Le sfide di misurazione del marketing
9 gennaio 2012
Ogni giorno le aziende si confrontano con un mercato molto competitivo che richiede sempre nuove strategie di marketing per catturare l’attenzione e coinvolgere. Da sempre ci si è dovuti confrontare con la difficoltà di quantificare i risultati delle attività di marketing intraprese, tanto che la celebre frase “la metà degli investimenti in pubblicità è sprecata, il problema è che non so quale metà ” (John Wanamaker, 1919) è ancora oggi citata.
Dall’indagine svolta da Ifbyphone per la realizzazione di un rapporto sullo stato della misurazione del Marketing nel 2011 emerge che l’82% dei dirigenti intervistati si aspetta di poter misurare il ROI – return on investment – delle proprie campagne. Con l’evoluzione del marketing mix e l’interconnessione dei canali tradizionali con il nuovo marketing digitale, i riscontri sono teoricamente più misurabili, anche se restano a volte poco precisi e più complessi da calcolare.
Nonostante l’evoluzione dei sistemi di analytics, la percezione dei marketers americani è nettamente inferiore alle potenzialità offerte oggi dalle ultime tecnologie di analisi. Come emerge dal grafico in figura, che evidenzia l’efficacia percepita della misurazione dei ROI sui diversi strumenti di marketing, l’email marketing registra il dato più alto (47%) mentre le PR (18%) quello inferiore.
Grazie al supporto di sistemi d’invio professionale, l’email marketing garantisce statistiche molto accurate e consente la misurazione del ROI sulla base dei tassi d’apertura, dei click, delle condivisioni e degli inoltri del messaggio registrati.
Le statistiche analitiche disponibili con MailUp consentono di valutare i risultati complessivi di una campagna e permettono di conoscere i dati relativi ai singoli utenti segnalando, per esempio, anche la posizione geografica. Queste informazioni offrono la possibilità di sviluppare campagne ad hoc sulla base della città o delle preferenze evidenziate dai click su sezioni e argomenti della newsletter e dalle condivisioni sui social.
Grazie alle DEM, l’email marketing offre una risposta all’esigenza di ideare strategie per collegare programmi di marketing e vendite. Con un click, l’utente è indirizzato all’ecommerce e può concludere l’acquisto di un articolo in promozione presentato nel messaggio. Per favorire gli operatori più trasparenti, con l’ultima versione di MailUp sono stati introdotti i nuovi Report Aggregati, nati per consentire alle concessionarie di pubblicità e agli editori di condividere con il committente i risultati di un invio in modo sicuro e “certificato”.
Misurare l’impatto del marketing è sempre stato un obiettivo ambizioso per le aziende: se la sfida attuale è cresciuta in relazione a campagne su canali difficilmente controllabili nei risultati, la forza dell’email marketing sta anche nell’accuratezza delle statistiche che ne fanno un canale assolutamente unico e apprezzabile.
Integrare SEM ed Email Marketing? Google ci prova
22 dicembre 2011
Da alcuni mesi Google sta sperimentando, in collaborazione con Honda e altri advertiser selezionati negli USA, una nuova funzione del suo sistema AdWords che permette agli inserzionisti di collegare le campagne di Keyword Advertising a quelle di Email Marketing. Come si vede nello screenshot, nell’annuncio è stato creato un campo che consente agli utenti di inserire il proprio indirizzo email e di iscriversi alla newsletter dell’inserzionista.
Questa opzione offrirebbe nuove possibilità di contact generation poiché, in alcuni casi, non sarebbe più necessaria una landing page per raccogliere gli indirizzi, operazione eseguita direttamente nell’annuncio, mentre tutte le fasi di ottimizzazione avverrebbero solo a livello di annuncio e non, come in precedenza, anche sulla landing page. Dal punto di vista delle conversioni, la funzione potrebbe generare ottimi risultati: l’eliminazione di un passaggio ridurrebbe il tempo di interazione, sfruttando l’impulso all’azione dell’utente.
