Tre trucchi del mestiere dai big dell’ecommerce

21 ottobre 2011

È appena terminato a Boston Shop.org Summit, uno degli eventi più importanti nel mondo dell’ecommerce. Molti i contenuti interessanti, tra cui alcuni dedicati all’email marketing. La sintesi della ricerca presentata, qui suddivisa in tre suggerimenti pratici, è utile per chi si occupa di email marketing.

Rendi visibile il modulo d’iscrizione
Banale? Forse, ma i dati indicano che i siti giudicati migliori inseriscono il modulo d’iscrizione ovunque. Il 50% invece gli attribuisce poca importanza, inserendolo per esempio come link nel footer. Il suggerimento è di dare sempre importanza prioritaria al modulo d’iscrizione alla propria newsletter, considerata l’efficacia del canale email nel mantenere e sviluppare una relazione con i propri clienti. Il modulo deve essere visibile, riconoscibile e presente in ogni pagina web, come per esempio la propria pagina aziendale o di prodotto su Facebook.

Con MailUp puoi creare facilmente:

Se usi WordPress per il tuo blog o il tuo sito, il processo è ancora più semplice grazie al nuovo MailUp plugin per WordPress.

Invia un messaggio di benvenuto: genera sei volte il fatturato!
La ricerca ha evidenziato come il primo messaggio al nuovo iscritto – l’email di “benvenuto” –  ha un elevatissimo tasso di apertura, arrivando a generare fino a sei volte le vendite create da uno degli invii successivi.  Eppure il 32% degli intervistati ha ammesso di non spedire alcun messaggio di benvenuto. Un’occasione di contatto con il cliente da non perdere! Vediamo come farlo con MailUp.

  1. Assicurati che MailUp invii un messaggio di conferma iscrizione (vedi come).
  2. Personalizza il messaggio per renderlo uno strumento efficace di marketing.
    Per esempio: un’offerta speciale, un buono sconto, link alle newsletter spedite di recente e altro.

Inserisci opzioni di opt-out: il 20-30% degli utenti resta!
Altro risultato di rilievo della ricerca: l’utente cui sono offerte opzioni di disiscrizione sceglie di non disiscriversi nel 20-30% dei casi. Magari semplicemente vuole ricevere messaggi con meno frequenza o a un altro indirizzo. Meno di un terzo degli intervistati, tuttavia, utilizza questa funzione. Lo sapevi che in MailUp è facilissima da attivare? Si chiama Opt Out con Opzioni: trovi una schermata di esempio qui sotto.
Leggi come utilizzare questa funzione.

 

Buon lavoro e ricorda: se hai bisogno di una consulenza tecnica o di marketing puoi assumere i nostri esperti con “Pacchetto Ore“.

Il primato nel web è dell’email

18 ottobre 2011


Occupandoci in questo blog di email marketing non possiamo non riflettere sullo scenario in cui l’email vive, sempre più popolato da utenti social che usano dispositivi di connessione mobili. Abbiamo già affrontato i possibili dubbi sul futuro dell’email a favore invece dell’ascesa dei social network e della loro logica di condivisione di contenuti.

Negli ultimi mesi, a conferma di quanto era emerso sulla natura e sul ruolo unico dell’email, colossi del mondo web come Microsoft, Google e Facebook hanno mostrato un interesse crescente nei confronti dell’email e dei suoi utilizzi.

 

Un’interessante infografica riassume la dimensione e il valore che l’email continua ad acquistare. Nonostante i social network facciano molto parlare di sé, il loro ruolo è ridimensionato se confrontato con i 188 miliardi di email spedite giornalmente. Facebook conta, infatti, “solamente” 60 milioni di update mentre Twitter raggiunge i 140 milioni di tweet.

Il primato dell’email resta saldo anche se paragonato al numero totale di interrogazioni sui motori di ricerca Google, Yahoo e Bing. Il valore stimato di circa 3,3 miliardi di ricerche al giorno, seppur imponente, è comunque nettamente inferiore al numero di email inviate ogni giorno.

Questi dati sono indice di un crescente ruolo dell’email come mezzo di comunicazione unico e indispensabile. Le aziende, piccole o grandi che siano, non devono perdere di vista il valore della posta elettronica piuttosto affiancarla ai social media, sfruttando le potenzialità che questi offrono di sharing, interazione e acquisizione di nuovi iscritti al proprio database.

