L’importanza di gestire al meglio le disiscrizioni
19 maggio 2011
La cancellazione di un cliente dal proprio data base per molti è considerata una sconfitta, ma è bene ricordare che il processo di disiscrizione è un momento cruciale che se gestito correttamente può riservare molteplici opportunità, pari al processo di benvenuto.
Il processo di unsubscribe, anche se può sembrare una fase con priorità inferiore nel ciclo di vita del rapporto con il cliente, si riflette sulla percezione complessiva del marchio.
Una cattiva esperienza infatti può avere un impatto negativo sulle relazioni con i clienti ed influenzare la scelta a non interagire con il brand anche attraverso altri canali, oltre a compromettere molteplici aspetti quali:
- la reputazione dell’azienda
- la deliverability
- il rispetto della normativa sulla privacy
- la reputazione del dominio del mittente
In base allo studio effettuato da Return Path su 65 aziende inglesi, il 91% di esse è risultato conforme in base alla legislazione del Regno Unito in merito alle modalità di Opt Out, ed il 77% consente agli abbonati una modalità di cancellazione rapida, con un processo semplificato ad un solo stadio.
Tuttavia, solo il 17% delle aziende intervistate da’ la possibilità di modificare la frequenza di invii di e-mail, o includere un sondaggio per raccogliere feedback circa le ragioni dell’opting out, ma nessuno si avvale ancora della possibilità di mettere in pausa le loro comunicazioni.
Dai dati emersi, le aziende sembrano consapevoli che cercare di trattenere un cliente che non vuole ricevere più comunicazioni non può portare a nulla di positivo. E’ pertanto consigliabile dar la possibilità di cancellarsi con facilità. Offrendo però anche l’alternativa di modificare e rivedere le condizioni d’iscrizione, per poterle adeguarle a nuove esigenze, evitando così la cancellazione e proseguendo ad inviare messaggi più pertinenti agli interessi ed in linea con le volontà dell’utente, come consentito dai clienti che inviano i propri messaggi con la piattaforma MailUp.
Le best practice più consigliate, per ottimizzare la fase di unsuscribe, prevedono un form che consenta di agire su questi aspetti:
- Cambiare il proprio indirizzo di ricezione e-mail
- Aggiornare i dati personali o le preferenze
- Consentire la pausa dell’invio
- Promuovere altri canali di contatto
- Variare la frequenza di ricezione
- Richiedere un questionario sui motivi della disiscrizione
- Popolazione automatica del campo e-mail da cancellare
Fornire la possibilità di rivedere tali aspetti, non solo aiuterà a migliorare la reputazione del marchio presso i clienti, ma potrà anche aiutare ad incrementare la fidelizzazione, inoltre, richiedendo la compilazione di un questionario di cancellazione, sarà possibile migliorare le attività di marketing e le relazioni con i clienti. Identificare differenti tipologie di invii e permettere la disiscrizione da una o più di queste è un’altra tecnica efficace per ridurre il numero di disiscritti e parallelamente profilare i propri iscritti, che riceveranno così più rilevanti e con la giusta frequenza. Questa politica, già definita come “E-Mail Marketing 2.0“, è oltretutto coerente con la gestione delle “finalità” descritta nella normativa sul trattamento dei dati personali.
Ancora dubbi sul futuro dell’e-mail?
13 maggio 2011
L’e-mail è ancora uno strumento efficace o è ormai obsoleto? I social network sono una minaccia? Investire nell’e-mail marketing sarà un plus per il futuro delle imprese?
Questi e molti altri quesiti simili hanno animato di frequente giornali e blog, offrendo punti di vista e statistiche a dimostrazione del fatto che l’e-mail è e sarà, in virtù delle sue caratteristiche peculiari, uno strumento utile ed insostituibile per comunicare con i propri stakeholder.
Ora a smentire e mettere a tacere tutti i possibili dubbi ancora aperti sul declino dell’e-mail, arriva anche un nuovo progetto di Google. Infatti, dopo la risposta negativa all’offerta per acquisizione di Groupon, il cui valore è attualmente stimato tra i 15 e i 20 miliardi di dollari (circa un terzo di Facebook), il colosso mondiale è al lavoro su un nuovo progetto: Google Offers. Il gruppo di Mountain View focalizza la sua attenzione sui messaggi di posta elettronica, con lo scopo di connettere imprese e clienti, offrendo agli utenti giornalmente, via e-mail, una promozione con solitamente con uno sconto significativo e con contenuti differenti e personalizzati in base alla geolocalizzazione del destinatario. Ancora una volta viene riconosciuto il valore dell’invio di email rilevanti e non massivo e indifferenziato.
Anche Google quindi, pensando alle realtà imprenditoriali di piccole e medie dimensioni, vede nell’e-mail marketing un canale in continua crescita, da prendere in considerazione e su cui investire per il futuro.
Consigli per fare decollare l’e-commerce con l’email marketing
22 aprile 2011
Nell’e-commerce, ancor più di altri settori, l’email marketing ricopre un ruolo assolutamente indispensabile. Diversi studi evidenziano infatti come l’email marketing sia la risposta più efficace ad uno degli aspetti più cruciali per i negozi online: i carrelli abbandonati. Il 60-70% delle procedure d’acquisto sul web non vengono portate a termine dagli utenti, lasciando in sospeso il processo. Le cause di abbandono sono molteplici:
- timori sulla sicurezza della transazione;
- dubbi sull’affidabilità del servizio;
- spese aggiuntive non preventivate;
- lunghe registrazioni;
- metodi di pagamento non disponibili;
- località non coperte dal vettore di spedizione:
- ripensamenti e verifica di offerte dei competitor.
Alcuni di questi problemi possono essere risolti attraverso diversi accorgimenti tra cui l’attivazione di campagne di remarketing anche abbinate ad attività di upselling.
La possibilità di recuperare transazioni abbandonate è un importante opportunità che, se sfruttata correttamente, può consentire alti tassi di conversione. Secondo Ecommerce Specialist infatti le campagne email relative ai carrelli abbandonati producono tassi di apertura del 50% e il 20% in più di acquisti rispetto alle normali campagne DEM. Diventa perciò indispensabile per ogni attività di e-commerce capire e scegliere la miglior strategia e il miglior sistema in grado di supportare quest’attività di remarketing, riacquistando così i propri clienti.
Qualunque sia l’approccio scelto, ci sono dei consigli sempre validi per ottimizzare quest’attività, quali ad esempio l’utilizzo di un sistema professionale per l’email marketing, in grado di creare invii automatici e programmati al verificarsi di determinate azioni e/o eventi, per rispondere così con tempestività e prontezza. A livello operativo è necessario individuare un timing personalizzato e testato sulle proprie attività con cui inviare le comunicazioni di remarketing. Partendo dalla consapevolezza che quanto prima si invia la mail, maggiore sarà la probabilità di catturare un cliente che altrimenti potrebbe iniziare a guardare altrove. Generalmente vengono scelte le seguenti tempistiche di ricontatto: dopo 1, 24 o/e 72 ore. Ma ci sono anche casi in cui i risultati migliori si ottengono inviando 7 giorni dopo l’abbandono del carrello.
Alcuni effetti negativi, però, potrebbero presentarsi riducendo eccessivamente i tempi di invio, nel dettaglio: Leggi tutto
Social Media Marketing la guida alle nuove regole del marketing
15 aprile 2011
Lo scenario con cui si trovano ad interfacciarsi le moderne aziende durante la scelta e la definizione di un piano marketing evidenzia una profonda rivoluzione che coinvolge i processi comunicativi e gli sviluppi tecnologici.
Interrogarsi perciò sulle potenzialità e sulle applicazioni del Web Marketing e Social Media Marketing diventa indispensabile. A tale proposito “Social Media Marketing” il nuovo manuale di comunicazione aziendale digitale, realizzato da Hopli partendo dall’esperienza del Master in Social Media Marketing & Web Communication dell’università IULM, può fornire un’utile panoramica per districarsi in quella che ai meno esperti pare esser un’intricata giungla digitale.
Il nuovo volume curato dal Prof. Di Fraia è il risultato di una produzione scritta a più mani dai maggiori esperti italiani di marketing e dei social media, come Miriam Bertoli, Andrea Genovese, Gianluca Diegoli, Nazzareno Gorni, Paolo Iabichino, Mirko Lalli, Mauro Lupi, Michele Marzan, Marco Massara, Sasha Monotti, Luca Schibuola, Alessio Semoli e Andrea Serravezza.
Offre una panoramica completa sullo scenario della comunicazione e del marketing sul web, illustrando in ciascun capitolo un aspetto specifico, tra cui ad esempio quello scritto da Nazzareno Gorni – General Manager di MailUp – dedicato all’E-mail Marketing: racchiude un riassunto aggiornato dei contenuti presenti in versione più estesa all’interno del libro sempre edito da Hoepli “E-mail Marketing ”.
Per tutti coloro che acquisteranno il libro online potranno usufruire di uno sconto del 25% sul prezzo di copertina fino al 28/04/2011. Inoltre acquistando “Social Media Marketing” si avrà in omaggio un buono da Google AdWords.
Con l’email i tweet raggiungono nuovo pubblico
5 aprile 2011
Con la nuova funzione Twitfooter, le logiche che hanno accompagnato l’integrazione tra l’email ed i social media si ampliano nuovamente. Il TwitFooter inverte le funzioni che aveva guidato fin ora il rapporto tra i due canali.
Se fino ad oggi il social network serviva principalmente per veicolare viralmente il messaggio della nostra newsletter, ora questa nuova funzionalità consente l’operazione inversa, facendo interagire mail e social in un’unica grande spirale comunicativa dove i messaggi si moltiplicano e passano da un canale all’altro senza limiti.
Il TwittFooter consente infatti di far apparire in calce all’email, oltre alla solita e convenzionale firma anche la visualizzazione dei tweet o un elemento più neutrale come la propria biografia pubblica di Twitter.

