viene in aiuto. Se invece di caricare a mano, periodicamente, dei file excel o csv nelle varie liste si adottasse una metodologia automatica, si possono attivare delle post-operations che iscrivono (o disiscrivono) l’utente contestualmente in più liste.

I form di iscrizione online infatti possono iscrivere a più liste contemporaneamente (inviando una sola email di conferma iscrizione). Per attivare queste importazioni automatiche non c’è alcun costo da sostenere, maggiori dettagli sono disponibili qui http://www.mailup.it/risorse/Integrazioni-MailUp.pdf.

Frodi via sms per i portali che offrono servizi free

28 giugno 2010

Nella rete ci sono tanti siti che permettono di poter inviare gratuitamente dal proprio sito dei messaggi SMS. Da un po’ di tempo alcuni operatori telefonici italiani attraverso dei piani autoricarica permettono ai propri utenti di ricaricare il proprio credito per ogni SMS ricevuto.

Tale opzione che è totalmente legale e corretta, potrebbe però generare alcuni problemi per tutti quei siti che forniscono la possibilità di inviare SMS gratuiti. Gli utenti infatti potrebbero abusare di questi invii gratuiti – anche con programmi automatici – per ricaricarsi, a danno del portale che offre gli sms gratis.

Per evitare di incappare in questo problema, consigliamo ai nostri clienti interessati di seguire uno dei seguenti accorgimenti:

1. Evitare l’invio a numeri +39 se il servizio è focalizzato su una clientela non italiana

2. Verificare gli aspetti di sicurezza in caso di utilizzo solo dietro registrazione

3. Aggiungere un Captcha (sistema che richiede la digitazione di caratteri da ricopiare da un’immagine storpiata) per evitare compilazioni automatiche.

4. Evitare invii allo stesso numero di destinazione se superate determinate soglie quantitative o di frequenza.

Hotmail cambia le regole

24 giugno 2010

Microsoft ha svelato i prossimi cambiamenti a Windows Live Hotmail, con alcuni impatti importanti su chi invia email in modo massivo. Le caselle Hotmail / MSN / Live sono infatti tra le più diffuse tra chi effettua invii di tipo B2C, arrivando a cubare mediamente oltre il 40% del totale delle caselle.

L’obiettivo di Microsoft è di rivitalizzare l’utilizzo dell’email, rendendo l’esperienza di lettura più confortevole e piacevole.

Queste le novità:

1- Bollino: Sarà inserita un’icona che identifica i mittenti certificati/autenticati. Prestare quindi la massima attenzione al record SPF

2- Sweep: Un nuovo bottone permetterà di spostare un messaggio in un cartella, attivando in automatico la regola per cui tutti i successivi messaggi dello stesso tipo verranno spostati in automatico. Un comodo modo per tenere la casella ordinata e pulita dalle “gray-mail”, cioè email legittime che però non sono più così interessanti. Un’ottimo modo anche per ridurre le segnalazioni di spam (complaints) e quindi i Feedback Loop

3. Filtri che viaggiano nel tempo: Il messaggio è arrivato nella Inbox? Se non aperto, potrebbe ad un certo punto essere spostato nella cartella Spam, nel caso la reputazione del mittente degradi nel tempo. Si tratta quindi di estendere il controllo antispam anche sui messaggi già consegnati.

4. Filtri “one click”: E’ un modo per raggruppare velocemente i messaggi con un click. In questo modo l’utente può visualizzare solamente i messaggi degli amici, oppure provenienti dai social media, etc.

5. Disiscrizione proattiva: Se un utente cancella ripetutamente un messaggio senza mai aprirlo, riceverà un avvisso con una proposta di disiscrizione (probabilmente collegata al List-Unsubscribe header, che MailUp prevede già in automatico). Nel caso la richiesta di cancellazione non venisse onorata, il messaggio potrà essere bloccato da Hotmail.

