MS Outlook 2010 e l’email render
24 giugno 2009
Microsoft ha confermato che Outlook 2010 continuerà ad utilizzare Word come motore di rendering dell’HTML. Questo costringerà i grafici che preparano email e newsletter a un’attento esame del codice HTML per evitare incompatibilità, anche gravi.
E’ noto infatti che un’email HTML aperta con Outlook (in gergo “renderizzata”), può apparire molto diversa da come era stata immaginata. Già con Outlook 2007 il problema è emerso (tutti i dettagli qui: Outlook 2007 e le email html).
Mentre su alcuni aspetti le scelte fatte sono motivate dal tentativo di difendere gli utenti dallo spam e dal phishing, come ad esempio la disabilitazione delle gif animate, in altri casi si ha la sensazione che i limiti imposti siano veramente eccessivi.
Per questo è nata una campagna che mira a contrastrare questa politica di Microsoft, cui ovviamente aderiamo: http://fixoutlook.org/
Sicurezza percepita e spam su cellulare
24 giugno 2009
Da una ricerca Cloudmark pubblicata oggi su un campione rappresentativo di oltre 1.800 possessori di cellulare statunitensi, emerge che oltre il 70% non utilizza il telefonino come strumento di pagamento ne’ per l’home banking a causa di preoccupazioni sulla sicurezza. Questo nonostante sui telefonini si senta molto poco parlare di virus, trojan e problematiche di sicurezza che notoriamente affliggono i computer, a partire da quelli Windows.

Dalla ricerca Cloudmark - Usa - Giugno 2009
Quasi la metà inoltre afferma di aver ricevuto spam sul telefonino, in particolare SMS da sconosciuti che invitavano a chiamare un secondo numero o che contenevano un link ad un sito web.
Interessante il tipo di reazione allo spam su SMS, che evidenzia una conversione maggiore (purtroppo), ma anche un tasso di azione/lamentela e ribellione decisamente superiore: l’11% ha contattato il proprio provider lamentandosi e il 7% ha segnalato l’attività di spam ad un ente governativo.
Lo spam su mobile è quindi ancora molto limitato, così come lo sono gli strumenti di filtraggio e controllo sia lato client che lato rete mobile. Questo rende gli utenti più indifesi, ma anche più agguerriti nel far valere il proprio diritto di difesa dallo spam.
Il livello di attenzione di fronte a mittenti o applicazioni sconosciute è abbastanza indipendente dal tipo di strumento (pc o cellulare).
E’ da auspicare quindi che nonostante lo spam su mobile abbia un tasso di conversione così elevato (3%), questo tipo di attività sia scoraggiata da una più forte reazione di contrasto da parte degli utenti. Non è dato però sapere quanto gli operatori di telefonia siano sensibili su questi argomenti e la recente storia (vedi 144…) lascia per ora diverse incertezze.
La ricerca completa è disponibile qui:
http://www.cloudmark.com/releases/docs/harris_poll_stats.pdf


