Fai fiorire la tua console con i suggerimenti MailUp

31 maggio 2010

In questo post troverete tanti piccoli suggerimenti per conoscere meglio ed ottimizzare la vostra console MailUp.

Ripristino Menu

1err-reset Avete chiuso per errore un menu della console che vi serve e non sapete come riaprirlo?
Nessun problema! In fondo alla barra dei menu, trovate il tasto RESET, cliccatelo e tutti i menu verranno riaperti automaticamente. 1sol-reset1

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Uscire correttamente dalla console

1err-exit Se volete chiudere in maniera corretta la nostra console MailUp,non chiudetela con il tasto di chiusura della finestra (X). In questo modo la sessione della console potrebbe non essere stata chiusa in maniera definitiva.
Utilizzate invece il tasto ESCI , lo trovate sul vostro schermo in alto a sinistra. Questa operazione vi permetterà di chiudere correttamente la vostra console MailUp e di rientrare immediatamente senza dover aspettare qualche minuto. 1sol-exit

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5 tipologie per importare la vostra lista

Lo sapevate che potete importare in 5 modi differente i contatti a cui inviare le vostre comunicazioni. Andate nel menu UTENTI e cliccando su IMPORTAZIONI

MENU UTENTI - IMPORTAZIONE

Verranno visualizzate le 5 diverse modalità d’importazione tra cui excel, in formato testuale (TXT), addirittura estraendoli da un documento qualsiasi.
Ora vi rimane soltanto di scegliete il modo che vi è più comodo!

IMPORTAZIONE ISCRITTI

Immagini senza blocchi su Hotmail e Yahoo!?

14 aprile 2010

Grazie alla ReturnPath Certification è oggi possibile evitare il blocco predefinito delle immagini su tutto il network Microsoft (Hotmail, Live, Msn), MySpace e Yahoo! Significa che i messaggi arriveranno nella Inbox con le immagini già visualizzate e i link abilitati: un vantaggio importante che permette di incrementare i ritorni di un invio, in termini di maggiori aperture, maggiori click e quindi maggiori conversioni.

Hotmail e Yahoo! insieme, infatti coprono solitamente oltre il 50% degli iscritti in database di tipo B2C (consumer), altri provider importanti in termini di numero di caselle come Tin/Virgilio e Gmail non superano solitamente il 15% delle caselle attive in una mailing list di privati.

Come ottenere la Certificazione di Return Path? I requisiti sono molto selettivi: occorre avere una lista molto pulita (senza spam trap), con indirizzi raccolti in pieno rispetto della privacy, bassissimo tasso di lamentela degli utenti (i cosiddetti feedback loop) e nessuna segnalazione su blacklist internazionali, come Spamcop. Oltre a questi requisiti di qualità, i tecnici americani valutano anche la completezza dell’informativa privacy, le modalità di iscrizione, la presenza di record SPF nel DNS e le caratteristiche del sistema di invio.

Una volta superato l’esame, che può durare diversi mesi in cui viene monitorato il traffico, è necessario anche pagare un canone annuale che parte da circa 300 euro e sale in relazione al numero di messaggi inviati. La Certificazione garantisce, oltre allo sblocco delle immagini, anche il recapito nella Inbox (e non nella cartella spam) presso oltre 1,4 miliardi di caselle email, grazie ad accordi sottoscritti con centinaia di provider e sistemi antispam come Cloudmark e SpamAssassin. MailUp è official reseller per l’Italia di tutte le soluzioni Return Path, per verificare costi e acquistare il servizio andare sull’ecommerce

Nota di servizio: mentre lo sblocco delle immagini su Hotmail e MySpace è già attivo da mesi, lo sblocco su Yahoo! è una novità e richiede qualche settimana dalla richiesta, prima che venga attivato. I clienti MailUp che hanno già sottoscritto la Certificazione Return Path dovranno quindi attendere le prime settimane di Maggio per poter godere dell’effetto sblocco su Yahoo!