Come e perché scegliere o meno di utilizzare il Footer social sull’email?
Il Blog “Non Convenzionale” rende l’idea di qualche aspetto da non sottovalutare e prendere in considerazione prima di attivare la nuova firma per non rischiare di perder di vista alcuni aspetti comunicativi funzionali.
Utilizzare il TwitFooter sulle proprie comunicazioni può esser un valido strumento per generare Personal Branding e distinguersi da coloro che scelgono di continuare a comunicare in maniera più rigorosa e professionale. Ma la possibilità di sfruttare un’ulteriore integrazione comunicativa come questa deve ragionevolmente partire considerando due elementi importanti: la coerenza di questa scelta con propria brand identity e la consapevolezza che non tutte le mail che un’azienda invia sono in ugual modo adatte a supportare estensioni come questa. Il sistema è gratuito in beta, e di fatto trasforma il tweet in una gif dinamica, in modo da evitare problemi di compatibilità tipici degli script.
Lo stato dell’arte dell’email
22 marzo 2011
Il 2010 è stato senza alcun dubbio l’anno in cui lo sviluppo dei nuovi canali di comunicazione ha registrato una forte crescita, evidenziando lo sviluppo esponenziale di Twitter e di Facebook, quest’ultimo raggiungendo i 600 milioni di utenti, portando molta attenzione verso questo fenomeno di rivoluzione sociale.
L’utilizzo di nuovi canali social da parte delle aziende, non è andato però a discapito dell’email, che resta sempre uno strumento indispensabile e attuale nelle attività di comunicazione e direct marketing. I due canali offrono a loro volta la possibilità di integrarsi, aiutando le proprie comunicazioni a vicenda, ad esempio attraverso la condivisione via social di una newsletter, o con form di iscrizione alla propria mailing list attraverso i social, evitando i noiosi processi di inserimento dati.
Ѐ importante ricordare che l’iscrizione a qualunque social network – o comunque l’attivazione di un OpenID – richiede all’utente di possedere un’email, per poter effettuare la registrazione, dimostrando così di restare un canale necessario per accedere poi ad altri servizi offerti dalla rete. L’email perciò non deve temere la concorrenza, essendo uno strumento attuale, indispensabile e con caratteristiche che la rendono unica ed insostituibile.
I dati, mostrano come l’email marketing resta uno strumento valido in grado far ottenere risultati sul breve-medio termine, poiché agisce su un mezzo di comunicazione molto diffuso, utilizzato da quasi la totalità di coloro che hanno accesso alla rete. Nell’ultimo anno infatti sono stati registrati 480 milioni di nuovi utenti mail, raggiungendo così un totale di 1.88 miliardi, comparato a 1.97 miliardi di utenti internet (giugno 2010). Infine un altro aspetto da non sottovalutare è il bassissimo impatto ambientale di questo canale, solo 4 grammi di CO2 per ogni email.
Senza ombra di dubbio, l’email è un mezzo consolidato, un ottimo meccanismo di marketing relazionale, in grado di instaurare conversazioni con utenti interessati, che hanno scelto di ricevere i nostri messaggi acconsentendo al trattamento dei loro dati ed iscrivendosi alla newsletter.