 

Il Ciclo di Vita di una Campagna Email

25 maggio 2011

Durante il Festival del Fundraising, ho avuto la possibilità di tenere una sessione dal titolo “L’Email Marketing come Strumento di Raccolta Fondi e Fidelizzazione del Donatore” (disponibile a questo link),  in occasione della quale ho raccontato come attraverso processo di storytelling e una corretta distribuzione di un piano di CTA (Call to Action), mediante il canale Email, sia possibile fidelizzare il donatore, sensibilizzandolo alla propria causa.

Schema Ciclo di Vita Email Marketing

In particolare, ho voluto illustrare, attraverso un semplice schema (vedi lato), quale sia il ciclo di vita di ogni campagna di Email Marketing. Ciascuno dei passaggi evidenziati in figura, dovrebbe essere seguito così da poter sfruttare i risultati delle fasi precedenti, profilare puntualmente il proprio campione di utenti e creare campagne atte ad aumentare l’interesse e le conversioni. Nello specifico:

  1. Definizione Obiettivi: all’inizio di ogni Campagna Marketing, è necessario di porsi degli obiettivi da raggiungere e definire quali siano le KPI (Key Performance Indicator) di riferimento. Questi indici non sono oggettivi, le variabili che li determinano sono numerose e dipendono, ad esempio, dal chi siamo, da qual è il target a cui ci rivolgiamo e da quali sono gli obiettivi che si desidera raggiungere nel breve, medio e lungo periodo.
  2. Analisi del Target: chi si è iscritto alla vostra newsletter dimostra fin da subito un interesse verso quello che comunicate. Per questo motivo è importante analizzare nel dettaglio  quali siano gli interessi diretti ed indiretti dei propri iscritti e creare un piano editoriale atto a mantenere alta l’attenzione di chi ci segue.
  3. Progettazione: ogni messaggio deve essere progettato con cura, così che possa accentuare l’efficacia di quello che si vuole comunicare. Lo studio degli spazi, la chiarezza degli elementi e delle Call To Action, insieme ai test di visualizzazione e Antispam, sono tutti elementi che devono essere studiati e combinati insieme, al fine di creare un messaggio efficiente.
  4. Invio: anche se questa è la parte dove si ha minor controllo diretto, è comunque importante avere un provider iscritto a whitelist internazionali e che possa garantire alti tassi di recapito. Se il canale con il quale il messaggio viene inviato non è affidabile, si rischia di compromettere la riuscita di campagne (anche se ben studiate), perché il messaggio venendo recapitato nella cartella SPAM, non verrebbe letto e quindi considerato.
  5. Analizzare: già mentre l’invio è in corso, è possibile vedere in modo accurato il comportamento dei propri iscritti, visualizzando per ogni utente i tassi di apertura, di click e quali indirizzi sono risultati errati o non disponibili. Quando i dati sono consolidati dopo qualche ora, si può capire quali siano gli utenti più attivi e quali sono i loro interessi in base ai loro click.
  6. Profilare gli Utenti: attraverso un’analisi dei dati statistici, è possibile dividere il proprio database utenti in sottogruppi. Classificando gli utenti in base alle aperture od click eseguiti, si può capire ad esempio chi dimostra maggiore sensibilità verso determinati argomenti, portando quindi alla creazione di messaggi basati su un determinato argomento.

Una volta che il ciclo è arrivato a conclusione, è necessario ricominciare il processo, in modo da poter riformulare i propri obiettivi sul nuovo target e studiare una comunicazione idonea ad aumentarne le conversioni.

Ancora dubbi sul futuro dell’e-mail?

13 maggio 2011

L’e-mail è ancora uno strumento efficace o è ormai obsoleto? I social network sono una minaccia?  Investire nell’e-mail marketing sarà un plus per il futuro delle imprese?

Questi e molti altri quesiti simili hanno animato di frequente giornali e blog, offrendo punti di vista e statistiche a dimostrazione del fatto che l’e-mail è e sarà, in virtù delle sue caratteristiche peculiari, uno strumento utile ed insostituibile per comunicare con i propri stakeholder.

Ora a smentire e mettere a tacere tutti i possibili dubbi ancora aperti sul declino dell’e-mail, arriva anche un nuovo progetto di Google. Infatti, dopo la risposta negativa all’offerta per acquisizione di Groupon, il cui valore è attualmente stimato tra i 15 e i 20 miliardi di dollari (circa un terzo di Facebook),  il colosso mondiale è al lavoro su un nuovo progetto: Google Offers. Il gruppo di  Mountain View focalizza la sua attenzione sui messaggi di posta elettronica, con lo scopo di connettere imprese e clienti,  offrendo agli utenti giornalmente, via e-mail, una promozione con solitamente con uno sconto significativo e con contenuti differenti e personalizzati in base alla geolocalizzazione del destinatario. Ancora una volta viene riconosciuto il valore dell’invio di email rilevanti e non massivo e indifferenziato.

