25 gennaio 2012
Negli ultimi anni i blog sono diventati sempre di più un mezzo scelto dagli utenti per condividere opinioni ed esperienze con altri utenti. In ambito aziendale, invece, sono diventati il veicolo preferenziale per pianificare e realizzare processi di storytelling, atti a raccontare l’evoluzione di un’azienda e a comunicare i valori costitutivi di un brand.
Da un punto di vista tecnico, la diffusione dei blog è stata aiutata dall’introduzione dei feed RSS, ossia file in formato XML per gestire le fonti di informazione e segnalare all’utente nuovi articoli o risorse al momento della pubblicazione. Questo metodo è in grado di generare un’elevata fidelizzazione dell’utente verso la risorsa ma presenta alcuni limiti. Vediamo insieme quali sono e come è possibile superarli grazie a una corretta strategia di Email Marketing.
Gli aspetti messi in luce dimostrano come l’email sia un valido alleato in una struttura di blogging. Installando sul proprio blog un plugin (o incollando il codice form preso da MailUp), è possibile raccogliere in maniera efficiente gli indirizzi email degli utenti interessati, ai quali può essere inviata una newsletter generata attraverso l’importazione automatica di un file RSS.
9 gennaio 2012
Ogni giorno le aziende si confrontano con un mercato molto competitivo che richiede sempre nuove strategie di marketing per catturare l’attenzione e coinvolgere. Da sempre ci si è dovuti confrontare con la difficoltà di quantificare i risultati delle attività di marketing intraprese, tanto che la celebre frase “la metà degli investimenti in pubblicità è sprecata, il problema è che non so quale metà ” (John Wanamaker, 1919) è ancora oggi citata.
Dall’indagine svolta da Ifbyphone per la realizzazione di un rapporto sullo stato della misurazione del Marketing nel 2011 emerge che l’82% dei dirigenti intervistati si aspetta di poter misurare il ROI – return on investment – delle proprie campagne. Con l’evoluzione del marketing mix e l’interconnessione dei canali tradizionali con il nuovo marketing digitale, i riscontri sono teoricamente più misurabili, anche se restano a volte poco precisi e più complessi da calcolare.
Nonostante l’evoluzione dei sistemi di analytics, la percezione dei marketers americani è nettamente inferiore alle potenzialità offerte oggi dalle ultime tecnologie di analisi. Come emerge dal grafico in figura, che evidenzia l’efficacia percepita della misurazione dei ROI sui diversi strumenti di marketing, l’email marketing registra il dato più alto (47%) mentre le PR (18%) quello inferiore.
Grazie al supporto di sistemi d’invio professionale, l’email marketing garantisce statistiche molto accurate e consente la misurazione del ROI sulla base dei tassi d’apertura, dei click, delle condivisioni e degli inoltri del messaggio registrati.
Le statistiche analitiche disponibili con MailUp consentono di valutare i risultati complessivi di una campagna e permettono di conoscere i dati relativi ai singoli utenti segnalando, per esempio, anche la posizione geografica. Queste informazioni offrono la possibilità di sviluppare campagne ad hoc sulla base della città o delle preferenze evidenziate dai click su sezioni e argomenti della newsletter e dalle condivisioni sui social.
Grazie alle DEM, l’email marketing offre una risposta all’esigenza di ideare strategie per collegare programmi di marketing e vendite. Con un click, l’utente è indirizzato all’ecommerce e può concludere l’acquisto di un articolo in promozione presentato nel messaggio. Per favorire gli operatori più trasparenti, con l’ultima versione di MailUp sono stati introdotti i nuovi Report Aggregati, nati per consentire alle concessionarie di pubblicità e agli editori di condividere con il committente i risultati di un invio in modo sicuro e “certificato”.
Misurare l’impatto del marketing è sempre stato un obiettivo ambizioso per le aziende: se la sfida attuale è cresciuta in relazione a campagne su canali difficilmente controllabili nei risultati, la forza dell’email marketing sta anche nell’accuratezza delle statistiche che ne fanno un canale assolutamente unico e apprezzabile.