Come emerso dai dati statistici pervenuti, un’importante percentuale di email inviate sono Spam (89,1%), ma l’email marketing è ben altro, tutti coloro che svolgono una buona campagna di email, condotta in maniera etica e su liste adeguatamente profilate di contatti, che hanno dato il consenso al trattamento dei loro dati, registrano ottimi risultati sia in termine di ROI che di creazione di relazioni dirette con i propri utenti.
Non tutte le campagne email sono uguali, per fare centro è importante coinvolgere
16 marzo 2011
Una buona campagna di email marketing basata su un piano editoriale studiato ed una piattaforma professionale per la gestione delle proprie campagne, offre la possibilità di ottenere e monitorare il raggiungimento dei propri KPI, valutando e quantificando i risultati dei propri invii.
Una consiglio efficace da non sottovalutare per ottenere buoni riscontri, è profilare le proprie liste contatti, in modo da creare più versioni del messaggio che intendiamo diffondere, diversificandole in base al comportamento dei diversi utenti, ai loro interessi ed alla loro posizione geografica.
Per coinvolgere i nostri contatti e trasformare i nostri utenti da inattivi ad attivi è indispensabile creare comunicazioni ed invii ad hoc, e per farlo è indispensabile profilare il proprio database per conoscere i differenti segmenti di pubblico con cui si è in contatto. Il secondo passo importante è riuscire giorno per giorno con la giusta frequenza di contatti email a creare un legame con il pubblico, evitando di inviare messaggi non pertinenti, che porterebbero ad una serie di email cancellate senza nemmeno esser state aperte o ancor peggio alla cancellazione del contatto dalla nostra mailing list.
La piattaforma MailUp consente di integrare alla nostra campagna email profilata, anche altre utili funzioni:
- i Filtri Attività con i quali sarà possibile, selezionare tutti coloro che avranno cliccato su un determinato link e in automatico inviare successivamente un altro messaggio più specifico, relativo all’argomento su cui il contatto aveva manifestato il proprio interesse.
- L’A/B test, in grado di testare due differenti versioni di una campagna per selezionare (in automatico) la versione più funzionale da diffondere al proprio pubblico.
Rendere i messaggi più pertinenti e di conseguenza più coinvolgenti è l’obiettivo fondamentale di chi invia Newsletter e DEM. Affidarsi ad un servizio professionale per la gestione di quest’attività consentirà non solo un aumento notevole delle percentuali di deliverability, ma attraverso l’utilizzo di funzioni specifiche a disposizione, permetterà di potenziare e/o rendere più mirate le proprie campagne.
L’Email Marketing sul Sole 24 Ore
22 febbraio 2011
I Social Network hanno creato nuove opportunità per fare marketing, portando il prodotto e l’azienda a parlare direttamente con i propri consumatori. Al fine di poter far capire alle aziende questi cambiamenti, il Sole 24 Ore ed HOEPLI hanno creato una partnership creando la collana “Fare business con i Social Network”.

