Come organizzare al meglio il proprio Database e non perdere iscritti

30 giugno 2010

Uno degli errori più comuni commesso dalle Aziende che gestiscono programmi di email marketing o newsletter è legato all’organizzazione del database degli iscritti. Prendiamo il caso in cui l’Azienda si ritrovi ad inviare, anche in modo occasionale, messaggi di diversa tipologia (finalità), come ad esempio:

• Newsletter ai Clienti
• Newsletter ai Prospect
• Comunicati Stampa
• Avvisi e notifiche ai Clienti
• Promozioni e inviti ad eventi

In questo scenario l’errore è quello di utilizzare una sola Lista di indirizzi email, con la conseguenza che se un utente riceve un invito ad un evento di scarso interesse (ad esempio perché ospitato in una città differente), disiscrivendosi da quell’invio verrà disiscritto da tutti gli invii dell’Azienda, compresa magari la newsletter che era invece gradita.

In MailUp questo errore si traduce nel caricare l’elenco globale degli indirizzi email in una LISTA e utilizzando ad esempio i GRUPPI per suddividere le diverse tipologie di destinatari. Il problema è però che se l’utente si cancella, si cancella dalla LISTA, quindi da tutti i futuri invii.

Esempio di console MailUp con differenti Liste configurate.
Esempio di console MailUp con differenti Liste configurate. In questo modo l’Azienda è costretta a perdere iscritti, oppure l’utente è costretto a ricevere tutto pur di non perdere i messaggi di reale interesse.

Questa politica è frutto di due aspetti: il primo è di tipo legale, poichè può risultare complicato gestire consensi al trattamento dei dati differenziati per finalità. Quindi il più delle volte l’Azienda preferisce una politica “o tutto o niente”. Il secondo motivo è di tipo tecnologico, perchè gestire differenti liste di nominativi, legate a differenti tipologie di invio, può risultare complicato, tanto più quando le liste vengono modificate e aggiornate con frequenza, sia come nuovi iscritti che come disiscritti da gestire.

MailUp può essere di grande aiuto nel risolvere questo problema. E’ infatti sufficiente creare una LISTA per ogni tipologia di comunicazione. La LISTA è un ambiente di lavoro isolato: ogni LISTA contiene i propri utenti, i propri messaggi, i propri disiscritti e le proprie statistiche. Caricando gli utenti quindi nelle differenti liste, si ha come risultato che questi, disiscrivendosi, vengono rimossi solo dalla tipologia di messaggi sgradita, rimanendo però registrati per le altre tipologie.

Una tipica obiezione che segue è la seguente: “ma se l’utente si disiscrive e nonostante questo io continuo a mandargli messaggi – sebbene di diversa tipologia – non rischio che si arrabbi o peggio mi denunci al Garante Privacy?

A questa obiezione si può rispondere in due modi: il primo è quello di rendere trasparente il fatto che l’utente non si cancella dagli invii dell’Azienda X, ma dagli invii della Newsletter Y. Nel caso volesse cancellare i propri dati da TUTTI gli invii dell’Azienda X la procedura potrebbe essere differente.

La seconda risposta, consigliata, è quella di utilizzare la modalità di cancellazione DOPPIO OPT-OUT STANDARD (cioè disiscrizione con conferma standard). In questo modo l’utente, dopo aver cliccato sul link di cancellazione, visualizza una pagina che riassume l’elenco delle liste a cui è iscritto. Da qui può scegliere se cancellarsi da una sola tipologia o da tutte.

Una modalità estramemente trasparente e rispettosa, che viene spesso apprezzata dagli utenti, che sentono così di avere il totale controllo della propria privacy. Una modalità inoltre decisamente in linea con le direttive della normativa italiana, che prevede la possibilità di differenziare il trattamento dei propri dati in relazione alle finalità di utilizzo, vale a dire in relazione alle differenti tipologie di messaggi.

Un’altro impiego tipico delle LISTE è quando si parla di un portale che invia sia proprie newsletter, sia email pubblicitarie (DEM). Le liste in questo scenario sono l’unico modo per evitare che il numero di disiscritti, naturalmente più alto nel caso di invio di DEM, possa ripercuotersi sul numero di iscritti alla newsletter. Al contrario, obbligare l’utente a ricevere i messaggi pubblicitari (DEM) se vuole continuare a ricevere la newsletter, oltre che poco efficacie, risulta anche generalmente in contrasto con l’attuale normativa.

In figura un esempio di cancellazione con scelta liste.

