Nuovi Aggiornamenti sulla Privacy

25 gennaio 2011

Il diritto alla Privacy dell’individuo è un diritto fondamentale e riconosciuto fin dalla fine del 1800. Questo diritto ha avuto la necessità di evolversi allo stesso passo delle tecnologie e dei mezzi di comunicazione e condivisione, mettendo in evidenza con il tempo problematiche quotidiane e globali, soprattutto a riguardo la protezione dei dati, creando così nuove sfide e necessità.

Negli ultimi anni la Commissione al Parlamento Europeo, ha provveduto a stendere un elaborato, dove sono elencati gli aspetti che necessitano lo sviluppo di nuove leggi, necessarie per garantire una corretta evoluzione tecnologica, e di mercato che hanno mutato in maniera profonda la realtà in cui viviamo, ponendo nuove ed evidenti sfide alla protezione dei dati personali.

Un nuovo aspetto fondamentale da considerare è, in primis, la diffusione dei numerosi social network tra la popolazione, i quali costituiscono una sfida primaria per la protezione dei dati, in quanto comportano il rischio inconscio che l’utente perda il controllo sulla condivisione di informazioni personali (e quindi sensibili).

La revisione dell’Unione Europea sulla direttiva attuale, conclusasi a fine 2009, ha confermato che i principi fondamentali restavano tuttavia validi, nonostante siano stati rivelati alcuni aspetti che necessitano revisioni, quali:

- Gestire l’impatto delle nuove tecnologie: dove emerge la necessità di chiarire e precisare l’applicazione dei principi di protezione dei dati rispetto alle nuove tecnologie.

- Rafforzare la dimensione “mercato interno” della protezione dei dati: problema che attualmente è derivante dall’insufficiente armonizzazione tra le norme degli Stati membri, nonostante un quadro giuridico comune.

- Rispondere alla globalizzazione: sono necessarie leggi che possano garantire un miglioramento ed una semplificazione del trasferimento dei dati a livello internazionale.

- Rafforzare l’assetto istituzionale: con lo scopo di poter dirigere un’applicazione effettiva e rafforzata delle norme di protezione dei dati

- Migliorare la coerenza del quadro giuridico sulla protezione dei dati: una necessità che è stata evidenziata è quella di disporre di uno strumento globale, applicabile in modo da eseguire un trattamento dei dati in tutti i settori e per tutte le politiche dell’Unione.

Gli stati membri hanno tempo fino al 25 Maggio 2011 per recepire la nuova direttiva. Purtroppo non essendo del tutto chiara, anche a causa di alcuni errori di traduzione, c’è il rischio che i singoli paesi recepiscano la direttiva in modo diverso e molto restrittivo, ad esempio obbligando una forma di opt-in per i cookie. Una simile evenienza non potrebbe che danneggiare l’intera industria internet nazionale, oltre che l’esperienza utente.

La questione del behavioural advertising è già stata affrontata nel Giugno 2010 dal gruppo di lavoro Art.29 Working Party, che dichiarava che il consenso preventivo prima dell’installazione di un cookie era il modo migliore per garantire un consenso informato.

Per questo a livello europeo si sta’ lavorando ad una forma di autoregolamentazione che possa essere adottata dall’UE come interpretazione coerente della direttiva originale, focalizzando l’attenzione su cosiddetto IBA (Internet Based Advertising), quindi possibilità di costruire segmenti di utenza in modo anonimo, per contestualizzare pubblicità più interessante. Cosa diversa da una profilazione basata sul tracciamento del comportamento online di singoli utenti.

Grazie a questa autoregolamentazione, oltre a evitare penalizzazioni per il mercato, si otterrebbe una normativa più uniforme tra i vari stati membri.

La stessa dicotomia opt-in / opt-out legata ai cookie verrebbe superata dalla possibilità per l’utente di controllare meglio i cookie e le loro finalità.

Per quanto riguarda le Email, pur non essendo esplicitamente legate ai cookie, si suggerisce ai clienti MailUp di:

1) integrare l’informativa data in fase di iscrizione con questo testo http://www.mailup.it/invio-email/faq/allegati-email/Informativa-privacy-consigli.asp

2) Inserire un link che consente di aggiornare il proprio profilo/dati (grazie al modulo AutoProfilazione)

3) Per i più attenti, attivare un link (da inserirsi in ogni messaggio inviato) che consente all’utente di disabilitare il tracciamento di aperture e click.

Per maggiori informazioni http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:L:2009:337:0011:0036:EN:PDF

L’email nell’era dei Social Media

13 gennaio 2011

Qualche settimana fa, il New York Times ha pubblicato un articolo, dove venivano fatte delle interessanti considerazioni su come fosse cambiato l’utilizzo delle email (e relativa percezione) all’interno di diverse fasce di età. Da questo studio quello che si percepisce, è che l’utilizzo della email all’interno della fascia d’età che va’ tra i 12 ed i 17 anni è scesa del 48% rispetto all’anno precedente, per poi crescere man mano che i campioni demografici salgono d’età.
Il trend lascia pensare che un decremento così brusco, sia dovuto all’uso sempre maggiore di sistemi di comunicazione più veloci tra i Nativi Digitali, come possono essere le piattaforme di Instant Messaging, gli SMS, Twitter ed altri sistemi di Social Networking, percependo quindi l’email come “vecchia scuola”.