Feedback Loop, questo sconosciuto

6 aprile 2010

La ricerca eseguita a inizio 2010 da Ipsos per Maawg su un campione rappresentativo di oltre 3.700 intervistati online in 6 diversi paesi (esclusa l’Italia) ha rilevato risultati molto interessanti per comprendere il comportamento rispetto all’utilizzo dell’email.

La metà degli intervistati ha riferito di aver aperto messaggi di spam in modo consapevole, per varie ragioni. La percentuale sale negli utenti più giovani, che si ritengono più esperti e quindi più consapevoli di eventuali rischi.

E’ interessante notare come uno su due (44%) sposta i messaggi sospettati di essere spam nel Junk Folder, mentre il 39% preme il bottone “segnala come spam”, contribuendo così a migliorare la pulizia della propria casella, ma anche quella degli altri utenti all’interno dello stesso sistema di posta (in particolare quelli web come Hotmail, Yahoo! e Gmail).

Cosa si intende comunemente con la parola “spam”? La maggioranza (69%) classifica come spam tutte le email non richieste e per identificarlo si basa sul mittente (73%) e sull’oggetto (67%).

Non tutti sanno che marcare un messaggio come spam fornisce informazioni al sistema antispam, migliorandolo con il contributo dei singoli riceventi.

Pochissimi sono coscienti però che questa informazione può arrivare anche al mittente, che procederà alla disiscrizione automatica dell’indirizzo. Il meccanismo è chiamato comunemente “Feedback Loop“: se il server del mittente ha siglato con il provider uno specifico accordo, per ogni utente che clicca sul bottone “segnala come spam” viene inviato un messaggio al server del mittente, in modo che possa escluderlo dai successivi invii. Poichè gli spammer difficilmente riescono ad attivare questo tipo di accordi, il provider riesce così a meglio distingure i mittenti legittimi dagli spammer.

MailUp ha sottoscritto oltre 12 contratti di questo tipo con i principali provider internazionali, anche se la grossa fetta del traffico viene intercettata solitamente da Hotmail/Msn/Live e Yahoo!
Andando nel menu Utenti/Elenco Disiscritti è possibile individuare con precisione chi sono quegli utenti che sono stati disiscritti in automatico a causa di queste segnalazioni per spam (abuse report).

Non deve stupire se il numero di tali disiscritti è elevato: anche il mittente più attento alla privacy e al trattamento dei dati dei propri iscritti, non sarà immune da questo fenomeno. Fisiologicamente infatti circa lo 0,2% dei destinatari invece che seguire la procedura di cancellazione troverà più comodo cliccare sul bottone “segnala come spam”, che permette tra l’altro di cancellarsi da più messaggi contemporaneamente. Il 16% degli intervistati - sopratutto nei paesi anglosassoni - infatti definisce come “spam” anche i messaggi richiesti un tempo, ma ora non più desiderati.

Per distinguere la volontà di cancellarsi dalla reale volontà di segnalare un messaggio come spam si stanno studiando dei sistemi come il List-Unsubscribe.

E’ bene tenere monitorato questo fenomeno (in MailUp vengono definiti “Segnalazione Abuso”) perchè se la percentuale sale sopra il 2% aumenta la probabilità che il messaggio venga classificato come spam per tutti i destinatari, non solo per quelli che hanno segnalato l’abuso.

Andando in Statistiche/Grafico Trend Reattività è possibile visionare l’andamento delle Segnalazioni Abuso invio dopo invio.

Come ridurre questo fenomeno?

A) Non inviare ad indirizzi che non si sono iscritti volontariamente.
B) Utilizzare il bottone di cancellazione di MailUp.
C) Nel caso di più liste (una lista è un ambiente separato con proprie configurazioni, database e statistiche) utilizzare la modalità di cancellazione doppio opt-out standard.
D) Il bottone di cancellazione dev’essere ben evidente, meglio se accompagnato da una dicitura che spiega come mai il messaggio è inviato (”ricevi questo messaggio perchè…”).
E) Invitare i destinatari ad inserire l’indirizzo del mittente in rubrica (cosa fatta dal 35% del campione).
F) Usare un mittente e nome mittente che sia riconosciuto dal destinatario, e non cambiarlo.

