Integrare i Social Media con l’Email Marketing
21 febbraio 2011
Negli ultimi anni i Social Media stanno prendendo sempre più piede all’interno della nostra società e questa loro diffusione li rende un’ottima possibilità di business per aziende, che possono utilizzarli per creare conversazioni e spargere al loro interno campagne di marketing, adatte a creare presenza del proprio Brand.
Come veniva accennato in un post precedente, sono i giovani a prediligere i Social Network rispetto all’email come mezzo di comunicazione, tendenza che con l’avanzare dell’età del campione, svanisce portando l’attenzione all’email marketing. C’è da considerare ad ogni modo, che chiunque sia iscritto ad un social network dispone di una casella email, necessaria per l’iscrizione: l’email è sempre la base di partenza e riferimento per tutte le fasce di età.
Al fine di poter sfruttare al meglio la tendenza social e le interazioni che queste generano, si possono creare delle strategie di email marketing atte a raggiungere nuovi possibili utenti all’interno dei Social Media. Uno dei fattori principali all’interno del Social Marketing è quello di dare la possibilità agli utenti di condividere le informazioni che ritengono utili per il loro gruppo di appartenenza in modo semplice e veloce. Socialmente gli utenti si riuniscono in gruppi di persone accomunati dalle stesse passioni od obiettivi e condividono il gruppo le informazioni che ritengono importanti ed utili per tutti, utilizzando la loro reputazione per garantirne la validità. Una DEM od una Newsletter è un’informazione che se ritenuta interessante, l’utente inoltra ai suoi contatti, ma deve essere in grado di condividerla anche su mezzi che non sono email, come ad esempio i loro profili Twitter e Facebook, in questo modo si possono raggiungere utenti che l’utente non conosce direttamente. In MailUp è disponibile già dal 2009 una pratica funzione nell’editor messaggi che consente di inserire link di condivisioni in soli 2 click. In questo scenario è fondamentale includere, nel testo della newsletter, anche un link che inviti all’iscrizione alla stessa.
Un’altra integrazione che può essere fatta, è quello di inserire un form di iscrizione alla propria Newsletter all’interno della propria pagina di Facebook. Infatti con la promessa di maggiori informazioni od approfondimenti su determinati argomenti, gli utenti possono essere incentivati ad iscriversi alla propria newsletter. In questo modo si instaura un ulteriore legame con la propria customer base, cominciando ad instaurare un dialogo proporzionale e relazionale con un canale rodato ed diretto come l’email.
Un’ultimo suggerimento riguarda l’utilizzo dei contributi social all’interno dei contenuti dei messaggi. Inserendo commenti user-generated selezionati all’interno della newsletter si incentiva il lettore ad interagire, creando traffico e follower sui social media. Un classico esempio è l’invito ad inserire recensioni – ad esempio su Tripadvisor nel caso di newsletter di strutture turistiche.
Mappa della Privacy nel mondo
10 febbraio 2011
Per tutti coloro che cercano di conoscere e capire meglio la realtà mondiale nell’ambito del trattamento dei dati personali (Privacy) in termini di opt-in/opt-out lo scenario che si presenta è abbastanza complesso.
Premesso che:
- con opt-in si intende una legislazione dove le aziende possono inviare solo a destinatari che si sono iscritti volontariamente in precedenza.
- con opt-out si intende una legislazione dove le aziende possono spedire a chiunque e il destinatario ha poi facoltà di disiscriversi.
E’ immediato capire che dove vige l’opt-out, gli spammer hanno vita più facile: è sufficiente recuperare indirizzi email e spedire. Si ricorda che con MailUp, indipendentemente dal paese di origine e destinazione, non è ammesso l’invio a liste acquistate, o di pubblico dominio, da pubblici elenchi o recuperare su Internet. Con MailUp è ammesso l’invio solamente a liste di tipo opt-in, cioè dove i destinatari si sono iscritti deliberatamente e volontariamente ad un elenco di una specifica azienda (es. iscrizione ad una newsletter).