Il quadro così rappresentato a prima vista, può far pensare che l’email sia passata di moda e che con il tempo sia destinata a calare d’efficacia, considerazione errata. Primo elemento da  considerare è che dati utilizzati per questa ricerca, si riferiscono solo ad email aperte all’interno dei personal computer e non attraverso l’ausilio di SmartPhones (molto comuni tra i Nativi Digitali), rendendo questo studio valido solo in parte. In secondo luogo il trend indica che con l’invecchiamento della popolazione, questa cerca sempre strumenti di comunicazione più professionali e fidati, questa presa di posizione è anche in relazione all’aumento delle possibilità economiche che la demografica raggiunge con il passare del tempo, rendendoli in questo modo il fattore economico determinante all’interno del mercato online.

Inoltre un altro fattore che deve essere considerato, e che spesso viene ignorato, è che ogni utente attivo (o tantomeno presente) nei Social Media, al momento dell’iscrizione deve fornire un indirizzo email, che i sistemi utilizzano come nome utente e durante il processo di recupero password. Questo ci fa capire come all’interno mondo internet, l’utilizzo del canale email come mezzo di comunicazione sia imprescindibile ad ogni fascia d’età. Twitter ad esempio (il mezzo di comunicazione più gettonato del momento), da recenti sondaggi possiede una consumer base varia, ma che si concentra tra i 18-29 anni per poi decrescere con l’avanzare dell’età, dove questo canale perde la preferenza a favore dell’email.

Un altro segnale da considerare è che la lettura/scrittura delle email rimane una delle attività svolte più frequentemente dagli utenti di Internet, al pari della consultazione dei social media, come rivela la ricerca di Emarketers.

Da queste considerazioni si può anche spiegare quindi perché Facebook stesso abbia deciso di lanciare un servizio di email, andando a scontrarsi contro gli operatori leader come Gmail, Hotmail e Yahoo! Mail.

Google introduce la certificazione DKIM

7 gennaio 2011

Google ieri ha lanciato per tutti i suoi utenti, una nuova funzionalità con lo scopo di limitare lo SPAM all’interno delle caselle di Posta Elettronica. Negli ultimi anni l’apertura di Internet è diventato un fattore chiave per garantire una comunicazione senza confini, ma lo stesso fattore ha creato un terreno fertile per gli spammer, come dimostra il continuo flusso di false comunicazioni da banche, governi o principi Nigeriani.

Al fine di cercare di arginare questo problema, Google Apps da la possibilità di aggiungere una firma digitale all’header dei propri messaggi di posta elettronica, unica in base al dominio dal quale è stata mandata, il tutto conforme allo standard DKIM. In questo modo coloro che ricevono la mail sono in grado di analizzare la firma digitale e verificare se il messaggio arriva veramente dal dominio indicato e che questo non sia stato modificato durante il tragitto.

Per capire meglio i vantaggi di questa certificazione, c’è la necessità di capirne il funzionamento. Nel DNS del dominio del mittente, identificabile all’interno del dominio presente nell’indirizzo del mittente, occorre pubblicare un codice che corrisponde ad una chiave pubblica univoca. Per sua natura questa chiave pubblica è collegata univocamente ad una chiave privata, che rimane invece registrata nel server SMTP (server di posta in uscita) del mittente. Il server ad ogni invio genera un codice alfanumerico, che viene inserito all’interno dell’header del’email, una volta spedito, il server che riceve il messaggio esegue il processo per verificarne l’autenticità, scaricando dal DNS la chiave pubblica e confrontando i risultati della computazione, derivandone quindi l’autenticità di chi ha inviato e l’integrità di quanto inviato.
Una volta che il server di destinazione ha verificato il messaggio, potrà utilizzare questa informazione per identificare che tipo ed il grado di reputazione che possiede, avvalendosi su proprie informazioni storiche o contenute in terzi servizi.

Come accennato precedentemente, questo sistema è un ottimo per bloccare lo SPAM, gli spammer possono creare facilmente un “FROM Address” in modo che il messaggio appaia inviato da un utente appartenente da un altro dominio, ma è improbabile che abbiano accesso amministrativo al DNS del dominio, rendendosi facilmente identificabili e compromettendo la reputazione del dominio altrui, considerando questi aspetti, il protocollo è più sicuro rispetto al SPF.

Per quanto riguarda l’invio delle Newsletter e DEM, il procedimento è simile, infatti MailUp dal 2007 è autenticato DKIM, garantendo la delivery della campagne dei suoi clienti, utilizzando il proprio ranking per certificare la genuinità delle comunicazioni dei propri clienti. Non avere un sistema di autenticazione non significa ovviamente vedere i propri messaggi bloccati automaticamente, ma può significare rinunciare ad una corsia privilegiata, che ad esempio comporti la consegna del messaggio senza l’attraversamento di sempre più complessi e selettivi filtri antispam.

  • Perchè questo blog sull’Email Marketing?

    L'email ha più di 35 anni ma ancora molte aziende commettono errori, anche molto gravi, nell'utilizzare questo mezzo. Per questo abbiamo pensato fosse utile pubblicare - insieme ad Hoepli - un libro sull'argomento, che trova un naturale seguito in questo blog dove condivideremo commenti, aspettative e naturalmente le ultime novità.

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