Un’osservazione è doverosa: l’inserimento del solo nome da parte dell’utente potrebbe rivelarsi vincente sul numero di contatti acquisiti, ma determinare anche un’incompletezza anagrafica dannosa per i professionisti del marketing, impossibilitati a segmentare, fin da subito in gruppi, i nominativi raccolti. Per ovviare a questo inconveniente, si potrebbe creare un automatismo – già possibile oggi con l’opzione Marketing+ di MailUp – che successivamente all’iscrizione mandi un’email transazionale con l’invito all’autoprofilazione. La funzionalità è inclusa in un pacchetto chiamato “Communication Ad Extensions” ed è stata rilasciata in versione alpha a febbraio 2011 a una frazione degli advertiser e dei visitatori (si stima il 10%).

Emergono aspetti positivi e negativi:
a) Google non passa all’advertiser l’indirizzo email del visitatore: invia un messaggio all’advertiser con la notifica con un mittente alias del visitatore originale. Quindi Google fa da tramite, inoltrando la risposta dell’advertiser. Ci sono limitazioni per proteggere la privacy del visitatore: Google lascerà attivo l’alias solo per 30 giorni e per un massimo di 6 messaggi.
Un processo di automazione come quello di Marketing+ permette di superare questo ostacolo.
b) Il servizio per ora è gratuito: Google gira questi lead a costo zero. Dato l’alto valore – se confrontato con le altre piattaforme di Lead Generation in cui il costo per lead è superiore a quello di un click – è probabile che con questa soluzione Google sarà in grado di aumentare i ricavi di ogni singola ricerca.
c) La sola presenza delle nuove funzioni potrebbe favorire la visibilità dell’annuncio e il relativo tasso di click
Questa funzione, non ancora rilasciata ufficialmente e che potrebbe cambiare prima del rilascio, darebbe la possibilità agli inserzionisti di avviare campagne di Lead Generation in modo più semplice e con costi probabilmente più contenuti, colmando la distanza tra SEM ed Email Marketing. Abbiamo contattato Adwords per chiedere la partecipazione alla beta e ci è stato confermato che queste estensioni “sono disponibili al momento solo per gli Stati Uniti e per il Canada”.
La reputazione è tutto. Parola dei feed back loop
12 dicembre 2011
La reputazione è un concetto protagonista di tanti aspetti del Marketing. Nell’Email Marketing diventa decisivo non solo per aumentare le conversioni di una campagna, ma anche per assicurare il recapito del proprio messaggio direttamente nella casella Inbox.
La reputazione, intesa come genuinità e rilevanza, è applicata da ISP, MSP (come per esempio Libero e Hotmail) e sistemi antispam per valutare la legittimità di una comunicazione attraverso l’analisi del comportamento di chi invia.
Chi fa spam, infatti, ha la tendenza a inviare il medesimo messaggio a un’enorme lista di utenti, senza alcun controllo su segnalazioni di abuso e bounce generati. Questo comportamento è analizzato dagli ISP che, in base al numero di segnalazioni e alla gravità, possono attribuire una reputazione bassa ai server, all’indirizzo di posta del mittente o perfino al dominio utilizzato.
Un feedback loop è generato quando un utente riceve una comunicazione non voluta e la classifica come indesiderata premendo il pulsante “Segnala come Spam”.
In questo caso l’ISP raccoglie tutte le segnalazioni, risale al server di origine, assegna un voto all’attività eseguita e, se un apposito accordo è stato sottoscritto, fa una segnalazione al server di origine, responsabile della gestione corretta di queste notifiche.
Ricevuti questi messaggi, una piattaforma come MailUp procede alla disicrizione dell’indirizzo dell’utente che ha segnalato l’abuso, così che questi non sia più contattato. Si evita così che l’ISP possa confondere l’attività legittima dell’azienda per quella di uno spammer.