Il rapporto integrale è disponibile qui: 2010 MAAWG Email Security and Usage Report.

Questionari online gratis con Google

8 settembre 2009

Forse molti non sanno che una delle funzionalità gratuite di Google Docs permette di creare velocemente survey, sondaggi e questionari.

Il funzionamento è estremamente semplice e intuitivo, la grafica è personalizzabile (con temi) e non c’è pubblicità: è quindi utilizzabile anche in ambito business senza particolari controindicazioni, sebbene sia tutto ancora in “beta”.

Il form poi divene una pagina pubblica, aperta a tutti senza autenticazione, come ad esempio questo:

http://spreadsheets.google.com/viewform?formkey=dEo4SmR6dWpkSmc0dUZpTFlONFZadFE6MA..

Esempio di survey creata con Google Docs

Esempio di survey creata con Google Docs, clicca per ingrandire!

Questa funzione gratuita offerta da Google in parte si sovrappone con l’opzione AutoProfilazione che è inclusa nel pacchetto Marketing+ di MailUp.

Google Docs - Nuovo FormI vantaggi di Google Docs / Form sono questi:

  • editing immediato, con libreria di form già pronti
  • report grafici con incroci
  • widget per embeddare il questionario in blog/siti
  • numero domande  illimitato (?)
  • Si possono rendere i risultati della survey pubblici

Ci sono in particolare alcune finezze, tipo che per le risposte con scelta da tendina viene randomizzata la scelta in modo da non distorcere i risultati, oppure il drag and drop per ordinare le domande.

L’invio di inviti alla partecipazione è possibile anche con Google, usando la rubrica di Gmail, ma il messaggio non è personalizzabile ed è oltremodo grezzo.

Dall’altra parte però l’opzione AutoProfilazione di MailUp può offrire vantaggi differenti:

  1. Il risultato in MailUp è legato univocamente all’indirizzo email di chi l’ha compilato
  2. Le risposte vanno direttamente a popolare il DB MailUp, quindi posso usare le risposte per arricchire l’anagrafica e profilare, senza fare altre operazioni di import/export
  3. Posso sfruttare il motore che gestisce Invii Automatici (di email o sms) per scatenare azioni in automatico in relazione alle risposte (o alle non risposte).
  4. A seconda della risposta, l’utente può passare da un gruppo/lista ad altri
  5. La compilazione può essere autenticata (link univoco inviato all’utente per la compilazione)
  6. Posso inviare  solleciti a chi ancora non ha risposto
  7. Posso gestire la disiscrizione dell’utente dalla lista
  8. Posso definire date di apertura/chiusura del sondaggio/survey
  9. Posso obbligare la compilazione unica

Se quindi l’obiettivo è avere una survey aperta a tutti, dove non c’è il rischio di compilazioni multiple volte a distorcere il risultato, probabilmente Google Docs è la strada migliore. Se invece intendo creare un questionario per arricchire la mia base dati di informazioni, con cui profilare meglio i prossimi invii, allora AutoProfilazione può essere più utile, anche se più complicato.

Per utilizzare un FORM di Google Docs insieme a MailUp è sufficiente:

a) creare il form su Google Docs

b) incollare il link di partecipazione (sempre disponibile in basso nella schermata di modificz del form)  all’interno di un messaggio email creato con MailUp

c) eseguire l’invio dell’invito a partecipare

d) sarà possibile raccoglire le statistiche di chi ha cliccato sul link da MailUp, mentre da Google Docs sarà possibile esportare un file excel con tutte le risposte. Non essendo possibile certificare l’identità di chi compila, difficilmente i risultati della survey potrebbero essere a loro volta importati in MailUp.

Esempio report Statistico

Esempio report Statistico di Google Docs

Guadagnare con le proprie Email con AdSense?