Per maggiori informazioni: http://windowslivepreview.com/hotmail/overview/

Spammer vince causa contro blacklist

21 giugno 2010

 La società americana e360 finita nella blacklist di Spamhaus, uno dei punti di riferimento nella lotta allo spam. La e360 ha fatto causa a Spamhaus dicendo che la blacklist ha danneggiato la sua attività (circa la metà dei 6,6 miliardi di email è stata bloccata dai sistemi antispam che si appoggiavano alla blacklist di Spamhaus), arrivando a chiedere 30 milioni di dollari come risarcimento.
Una vicenda paradossale: nonostante tra gli indirizzi email che hanno ricevuto lo spam c’erano numerose spam trap oltre che gli stessi indirizzi dei responsabili di Spamhaus, il processo è stato vinto, in appello, dallo spammer. Spamhaus infatti non ha partecipato perchè non ritenuto utile essendo fuori giurisdizione. Spamhaus è una società no-profit inglese. Per questo motivo lo spammer alla fine ha vinto, nonostante un avvocato americano avesse preso di sua iniziativa e pro-bono le difese di Spamhaus. Il giudice ha imposto un risarcimento di 27 mila dollari, che peraltro Spamhaus ha già dichiarato che non pagherà (giustamente aggiungo).

Il processo arrivato alla corte federale è durato diversi anni, durante i quali nel frattempo la e360 è fallita, oltre che essere condannata per spam nel corso di un differente processo che questa volta nato da una causa di Comcast (importante ISP americano).

Quando vedremo anche gli ISP (internet service provider) italiani muoversi con un po’ più di decisione contro gli spammer nostrani? Ad oggi alcuni sembrano non avere un Abuse Desk, altri non rispettano neppure lo standard RFC (che rappresenta le regole basilari di internet) non avendo la casella “postmaster” attiva.
Nessuno oltretutto ha attivato programmi di Feedback Loop o pubblicato delle sezioni informative per i Postmaster.

Anche la normativa soffre ancora di molti limiti: la definizione della parola “spam” degli ISP (e anche di gran parte degli utenti) cioè messaggi non sollecitati inviati in modo massivo non corrisponde sempre alla definizione di “spam”, quindi vietato, dalle normative. Solo con una armonizzazione internazionale delle regole e una reale volontà di collaborazione degli ISP si potrà veramente riuscire a rendere lo spam un po’ più faticoso, rischioso e quindi meno redditizio.

Fonte: http://arstechnica.com/tech-policy/news/2010/06/accused-spammer-demands-135m-from-spamhaus-gets-27002.ars?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss

Spammer internazionale aggira i filtri antispam di Microsoft e finisce in tribunale

18 giugno 2010

Continua la guerra accanita ai più grandi spammer internazionali, che questa volta passa anche dai tribunali americani.
Si tratta di casi sintomatici, che ha visto scendere in gioco protagonisti importanti come Microsoft, Spamhaus e Comcast.

Microsoft ha fatto causa a Mr. Mizhen colpevole di aver cercato di ingannare i filtri antispam di Hotmail, con una tecnica laboriosa ma molto efficace. Ha creato ben 200.000 account di posta falsi, a cui inviava milioni di suoi messaggi email di spam, che venivano recapitati giustamente nella cartella della Posta Indesiderata. Poi procedeva, per ogni account, a spostarli nella Inbox segnalandoli come non spam.

In questo modo venivano alterate le statistiche del sistema antispam e quando gli stessi messaggi raggiungevano ignari utenti Hotmail, questo arrivava nella Inbox.

Mizhen si serviva di 3 diverse società ed è un recidivo: già nel 2003, causa attività di spam, aveva dovuto riconoscere ad Hotmail ben 2 milioni di dollari a titolo di risarcimento.

L’insegnamento che è bene sempre ricordare è quello di agevolare la cancellazione dei propri utenti, con procedure semplici (max 2 click) e sopratutto evidenti, non in grigio chiaro e carattere minuscolo. In questo modo il numero di utenti che spostano il messaggio nella cartella Spam si riduce, e questo aumenta la reputazione del mittente che rischierà meno di essere bloccato dai sistemi antispam.
Maggiori informazioni sul Portale del Supporto: http://assistenza.mailup.it/KB/a28/come-gestire-al-meglio-le-cancellazioni.aspx

La news originale (grazie a Nicky Smith per la segnalazione):

http://www.mediapost.com/publications/?fa=Articles.showArticle&art_aid=130320

Fai fiorire la tua console con i suggerimenti MailUp

31 maggio 2010

In questo post troverete tanti piccoli suggerimenti per conoscere meglio ed ottimizzare la vostra console MailUp.