Alcuni accorgimenti aiutano fin dai primi invii le aziende e le associazioni, che scelgono di usare questo canale in modo responsabile, a mantenere alta la propria reputazione e garantire il recapito dei propri messaggi:
- Inserire il link di disicrizione ben visibile, se possibile anche in testa all’email, così da non incoraggiare l’utente a segnalare l’abuso per non ricevere più i messaggi
- Non acquistare liste esterne, spesso prive di qualità e controlli
- Scegliere un processo di iscrizione come “confirmed opt-in”, in modo da poter limitare l’inserimento di email errate e spam trap
- Impostare la disicrizione come un “single opt-out” così da facilitare l’abbandono da parte dell’utente, meglio se affiancata a una pagina per aggiornare il proprio profilo e le preferenze di ricezione
- Essere riconoscibili: se il mittente non è noto al destinatario, la probabilità di segnalazioni di abusi aumenta notevolmente. Occorre comunicare correttamente in fase di iscrizione, mantenere una frequenza di comunicazione di almeno 1 messaggio al mese e non cambiare brand identity o mittente senza un adeguato preavviso.
QR code ed email marketing
18 novembre 2011
Il marketing digitale evolve di pari passo con le nuove tecnologie e sviluppa, grazie a queste, nuove idee. Con l’ascesa degli smartphone è diventato indispensabile per le aziende attive nel mondo dell’email marketing adattare le proprie newsletter al formato mobile e scegliere un approccio che consideri il potenziale offerto dalla combinazione tra questo canale e i social media.
Sempre più spesso, capita di trovarsi di fronte un nuovo elemento, il Quick Response code. Si tratta di un codice a barre bidimensionale a matrice, leggibile grazie ad apposite applicazioni presenti sui telefoni cellulari di ultima generazione. Questo quadro scannerizzabile reindirizza a un sito web contenente informazioni più dettagliate, moduli di iscrizione o Microsoft Tag e Google Goggles.
Un codice QR incuriosisce e aiuta a generare nuovo traffico sul proprio sito: può essere inserito su un’infinità di articoli, come per esempio comunicati stampa, brochure, articoli di giornale, poster, biglietti da visita, packaging di prodotto, gadget, magliette, etichette di abbigliamento, stand espositivi, vetrine e newsletter.
Come abbiamo più volte sottolineato, costruire un database di contatti a regola d’arte è un lavoro lungo che impegna l’azienda su molteplici fronti. Il QR code si rivela uno strumento utile anche per questa operazione: inserito in un cartellone pubblicitario, può condurre a una landing page contenente un modulo di iscrizione.
Anche se ancora poco diffusa, la pratica di utilizzare i QR code nelle proprie attività di comunicazione e promozione off-line può essere un modo nuovo e divertente per coinvolgere clienti nuovi e consolidati, combinando attività di pubblicità cartacee e versatilità del web.
Adottare i QR code può rivelarsi una strategia utile per incentivare attività promozionali e raccogliere anche nuovi iscritti alla propria newsletter.
Lo spam non è green
17 novembre 2011
Lo spam non è solo un fastidioso disagio per le nostre caselle di posta, ma produce anche un impatto negativo sull’ambiente.
Una recente infografica pubblicata da WebpageFX illustra il processo ed evidenzia come lo spam sia in parte responsabile dell’inquinamento globale. Secondo i dati pubblicati nel documento, ogni email di spam produce emissioni di CO2 che, unite al volume di anidride carbonica prodotta a livello mondiale, incidono sulla situazione ambientale planetaria.
La relazione annuale di McAfee, società di software di sicurezza, indica in un totale di 33 miliardi di Kwh l’energia usata per trasmettere, elaborare e filtrare la posta indesiderata. La cifra equivale all’energia utilizzata in 2,4 milioni di case ed è comparabile, in termini di quantità di emissioni di gas serra, a ben 3,1 milioni di auto che consumano complessivamente 7 miliardi e mezzo di litri di benzina.
Lo spam quindi non si limita a “inquinare virtualmente” le nostre caselle di posta con messaggi indesiderati, ma ha anche un reale e negativo effetto sull’ambiente che ci circonda.
MailUp aderisce al progetto Impatto Zero® di Lifegate: oltre a compensare la produzione di CO2, sanziona con una penale qualunque attività di spam proibita. Inoltre, si impegna a monitorare costantemente l’attività dei propri clienti per assicurare il rispetto delle regole e l’assenza di abusi.