26 agosto 2009

Google AdSense non ha mai ammesso l’inserimento della sua pubblicità all’interno delle Email, se non per brevi sperimentazioni con clienti selezionati. Il motivo è semplice: un qualsiasi spammer avrebbe potuto facilmente abusarne, inviando milioni di email con la pubblicità AdSense inserita e intascando da Google le commissioni.

Configurazione di AdSense per i FeedRSS

Ora invece Google pare aver allargato un poco le maglie: ora c’è una strada per inserire la pubblicità di AdSense all’interno delle email inviate, in modo da guadagnare sui click e le impression. Per chi invia newsletter quindi si profila la possibilità di inserire banner pubblicitari collegati al circuito di Google.

La strategia è usare AdSense per i Feed. Se i contenuti del messaggio vengono generati a partire da sorgenti feed RSS, è possibile farli prima digerire da AdSense che provvederà a fornire come output un nuovo feed con la pubblicità contestuale inserita. Questo nuovo feed può essere configurato in MailUp, che grazie alla “composizione da RSS” prevede la creazione di messaggi email a partire da feed esterni. Ci troveremo così difronte ad un messaggio - comunque ancora modificabile - che contiene gli annunci AdSense, che vengono pagati quindi in base alle impression o ai click, come solito.

Email con annuncio AdSense inserito

Email con annuncio AdSense inserito

Rispetto agli annunci classici di AdSense infatti non viene passato alcun codice javascript, ma viene inserito nel feed solo del testo, link ed al massimo immagini (con un tag isMap), tipo:

<img border=0 src=”http://feedads.g.doubleclick.net/~a/eM-werfr7xg-fake-XeCoDPIwefU/0/di” isMap></img>

Purtroppo però tale tag sembra non essere supportato dai client di posta come Outlook 2007 e Thunderbird, rendendo l’intera operazione per ora poco interessante. Funziona infatti bene se il messaggio è aperto da un client web (tipo Hotmail o Gmail), ma non se è aperto da un client software.

Link utili:

Inseririre annunci pubblicitari nelle email?

Configurare AdSense per i feed

Glossario dell’Email Marketing aggiornato

21 agosto 2009

Abbiamo pensato di aggiornare il glossario dell’Email Marketing, una vera e propria cassetta degli strumenti per non perdersi mai nella marea di sigle e acronimi.

I termini più in uso tra gli addetti ai lavori (come RBL, FBL, DKIM, MTA, PTR, COI…) vengono spiegati con un linguaggio accessibile anche per i meno esperti.

Il glossario è liberamente consultabile qui: http://www.mailup.it/email-marketing/Glossario.asp

Gmail supporta il List-Unsubscribe

28 luglio 2009

Finalmente anche Gmail inizia ad supportare il List-Unsubscribe header. Si tratta di un header che contiene un link (di tipo mailto: e/o http:) che permette la disiscrizione automatica.

Questa possibilità verrà gradulamente offerta a tutti gli speditori che:

- hanno il list-unubscribe header

- autenticano i messaggi con DKIM

- hanno una buona reputazione

Tutti i requisiti sono ad oggi completamente supportati da MailUp.

L’effetto per l’utente finale è la possibilità di scegliere, nel momento in cui clicca su “Report Spam”, se provvedere anche alla Disiscrizione. In questo modo viene attivata la procedurea che disiscrive l’indirizzo nel DB del mittente.

Lo scopo è quello di ridurre i falsi positivi, cioè distinguere le disiscrizioni da mailing list legittime dallo spam che invece è bene segnalare direttamente come spam, pur mantenendo la comodità di un bottone immediato, sicuro e a portata di click.

Esempio di applicazione del List-Unsubscribe header da parte di Gmail

Esempio di applicazione del List-Unsubscribe header da parte di Gmail

Inoltre salvaguardia anche l’utente finale che in questo modo è sicuro di non ricevere altri messaggi da quell’azienda, che in caso contrario potrebbe - ad esempio cambiando mittente - aggirare il filtro antispam appena impostato.