Ripristino Menu

1err-reset Avete chiuso per errore un menu della console che vi serve e non sapete come riaprirlo?
Nessun problema! In fondo alla barra dei menu, trovate il tasto RESET, cliccatelo e tutti i menu verranno riaperti automaticamente. 1sol-reset1

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Uscire correttamente dalla console

1err-exit Se volete chiudere in maniera corretta la nostra console MailUp,non chiudetela con il tasto di chiusura della finestra (X). In questo modo la sessione della console potrebbe non essere stata chiusa in maniera definitiva.
Utilizzate invece il tasto ESCI , lo trovate sul vostro schermo in alto a sinistra. Questa operazione vi permetterà di chiudere correttamente la vostra console MailUp e di rientrare immediatamente senza dover aspettare qualche minuto. 1sol-exit

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5 tipologie per importare la vostra lista

Lo sapevate che potete importare in 5 modi differente i contatti a cui inviare le vostre comunicazioni. Andate nel menu UTENTI e cliccando su IMPORTAZIONI

MENU UTENTI - IMPORTAZIONE

Verranno visualizzate le 5 diverse modalità d’importazione tra cui excel, in formato testuale (TXT), addirittura estraendoli da un documento qualsiasi.
Ora vi rimane soltanto di scegliete il modo che vi è più comodo!

IMPORTAZIONE ISCRITTI

Immagini senza blocchi su Hotmail e Yahoo!?

14 aprile 2010

Grazie alla ReturnPath Certification è oggi possibile evitare il blocco predefinito delle immagini su tutto il network Microsoft (Hotmail, Live, Msn), MySpace e Yahoo! Significa che i messaggi arriveranno nella Inbox con le immagini già visualizzate e i link abilitati: un vantaggio importante che permette di incrementare i ritorni di un invio, in termini di maggiori aperture, maggiori click e quindi maggiori conversioni.

Hotmail e Yahoo! insieme, infatti coprono solitamente oltre il 50% degli iscritti in database di tipo B2C (consumer), altri provider importanti in termini di numero di caselle come Tin/Virgilio e Gmail non superano solitamente il 15% delle caselle attive in una mailing list di privati.

Come ottenere la Certificazione di Return Path? I requisiti sono molto selettivi: occorre avere una lista molto pulita (senza spam trap), con indirizzi raccolti in pieno rispetto della privacy, bassissimo tasso di lamentela degli utenti (i cosiddetti feedback loop) e nessuna segnalazione su blacklist internazionali, come Spamcop. Oltre a questi requisiti di qualità, i tecnici americani valutano anche la completezza dell’informativa privacy, le modalità di iscrizione, la presenza di record SPF nel DNS e le caratteristiche del sistema di invio.

Una volta superato l’esame, che può durare diversi mesi in cui viene monitorato il traffico, è necessario anche pagare un canone annuale che parte da circa 300 euro e sale in relazione al numero di messaggi inviati. La Certificazione garantisce, oltre allo sblocco delle immagini, anche il recapito nella Inbox (e non nella cartella spam) presso oltre 1,4 miliardi di caselle email, grazie ad accordi sottoscritti con centinaia di provider e sistemi antispam come Cloudmark e SpamAssassin. MailUp è official reseller per l’Italia di tutte le soluzioni Return Path, per verificare costi e acquistare il servizio andare sull’ecommerce

Nota di servizio: mentre lo sblocco delle immagini su Hotmail e MySpace è già attivo da mesi, lo sblocco su Yahoo! è una novità e richiede qualche settimana dalla richiesta, prima che venga attivato. I clienti MailUp che hanno già sottoscritto la Certificazione Return Path dovranno quindi attendere le prime settimane di Maggio per poter godere dell’effetto sblocco su Yahoo!

Facebook Mail in arrivo?

7 aprile 2010

Sembrerebbe che Facebook stia lavorando a Facebook Mail, un sistema di posta gratuito in grado di competere con i giganti (Hotmail, Yahoo!, AOL, Gmail) forte del suo bacino di oltre 400.000.000 di utenti. Gli indirizzi saranno @facebook.com e saranno gestibili come ogni classica webmail, con accessi POP e IMAP.
Il creatore di Gmail Paul Buchheit, meglio noto come fondatore di Friendfeed (acquisito da Facebook lo scorso anno) potrebbe essere coinvolto nel progetto - anche se ha smentito in qualche modo - così come diversi Postmaster che starebbero lasciando AOL.