Con gli anni, la lotta allo spam ha fatto sì che si sviluppassero tecnologie di filtraggio utili a proteggere le caselle di posta degli utenti, riducendo il fastidio di indirizzi intasati da messaggi indesiderati e risparmiando perdite di tempo per operazioni di cancellazione.
In linea con la legge sulla privacy, queste tecnologie hanno costretto chi invia email con il preventivo consenso dei propri contatti a rispettare sempre più stretti criteri per raggiungere la cartella di posta in arrivo e non finire, invece, tra la posta indesiderata.
Adottare sistemi professionali per inviare newsletter e DeM, attraverso provider iscritti a whitelist internazionali, è utile per migliorare la propria deliverability e assicurarsi di raggiungere la inbox del cliente.
MailUp garantisce l’alto tasso di recapito e consente di verificare attraverso le funzioni Email Analysis e Spam Check come sarà letto il proprio messaggio dai filtri antispam. La verifica segnala eventuali parole o elementi penalizzanti, permettendo così di correggere l’email.
Naturalmente per chi fa email marketing allo stato dell’arte e con sistemi professionali, i filtri anti spam non sono certo un problema. Tuttavia resta da chiedersi se l’inquinante attività di spam porti davvero qualche risultato, considerato che nel 90% dei casi i messaggi indesiderati non sono nemmeno letti, ma direttamente cancellati.
Tre trucchi del mestiere dai big dell’ecommerce
21 ottobre 2011
È appena terminato a Boston Shop.org Summit, uno degli eventi più importanti nel mondo dell’ecommerce. Molti i contenuti interessanti, tra cui alcuni dedicati all’email marketing. La sintesi della ricerca presentata, qui suddivisa in tre suggerimenti pratici, è utile per chi si occupa di email marketing.
Rendi visibile il modulo d’iscrizione
Banale? Forse, ma i dati indicano che i siti giudicati migliori inseriscono il modulo d’iscrizione ovunque. Il 50% invece gli attribuisce poca importanza, inserendolo per esempio come link nel footer. Il suggerimento è di dare sempre importanza prioritaria al modulo d’iscrizione alla propria newsletter, considerata l’efficacia del canale email nel mantenere e sviluppare una relazione con i propri clienti. Il modulo deve essere visibile, riconoscibile e presente in ogni pagina web, come per esempio la propria pagina aziendale o di prodotto su Facebook.
Con MailUp puoi creare facilmente:
Se usi WordPress per il tuo blog o il tuo sito, il processo è ancora più semplice grazie al nuovo MailUp plugin per WordPress.
Invia un messaggio di benvenuto: genera sei volte il fatturato!
La ricerca ha evidenziato come il primo messaggio al nuovo iscritto – l’email di “benvenuto” – ha un elevatissimo tasso di apertura, arrivando a generare fino a sei volte le vendite create da uno degli invii successivi. Eppure il 32% degli intervistati ha ammesso di non spedire alcun messaggio di benvenuto. Un’occasione di contatto con il cliente da non perdere! Vediamo come farlo con MailUp.
- Assicurati che MailUp invii un messaggio di conferma iscrizione (vedi come).
- Personalizza il messaggio per renderlo uno strumento efficace di marketing.
Per esempio: un’offerta speciale, un buono sconto, link alle newsletter spedite di recente e altro.
Inserisci opzioni di opt-out: il 20-30% degli utenti resta!
Altro risultato di rilievo della ricerca: l’utente cui sono offerte opzioni di disiscrizione sceglie di non disiscriversi nel 20-30% dei casi. Magari semplicemente vuole ricevere messaggi con meno frequenza o a un altro indirizzo. Meno di un terzo degli intervistati, tuttavia, utilizza questa funzione. Lo sapevi che in MailUp è facilissima da attivare? Si chiama Opt Out con Opzioni: trovi una schermata di esempio qui sotto.
Leggi come utilizzare questa funzione.
Buon lavoro e ricorda: se hai bisogno di una consulenza tecnica o di marketing puoi assumere i nostri esperti con “Pacchetto Ore“.