Anche Google quindi, pensando alle realtà imprenditoriali di piccole e medie dimensioni, vede nell’e-mail marketing un canale in continua crescita, da prendere in considerazione e su cui investire per il futuro.

Con l’email i tweet raggiungono nuovo pubblico

5 aprile 2011

Con la nuova funzione Twitfooter, le logiche che hanno accompagnato l’integrazione tra l’email ed i social media si ampliano nuovamente. Il TwitFooter inverte le funzioni che aveva guidato fin ora il rapporto tra i due canali.
Se fino ad oggi il social network serviva principalmente per veicolare viralmente il messaggio della nostra newsletter, ora questa nuova funzionalità consente l’operazione inversa, facendo interagire mail e social in un’unica grande spirale comunicativa dove i messaggi  si moltiplicano e passano da un canale all’altro senza limiti.
Il TwittFooter consente infatti di far apparire in calce all’email, oltre alla solita e convenzionale firma anche la visualizzazione dei tweet o un elemento più neutrale come la propria biografia pubblica di Twitter.

tweetfooter

Come e perché scegliere o meno di utilizzare il Footer social sull’email?
Il Blog “Non Convenzionale” rende l’idea di qualche aspetto da non sottovalutare e prendere in considerazione prima di attivare la nuova firma per non rischiare di perder di vista alcuni aspetti comunicativi funzionali.
Utilizzare il TwitFooter sulle proprie comunicazioni può esser un valido strumento per generare Personal Branding e distinguersi da coloro che scelgono di continuare a comunicare in maniera più rigorosa e professionale.  Ma la possibilità di sfruttare un’ulteriore integrazione comunicativa come questa deve ragionevolmente partire considerando due elementi importanti:  la coerenza di questa scelta con propria brand identity e la consapevolezza che non tutte le mail che un’azienda invia sono in ugual modo adatte a supportare estensioni come questa. Il sistema è gratuito in beta, e di fatto trasforma il tweet in una gif dinamica, in modo da evitare problemi di compatibilità tipici degli script.

Lo stato dell’arte dell’email

22 marzo 2011

Il 2010 è stato senza alcun dubbio l’anno in cui lo sviluppo dei nuovi canali di comunicazione ha registrato una forte crescita, evidenziando lo sviluppo esponenziale di Twitter e di Facebook, quest’ultimo raggiungendo i 600 milioni di utenti, portando molta attenzione verso questo fenomeno di rivoluzione sociale.
L’utilizzo di nuovi canali social da parte delle aziende, non è andato però a discapito dell’email, che resta sempre uno strumento indispensabile e attuale nelle attività di comunicazione e direct marketing. I due canali offrono a loro volta la possibilità di integrarsi, aiutando le proprie comunicazioni a vicenda, ad esempio attraverso la condivisione via social di una newsletter, o con form di iscrizione alla propria mailing list attraverso i social, evitando i noiosi processi di inserimento dati.

Ѐ importante ricordare che l’iscrizione a qualunque social network – o comunque l’attivazione di un OpenID – richiede all’utente di possedere un’email, per poter effettuare la registrazione, dimostrando così di restare un canale necessario per accedere poi ad altri servizi offerti dalla rete. L’email perciò non deve temere la concorrenza, essendo uno strumento attuale, indispensabile e con caratteristiche che la rendono unica ed insostituibile.
I dati, mostrano come l’email marketing resta uno strumento valido in grado far ottenere risultati sul breve-medio termine, poiché agisce su un mezzo di comunicazione molto diffuso, utilizzato da quasi la totalità di coloro che hanno accesso alla rete. Nell’ultimo anno infatti sono stati registrati 480 milioni di nuovi utenti mail, raggiungendo così un totale di 1.88 miliardi, comparato a 1.97 miliardi di utenti internet (giugno 2010). Infine un altro aspetto da non sottovalutare è il bassissimo impatto ambientale di questo canale, solo 4 grammi di CO2 per ogni email.