In figura un esempio di cancellazione con scelta liste.

Una seconda obiezione riguarda la modalità di alimentazione delle liste: se invece che importare nuovi iscritti in una sola lista devo caricarli in N liste differenti, l’operazione diventa senza dubbio più laboriosa e lunga. Anche qui però MailUp viene in aiuto. Se invece di caricare a mano, periodicamente, dei file excel o csv nelle varie liste si adottasse una metodologia automatica, si possono attivare delle post-operations che iscrivono (o disiscrivono) l’utente contestualmente in più liste.

I form di iscrizione online infatti possono iscrivere a più liste contemporaneamente (inviando una sola email di conferma iscrizione). Per attivare queste importazioni automatiche non c’è alcun costo da sostenere, maggiori dettagli sono disponibili qui http://www.mailup.it/risorse/Integrazioni-MailUp.pdf.

Frodi via sms per i portali che offrono servizi free

28 giugno 2010

Nella rete ci sono tanti siti che permettono di poter inviare gratuitamente dal proprio sito dei messaggi SMS. Da un po’ di tempo alcuni operatori telefonici italiani attraverso dei piani autoricarica permettono ai propri utenti di ricaricare il proprio credito per ogni SMS ricevuto.

Tale opzione che è totalmente legale e corretta, potrebbe però generare alcuni problemi per tutti quei siti che forniscono la possibilità di inviare SMS gratuiti. Gli utenti infatti potrebbero abusare di questi invii gratuiti – anche con programmi automatici – per ricaricarsi, a danno del portale che offre gli sms gratis.

Per evitare di incappare in questo problema, consigliamo ai nostri clienti interessati di seguire uno dei seguenti accorgimenti:

1. Evitare l’invio a numeri +39 se il servizio è focalizzato su una clientela non italiana

2. Verificare gli aspetti di sicurezza in caso di utilizzo solo dietro registrazione

3. Aggiungere un Captcha (sistema che richiede la digitazione di caratteri da ricopiare da un’immagine storpiata) per evitare compilazioni automatiche.

4. Evitare invii allo stesso numero di destinazione se superate determinate soglie quantitative o di frequenza.

Hotmail cambia le regole

24 giugno 2010

Microsoft ha svelato i prossimi cambiamenti a Windows Live Hotmail, con alcuni impatti importanti su chi invia email in modo massivo. Le caselle Hotmail / MSN / Live sono infatti tra le più diffuse tra chi effettua invii di tipo B2C, arrivando a cubare mediamente oltre il 40% del totale delle caselle.

L’obiettivo di Microsoft è di rivitalizzare l’utilizzo dell’email, rendendo l’esperienza di lettura più confortevole e piacevole.

Queste le novità:

1- Bollino: Sarà inserita un’icona che identifica i mittenti certificati/autenticati. Prestare quindi la massima attenzione al record SPF

2- Sweep: Un nuovo bottone permetterà di spostare un messaggio in un cartella, attivando in automatico la regola per cui tutti i successivi messaggi dello stesso tipo verranno spostati in automatico. Un comodo modo per tenere la casella ordinata e pulita dalle “gray-mail”, cioè email legittime che però non sono più così interessanti. Un’ottimo modo anche per ridurre le segnalazioni di spam (complaints) e quindi i Feedback Loop

3. Filtri che viaggiano nel tempo: Il messaggio è arrivato nella Inbox? Se non aperto, potrebbe ad un certo punto essere spostato nella cartella Spam, nel caso la reputazione del mittente degradi nel tempo. Si tratta quindi di estendere il controllo antispam anche sui messaggi già consegnati.

4. Filtri “one click”: E’ un modo per raggruppare velocemente i messaggi con un click. In questo modo l’utente può visualizzare solamente i messaggi degli amici, oppure provenienti dai social media, etc.

5. Disiscrizione proattiva: Se un utente cancella ripetutamente un messaggio senza mai aprirlo, riceverà un avvisso con una proposta di disiscrizione (probabilmente collegata al List-Unsubscribe header, che MailUp prevede già in automatico). Nel caso la richiesta di cancellazione non venisse onorata, il messaggio potrà essere bloccato da Hotmail.