Una casella come tante altre? Tra quello che trapela, l’elemento caratterizzante, oltre all’ovvia integrazione nell’ambiente social media, sarebbe il controllo estremo dello spam, tale da poter mettere anche in difficoltà i marketer legittimi. Alcuni dicono infatti che sarà il primo sistema di posta 100% spam free, completamente basato sulle whitelist: solo chi è già autorizzato può inviare, gli altri vengono rifiutati a priori. Sicuramente un proposito accattivante, che però potrebbe rimanere solo un ottimo claim commerciale.

“Gmail killer” come pare venga chiamato all’interno da alcuni dipententi di Facebook? Sicuramente è una risposta a Google, che aveva affiancato Buzz a Gmail solo poche settimane fa’, e un modo per aumentare le pageview e relativi introiti pubblicitari.

Il processo di avvicinamento di Facebook alle email è già iniziato: attraverso le API dal 20 Gennaio 2010 è già possibile ottenere l’accesso all’indirizzo email degli utenti (sotto la loro approvazione).

Con le recenti modifiche alla gestione della privacy (informazioni di contatto) è ora anche possibile specificare chi è autorizzato ad inviare “messaggi”:

facebook-webmail

Per ora il default è su TUTTI.

Nel frattempo si suggerisce di prenotare il proprio indirizzo di posta (che potrebbe essere equivalente al vanity name ottenibile qui ) se si disponde di almeno 25 fan.

Sinceramente risulta difficile immaginare una casella email che non si possa utilizzare per iscriversi ad una newsletter, o per acquistare qualcosa su un sito o ricevere notifiche, o per utilizzare uno dei tanti servizi informativi via email, senza dover diventare “amici” o comunque obbligare l’autenticazione tramite Facebook.

Mi aspetterei invece un nuovo sistema di webmail che capitalizzi al meglio le esperienze migliori nella lotta allo spam, a partire dall’autenticazione DKIM, List-Unsubscribe ecc. Dall’altra parte, se davvero si confermasse l’equivalenza tra l’URL vanity e l’indirizzo email, sarebbe davvero facile per uno spammer ricostruire un elenco di indirizzi email; probabilmente meno facile farlo senza incappare in qualche spamtrap.

La fonte originale della notizia è Techcrunch.

Feedback Loop, questo sconosciuto

6 aprile 2010

La ricerca eseguita a inizio 2010 da Ipsos per Maawg su un campione rappresentativo di oltre 3.700 intervistati online in 6 diversi paesi (esclusa l’Italia) ha rilevato risultati molto interessanti per comprendere il comportamento rispetto all’utilizzo dell’email.

La metà degli intervistati ha riferito di aver aperto messaggi di spam in modo consapevole, per varie ragioni. La percentuale sale negli utenti più giovani, che si ritengono più esperti e quindi più consapevoli di eventuali rischi.

E’ interessante notare come uno su due (44%) sposta i messaggi sospettati di essere spam nel Junk Folder, mentre il 39% preme il bottone “segnala come spam”, contribuendo così a migliorare la pulizia della propria casella, ma anche quella degli altri utenti all’interno dello stesso sistema di posta (in particolare quelli web come Hotmail, Yahoo! e Gmail).

Cosa si intende comunemente con la parola “spam”? La maggioranza (69%) classifica come spam tutte le email non richieste e per identificarlo si basa sul mittente (73%) e sull’oggetto (67%).

Non tutti sanno che marcare un messaggio come spam fornisce informazioni al sistema antispam, migliorandolo con il contributo dei singoli riceventi.

Pochissimi sono coscienti però che questa informazione può arrivare anche al mittente, che procederà alla disiscrizione automatica dell’indirizzo. Il meccanismo è chiamato comunemente “Feedback Loop“: se il server del mittente ha siglato con il provider uno specifico accordo, per ogni utente che clicca sul bottone “segnala come spam” viene inviato un messaggio al server del mittente, in modo che possa escluderlo dai successivi invii. Poichè gli spammer difficilmente riescono ad attivare questo tipo di accordi, il provider riesce così a meglio distingure i mittenti legittimi dagli spammer.

