Consigli per fare decollare l’e-commerce con l’email marketing
22 aprile 2011
Nell’e-commerce, ancor più di altri settori, l’email marketing ricopre un ruolo assolutamente indispensabile. Diversi studi evidenziano infatti come l’email marketing sia la risposta più efficace ad uno degli aspetti più cruciali per i negozi online: i carrelli abbandonati. Il 60-70% delle procedure d’acquisto sul web non vengono portate a termine dagli utenti, lasciando in sospeso il processo. Le cause di abbandono sono molteplici:
- timori sulla sicurezza della transazione;
- dubbi sull’affidabilità del servizio;
- spese aggiuntive non preventivate;
- lunghe registrazioni;
- metodi di pagamento non disponibili;
- località non coperte dal vettore di spedizione:
- ripensamenti e verifica di offerte dei competitor.
Alcuni di questi problemi possono essere risolti attraverso diversi accorgimenti tra cui l’attivazione di campagne di remarketing anche abbinate ad attività di upselling.
La possibilità di recuperare transazioni abbandonate è un importante opportunità che, se sfruttata correttamente, può consentire alti tassi di conversione. Secondo Ecommerce Specialist infatti le campagne email relative ai carrelli abbandonati producono tassi di apertura del 50% e il 20% in più di acquisti rispetto alle normali campagne DEM. Diventa perciò indispensabile per ogni attività di e-commerce capire e scegliere la miglior strategia e il miglior sistema in grado di supportare quest’attività di remarketing, riacquistando così i propri clienti.
Qualunque sia l’approccio scelto, ci sono dei consigli sempre validi per ottimizzare quest’attività, quali ad esempio l’utilizzo di un sistema professionale per l’email marketing, in grado di creare invii automatici e programmati al verificarsi di determinate azioni e/o eventi, per rispondere così con tempestività e prontezza. A livello operativo è necessario individuare un timing personalizzato e testato sulle proprie attività con cui inviare le comunicazioni di remarketing. Partendo dalla consapevolezza che quanto prima si invia la mail, maggiore sarà la probabilità di catturare un cliente che altrimenti potrebbe iniziare a guardare altrove. Generalmente vengono scelte le seguenti tempistiche di ricontatto: dopo 1, 24 o/e 72 ore. Ma ci sono anche casi in cui i risultati migliori si ottengono inviando 7 giorni dopo l’abbandono del carrello.
Alcuni effetti negativi, però, potrebbero presentarsi riducendo eccessivamente i tempi di invio, nel dettaglio: Leggi tutto
Gestire le Liste per Aumentarne il Rendimento
19 aprile 2011
Lo SPAM è un problema che, purtroppo, influisce sull’operato di coloro che creano, invece, corrette campagne di Email Marketing. Infatti, gli ISP (Internet Service Providers) e Webmail Provider – come Hotmail, Yahoo e Gmail – utilizzano precisi algoritmi, in costante evoluzione, attraverso i quali riescono a “catturare” queste comunicazioni e ad inserirle in caselle apposite senza disturbare l’utente dalla ricezione di email indesiderate. Queste “regole” si fondano su automatismi che spesso bloccano comunicazioni commerciali legittime (DEM e Newsletter) in quanto attuano comportamenti, anche se solo per alcuni e pochi aspetti, simili a quelli dello SPAM.
Quanti fanno SPAM hanno la tendenza a popolare il loro database utilizzando metodi quali la generazione automatica degli indirizzi ed il crawling di pagine web. In questo modo eseguono invii a liste non pulite che generano molti Hard Bounce che spesso rimango non gestiti. Questo determina necessariamente una reputazione negativa per i loro mittenti che vengono poi filtrati dagli ISP come SPAM. I professionisti dell’Email Marketing, invece, oltre a seguire un comportamento etico (invii su liste proprietarie), dovrebbero agire in modo sia da mantenere il proprio database costantemente pulito (anche per il tramite della gestione dei Bounce) sia da difendere la propria reputazione. Questo eviterà di poter essere confusi per SPAMMER.
A tal fine è anche consigliabile l’utilizzo, sul proprio database, di un’iscrizione a Doppio Opt-In. Infatti, anche se alcuni la reputano macchinosa, risulta, sotto molteplici aspetti, la più sicura per mantenere pulita la propria lista. Innanzitutto è estremamente efficace per evitare gli Spam Traps. In secondo luogo questa modalità di iscrizione è utile per evitare l’inserimento di email errate da parte degli utenti, richiedendo loro una ulteriore verifica. Gli indirizzi, infatti, quando errati provocano un alto numero di Hard Bounce, che se non vengono subito “lavorati”, portano, invio dopo invio, ad un abbassamento della propria reputazione. In tal senso è utile non solo escluderli da successivi invii ma disiscriverli (e non cancellarli) così da mantenere uno storico ed evitando nuove attivazioni.