Per maggiori informazioni: http://windowslivepreview.com/hotmail/overview/

Spammer vince causa contro blacklist

21 giugno 2010

 La società americana e360 finita nella blacklist di Spamhaus, uno dei punti di riferimento nella lotta allo spam. La e360 ha fatto causa a Spamhaus dicendo che la blacklist ha danneggiato la sua attività (circa la metà dei 6,6 miliardi di email è stata bloccata dai sistemi antispam che si appoggiavano alla blacklist di Spamhaus), arrivando a chiedere 30 milioni di dollari come risarcimento.
Una vicenda paradossale: nonostante tra gli indirizzi email che hanno ricevuto lo spam c’erano numerose spam trap oltre che gli stessi indirizzi dei responsabili di Spamhaus, il processo è stato vinto, in appello, dallo spammer. Spamhaus infatti non ha partecipato perchè non ritenuto utile essendo fuori giurisdizione. Spamhaus è una società no-profit inglese. Per questo motivo lo spammer alla fine ha vinto, nonostante un avvocato americano avesse preso di sua iniziativa e pro-bono le difese di Spamhaus. Il giudice ha imposto un risarcimento di 27 mila dollari, che peraltro Spamhaus ha già dichiarato che non pagherà (giustamente aggiungo).

Il processo arrivato alla corte federale è durato diversi anni, durante i quali nel frattempo la e360 è fallita, oltre che essere condannata per spam nel corso di un differente processo che questa volta nato da una causa di Comcast (importante ISP americano).

Quando vedremo anche gli ISP (internet service provider) italiani muoversi con un po’ più di decisione contro gli spammer nostrani? Ad oggi alcuni sembrano non avere un Abuse Desk, altri non rispettano neppure lo standard RFC (che rappresenta le regole basilari di internet) non avendo la casella “postmaster” attiva.
Nessuno oltretutto ha attivato programmi di Feedback Loop o pubblicato delle sezioni informative per i Postmaster.

Anche la normativa soffre ancora di molti limiti: la definizione della parola “spam” degli ISP (e anche di gran parte degli utenti) cioè messaggi non sollecitati inviati in modo massivo non corrisponde sempre alla definizione di “spam”, quindi vietato, dalle normative. Solo con una armonizzazione internazionale delle regole e una reale volontà di collaborazione degli ISP si potrà veramente riuscire a rendere lo spam un po’ più faticoso, rischioso e quindi meno redditizio.

Fonte: http://arstechnica.com/tech-policy/news/2010/06/accused-spammer-demands-135m-from-spamhaus-gets-27002.ars?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rss

Spammer internazionale aggira i filtri antispam di Microsoft e finisce in tribunale

18 giugno 2010

Continua la guerra accanita ai più grandi spammer internazionali, che questa volta passa anche dai tribunali americani.
Si tratta di casi sintomatici, che ha visto scendere in gioco protagonisti importanti come Microsoft, Spamhaus e Comcast.

Microsoft ha fatto causa a Mr. Mizhen colpevole di aver cercato di ingannare i filtri antispam di Hotmail, con una tecnica laboriosa ma molto efficace. Ha creato ben 200.000 account di posta falsi, a cui inviava milioni di suoi messaggi email di spam, che venivano recapitati giustamente nella cartella della Posta Indesiderata. Poi procedeva, per ogni account, a spostarli nella Inbox segnalandoli come non spam.

In questo modo venivano alterate le statistiche del sistema antispam e quando gli stessi messaggi raggiungevano ignari utenti Hotmail, questo arrivava nella Inbox.

Mizhen si serviva di 3 diverse società ed è un recidivo: già nel 2003, causa attività di spam, aveva dovuto riconoscere ad Hotmail ben 2 milioni di dollari a titolo di risarcimento.

L’insegnamento che è bene sempre ricordare è quello di agevolare la cancellazione dei propri utenti, con procedure semplici (max 2 click) e sopratutto evidenti, non in grigio chiaro e carattere minuscolo. In questo modo il numero di utenti che spostano il messaggio nella cartella Spam si riduce, e questo aumenta la reputazione del mittente che rischierà meno di essere bloccato dai sistemi antispam.
Maggiori informazioni sul Portale del Supporto: http://assistenza.mailup.it/KB/a28/come-gestire-al-meglio-le-cancellazioni.aspx

La news originale (grazie a Nicky Smith per la segnalazione):

http://www.mediapost.com/publications/?fa=Articles.showArticle&art_aid=130320

  • Perchè questo blog sull’Email Marketing?

    L'email ha più di 35 anni ma ancora molte aziende commettono errori, anche molto gravi, nell'utilizzare questo mezzo. Per questo abbiamo pensato fosse utile pubblicare - insieme ad Hoepli - un libro sull'argomento, che trova un naturale seguito in questo blog dove condivideremo commenti, aspettative e naturalmente le ultime novità.

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