22 dicembre 2011
Da alcuni mesi Google sta sperimentando, in collaborazione con Honda e altri advertiser selezionati negli USA, una nuova funzione del suo sistema AdWords che permette agli inserzionisti di collegare le campagne di Keyword Advertising a quelle di Email Marketing. Come si vede nello screenshot, nell’annuncio è stato creato un campo che consente agli utenti di inserire il proprio indirizzo email e di iscriversi alla newsletter dell’inserzionista.
Questa opzione offrirebbe nuove possibilità di contact generation poiché, in alcuni casi, non sarebbe più necessaria una landing page per raccogliere gli indirizzi, operazione eseguita direttamente nell’annuncio, mentre tutte le fasi di ottimizzazione avverrebbero solo a livello di annuncio e non, come in precedenza, anche sulla landing page. Dal punto di vista delle conversioni, la funzione potrebbe generare ottimi risultati: l’eliminazione di un passaggio ridurrebbe il tempo di interazione, sfruttando l’impulso all’azione dell’utente.
Un’osservazione è doverosa: l’inserimento del solo nome da parte dell’utente potrebbe rivelarsi vincente sul numero di contatti acquisiti, ma determinare anche un’incompletezza anagrafica dannosa per i professionisti del marketing, impossibilitati a segmentare, fin da subito in gruppi, i nominativi raccolti. Per ovviare a questo inconveniente, si potrebbe creare un automatismo – già possibile oggi con l’opzione Marketing+ di MailUp – che successivamente all’iscrizione mandi un’email transazionale con l’invito all’autoprofilazione. La funzionalità è inclusa in un pacchetto chiamato “Communication Ad Extensions” ed è stata rilasciata in versione alpha a febbraio 2011 a una frazione degli advertiser e dei visitatori (si stima il 10%).

Emergono aspetti positivi e negativi:
a) Google non passa all’advertiser l’indirizzo email del visitatore: invia un messaggio all’advertiser con la notifica con un mittente alias del visitatore originale. Quindi Google fa da tramite, inoltrando la risposta dell’advertiser. Ci sono limitazioni per proteggere la privacy del visitatore: Google lascerà attivo l’alias solo per 30 giorni e per un massimo di 6 messaggi.
Un processo di automazione come quello di Marketing+ permette di superare questo ostacolo.
b) Il servizio per ora è gratuito: Google gira questi lead a costo zero. Dato l’alto valore – se confrontato con le altre piattaforme di Lead Generation in cui il costo per lead è superiore a quello di un click – è probabile che con questa soluzione Google sarà in grado di aumentare i ricavi di ogni singola ricerca.
c) La sola presenza delle nuove funzioni potrebbe favorire la visibilità dell’annuncio e il relativo tasso di click
Questa funzione, non ancora rilasciata ufficialmente e che potrebbe cambiare prima del rilascio, darebbe la possibilità agli inserzionisti di avviare campagne di Lead Generation in modo più semplice e con costi probabilmente più contenuti, colmando la distanza tra SEM ed Email Marketing. Abbiamo contattato Adwords per chiedere la partecipazione alla beta e ci è stato confermato che queste estensioni “sono disponibili al momento solo per gli Stati Uniti e per il Canada”.
12 dicembre 2011
La reputazione è un concetto protagonista di tanti aspetti del Marketing. Nell’Email Marketing diventa decisivo non solo per aumentare le conversioni di una campagna, ma anche per assicurare il recapito del proprio messaggio direttamente nella casella Inbox.
La reputazione, intesa come genuinità e rilevanza, è applicata da ISP, MSP (come per esempio Libero e Hotmail) e sistemi antispam per valutare la legittimità di una comunicazione attraverso l’analisi del comportamento di chi invia.
Chi fa spam, infatti, ha la tendenza a inviare il medesimo messaggio a un’enorme lista di utenti, senza alcun controllo su segnalazioni di abuso e bounce generati. Questo comportamento è analizzato dagli ISP che, in base al numero di segnalazioni e alla gravità, possono attribuire una reputazione bassa ai server, all’indirizzo di posta del mittente o perfino al dominio utilizzato.
Un feedback loop è generato quando un utente riceve una comunicazione non voluta e la classifica come indesiderata premendo il pulsante “Segnala come Spam”.