Ulteriore punto importante è quello che riguarda la disicrizione da parte degli utenti. E’ importante renderla facile, agevole e veloce, così che il segnalare il messaggio come SPAM non risulti la via più semplice per disiscriversi. Per questo è consigliabile utilizzare un Opt-Out Singolo, ed inserire sempre il link di disicrizione rendendolo facilmente identificabile. Altri trucchi per evitare un alto tasso di “complaint” (cioè utenti che cliccano su “segnala come spam”) sono rendere il mittente ben riconoscibile, inviare comunicazioni in linea con le aspettative al momento dell’iscrizione e abbassare la frequenza ad un massimo di 2 messaggi alla settimana.
Per tutte queste ragioni si rivela, quindi, fondamentale ottenere e mantenere il proprio database pulito, evitando comportamenti simili o associabili a quelli di chi fa SPAM. Così facendo si garantisce il corretto recapito del proprio messaggio, elevati tassi di delivery e l’incremento del ROI.
Con MailUp è possibile attivare l’iscrizione con confirmed opt-in, gestire la cancellazione con singolo opt-out e tenere pulito in modo automatico il DB da errori hard bounce.
Social Media Marketing la guida alle nuove regole del marketing
15 aprile 2011
Lo scenario con cui si trovano ad interfacciarsi le moderne aziende durante la scelta e la definizione di un piano marketing evidenzia una profonda rivoluzione che coinvolge i processi comunicativi e gli sviluppi tecnologici.
Interrogarsi perciò sulle potenzialità e sulle applicazioni del Web Marketing e Social Media Marketing diventa indispensabile. A tale proposito “Social Media Marketing” il nuovo manuale di comunicazione aziendale digitale, realizzato da Hopli partendo dall’esperienza del Master in Social Media Marketing & Web Communication dell’università IULM, può fornire un’utile panoramica per districarsi in quella che ai meno esperti pare esser un’intricata giungla digitale.
Il nuovo volume curato dal Prof. Di Fraia è il risultato di una produzione scritta a più mani dai maggiori esperti italiani di marketing e dei social media, come Miriam Bertoli, Andrea Genovese, Gianluca Diegoli, Nazzareno Gorni, Paolo Iabichino, Mirko Lalli, Mauro Lupi, Michele Marzan, Marco Massara, Sasha Monotti, Luca Schibuola, Alessio Semoli e Andrea Serravezza.
Offre una panoramica completa sullo scenario della comunicazione e del marketing sul web, illustrando in ciascun capitolo un aspetto specifico, tra cui ad esempio quello scritto da Nazzareno Gorni – General Manager di MailUp – dedicato all’E-mail Marketing: racchiude un riassunto aggiornato dei contenuti presenti in versione più estesa all’interno del libro sempre edito da Hoepli “E-mail Marketing ”.
Per tutti coloro che acquisteranno il libro online potranno usufruire di uno sconto del 25% sul prezzo di copertina fino al 28/04/2011. Inoltre acquistando “Social Media Marketing” si avrà in omaggio un buono da Google AdWords.
Con l’email i tweet raggiungono nuovo pubblico
5 aprile 2011
Con la nuova funzione Twitfooter, le logiche che hanno accompagnato l’integrazione tra l’email ed i social media si ampliano nuovamente. Il TwitFooter inverte le funzioni che aveva guidato fin ora il rapporto tra i due canali.
Se fino ad oggi il social network serviva principalmente per veicolare viralmente il messaggio della nostra newsletter, ora questa nuova funzionalità consente l’operazione inversa, facendo interagire mail e social in un’unica grande spirale comunicativa dove i messaggi si moltiplicano e passano da un canale all’altro senza limiti.
Il TwittFooter consente infatti di far apparire in calce all’email, oltre alla solita e convenzionale firma anche la visualizzazione dei tweet o un elemento più neutrale come la propria biografia pubblica di Twitter.

Come e perché scegliere o meno di utilizzare il Footer social sull’email?
Il Blog “Non Convenzionale” rende l’idea di qualche aspetto da non sottovalutare e prendere in considerazione prima di attivare la nuova firma per non rischiare di perder di vista alcuni aspetti comunicativi funzionali.
Utilizzare il TwitFooter sulle proprie comunicazioni può esser un valido strumento per generare Personal Branding e distinguersi da coloro che scelgono di continuare a comunicare in maniera più rigorosa e professionale. Ma la possibilità di sfruttare un’ulteriore integrazione comunicativa come questa deve ragionevolmente partire considerando due elementi importanti: la coerenza di questa scelta con propria brand identity e la consapevolezza che non tutte le mail che un’azienda invia sono in ugual modo adatte a supportare estensioni come questa. Il sistema è gratuito in beta, e di fatto trasforma il tweet in una gif dinamica, in modo da evitare problemi di compatibilità tipici degli script.