Le differenze di approccio e regolazione dei messaggi commerciali, oltre a presentare notevoli differenze tra i vari canali utilizzabili e tra uno stato e l’altro, mostra molto spesso situazioni poco definite anche all’interno di alcune specifiche nazioni.
Soprattutto per le aziende che si trovano quotidianamente ad interfacciarsi con un mercato internazionale e più mezzi di comunicazione risulta dispendioso in termine di risorse e tempistiche aver a che fare con legislazioni spesso tra loro differenti e poco chiare.
Anche all’interno della stessa Unione Europea si presentano spesso discrepanze, Spagna e Italia rispetto agli altri paesi europei sono più orientate ad un sistema di opt-in che prevede un esplicito consenso preventivo, mentre altri paesi mostrano una regolamentazione più flessibile.
In mancanza di una regolamentazione unica, diventa anche necessario verificare e aggiornare le nuove regolamentazioni che ciascuna nazione decide di adottare.
In Italia dal 1° febbraio 2011 è entrata in vigore la nuova legge sull’opt out per il telemarketing, a pochi giorni dalla nuova regolamentazione, il Registro Pubblico delle Opposizioni che consente agli utenti di negare il trattamento del proprio numero telefonico per ricevere chiamate promozionali, è stato intasato dalle richieste.
L’iscrizione al registro è disponibile anche online ed è gratuita e revocabile.
La tabella sotto, elaborata dal network Lucerna Iuris rappresenta una mappa aggiornata della privacy nel mondo.
| Telemarketing | Direct mail | Fax | |||||
| B2B | B2C | B2B | B2C | B2B | B2C | ||
| Argentina | AR Opt-out | AR Opt-out | AR Opt-out | AR Opt-out | AR Opt-out | ||
| Australia | Opt-in | Opt-in | Opt-out DNC | AR Opt-out | Opt-out | ||
| Austria | Opt-in | Opt-in | Opt-in | AR DNC | AR Opt-out | Opt-in | Opt-in |
| Belgio | Opt-in | Opt-in | Opt-out | AR Opt-out | Opt-in | ||
| Cina | Opt-in | Opt-in | |||||
| Danimarca | Opt-in | Opt-in | Opt-out; DNC | Opt-out; DNC | AR Opt-out | Opt-in | Opt-in |
| Finlandia | Opt-in | Opt-in | Opt-out | AR Opt-out | Opt-out | Opt-in | |
| Francia | Opt-in | Opt-in | Opt-out | Opt-in | AR Opt-out | Opt-in | |
| Germania | Opt-in | Opt-in | Opt-in | Opt-in | AR Opt-out | Opt-in | Opt-in |
| Giappone | Opt-in | Opt-in | NR | NR | AR Opt-out | ||
| Grecia | Opt-in | Opt-in | AR Opt-out | Opt-in | |||
| Groenlandia | Opt-in | Opt-in | Opt-out | Opt-out | AR Opt-out | ||
| Hong Kong | Opt-out | Opt-out | Opt-out | Opt-out | Opt-out | ||
| Inghilterra | Opt-out | Opt-in | Opt-out DNC | Opt-out DNC | AR Opt-out | AR Opt-out | Opt-n |
| Irlanda | Opt-in | Opt-in | AR Opt-out | ||||
| Israele | Opt-out | Opt-out | |||||
| Italia | Opt-in | Opt-in | Opt-out* | Opt-out | Opt-in | Opt-in | Opt-in |
| Lussemburgo | Opt-out | Opt-in | AR Opt-out | ||||
| Malesia | Opt-out | Opt-out | Opt-out | Opt-out | Opt-out | Opt-out | |
| Messico | Opt-out | Opt-out | |||||
| Norvegia | Opt-in | Opt-in | Opt-out | Opt-out DNC | Opt-out DNC | Opt-in | Opt-in |
| Nuova Zelanda | Opt-in | Opt-in | AR Opt-out | AR Opt-out | AR Opt-out | AR Opt-out | |
| Olanda | Opt-in | Opt-in | NR | Opt-out | AR Opt-out | Opt-out | |