In questo caso l’ISP raccoglie tutte le segnalazioni, risale al server di origine, assegna un voto all’attività eseguita e, se un apposito accordo è stato sottoscritto, fa una segnalazione al server di origine, responsabile della gestione corretta di queste notifiche.
Ricevuti questi messaggi, una piattaforma come MailUp procede alla disicrizione dell’indirizzo dell’utente che ha segnalato l’abuso, così che questi non sia più contattato. Si evita così che l’ISP possa confondere l’attività legittima dell’azienda per quella di uno spammer.
Alcuni accorgimenti aiutano fin dai primi invii le aziende e le associazioni, che scelgono di usare questo canale in modo responsabile, a mantenere alta la propria reputazione e garantire il recapito dei propri messaggi:
21 novembre 2011
In una newsletter della scorsa estate avevamo invitato i lettori a partecipare al nostro programma di raccolta dati per fare di MailUp un prodotto migliore. Quell’invito è stato accolto con grande entusiasmo e ha portato nella prima metà di ottobre a una serie di incontri, organizzati dal nostro team di design con l’obiettivo di raccogliere informazioni sulla percezione del servizio offerto da MailUp.
Per raccogliere suggerimenti e opinioni dei nostri clienti abbiamo scelto lo strumento del card sorting, un metodo di indagine basato sul gioco e sulla collaborazione, fondamentale nel modello di sviluppo chiamato User Centered Design.
Il modo migliore per scoprire come una persona percepisce il mondo che la circonda è chiederle di descriverlo e categorizzarlo. Questo stesso principio è alla base del card sorting: abbiamo chiesto ai volontari di organizzare in gruppi le funzioni offerte dalla console MailUp, per capire tramite l’osservazione diretta quali sono le aree del servizio che offrono maggiori opportunità di miglioramento.
A ogni volontario sono stati dati un mazzo di carte e una semplice regola: organizzare le funzioni già presenti in MailUp così come vorrebbe che fossero. Le informazioni raccolte durante questi incontri saranno la base su cui costruiremo il futuro di MailUp, tramite un processo di design complesso e diviso in fasi, impegnandoci a sviluppare un prodotto sempre più semplice, intuitivo, usabile e compatibile.
Ma non finisce qui: durante le fasi di design che si susseguiranno nei prossimi mesi avremo ancora bisogno del vostro parere. Vi invitiamo a seguire le nostre newsletter con attenzione per essere aggiornati sul progresso del nostro lavoro.
Contribuire al miglioramento di MailUp è sempre possibile: basta compilare il questionario che si trova nell’area riservata.

18 novembre 2011
Il marketing digitale evolve di pari passo con le nuove tecnologie e sviluppa, grazie a queste, nuove idee. Con l’ascesa degli smartphone è diventato indispensabile per le aziende attive nel mondo dell’email marketing adattare le proprie newsletter al formato mobile e scegliere un approccio che consideri il potenziale offerto dalla combinazione tra questo canale e i social media.
Sempre più spesso, capita di trovarsi di fronte un nuovo elemento, il Quick Response code. Si tratta di un codice a barre bidimensionale a matrice, leggibile grazie ad apposite applicazioni presenti sui telefoni cellulari di ultima generazione. Questo quadro scannerizzabile reindirizza a un sito web contenente informazioni più dettagliate, moduli di iscrizione o Microsoft Tag e Google Goggles.
Un codice QR incuriosisce e aiuta a generare nuovo traffico sul proprio sito: può essere inserito su un’infinità di articoli, come per esempio comunicati stampa, brochure, articoli di giornale, poster, biglietti da visita, packaging di prodotto, gadget, magliette, etichette di abbigliamento, stand espositivi, vetrine e newsletter.
Come abbiamo più volte sottolineato, costruire un database di contatti a regola d’arte è un lavoro lungo che impegna l’azienda su molteplici fronti. Il QR code si rivela uno strumento utile anche per questa operazione: inserito in un cartellone pubblicitario, può condurre a una landing page contenente un modulo di iscrizione.
