16 aprile 2012
L’email è viva e performante. È questo quanto emerso con evidenza all’Email Evolution Conference in Florida.
Secondo i guru del settore, le attività di email marketing con i migliori risultati sono anche frutto di una segmentazione e personalizzazione dei messaggi, possibile grazie all’attenzione professionale all’email marketing e a un uso corretto delle informazioni strategiche di cui l’azienda dispone.
Inviare comunicazioni personalizzate richiede più tempo e un impegno maggiore rispetto alla prospettiva di un unico messaggio per tutta la mailing list, ma è anche vero che ciò migliora i risultati, sia in termini di statistiche sull’attività degli utenti sul messaggio sia in termini di profitti e di vendite.
Una recente ricerca evidenzia come personalizzando i contenuti dei propri messaggi in base alla segmentazione della lista contatti, si registri una crescita del tasso di aperture, una riduzione dei disiscritti e un aumento degli utenti attivi e degli obiettivi raggiunti.
L’importanza della segmentazione nelle campagne email è un aspetto messo in luce anche dal report 2012 di MarketingSherpa: per il 32% di chi si occupa di email marketing è un obiettivo prioritario, per il 95% è un aspetto che necessita di esser migliorato.

Come migliorare la segmentazione e la personalizzazione delle proprie campagne?
Nella segmentazione del proprio db è importante distinguere le comunicazioni B2B da quelle B2C.
Nel caso di comunicazioni rivolte ai prospect è bene differenziare il messaggio secondo il grado di coinvolgimento raggiunto. Per chi ha già richiesto una prova gratuita sarà utile ricevere un’offerta di acquisto; chi è appena entrato in contatto con l’azienda, magari grazie a una newsletter, sarà felice di ricevere una comunicazione che approfondisce le caratteristiche del prodotto o del servizio prima di valutare la proposta di acquisto.
Per i clienti, invece, è indispensabile considerare le abitudini e le preferenze mostrate, modulando la comunicazione sulla base dei temi risultati più di rilievo per loro.
Grazie a strumenti professionali, è possibile inviare messaggi differenti a gruppi di utenti predefiniti attraverso l’uso di Contenuti dinamici e Tag dinamici personalizzati.
In questo modo, una volta identificate le preferenze, sarà possibile inviare con semplicità versioni personalizzate anche nei contenuti a partire dallo stesso messaggio.
2 aprile 2012
Introduzione
Novità in vista per la normativa sulla privacy. Il 25 gennaio 2012 la Commissione europea ha presentato la proposta di revisione della normativa comunitaria sulla protezione dei dati personali risalente al 1995: si punta a rafforzare i diritti degli utenti in materia di privacy online e a uniformare le 27 diverse legislazioni dei Paesi membri dell’Unione.
La riforma è affidata a un Regolamento, immediatamente applicabile in tutti gli Stati membri, che istituisce un quadro normativo generale per la protezione dei dati personali. In virtù delle nuove regole, ogni cittadino dovrà essere informato in modo semplice e chiaro circa le procedure con cui i propri dati saranno gestiti da qualsiasi azienda con sede legale in Europa, a prescindere da dove si trovino i server.
Le principali novità:
Le proposte della Commissione passano ora al Parlamento Europeo e al Consiglio dei Ministri per la discussione e, una volta adottate, non entreranno in vigore prima di due anni.
19 marzo 2012
La Nuova Direttiva Europea 2011/83/Ue sui Diritti dei Consumatori approvata nell’ottobre 2011 propone una regolamentazione uniforme dei contratti negoziati fuori dai locali commerciali e quelli online che avvengono all’interno del territorio della Comunità Europea, ponendo l’accento in particolare sulle attività di commercio elettronico.