Senza ombra di dubbio, l’email è un mezzo consolidato, un ottimo meccanismo di marketing relazionale, in grado di instaurare conversazioni con utenti interessati, che hanno scelto di ricevere i nostri messaggi acconsentendo al trattamento dei loro dati ed iscrivendosi alla newsletter.

numeri

Come emerso dai dati statistici pervenuti, un’importante percentuale di email inviate sono Spam (89,1%), ma l’email marketing è ben altro, tutti coloro che svolgono una buona campagna di email, condotta in maniera etica e su liste adeguatamente profilate di contatti, che hanno dato il consenso al trattamento dei loro dati, registrano ottimi risultati sia in termine di ROI che di creazione di relazioni dirette con i propri utenti.

Non tutte le campagne email sono uguali, per fare centro è importante coinvolgere

16 marzo 2011

Una buona campagna di email marketing basata su un piano editoriale studiato ed una piattaforma professionale per la gestione delle proprie campagne, offre la possibilità di ottenere e monitorare il raggiungimento dei propri KPI, valutando e quantificando i risultati dei propri invii.

Una consiglio efficace da non sottovalutare per ottenere buoni riscontri, è profilare le proprie liste contatti, in modo da creare più versioni del messaggio che intendiamo diffondere, diversificandole in base al comportamento dei diversi utenti, ai loro interessi ed alla loro posizione geografica.

Per coinvolgere i nostri contatti e trasformare i nostri utenti da inattivi ad attivi è indispensabile creare comunicazioni ed invii ad hoc, e per farlo è indispensabile profilare il proprio database per conoscere i differenti segmenti di pubblico con cui si è in contatto. Il secondo passo importante è riuscire giorno per giorno con la giusta frequenza di contatti email a creare un legame con il pubblico, evitando di inviare messaggi non pertinenti, che porterebbero ad una serie di email cancellate senza nemmeno esser state aperte o ancor peggio alla cancellazione del contatto dalla nostra mailing list.

La piattaforma MailUp consente di integrare alla nostra campagna email profilata, anche altre utili funzioni:
-    i Filtri Attività con i quali sarà possibile, selezionare tutti coloro che avranno cliccato su un determinato link e in automatico inviare successivamente un altro messaggio più specifico, relativo all’argomento su cui il contatto aveva manifestato il proprio interesse.

-    L’A/B test, in grado di testare due differenti versioni di una campagna per selezionare (in automatico) la versione più funzionale da diffondere al proprio pubblico.

Rendere i messaggi più pertinenti e di conseguenza più coinvolgenti è l’obiettivo fondamentale di chi invia Newsletter e DEM. Affidarsi ad un servizio professionale per la gestione di quest’attività consentirà  non solo un aumento notevole delle  percentuali di deliverability, ma attraverso l’utilizzo di funzioni specifiche a disposizione, permetterà di potenziare e/o rendere più mirate le proprie campagne.

L’Email Marketing sul Sole 24 Ore

22 febbraio 2011

I Social Network hanno creato nuove opportunità per fare marketing, portando il prodotto e l’azienda a parlare direttamente con i propri consumatori. Al fine di poter far capire alle aziende questi cambiamenti, il Sole 24 Ore ed HOEPLI hanno creato una partnership creando la collana “Fare business con i Social Network”.

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Questi libri sono delle nuove edizioni – in forma ridotta – dei libri già pubblicati da HOEPLI sulle nuove frontiere del marketing online. Questa iniziativa partita a Febbraio 2011, rilascia ogni settimana un libro dedicato ad un aspetto diverso del fare business e promozione su Internet. Tra i vari libri in uscita, vogliamo segnalare che il 3 Marzo, sarà disponibile in edicola il libro dell’Ing. Gorni intitolato “Email Marketing”, una versione ridotta (176 pagine invece che 305) del libro pubblicato nel 2009 da HOEPLI.

Altri libri della stessa collana sono: Facebook (10 Febbraio), Twitter (17 Febbraio), Personal Branding (24 Febbraio), Search Engine Marketing (10 Marzo), Web Analytics (17 Marzo).  Nel aveste perso un uscita in edicola o foste interessati ad alcuni arretrati, qui potete ordinare quello che più vi interessa.

Integrare i Social Media con l’Email Marketing

21 febbraio 2011

Negli ultimi anni i Social Media stanno prendendo sempre più piede all’interno della nostra società e questa loro diffusione li rende un’ottima possibilità di business per aziende, che possono utilizzarli per creare conversazioni e spargere al loro interno campagne di marketing, adatte a creare presenza del proprio Brand.