Anche se ancora poco diffusa, la pratica di utilizzare i QR code nelle proprie attività di comunicazione e promozione off-line può essere un modo nuovo e divertente per coinvolgere clienti nuovi e consolidati, combinando attività di pubblicità cartacee e versatilità del web.
Adottare i QR code può rivelarsi una strategia utile per incentivare attività promozionali e raccogliere anche nuovi iscritti alla propria newsletter.
17 novembre 2011
Lo spam non è solo un fastidioso disagio per le nostre caselle di posta, ma produce anche un impatto negativo sull’ambiente.
Una recente infografica pubblicata da WebpageFX illustra il processo ed evidenzia come lo spam sia in parte responsabile dell’inquinamento globale. Secondo i dati pubblicati nel documento, ogni email di spam produce emissioni di CO2 che, unite al volume di anidride carbonica prodotta a livello mondiale, incidono sulla situazione ambientale planetaria.
La relazione annuale di McAfee, società di software di sicurezza, indica in un totale di 33 miliardi di Kwh l’energia usata per trasmettere, elaborare e filtrare la posta indesiderata. La cifra equivale all’energia utilizzata in 2,4 milioni di case ed è comparabile, in termini di quantità di emissioni di gas serra, a ben 3,1 milioni di auto che consumano complessivamente 7 miliardi e mezzo di litri di benzina.
Lo spam quindi non si limita a “inquinare virtualmente” le nostre caselle di posta con messaggi indesiderati, ma ha anche un reale e negativo effetto sull’ambiente che ci circonda.
MailUp aderisce al progetto Impatto Zero® di Lifegate: oltre a compensare la produzione di CO2, sanziona con una penale qualunque attività di spam proibita. Inoltre, si impegna a monitorare costantemente l’attività dei propri clienti per assicurare il rispetto delle regole e l’assenza di abusi.
Con gli anni, la lotta allo spam ha fatto sì che si sviluppassero tecnologie di filtraggio utili a proteggere le caselle di posta degli utenti, riducendo il fastidio di indirizzi intasati da messaggi indesiderati e risparmiando perdite di tempo per operazioni di cancellazione.
In linea con la legge sulla privacy, queste tecnologie hanno costretto chi invia email con il preventivo consenso dei propri contatti a rispettare sempre più stretti criteri per raggiungere la cartella di posta in arrivo e non finire, invece, tra la posta indesiderata.
Adottare sistemi professionali per inviare newsletter e DeM, attraverso provider iscritti a whitelist internazionali, è utile per migliorare la propria deliverability e assicurarsi di raggiungere la inbox del cliente.
MailUp garantisce l’alto tasso di recapito e consente di verificare attraverso le funzioni Email Analysis e Spam Check come sarà letto il proprio messaggio dai filtri antispam. La verifica segnala eventuali parole o elementi penalizzanti, permettendo così di correggere l’email.
Naturalmente per chi fa email marketing allo stato dell’arte e con sistemi professionali, i filtri anti spam non sono certo un problema. Tuttavia resta da chiedersi se l’inquinante attività di spam porti davvero qualche risultato, considerato che nel 90% dei casi i messaggi indesiderati non sono nemmeno letti, ma direttamente cancellati.
21 ottobre 2011
È appena terminato a Boston Shop.org Summit, uno degli eventi più importanti nel mondo dell’ecommerce. Molti i contenuti interessanti, tra cui alcuni dedicati all’email marketing. La sintesi della ricerca presentata, qui suddivisa in tre suggerimenti pratici, è utile per chi si occupa di email marketing.
Rendi visibile il modulo d’iscrizione
Banale? Forse, ma i dati indicano che i siti giudicati migliori inseriscono il modulo d’iscrizione ovunque. Il 50% invece gli attribuisce poca importanza, inserendolo per esempio come link nel footer. Il suggerimento è di dare sempre importanza prioritaria al modulo d’iscrizione alla propria newsletter, considerata l’efficacia del canale email nel mantenere e sviluppare una relazione con i propri clienti. Il modulo deve essere visibile, riconoscibile e presente in ogni pagina web, come per esempio la propria pagina aziendale o di prodotto su Facebook.