La nuova direttiva ha introdotto alcuni importanti cambiamenti a tutela dei Diritti dei Consumatori sugli acquisti a distanza che sono in sintesi i seguenti:
Le nuove norme dovranno essere recepite dagli Stati membri entro il 13 dicembre 2013 e le leggi di recepimento dovranno diventare operative al più tardi entro il 13 giugno 2014.
20 febbraio 2012
L’indirizzo di posta elettronica, vero e proprio lasciapassare personale a molti servizi online, è il primo passo che un nuovo utente di internet deve fare per registrare e dare una regolare identità alla propria presenza in Rete. La scelta e la creazione di un indirizzo di posta elettronica è perciò un aspetto che coinvolge, almeno una volta, la quasi totalità degli utenti, senza considerare l’abitudine sempre più comune di possedere più indirizzi forniti da differenti provider per adibirli a usi distinti (ricreativo/operativo/strettamente privato).
I provider che offrono un servizio di posta elettronica sono innumerevoli. Ciascuno di questi ha sviluppato una propria strategia per proteggere le caselle di posta dei propri utenti da email indesiderate, basandosi sulla certificazione del mittente, sui contenuti del messaggio o sulla consistency (costanza nei volumi di invio).
La lotta allo spam ha portato a innalzare le logiche di filtro che regolano la deliverability del messaggio, con il rischio di filtrare come spam messaggi che invece non lo sono. Il rischio di falsi positivi è abbastanza ridotto se l’invio è effettuato con un’infrastruttura di invio professionale che garantisce un buona igiene della lista e relazioni dirette con gli ISP. È comunque importante poter analizzare le performance di recapito sui principali provider, per accertarsi che non esistano criticità particolari.
Per le aziende che si occupano di email marketing è interessante capire in quale percentuale i diversi domini compongono il proprio database di utenti. Questa informazione strategica aiuta a migliorare i propri risultati e permette di conoscere l’eventuale impatto in caso di problemi di delivery verso un singolo provider.
All’interno del report “Analisi e Confronti”, MailUp offre la possibilità di conoscere le diverse percentuali di domini che compongono il proprio database. Sulla base dei 234 milioni di indirizzi email che compongono la totalità degli indirizzi (esclusi Bounce) presenti sulle proprie console, ecco una fotografia attuale e realistica sulla distribuzione dei vari provider di email:
I dati mostrano che i cinque principali domini coprono più di tre quarti della totalità degli indirizzi, lasciando agli altri il restante 22%.
Con una percentuale del 32%, Hotmail si aggiudica la fetta più consistente di utenti, seguita a buona distanza da Libero e Telecom Italia (Virgilio, Tin, Alice…), rispettivamente scelti dal 18% e dal 13% del totale. Interessante, infine, la percentuale inaspettatamente bassa di Gmail che con il 6% si posiziona dopo Yahoo!.
Ipotizzando che questi dati generali corrispondano a quelli del database di un’azienda, è comprensibile la scelta di ottimizzare la grafica per Hotmail a discapito, per esempio, di AOL per privilegiare l’arrivo in inbox.
Con MailUp è possibile controllare il messaggio per migliorarne l’efficacia e incrementare i tassi d’apertura. La funzione Email Analysis permette, in pochi click, di visualizzare l’anteprima del messaggio su tutti i principali sistemi di posta, con combinazioni di rendering e attraverso i maggiori sistemi antispam, verificando eventuali errori html, link errati o inseriti in blacklist che potrebbero causare problemi di deliverability.
6 febbraio 2012
L’allocazione del budget di marketing è un’attività estremamente importante: le risorse disponibili devono essere allocate efficacemente tra i vari canali comunicativi per realizzare gli obiettivi aziendali. Dallo studio di Marketing Sherpa emerge la volontà delle aziende di orientarsi verso canali alternativi che siano cost-effective, altamente misurabili e consoni al mercato che vogliono raggiungere.
