Spammer internazionale aggira i filtri antispam di Microsoft e finisce in tribunale

18 giugno 2010

Continua la guerra accanita ai più grandi spammer internazionali, che questa volta passa anche dai tribunali americani.
Si tratta di casi sintomatici, che ha visto scendere in gioco protagonisti importanti come Microsoft, Spamhaus e Comcast.

Microsoft ha fatto causa a Mr. Mizhen colpevole di aver cercato di ingannare i filtri antispam di Hotmail, con una tecnica laboriosa ma molto efficace. Ha creato ben 200.000 account di posta falsi, a cui inviava milioni di suoi messaggi email di spam, che venivano recapitati giustamente nella cartella della Posta Indesiderata. Poi procedeva, per ogni account, a spostarli nella Inbox segnalandoli come non spam.

In questo modo venivano alterate le statistiche del sistema antispam e quando gli stessi messaggi raggiungevano ignari utenti Hotmail, questo arrivava nella Inbox.

Mizhen si serviva di 3 diverse società ed è un recidivo: già nel 2003, causa attività di spam, aveva dovuto riconoscere ad Hotmail ben 2 milioni di dollari a titolo di risarcimento.

L’insegnamento che è bene sempre ricordare è quello di agevolare la cancellazione dei propri utenti, con procedure semplici (max 2 click) e sopratutto evidenti, non in grigio chiaro e carattere minuscolo. In questo modo il numero di utenti che spostano il messaggio nella cartella Spam si riduce, e questo aumenta la reputazione del mittente che rischierà meno di essere bloccato dai sistemi antispam.
Maggiori informazioni sul Portale del Supporto: http://assistenza.mailup.it/KB/a28/come-gestire-al-meglio-le-cancellazioni.aspx

La news originale (grazie a Nicky Smith per la segnalazione):

http://www.mediapost.com/publications/?fa=Articles.showArticle&art_aid=130320

Commenti

1 Risposta a “Spammer internazionale aggira i filtri antispam di Microsoft e finisce in tribunale”

  1. strumenti musicali mercatino musicale il 20 agosto 2010 alle 22:42

    ci sono anche dei software che fanno spam

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    L'email ha più di 35 anni ma ancora molte aziende commettono errori, anche molto gravi, nell'utilizzare questo mezzo. Per questo abbiamo pensato fosse utile pubblicare - insieme ad Hoepli - un libro sull'argomento, che trova un naturale seguito in questo blog dove condivideremo commenti, aspettative e naturalmente le ultime novità.

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