Il primato nel web è dell’email
18 ottobre 2011
Occupandoci in questo blog di email marketing non possiamo non riflettere sullo scenario in cui l’email vive, sempre più popolato da utenti social che usano dispositivi di connessione mobili. Abbiamo già affrontato i possibili dubbi sul futuro dell’email a favore invece dell’ascesa dei social network e della loro logica di condivisione di contenuti.
Negli ultimi mesi, a conferma di quanto era emerso sulla natura e sul ruolo unico dell’email, colossi del mondo web come Microsoft, Google e Facebook hanno mostrato un interesse crescente nei confronti dell’email e dei suoi utilizzi.
Un’interessante infografica riassume la dimensione e il valore che l’email continua ad acquistare. Nonostante i social network facciano molto parlare di sé, il loro ruolo è ridimensionato se confrontato con i 188 miliardi di email spedite giornalmente. Facebook conta, infatti, “solamente” 60 milioni di update mentre Twitter raggiunge i 140 milioni di tweet.
Il primato dell’email resta saldo anche se paragonato al numero totale di interrogazioni sui motori di ricerca Google, Yahoo e Bing. Il valore stimato di circa 3,3 miliardi di ricerche al giorno, seppur imponente, è comunque nettamente inferiore al numero di email inviate ogni giorno.
Questi dati sono indice di un crescente ruolo dell’email come mezzo di comunicazione unico e indispensabile. Le aziende, piccole o grandi che siano, non devono perdere di vista il valore della posta elettronica piuttosto affiancarla ai social media, sfruttando le potenzialità che questi offrono di sharing, interazione e acquisizione di nuovi iscritti al proprio database.
Novità in arrivo da Hotmail: graymail
11 ottobre 2011
Con circa 355 milioni di account attivi (dato di fine 2010), Hotmail è il più importante fornitore di caselle di posta, grazie all’integrazione con il mondo Microsoft /Live e alla costante innovazione. A distanza, lo inseguono Yahoo Mail e Gmail, rispettivamente con 275 e 197 milioni di account attivi.
Analisi recenti sull’uso della posta elettronica hanno fatto emergere spunti interessanti, alcuni dei quali sono serviti per studiare le innovazioni che Hotmail introdurrà a breve. Vediamoli insieme.
- Il 75% dei messaggi segnalati dagli utenti come spam è in realtà frutto di invii legittimi. Svanito l’interesse per il servizio cui si sono iscritti volontariamente, gli utenti preferiscono premere il pulsante “posta indesiderata” anziché gestire un processo di normale disiscrizione.
Questo comportamento rischia di ingannare i filtri antispam, che potrebbero basare le loro decisioni su comportamenti non uniformi e corretti. Questa tipologia di messaggi, legittimi ma indesiderati, è chiamata da Microsoft “graymail“. - L’uso della posta elettronica e la tipologia di messaggi ricevuti sono cambiati negli anni. Secondo i dati di Hotmail, più della metà della posta nelle caselle email è composta da newsletter e offerte. La quantità di spam ha registrato invece drastiche diminuzioni. La presenza massiccia di newsletter ed email di aggiornamento dai social network (Facebook è il quinto maggior speditore di email del mondo), rende le caselle poco ordinate e difficile rintracciare i messaggi veramente importanti.
Per ovviare a queste difficoltà, Hotmail aggiungerà nel prossimo rilascio nuove funzionalità per gestire con più efficienza la propria casella di posta. L’utente potrà identificare e processare con maggiore facilità le graymail, i messaggi frutto di una legittima sottoscrizione ma per i quali ha perso interesse e che identifica come spam.
Queste in dettaglio le novità.