Come veniva accennato in un post precedente, sono i giovani a prediligere i Social Network rispetto all’email come mezzo di comunicazione, tendenza che con l’avanzare dell’età del campione, svanisce portando l’attenzione all’email marketing. C’è da considerare ad ogni modo, che chiunque sia iscritto ad un social network dispone di una casella email, necessaria per l’iscrizione: l’email è sempre la base di partenza e riferimento per tutte le fasce di età.

Al fine di poter sfruttare al meglio la tendenza social e le interazioni che queste generano, si possono creare delle strategie di email marketing atte a raggiungere nuovi possibili utenti all’interno dei Social Media. Uno dei fattori principali all’interno del Social Marketing è quello di dare la possibilità agli utenti di condividere le informazioni che ritengono utili per il loro gruppo di appartenenza in modo semplice e veloce. Socialmente gli utenti si riuniscono in gruppi di persone accomunati dalle stesse passioni od obiettivi e condividono il gruppo le informazioni che ritengono importanti ed utili per tutti, utilizzando la loro reputazione per garantirne la validità. Una DEM od una Newsletter è un’informazione che se ritenuta interessante, l’utente  inoltra ai suoi contatti, ma deve essere in grado di condividerla anche su mezzi che non sono email, come ad esempio i loro profili Twitter e Facebook, in questo modo si possono raggiungere utenti che l’utente non conosce direttamente. In MailUp è disponibile già dal 2009 una pratica funzione nell’editor messaggi che consente di inserire link di condivisioni in soli 2 click. In questo scenario è fondamentale includere, nel testo della newsletter, anche un link che inviti all’iscrizione alla stessa.

Un’altra integrazione che può essere fatta, è quello di inserire un form di iscrizione alla propria Newsletter all’interno della propria pagina di Facebook. Infatti con la promessa di maggiori informazioni od approfondimenti su determinati argomenti, gli utenti possono essere incentivati ad iscriversi alla propria newsletter. In questo modo si instaura un ulteriore legame con la propria customer base, cominciando ad instaurare un dialogo proporzionale e relazionale con un canale rodato ed diretto come l’email.

Un’ultimo suggerimento riguarda l’utilizzo dei contributi social all’interno dei contenuti dei messaggi. Inserendo commenti user-generated selezionati all’interno della newsletter si incentiva il lettore ad interagire, creando traffico e follower sui social media. Un classico esempio è l’invito ad inserire recensioni – ad esempio su Tripadvisor nel caso di newsletter di strutture turistiche.

Mappa della Privacy nel mondo

10 febbraio 2011

Per tutti coloro che cercano di conoscere e capire meglio la realtà mondiale nell’ambito del trattamento dei dati personali (Privacy) in termini di opt-in/opt-out lo scenario che si presenta è abbastanza complesso.

Premesso che:

- con opt-in si intende una legislazione dove le aziende possono inviare solo a destinatari che si sono iscritti volontariamente in precedenza.

- con opt-out si intende una legislazione dove le aziende possono spedire a chiunque e il destinatario ha poi facoltà di disiscriversi.

E’ immediato capire che dove vige l’opt-out, gli spammer hanno vita più facile: è sufficiente recuperare indirizzi email e spedire. Si ricorda che con MailUp, indipendentemente dal paese di origine e destinazione, non è ammesso l’invio a liste acquistate, o di pubblico dominio, da pubblici elenchi o recuperare su Internet. Con MailUp è ammesso l’invio solamente a liste di tipo opt-in, cioè dove i destinatari si sono iscritti deliberatamente e volontariamente ad un elenco di una specifica azienda (es. iscrizione ad una newsletter).

Le differenze di approccio e regolazione dei messaggi commerciali, oltre a presentare notevoli differenze tra i vari canali utilizzabili e tra uno stato e l’altro, mostra molto spesso situazioni poco definite anche all’interno di alcune specifiche nazioni.
Soprattutto per le aziende che si trovano quotidianamente ad interfacciarsi con un mercato internazionale e più mezzi di comunicazione risulta dispendioso in termine di risorse e tempistiche aver a che fare con legislazioni spesso tra loro differenti e poco chiare.
Anche all’interno della stessa Unione Europea si presentano spesso discrepanze, Spagna e Italia rispetto agli altri paesi europei sono più orientate ad un sistema di opt-in che prevede un esplicito consenso preventivo, mentre altri paesi mostrano una regolamentazione più flessibile.
In mancanza di una regolamentazione unica, diventa anche necessario verificare e aggiornare le nuove regolamentazioni che ciascuna nazione decide di adottare.
In Italia dal 1° febbraio 2011 è entrata in vigore la nuova legge sull’opt out per il telemarketing, a pochi giorni dalla nuova regolamentazione, il Registro Pubblico delle Opposizioni che consente agli utenti di negare il trattamento del proprio numero telefonico per ricevere chiamate promozionali, è stato intasato dalle richieste.
L’iscrizione al registro è disponibile anche online ed è gratuita e revocabile.

