Questionari online gratis con Google
8 settembre 2009
Forse molti non sanno che una delle funzionalità gratuite di Google Docs permette di creare velocemente survey, sondaggi e questionari.
Il funzionamento è estremamente semplice e intuitivo, la grafica è personalizzabile (con temi) e non c’è pubblicità: è quindi utilizzabile anche in ambito business senza particolari controindicazioni, sebbene sia tutto ancora in “beta”.
Il form poi divene una pagina pubblica, aperta a tutti senza autenticazione, come ad esempio questo:
http://spreadsheets.google.com/viewform?formkey=dEo4SmR6dWpkSmc0dUZpTFlONFZadFE6MA..
Questa funzione gratuita offerta da Google in parte si sovrappone con l’opzione AutoProfilazione che è inclusa nel pacchetto Marketing+ di MailUp.
I vantaggi di Google Docs / Form sono questi:
- editing immediato, con libreria di form già pronti
- report grafici con incroci
- widget per embeddare il questionario in blog/siti
- numero domande illimitato (?)
- Si possono rendere i risultati della survey pubblici
Ci sono in particolare alcune finezze, tipo che per le risposte con scelta da tendina viene randomizzata la scelta in modo da non distorcere i risultati, oppure il drag and drop per ordinare le domande.
L’invio di inviti alla partecipazione è possibile anche con Google, usando la rubrica di Gmail, ma il messaggio non è personalizzabile ed è oltremodo grezzo.
Dall’altra parte però l’opzione AutoProfilazione di MailUp può offrire vantaggi differenti:
- Il risultato in MailUp è legato univocamente all’indirizzo email di chi l’ha compilato
- Le risposte vanno direttamente a popolare il DB MailUp, quindi posso usare le risposte per arricchire l’anagrafica e profilare, senza fare altre operazioni di import/export
- Posso sfruttare il motore che gestisce Invii Automatici (di email o sms) per scatenare azioni in automatico in relazione alle risposte (o alle non risposte).
- A seconda della risposta, l’utente può passare da un gruppo/lista ad altri
- La compilazione può essere autenticata (link univoco inviato all’utente per la compilazione)
- Posso inviare solleciti a chi ancora non ha risposto
- Posso gestire la disiscrizione dell’utente dalla lista
- Posso definire date di apertura/chiusura del sondaggio/survey
- Posso obbligare la compilazione unica
Se quindi l’obiettivo è avere una survey aperta a tutti, dove non c’è il rischio di compilazioni multiple volte a distorcere il risultato, probabilmente Google Docs è la strada migliore. Se invece intendo creare un questionario per arricchire la mia base dati di informazioni, con cui profilare meglio i prossimi invii, allora AutoProfilazione può essere più utile, anche se più complicato.
Per utilizzare un FORM di Google Docs insieme a MailUp è sufficiente:
a) creare il form su Google Docs
b) incollare il link di partecipazione (sempre disponibile in basso nella schermata di modificz del form) all’interno di un messaggio email creato con MailUp
c) eseguire l’invio dell’invito a partecipare
d) sarà possibile raccoglire le statistiche di chi ha cliccato sul link da MailUp, mentre da Google Docs sarà possibile esportare un file excel con tutte le risposte. Non essendo possibile certificare l’identità di chi compila, difficilmente i risultati della survey potrebbero essere a loro volta importati in MailUp.

Esempio report Statistico di Google Docs
Guadagnare con le proprie Email con AdSense?
26 agosto 2009
Google AdSense non ha mai ammesso l’inserimento della sua pubblicità all’interno delle Email, se non per brevi sperimentazioni con clienti selezionati. Il motivo è semplice: un qualsiasi spammer avrebbe potuto facilmente abusarne, inviando milioni di email con la pubblicità AdSense inserita e intascando da Google le commissioni.
Ora invece Google pare aver allargato un poco le maglie: ora c’è una strada per inserire la pubblicità di AdSense all’interno delle email inviate, in modo da guadagnare sui click e le impression. Per chi invia newsletter quindi si profila la possibilità di inserire banner pubblicitari collegati al circuito di Google.
La strategia è usare AdSense per i Feed. Se i contenuti del messaggio vengono generati a partire da sorgenti feed RSS, è possibile farli prima digerire da AdSense che provvederà a fornire come output un nuovo feed con la pubblicità contestuale inserita. Questo nuovo feed può essere configurato in MailUp, che grazie alla “composizione da RSS” prevede la creazione di messaggi email a partire da feed esterni. Ci troveremo così difronte ad un messaggio – comunque ancora modificabile – che contiene gli annunci AdSense, che vengono pagati quindi in base alle impression o ai click, come solito.
Rispetto agli annunci classici di AdSense infatti non viene passato alcun codice javascript, ma viene inserito nel feed solo del testo, link ed al massimo immagini (con un tag isMap), tipo:
<img border=0 src=”http://feedads.g.doubleclick.net/~a/eM-werfr7xg-fake-XeCoDPIwefU/0/di” isMap></img>
Purtroppo però tale tag sembra non essere supportato dai client di posta come Outlook 2007 e Thunderbird, rendendo l’intera operazione per ora poco interessante. Funziona infatti bene se il messaggio è aperto da un client web (tipo Hotmail o Gmail), ma non se è aperto da un client software.
Link utili:
Inseririre annunci pubblicitari nelle email?