MailUp ha sottoscritto oltre 12 contratti di questo tipo con i principali provider internazionali, anche se la grossa fetta del traffico viene intercettata solitamente da Hotmail/Msn/Live e Yahoo!
Andando nel menu Utenti/Elenco Disiscritti è possibile individuare con precisione chi sono quegli utenti che sono stati disiscritti in automatico a causa di queste segnalazioni per spam (abuse report).

Non deve stupire se il numero di tali disiscritti è elevato: anche il mittente più attento alla privacy e al trattamento dei dati dei propri iscritti, non sarà immune da questo fenomeno. Fisiologicamente infatti circa lo 0,2% dei destinatari invece che seguire la procedura di cancellazione troverà più comodo cliccare sul bottone “segnala come spam”, che permette tra l’altro di cancellarsi da più messaggi contemporaneamente. Il 16% degli intervistati - sopratutto nei paesi anglosassoni - infatti definisce come “spam” anche i messaggi richiesti un tempo, ma ora non più desiderati.

Per distinguere la volontà di cancellarsi dalla reale volontà di segnalare un messaggio come spam si stanno studiando dei sistemi come il List-Unsubscribe.

E’ bene tenere monitorato questo fenomeno (in MailUp vengono definiti “Segnalazione Abuso”) perchè se la percentuale sale sopra il 2% aumenta la probabilità che il messaggio venga classificato come spam per tutti i destinatari, non solo per quelli che hanno segnalato l’abuso.

Andando in Statistiche/Grafico Trend Reattività è possibile visionare l’andamento delle Segnalazioni Abuso invio dopo invio.

Come ridurre questo fenomeno?

A) Non inviare ad indirizzi che non si sono iscritti volontariamente.
B) Utilizzare il bottone di cancellazione di MailUp.
C) Nel caso di più liste (una lista è un ambiente separato con proprie configurazioni, database e statistiche) utilizzare la modalità di cancellazione doppio opt-out standard.
D) Il bottone di cancellazione dev’essere ben evidente, meglio se accompagnato da una dicitura che spiega come mai il messaggio è inviato (”ricevi questo messaggio perchè…”).
E) Invitare i destinatari ad inserire l’indirizzo del mittente in rubrica (cosa fatta dal 35% del campione).
F) Usare un mittente e nome mittente che sia riconosciuto dal destinatario, e non cambiarlo.

Il rapporto integrale è disponibile qui: 2010 MAAWG Email Security and Usage Report.

L’Email Marketing vola con l’Apple iPad

24 febbraio 2010

La nuova “tavoletta” della Apple sarà negli scaffali in primavera. E’ chiamata a rivoluzionare - almeno nelle intenzioni - le abitudini di lettura e navigazione “da divano“, presenta diversi aspetti interessanti per chi fa Email Marketing.

Le Email su iPad. Ampia area per l'anteprima, con supporto del video e immagini non bloccate

Le Email su iPad. Ampia area per l'anteprima, con supporto del video e immagini non bloccate

Sebbene infatti la diffusione di questi device sarà probabilmente molto limitata inizialmente, è comunque il segnale che internet sta arrivando su media nuovi che prenderanno via via sempre più spazio.

L’iPad infatti potrà garantire un’esperienza di lettura delle email sicuramente superiore alla gran parte dei client di posta (Outlook, Thunderbird…). I motivi sono pochi, ma significativi:

STILE DI LETTURA

1) I lettori sono più disponibili e coinvolti, perchè il device è pensato per essere usato in salotto, a letto oppure in viaggio (magari nei nuovi treni ad alta velocità con connessione WIFI).

2) Per le sue caratteristiche, compreso un multitasking praticamente non gestibile, difficilmente aperta l’applicazione di posta l’utente sarà distratto da altre applicazioni come lampeggiano in qualche angolo dello schermo.

IL MESSAGGIO

1) L’esperienza di lettura è agevolata da uno schermo ampio con ottima definizione (135dpi), un’area di anteprima del messaggio decisamente estesa (circa 700×580 pixel)

2) Le immagini vengono mostrate immediatamente senza blocchi.

3) Il supporto dell’HTML5, che significa a regime il video all’interno delle email, cosa ad oggi impossibile.

Unica avvertenza: sarà necessario qualche accorgimento nella realizzazione dei messaggi, ma niente di nuovo visto che il client usa lo stesso motore di Apple Mail e Safari (Webkit).

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