Mentre i Tradeshow continuano a costituire la voce più significativa del budget di marketing, dopo il sito web è l’Email Marketing insieme al Paid Search (PPC) a essere il canale online preferito, con investimenti che raggiungono il 13% del budget complessivo (il SMM in forte crescita, al 9%). Questo investimento è dovuto in parte alla percezione dell’email come evoluzione tecnologica del Direct Mailing cartaceo che, grazie alle caratteristiche di misurabilità e immediatezza, è il mezzo preferito per collegare i canali online e offline del proprio marketing mix.
L’email continua a offrire il proprio supporto strategico e operativo a molte delle attività di marketing, come evidenziato in questo elenco:
25 gennaio 2012
Negli ultimi anni i blog sono diventati sempre di più un mezzo scelto dagli utenti per condividere opinioni ed esperienze con altri utenti. In ambito aziendale, invece, sono diventati il veicolo preferenziale per pianificare e realizzare processi di storytelling, atti a raccontare l’evoluzione di un’azienda e a comunicare i valori costitutivi di un brand.
Da un punto di vista tecnico, la diffusione dei blog è stata aiutata dall’introduzione dei feed RSS, ossia file in formato XML per gestire le fonti di informazione e segnalare all’utente nuovi articoli o risorse al momento della pubblicazione. Questo metodo è in grado di generare un’elevata fidelizzazione dell’utente verso la risorsa ma presenta alcuni limiti. Vediamo insieme quali sono e come è possibile superarli grazie a una corretta strategia di Email Marketing.
Gli aspetti messi in luce dimostrano come l’email sia un valido alleato in una struttura di blogging. Installando sul proprio blog un plugin (o incollando il codice form preso da MailUp), è possibile raccogliere in maniera efficiente gli indirizzi email degli utenti interessati, ai quali può essere inviata una newsletter generata attraverso l’importazione automatica di un file RSS.
9 gennaio 2012
Ogni giorno le aziende si confrontano con un mercato molto competitivo che richiede sempre nuove strategie di marketing per catturare l’attenzione e coinvolgere. Da sempre ci si è dovuti confrontare con la difficoltà di quantificare i risultati delle attività di marketing intraprese, tanto che la celebre frase “la metà degli investimenti in pubblicità è sprecata, il problema è che non so quale metà ” (John Wanamaker, 1919) è ancora oggi citata.
Dall’indagine svolta da Ifbyphone per la realizzazione di un rapporto sullo stato della misurazione del Marketing nel 2011 emerge che l’82% dei dirigenti intervistati si aspetta di poter misurare il ROI – return on investment – delle proprie campagne. Con l’evoluzione del marketing mix e l’interconnessione dei canali tradizionali con il nuovo marketing digitale, i riscontri sono teoricamente più misurabili, anche se restano a volte poco precisi e più complessi da calcolare.
Nonostante l’evoluzione dei sistemi di analytics, la percezione dei marketers americani è nettamente inferiore alle potenzialità offerte oggi dalle ultime tecnologie di analisi. Come emerge dal grafico in figura, che evidenzia l’efficacia percepita della misurazione dei ROI sui diversi strumenti di marketing, l’email marketing registra il dato più alto (47%) mentre le PR (18%) quello inferiore.
Grazie al supporto di sistemi d’invio professionale, l’email marketing garantisce statistiche molto accurate e consente la misurazione del ROI sulla base dei tassi d’apertura, dei click, delle condivisioni e degli inoltri del messaggio registrati.
Le statistiche analitiche disponibili con MailUp consentono di valutare i risultati complessivi di una campagna e permettono di conoscere i dati relativi ai singoli utenti segnalando, per esempio, anche la posizione geografica. Queste informazioni offrono la possibilità di sviluppare campagne ad hoc sulla base della città o delle preferenze evidenziate dai click su sezioni e argomenti della newsletter e dalle condivisioni sui social.