Configurare AdSense per i feed
Glossario dell’Email Marketing aggiornato
21 agosto 2009
Abbiamo pensato di aggiornare il glossario dell’Email Marketing, una vera e propria cassetta degli strumenti per non perdersi mai nella marea di sigle e acronimi.
I termini più in uso tra gli addetti ai lavori (come RBL, FBL, DKIM, MTA, PTR, COI…) vengono spiegati con un linguaggio accessibile anche per i meno esperti.
Il glossario è liberamente consultabile qui: http://www.mailup.it/email-marketing/Glossario.asp
Gmail supporta il List-Unsubscribe
28 luglio 2009
Finalmente anche Gmail inizia ad supportare il List-Unsubscribe header. Si tratta di un header che contiene un link (di tipo mailto: e/o http:) che permette la disiscrizione automatica.
Questa possibilità verrà gradulamente offerta a tutti gli speditori che:
- hanno il list-unubscribe header
- autenticano i messaggi con DKIM
- hanno una buona reputazione
Tutti i requisiti sono ad oggi completamente supportati da MailUp.
L’effetto per l’utente finale è la possibilità di scegliere, nel momento in cui clicca su “Report Spam”, se provvedere anche alla Disiscrizione. In questo modo viene attivata la procedurea che disiscrive l’indirizzo nel DB del mittente.
Lo scopo è quello di ridurre i falsi positivi, cioè distinguere le disiscrizioni da mailing list legittime dallo spam che invece è bene segnalare direttamente come spam, pur mantenendo la comodità di un bottone immediato, sicuro e a portata di click.

Esempio di applicazione del List-Unsubscribe header da parte di Gmail
Inoltre salvaguardia anche l’utente finale che in questo modo è sicuro di non ricevere altri messaggi da quell’azienda, che in caso contrario potrebbe – ad esempio cambiando mittente – aggirare il filtro antispam appena impostato.
Hotmail già da tempo supporta questa funzionalità con successo, e MailUp è stato tra i primi a crederci, aderendo allo standard del List-Unsubscribe da oltre un anno: http://www.list-unsubscribe.com/2008/07/mailup-adds-sup.html
Nella tendina delle azioni sarà inoltre disponibile un link ulteriore nel menu “Mostra dettagli”, con “Disiscriviti da questo mittente”.
Questa novità viene rilasciata gradualmente per evitare che tale funzionalità venga sfruttata da spammer, che riuscendo a spacciarsi per mittenti autorevoli (cosa comunque molto difficile grazie al DKIM), possano sfruttare il list-unsubscribe per rilevare le caselle più attive. Se questo dovesse accadere, il sistema si può autoregolare poichè al crescere dei report spam la reputazione del mittente (che è autenticato quindi meno soggetto a contraffazione) scende, e di conseguenza la funzione del list-unsubscribe viene disabilitata.
In MailUp è possibile distinguere tra gli utenti che si disiscrivono (via link standard o via list-unsubscribe) da quelli che invece cliccano sul bottene “report spam”, che vengono chiamati “abuse reports” all’interno delle statistiche.
MS Outlook 2010 e l’email render
24 giugno 2009
Microsoft ha confermato che Outlook 2010 continuerà ad utilizzare Word come motore di rendering dell’HTML. Questo costringerà i grafici che preparano email e newsletter a un’attento esame del codice HTML per evitare incompatibilità, anche gravi.
E’ noto infatti che un’email HTML aperta con Outlook (in gergo “renderizzata”), può apparire molto diversa da come era stata immaginata. Già con Outlook 2007 il problema è emerso (tutti i dettagli qui: Outlook 2007 e le email html).
Mentre su alcuni aspetti le scelte fatte sono motivate dal tentativo di difendere gli utenti dallo spam e dal phishing, come ad esempio la disabilitazione delle gif animate, in altri casi si ha la sensazione che i limiti imposti siano veramente eccessivi.
Per questo è nata una campagna che mira a contrastrare questa politica di Microsoft, cui ovviamente aderiamo: http://fixoutlook.org/
Newsletter 2.0
13 gennaio 2009
Le newsletter sono uno degli impieghi più diffusi della posta elettronica. Cosa significa inviare newsletter in un’ottica 2.0? Ci sono quattro accorgimenti da prendere:
a) La frequenza personalizzata
b) I contenuti mirati
c) L’indirizzo di destinazione flessibile
d) Viralità
Questi quattro suggerimenti partono dall’ascolto e dall’analisi del cliente, che vedremo essere uno degli elementi fondanti dell’Email Marketing 2.0. Questo non significa obbligatoriamente dover fare questionari, sondaggi e analisi di business intelligence. Si può benissimo partire con pochi semplici passi, senza grossi sforzi tecnologici. Anzi il canale email, a differenza di tutti gli altri canali di advertising, consente un interazione immediata e puntuale, senza la necessità di identificare prima il Cliente di cui per lo meno già conosciamo l’indirizzo email.
(tratto da E-Mail Marketing)
E-mail Marketing è finalmente in libreria!
13 gennaio 2009
Il Libro è disponibile su Hoepli.it e nelle migliori librerie, tratta in modo approfondito tutti gli argomenti: dalla composizione del messaggio alla raccolta e gestione degli indirizzi, fino agli aspetti di applicazioni, deliverability e filtri antispam.
E’ possibile consultare il sommario e scaricare il primo capitolo, oppure iscriversi al Gruppo dedicato su Facebook.