Con MailUp puoi creare facilmente:
Se usi WordPress per il tuo blog o il tuo sito, il processo è ancora più semplice grazie al nuovo MailUp plugin per WordPress.
Invia un messaggio di benvenuto: genera sei volte il fatturato!
La ricerca ha evidenziato come il primo messaggio al nuovo iscritto – l’email di “benvenuto” – ha un elevatissimo tasso di apertura, arrivando a generare fino a sei volte le vendite create da uno degli invii successivi. Eppure il 32% degli intervistati ha ammesso di non spedire alcun messaggio di benvenuto. Un’occasione di contatto con il cliente da non perdere! Vediamo come farlo con MailUp.
Inserisci opzioni di opt-out: il 20-30% degli utenti resta!
Altro risultato di rilievo della ricerca: l’utente cui sono offerte opzioni di disiscrizione sceglie di non disiscriversi nel 20-30% dei casi. Magari semplicemente vuole ricevere messaggi con meno frequenza o a un altro indirizzo. Meno di un terzo degli intervistati, tuttavia, utilizza questa funzione. Lo sapevi che in MailUp è facilissima da attivare? Si chiama Opt Out con Opzioni: trovi una schermata di esempio qui sotto.
Leggi come utilizzare questa funzione.
Buon lavoro e ricorda: se hai bisogno di una consulenza tecnica o di marketing puoi assumere i nostri esperti con “Pacchetto Ore“.
18 ottobre 2011
Occupandoci in questo blog di email marketing non possiamo non riflettere sullo scenario in cui l’email vive, sempre più popolato da utenti social che usano dispositivi di connessione mobili. Abbiamo già affrontato i possibili dubbi sul futuro dell’email a favore invece dell’ascesa dei social network e della loro logica di condivisione di contenuti.
Negli ultimi mesi, a conferma di quanto era emerso sulla natura e sul ruolo unico dell’email, colossi del mondo web come Microsoft, Google e Facebook hanno mostrato un interesse crescente nei confronti dell’email e dei suoi utilizzi.
Un’interessante infografica riassume la dimensione e il valore che l’email continua ad acquistare. Nonostante i social network facciano molto parlare di sé, il loro ruolo è ridimensionato se confrontato con i 188 miliardi di email spedite giornalmente. Facebook conta, infatti, “solamente” 60 milioni di update mentre Twitter raggiunge i 140 milioni di tweet.
Il primato dell’email resta saldo anche se paragonato al numero totale di interrogazioni sui motori di ricerca Google, Yahoo e Bing. Il valore stimato di circa 3,3 miliardi di ricerche al giorno, seppur imponente, è comunque nettamente inferiore al numero di email inviate ogni giorno.
Questi dati sono indice di un crescente ruolo dell’email come mezzo di comunicazione unico e indispensabile. Le aziende, piccole o grandi che siano, non devono perdere di vista il valore della posta elettronica piuttosto affiancarla ai social media, sfruttando le potenzialità che questi offrono di sharing, interazione e acquisizione di nuovi iscritti al proprio database.
11 ottobre 2011
Con circa 355 milioni di account attivi (dato di fine 2010), Hotmail è il più importante fornitore di caselle di posta, grazie all’integrazione con il mondo Microsoft /Live e alla costante innovazione. A distanza, lo inseguono Yahoo Mail e Gmail, rispettivamente con 275 e 197 milioni di account attivi.
Analisi recenti sull’uso della posta elettronica hanno fatto emergere spunti interessanti, alcuni dei quali sono serviti per studiare le innovazioni che Hotmail introdurrà a breve. Vediamoli insieme.
Per ovviare a queste difficoltà, Hotmail aggiungerà nel prossimo rilascio nuove funzionalità per gestire con più efficienza la propria casella di posta. L’utente potrà identificare e processare con maggiore facilità le graymail, i messaggi frutto di una legittima sottoscrizione ma per i quali ha perso interesse e che identifica come spam.
Queste in dettaglio le novità.
Il 2 Giugno 2009 è stato pubblicato il libro "E-Mail Marketing" edito da Hoepli. Questo blog vuole essere il naturale proseguo del libro, dove trovare aggiornamenti e scambiare commenti.