Questi libri sono delle nuove edizioni – in forma ridotta – dei libri già pubblicati da HOEPLI sulle nuove frontiere del marketing online. Questa iniziativa partita a Febbraio 2011, rilascia ogni settimana un libro dedicato ad un aspetto diverso del fare business e promozione su Internet. Tra i vari libri in uscita, vogliamo segnalare che il 3 Marzo, sarà disponibile in edicola il libro dell’Ing. Gorni intitolato “Email Marketing”, una versione ridotta (176 pagine invece che 305) del libro pubblicato nel 2009 da HOEPLI.
Altri libri della stessa collana sono: Facebook (10 Febbraio), Twitter (17 Febbraio), Personal Branding (24 Febbraio), Search Engine Marketing (10 Marzo), Web Analytics (17 Marzo). Nel aveste perso un uscita in edicola o foste interessati ad alcuni arretrati, qui potete ordinare quello che più vi interessa.
Integrare i Social Media con l’Email Marketing
21 febbraio 2011
Negli ultimi anni i Social Media stanno prendendo sempre più piede all’interno della nostra società e questa loro diffusione li rende un’ottima possibilità di business per aziende, che possono utilizzarli per creare conversazioni e spargere al loro interno campagne di marketing, adatte a creare presenza del proprio Brand.
Come veniva accennato in un post precedente, sono i giovani a prediligere i Social Network rispetto all’email come mezzo di comunicazione, tendenza che con l’avanzare dell’età del campione, svanisce portando l’attenzione all’email marketing. C’è da considerare ad ogni modo, che chiunque sia iscritto ad un social network dispone di una casella email, necessaria per l’iscrizione: l’email è sempre la base di partenza e riferimento per tutte le fasce di età.
Al fine di poter sfruttare al meglio la tendenza social e le interazioni che queste generano, si possono creare delle strategie di email marketing atte a raggiungere nuovi possibili utenti all’interno dei Social Media. Uno dei fattori principali all’interno del Social Marketing è quello di dare la possibilità agli utenti di condividere le informazioni che ritengono utili per il loro gruppo di appartenenza in modo semplice e veloce. Socialmente gli utenti si riuniscono in gruppi di persone accomunati dalle stesse passioni od obiettivi e condividono il gruppo le informazioni che ritengono importanti ed utili per tutti, utilizzando la loro reputazione per garantirne la validità. Una DEM od una Newsletter è un’informazione che se ritenuta interessante, l’utente inoltra ai suoi contatti, ma deve essere in grado di condividerla anche su mezzi che non sono email, come ad esempio i loro profili Twitter e Facebook, in questo modo si possono raggiungere utenti che l’utente non conosce direttamente. In MailUp è disponibile già dal 2009 una pratica funzione nell’editor messaggi che consente di inserire link di condivisioni in soli 2 click. In questo scenario è fondamentale includere, nel testo della newsletter, anche un link che inviti all’iscrizione alla stessa.
Un’altra integrazione che può essere fatta, è quello di inserire un form di iscrizione alla propria Newsletter all’interno della propria pagina di Facebook. Infatti con la promessa di maggiori informazioni od approfondimenti su determinati argomenti, gli utenti possono essere incentivati ad iscriversi alla propria newsletter. In questo modo si instaura un ulteriore legame con la propria customer base, cominciando ad instaurare un dialogo proporzionale e relazionale con un canale rodato ed diretto come l’email.
Un’ultimo suggerimento riguarda l’utilizzo dei contributi social all’interno dei contenuti dei messaggi. Inserendo commenti user-generated selezionati all’interno della newsletter si incentiva il lettore ad interagire, creando traffico e follower sui social media. Un classico esempio è l’invito ad inserire recensioni – ad esempio su Tripadvisor nel caso di newsletter di strutture turistiche.
La nuova Email di Facebook
3 febbraio 2011
In questi ultimi giorni Facebook ha cominciato a rilasciare più rapidamente le nuove caselle di posta elettronica @facebook.com ai propri utenti.
L’ingresso di Facebook nel mondo delle email non può che confermare come il canale email sia ancora imprescindibile e irrinunciabile. Avevamo condiviso qualche settimana fa di questo imminente rilascio, che molto probabilmente diverrà un competitor diretto, rispetto a più noti e consolidati Provider di Posta Elettronica (ESP) come Hotmail, Yahoo e Gmail.
Infatti Facebook contando su una Customer Base potenziale di 500 milioni di utenti, può diventare rapidamente un punto di riferimento tra i nativi digitali per le loro esigenze di posta elettronica, creando un ambiente dove Social ed Email possono convivere in armonia e legando sempre di più l’utente che così non sarà costretto ad abbandonare Facebook per ricevere o inviare un’email.
Nazzareno Gorni, General Manager di MailUp, ha provato l’interfaccia e le possibilità che questa nuova piattaforma offre ai propri suoi utenti, qui di seguito gli screenshot e le prime impressioni.