Grazie alle DEM, l’email marketing offre una risposta all’esigenza di ideare strategie per collegare programmi di marketing e vendite. Con un click, l’utente è indirizzato all’ecommerce e può concludere l’acquisto di un articolo in promozione presentato nel messaggio. Per favorire gli operatori più trasparenti, con l’ultima versione di MailUp sono stati introdotti i nuovi Report Aggregati, nati per consentire alle concessionarie di pubblicità e agli editori di condividere con il committente i risultati di un invio in modo sicuro e “certificato”.
Misurare l’impatto del marketing è sempre stato un obiettivo ambizioso per le aziende: se la sfida attuale è cresciuta in relazione a campagne su canali difficilmente controllabili nei risultati, la forza dell’email marketing sta anche nell’accuratezza delle statistiche che ne fanno un canale assolutamente unico e apprezzabile.
22 dicembre 2011
Da alcuni mesi Google sta sperimentando, in collaborazione con Honda e altri advertiser selezionati negli USA, una nuova funzione del suo sistema AdWords che permette agli inserzionisti di collegare le campagne di Keyword Advertising a quelle di Email Marketing. Come si vede nello screenshot, nell’annuncio è stato creato un campo che consente agli utenti di inserire il proprio indirizzo email e di iscriversi alla newsletter dell’inserzionista.
Questa opzione offrirebbe nuove possibilità di contact generation poiché, in alcuni casi, non sarebbe più necessaria una landing page per raccogliere gli indirizzi, operazione eseguita direttamente nell’annuncio, mentre tutte le fasi di ottimizzazione avverrebbero solo a livello di annuncio e non, come in precedenza, anche sulla landing page. Dal punto di vista delle conversioni, la funzione potrebbe generare ottimi risultati: l’eliminazione di un passaggio ridurrebbe il tempo di interazione, sfruttando l’impulso all’azione dell’utente.
Un’osservazione è doverosa: l’inserimento del solo nome da parte dell’utente potrebbe rivelarsi vincente sul numero di contatti acquisiti, ma determinare anche un’incompletezza anagrafica dannosa per i professionisti del marketing, impossibilitati a segmentare, fin da subito in gruppi, i nominativi raccolti. Per ovviare a questo inconveniente, si potrebbe creare un automatismo – già possibile oggi con l’opzione Marketing+ di MailUp – che successivamente all’iscrizione mandi un’email transazionale con l’invito all’autoprofilazione. La funzionalità è inclusa in un pacchetto chiamato “Communication Ad Extensions” ed è stata rilasciata in versione alpha a febbraio 2011 a una frazione degli advertiser e dei visitatori (si stima il 10%).

Emergono aspetti positivi e negativi:
a) Google non passa all’advertiser l’indirizzo email del visitatore: invia un messaggio all’advertiser con la notifica con un mittente alias del visitatore originale. Quindi Google fa da tramite, inoltrando la risposta dell’advertiser. Ci sono limitazioni per proteggere la privacy del visitatore: Google lascerà attivo l’alias solo per 30 giorni e per un massimo di 6 messaggi.
Un processo di automazione come quello di Marketing+ permette di superare questo ostacolo.
b) Il servizio per ora è gratuito: Google gira questi lead a costo zero. Dato l’alto valore – se confrontato con le altre piattaforme di Lead Generation in cui il costo per lead è superiore a quello di un click – è probabile che con questa soluzione Google sarà in grado di aumentare i ricavi di ogni singola ricerca.
c) La sola presenza delle nuove funzioni potrebbe favorire la visibilità dell’annuncio e il relativo tasso di click
Questa funzione, non ancora rilasciata ufficialmente e che potrebbe cambiare prima del rilascio, darebbe la possibilità agli inserzionisti di avviare campagne di Lead Generation in modo più semplice e con costi probabilmente più contenuti, colmando la distanza tra SEM ed Email Marketing. Abbiamo contattato Adwords per chiedere la partecipazione alla beta e ci è stato confermato che queste estensioni “sono disponibili al momento solo per gli Stati Uniti e per il Canada”.