Hotmail già da tempo supporta questa funzionalità con successo, e MailUp è stato tra i primi a crederci, aderendo allo standard del List-Unsubscribe da oltre un anno: http://www.list-unsubscribe.com/2008/07/mailup-adds-sup.html

Nella tendina delle azioni sarà inoltre disponibile un link ulteriore nel menu “Mostra dettagli”, con “Disiscriviti da questo mittente”.

Questa novità viene rilasciata gradualmente per evitare che tale funzionalità venga sfruttata da spammer, che riuscendo a spacciarsi per mittenti autorevoli (cosa comunque molto difficile grazie al DKIM), possano sfruttare il list-unsubscribe per rilevare le caselle più attive. Se questo dovesse accadere, il sistema si può autoregolare poichè al crescere dei report spam la reputazione del mittente (che è autenticato quindi meno soggetto a contraffazione) scende, e di conseguenza la funzione del list-unsubscribe viene disabilitata.

In MailUp è possibile distinguere tra gli utenti che si disiscrivono (via link standard o via list-unsubscribe) da quelli che invece cliccano sul bottene “report spam”, che vengono chiamati “abuse reports” all’interno delle statistiche.

MS Outlook 2010 e l’email render

24 giugno 2009

Microsoft ha confermato che Outlook 2010 continuerà ad utilizzare Word come motore di rendering dell’HTML. Questo costringerà i grafici che preparano email e newsletter a un’attento esame del codice HTML per evitare incompatibilità, anche gravi.

E’ noto infatti che un’email HTML aperta con Outlook (in gergo “renderizzata”), può apparire molto diversa da come era stata immaginata. Già con Outlook 2007 il problema è emerso (tutti i dettagli qui: Outlook 2007 e le email html).

Mentre su alcuni aspetti le scelte fatte sono motivate dal tentativo di difendere gli utenti dallo spam e dal phishing, come ad esempio la disabilitazione delle gif animate, in altri casi si ha la sensazione che i limiti imposti siano veramente eccessivi.

Per questo è nata una campagna che mira a contrastrare questa politica di Microsoft, cui ovviamente aderiamo: http://fixoutlook.org/

Newsletter 2.0

13 gennaio 2009

Le newsletter sono uno degli impieghi più diffusi della posta elettronica. Cosa significa inviare newsletter in un’ottica 2.0? Ci sono quattro accorgimenti da prendere:

 

a)      La frequenza personalizzata

b)      I contenuti mirati

c)      L’indirizzo di destinazione flessibile

d)      Viralità

Questi quattro suggerimenti partono dall’ascolto e dall’analisi del cliente, che vedremo essere uno degli elementi fondanti dell’Email Marketing 2.0. Questo non significa obbligatoriamente dover fare questionari, sondaggi e analisi di business intelligence. Si può benissimo partire con pochi semplici passi, senza grossi sforzi tecnologici. Anzi il canale email, a differenza di tutti gli altri canali di advertising, consente un interazione immediata e puntuale, senza la necessità di identificare prima il Cliente di cui per lo meno già conosciamo l’indirizzo email.

(tratto da E-Mail Marketing)

E-mail Marketing è finalmente in libreria!

13 gennaio 2009

Il Libro è disponibile su  Hoepli.it e nelle migliori librerie, tratta in modo approfondito tutti gli argomenti: dalla composizione del messaggio alla raccolta e gestione degli indirizzi, fino agli aspetti di applicazioni, deliverability e filtri antispam.

E’ possibile consultare il sommario e scaricare il primo capitolo, oppure iscriversi al Gruppo dedicato su Facebook.

Copertina Libro E-mail Marketing

Copertina Libro E-mail Marketing

  • Perchè questo blog sull'Email Marketing?

    L'email ha più di 35 anni ma ancora molte aziende commettono errori, anche molto gravi, nell'utilizzare questo mezzo. Per questo abbiamo pensato fosse utile pubblicare - insieme ad Hoepli - un libro sull'argomento, che trova un naturale seguito in questo blog dove condivideremo commenti, aspettative e naturalmente le ultime novità.

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