La novità viene annunciata all'apertura di Facebook con questa finestra

Per chi ha rete Vodafone o Wind, è anche disponibile l'integrazione del canale SMS

I punti cardine: messaggi raggruppati in conversazioni (come per Gmail), tutti i messaggi proveniente da "non amici" vengono raggruppati nella cartella "Altri"

L'indirizzo email sarà quello del nome pubblico precedentemente impostato. Una porta aperta per gli spammer?

Una breve spiegazione per sottolineare che i messaggi da "sconosciuti" saranno recapitati dentro la cartella "Altri"

Solo per Vodafone e Wind per ora

Anche l'applicazione per iPhone viene modificata leggermente
L’interfaccia è assolutamente semplificata e armoniosa rispetto alla precendente funzione “Messaggi”, adatta a chi predilige avere a disposizione le funzioni base senza troppe complicazioni.
Alcune osservazioni:
- Le opzioni disponibili al momento sono molto ridotte (ad esempio non è possibile vedere gli header dei messaggi ricevuti), non è possibile fare inoltri, impostare filtri, fare cartelle, aprire altri pop, regolare le impostazioni antispam…
- Inoltre non è possibile formattare l’email in uscita (grassetto, font…).
- Le email ricevute appaiono nella loro versione TXT (se multipart) oppure tradotte in formato testo, con i link non attivi. Bisogna cliccare su “Espandi” per vederle in formato html. Una decisione piuttosto drastica, con l’obiettivo chiaro e forse un po’ miope di disincentivare l’uscita da Facebook.
- Facebook richiede messaggi che sono autenticati con tecnologia DKIM e/o SPF.
- La possibilità di allegare messaggi è semplificata, in particolare risulta semplice allegare anche voice mail, cioè messaggi audio vocali registrati al momento direttamente dalla finestra di composizione del messaggio.
- E’ possibile segnalare un messaggio come spam oppure bloccare un mittente. Al momento però non sono disponibili per i provider alcun programma di Feedback Loop.