- Categorizzazione
Attraverso un sistema di categorizzazione, i messaggi appartenenti alla categoria newsletter sono identificati in modo automatico. Ogni volta che l’utente classifica una nuova email come newsletter migliora la classificazione, non solo per sé ma anche per ogni altro utente Hotmail. - Disiscrizione
L’utente può disiscriversi con un solo click da una newsletter che non desidera più e da cui è magari difficile cancellarsi. Cliccando su unsubscribe, direttamente dalla propria casella, sarà Hotmail a occuparsi di gestire la disiscrizione, eliminando eventualmente tutte le vecchie newsletter inviate da quel mittente. - Aggiornamento
Con la funzione Cleanup, l’utente continua a ricevere una newsletter a cui è interessato ma può scegliere di tenere solo l’ultimo messaggio, eliminare i messaggi non più recenti (3, 10, 30 o 60 giorni) o spostare i messaggi in una cartella una volta invecchiati, conservando solo la copia più recente. Questa funzionalità è particolarmente utile per i messaggi provenienti da siti di shopping o contenenti offerte, come Groupon, in cui la newsletter è realmente utile solo per la prima settimana. - Ricerca
Le nuove funzionalità aiutano l’utente a trovare rapidamente i messaggi, in particolare quelli più importanti. Contrassegnando un messaggio come importante, questo resta in cima alla casella di posta anche quando si ricevono messaggi più recenti. Sarà anche possibile impostare regole di catalogazione automatica per la posta in arrivo da determinati mittenti, in modo che la posta più importante sia sempre in prima posizione.
Ottimizzare le campagne email con l’aiuto di MailUp
7 ottobre 2011
1. Oggetto dell’email
L’oggetto dell’email è un elemento fondamentale che incide sui tassi d’apertura del messaggio. In una frase accattivante e compresa tra i 30 e i 50 caratteri si può già inserire un incentivo che sarà approfondito all’interno del messaggio, come per esempio: “Acquista oggi, spedizione gratuita”. In altri casi, oggetti provocanti e divertenti costituiscono una buona strategia per aumentare le aperture.
Ne sono un esempio le frasi: “Aprimi prima questo!” oppure “Inutile resistere, aprimi!”.
MailUp consente attraverso il test A/B di verificare e scegliere tra due differenti oggetti quello più performante per ottenere un risultato migliore.
2. Template grafico
Per la propria newsletter è importante utilizzare una struttura standard per essere riconoscibile al destinatario e creare una certa familiarità. Quando scegliete un nuovo template siate attenti ad adottare una grafica in grado di offrire una corretta gerarchia di contenuti. Quando scrivete i testi provate a immedesimarvi nel vostro lettore e a capire come interpreterà i messaggi che riceve nella casella di posta. Eccessive o inutili informazioni dissuadono l’utente dalla lettura perché richiedono troppo tempo.
MailUp permette di personalizzare 400 modelli grafici disponibili gratuitamente per tutti i clienti. I template preimpostati sono creati da professionisti, realizzati con grafica piacevole, accattivante e ottimizzata, perfetta su tutti i client di posta. I modelli sono tutti testati per non causare possibili problemi di blocco da parte di filtri antispam.
3. Struttura dell’email
È consigliabile mantenere il messaggio principale e le call-to-action più rilevanti al di sopra della riga di piega, cioè nei primi 350 pixel generalmente visualizzati in anteprima da tutti i client email. Non superate la larghezza di 600 pixel, così da ottimizzare la visualizzazione e non costringere l’utente a scorrere orizzontalmente per leggere l’intero messaggio.
La funzione di Email analysis di MailUp permette di controllare il messaggio per migliorarne l’efficacia e incrementare i tassi d’apertura. Il messaggio è visualizzato in anteprima su tutti i principali sistemi di posta, con settantasette combinazioni di rendering e attraverso i maggiori sistemi antispam, per verificare eventuali errori html, link errati o inseriti in blacklist che potrebbero causare problemi problemi di deliverability.
4. Immagini
Accompagnare il testo della propria newsletter con alcune immagini è importante per creare un corretto bilanciamento, ma senza eccedere per non finire nella posta indesiderata e non appesantire il messaggio.
L’opzione immagini embedded di MailUp permette di aumentare l’efficacia degli invii evitando il blocco delle immagini, visualizzate subito insieme al testo. Una creatività curata riduce il numero di utenti che segnalano il messaggio come “spam”.
5. Monitoraggio
Monitorare le statistiche delle azioni dell’utente sul messaggio e i successivi movimenti offre un riscontro diretto delle proprie campagne e permette di ricalibrare le successive comunicazioni in base ai dati emersi, migliorandole.