12 dicembre 2011
La reputazione è un concetto protagonista di tanti aspetti del Marketing. Nell’Email Marketing diventa decisivo non solo per aumentare le conversioni di una campagna, ma anche per assicurare il recapito del proprio messaggio direttamente nella casella Inbox.
La reputazione, intesa come genuinità e rilevanza, è applicata da ISP, MSP (come per esempio Libero e Hotmail) e sistemi antispam per valutare la legittimità di una comunicazione attraverso l’analisi del comportamento di chi invia.
Chi fa spam, infatti, ha la tendenza a inviare il medesimo messaggio a un’enorme lista di utenti, senza alcun controllo su segnalazioni di abuso e bounce generati. Questo comportamento è analizzato dagli ISP che, in base al numero di segnalazioni e alla gravità, possono attribuire una reputazione bassa ai server, all’indirizzo di posta del mittente o perfino al dominio utilizzato.
Un feedback loop è generato quando un utente riceve una comunicazione non voluta e la classifica come indesiderata premendo il pulsante “Segnala come Spam”.
In questo caso l’ISP raccoglie tutte le segnalazioni, risale al server di origine, assegna un voto all’attività eseguita e, se un apposito accordo è stato sottoscritto, fa una segnalazione al server di origine, responsabile della gestione corretta di queste notifiche.
Ricevuti questi messaggi, una piattaforma come MailUp procede alla disicrizione dell’indirizzo dell’utente che ha segnalato l’abuso, così che questi non sia più contattato. Si evita così che l’ISP possa confondere l’attività legittima dell’azienda per quella di uno spammer.
Alcuni accorgimenti aiutano fin dai primi invii le aziende e le associazioni, che scelgono di usare questo canale in modo responsabile, a mantenere alta la propria reputazione e garantire il recapito dei propri messaggi:
21 novembre 2011
In una newsletter della scorsa estate avevamo invitato i lettori a partecipare al nostro programma di raccolta dati per fare di MailUp un prodotto migliore. Quell’invito è stato accolto con grande entusiasmo e ha portato nella prima metà di ottobre a una serie di incontri, organizzati dal nostro team di design con l’obiettivo di raccogliere informazioni sulla percezione del servizio offerto da MailUp.
Per raccogliere suggerimenti e opinioni dei nostri clienti abbiamo scelto lo strumento del card sorting, un metodo di indagine basato sul gioco e sulla collaborazione, fondamentale nel modello di sviluppo chiamato User Centered Design.
Il modo migliore per scoprire come una persona percepisce il mondo che la circonda è chiederle di descriverlo e categorizzarlo. Questo stesso principio è alla base del card sorting: abbiamo chiesto ai volontari di organizzare in gruppi le funzioni offerte dalla console MailUp, per capire tramite l’osservazione diretta quali sono le aree del servizio che offrono maggiori opportunità di miglioramento.
A ogni volontario sono stati dati un mazzo di carte e una semplice regola: organizzare le funzioni già presenti in MailUp così come vorrebbe che fossero. Le informazioni raccolte durante questi incontri saranno la base su cui costruiremo il futuro di MailUp, tramite un processo di design complesso e diviso in fasi, impegnandoci a sviluppare un prodotto sempre più semplice, intuitivo, usabile e compatibile.
Ma non finisce qui: durante le fasi di design che si susseguiranno nei prossimi mesi avremo ancora bisogno del vostro parere. Vi invitiamo a seguire le nostre newsletter con attenzione per essere aggiornati sul progresso del nostro lavoro.
Contribuire al miglioramento di MailUp è sempre possibile: basta compilare il questionario che si trova nell’area riservata.

Il 2 Giugno 2009 è stato pubblicato il libro "E-Mail Marketing" edito da Hoepli. Questo blog vuole essere il naturale proseguo del libro, dove trovare aggiornamenti e scambiare commenti.