La tabella sotto, elaborata dal network Lucerna Iuris rappresenta una mappa aggiornata della privacy nel mondo.

E-mail Telemarketing Direct mail Fax
B2B B2C B2B B2C B2B B2C
Argentina AR Opt-out AR Opt-out AR Opt-out AR Opt-out AR Opt-out
Australia Opt-in Opt-in Opt-out DNC AR Opt-out Opt-out
Austria Opt-in Opt-in Opt-in AR DNC AR Opt-out Opt-in Opt-in
Belgio Opt-in Opt-in Opt-out AR Opt-out Opt-in
Cina Opt-in Opt-in
Danimarca Opt-in Opt-in Opt-out; DNC Opt-out; DNC AR Opt-out Opt-in Opt-in
Finlandia Opt-in Opt-in Opt-out AR Opt-out Opt-out Opt-in
Francia Opt-in Opt-in Opt-out Opt-in AR Opt-out Opt-in
Germania Opt-in Opt-in Opt-in Opt-in AR Opt-out Opt-in Opt-in
Giappone Opt-in Opt-in NR NR AR Opt-out
Grecia Opt-in Opt-in AR Opt-out Opt-in
Groenlandia Opt-in Opt-in Opt-out Opt-out AR Opt-out
Hong Kong Opt-out Opt-out Opt-out Opt-out Opt-out
Inghilterra Opt-out Opt-in Opt-out DNC Opt-out DNC AR Opt-out AR Opt-out Opt-n
Irlanda Opt-in Opt-in AR Opt-out
Israele Opt-out Opt-out
Italia Opt-in Opt-in Opt-out* Opt-out Opt-in Opt-in Opt-in
Lussemburgo Opt-out Opt-in AR Opt-out
Malesia Opt-out Opt-out Opt-out Opt-out Opt-out Opt-out
Messico Opt-out Opt-out
Norvegia Opt-in Opt-in Opt-out Opt-out DNC Opt-out DNC Opt-in Opt-in
Nuova Zelanda Opt-in Opt-in AR Opt-out AR Opt-out AR Opt-out AR Opt-out
Olanda Opt-in Opt-in NR Opt-out AR Opt-out Opt-out
Polonia Opt-in Opt-in Opt-in Opt-in Opt-in Opt-in
Portogallo Opt-out Opt-in Opt-out Opt-in AR Opt-out Opt-out Opt-in
Repubblica Ceca Opt-in Opt-in Opt-in Opt-in Opt-out Opt-in Opt-in
Singapore Opt-out Opt-out
Slovacchia Opt-in Opt-in Opt-in Opt-in Opt-in Opt-in
Spagna Opt-in Opt-in Opt-in AR Opt-out
Stati Uniti Opt-out Opt-out DNC AR Opt-out AR Opt-out
Sud Africa Opt-out Opt-out
Sud Corea Opt-out Opt-out
Svezia Opt-out Opt-in Opt-out Opt-out DNC Opt-out DNC Opt-out Opt-in
Svizzera Opt-in, AR Opt-in, AR NR NR NR NR NR
Taiwan Opt-out Opt-out Opt-out Opt-out Opt-out Opt-out
Ungheria Opt-in Opt-in Opt-out Opt-out Opt-out Opt-out

Legenda:
AR = autodisciplina
DNC = do not call – Registro pubblico delle opposizioni
NR = nessuna regolamentazione

*Per l’Italia la DNC è valida solo se le numerazioni sono prese dagli elenchi telefonici.

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  • Perchè questo blog sull’Email Marketing?

    L'email ha più di 35 anni ma ancora molte aziende commettono errori, anche molto gravi, nell'utilizzare questo mezzo. Per questo abbiamo pensato fosse utile pubblicare - insieme ad Hoepli - un libro sull'argomento, che trova un naturale seguito in questo blog dove condivideremo commenti, aspettative e naturalmente le ultime novità.

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