MailUp consente attraverso report completi e istantanei di visualizzare l’efficacia delle campagne inviate. I grafici dettagliati e i dati analitici mostrano l’andamento generale di una campagna o l’attività di un singolo utente.
Le statistiche dettagliate incluse nel servizio offerto da MailUp consentono di conoscere, oltre ai propri tassi d’apertura, i click, le condivisioni e altro ancora. È possibile confrontare i propri risultati con benchmark di settore e migliorare grazie a suggerimenti mirati.
Domande & Risposte #1
18 agosto 2011
Nelle ultime settimane ho ricevuto alcune email, dove mi venivano richiesti consigli e suggerimenti su come ottimizzare le proprie campagne di email marketing. Ho deciso quindi di raccoglierle alcune di queste domande e pubblicarne qui la risposta, così che possano essere utili a tutti coloro che sviluppano ed analizzano campagne di email marketing.
Domanda: Ho appena concluso una campagna con ottimi risultati. Anche se mi ha portato un aumento di traffico, non ha generato un corrispettivo aumento delle conversioni. Quali possono essere i motivi? Come posso migliorare?
Risposta: In casi come questi, il problema può derivare dalla mancanza di coerenza informativa tra messaggio e pagina web. Insieme ad una DEM, è consigliabile creare una landing page, nella quale le informazioni contenute nel messaggio continuano (e vengono approfondite) in una pagina creata con il solo scopo di veicolare le informazioni di aumentare le conversioni. Se questa pagina non è consistente con il messaggio o l’offerta proposta, può portare ad un calo di credibilità da parte del destinatario e quindi di conversioni.
Domanda: Ultimamente ho un alto numero di iscrizioni alla mia newsletter, ma anche un alto numero di disiscrizioni. A cosa può essere dovuto?
Risposta: Un alto numero di iscrizioni è indice di un alto interesse da parte del pubblico e di un’ottimizzazione del proprio form di iscrizione. Solitamente un utente si disiscrive quando ha una perdita di interesse verso quanto trattato, se considera le comunicazioni troppo frequenti o se le sue aspettative non sono state soddisfatte, per qualità o tipo di contenuti. Per capire qual è il fattore determinante, si possono mandare delle survey, così da sapere qual è la loro opinione degli iscritti ed usare i loro pareri al fine di migliorare i messaggi. Oppure è possibile usare la funzione Autoprofilazione per sostituire la pagina di disiscrizione con un breve form che raccolga anche il motivo della cancellazione. Una terza alternativa è usare la modalità di disiscrizione “doppia con opzioni” che permette di personalizzare la frequenza di ricezione.
Domanda: Come mai le mie DEM hanno un alto numero di aperture, ma generano pochi click?
Risposta: Un alto numero di aperture indica sia che il messaggio è atteso dall’utente, sia che l’oggetto ne stimola l’apertura. Il basso tasso di click può essere dato da uno scarso coinvolgimento verso il messaggio, il quale potrebbe essere non in linea con quanto atteso o poco stimolante. Altro fattore da considerare, è la scarsa ottimizzazione del messaggio, dove un’eventuale CTA (Call to Action) non è chiara o non visualizzata dal client di posta elettronica. Per non incorrere in questo problema è consigliabile eseguire degli A/B Test, così da capire qual è la versione che genera le migliori performance e un’email analysis per capire se il messaggio genera problemi di visualizzazione.
Domanda: Perché ho un alto numero di “Hard Bounces”?
Risposta: Un numero di “Hard Bounces” maggiore del 10% è sintomo di una scarsa cura e pulizia della lista, oppure di modalità di raccolta degli indirizzi. Se si utilizza MailUp per inviare, ad ogni invio questi errori diminuiranno automaticamente. Per mantenere pulita la lista, è consigliabile utilizzare un’iscrizione a Double Opt-In, dove per evitare l’iscrizione di email non valide, è necessario confermare l’indirizzo inserito. Vedi le domande e risposte più comuni sull’argomento “iscrizione a newsletter“.