| Polonia | Opt-in | Opt-in | Opt-in | Opt-in | Opt-in | Opt-in | |
| Portogallo | Opt-out | Opt-in | Opt-out | Opt-in | AR Opt-out | Opt-out | Opt-in |
| Repubblica Ceca | Opt-in | Opt-in | Opt-in | Opt-in | Opt-out | Opt-in | Opt-in |
| Singapore | Opt-out | Opt-out | |||||
| Slovacchia | Opt-in | Opt-in | Opt-in | Opt-in | Opt-in | Opt-in | |
| Spagna | Opt-in | Opt-in | Opt-in | AR Opt-out | |||
| Stati Uniti | Opt-out | Opt-out | DNC | AR Opt-out | AR Opt-out | ||
| Sud Africa | Opt-out | Opt-out | |||||
| Sud Corea | Opt-out | Opt-out | |||||
| Svezia | Opt-out | Opt-in | Opt-out | Opt-out DNC | Opt-out DNC | Opt-out | Opt-in |
| Svizzera | Opt-in, AR | Opt-in, AR | NR | NR | NR | NR | NR |
| Taiwan | Opt-out | Opt-out | Opt-out | Opt-out | Opt-out | Opt-out | |
| Ungheria | Opt-in | Opt-in | Opt-out | Opt-out | Opt-out | Opt-out | |
Legenda:
AR = autodisciplina
DNC = do not call – Registro pubblico delle opposizioni
NR = nessuna regolamentazione
*Per l’Italia la DNC è valida solo se le numerazioni sono prese dagli elenchi telefonici.
L’email nell’era dei Social Media
13 gennaio 2011
Qualche settimana fa, il New York Times ha pubblicato un articolo, dove venivano fatte delle interessanti considerazioni su come fosse cambiato l’utilizzo delle email (e relativa percezione) all’interno di diverse fasce di età. Da questo studio quello che si percepisce, è che l’utilizzo della email all’interno della fascia d’età che va’ tra i 12 ed i 17 anni è scesa del 48% rispetto all’anno precedente, per poi crescere man mano che i campioni demografici salgono d’età.
Il trend lascia pensare che un decremento così brusco, sia dovuto all’uso sempre maggiore di sistemi di comunicazione più veloci tra i Nativi Digitali, come possono essere le piattaforme di Instant Messaging, gli SMS, Twitter ed altri sistemi di Social Networking, percependo quindi l’email come “vecchia scuola”.

Il quadro così rappresentato a prima vista, può far pensare che l’email sia passata di moda e che con il tempo sia destinata a calare d’efficacia, considerazione errata. Primo elemento da considerare è che dati utilizzati per questa ricerca, si riferiscono solo ad email aperte all’interno dei personal computer e non attraverso l’ausilio di SmartPhones (molto comuni tra i Nativi Digitali), rendendo questo studio valido solo in parte. In secondo luogo il trend indica che con l’invecchiamento della popolazione, questa cerca sempre strumenti di comunicazione più professionali e fidati, questa presa di posizione è anche in relazione all’aumento delle possibilità economiche che la demografica raggiunge con il passare del tempo, rendendoli in questo modo il fattore economico determinante all’interno del mercato online.
Inoltre un altro fattore che deve essere considerato, e che spesso viene ignorato, è che ogni utente attivo (o tantomeno presente) nei Social Media, al momento dell’iscrizione deve fornire un indirizzo email, che i sistemi utilizzano come nome utente e durante il processo di recupero password. Questo ci fa capire come all’interno mondo internet, l’utilizzo del canale email come mezzo di comunicazione sia imprescindibile ad ogni fascia d’età. Twitter ad esempio (il mezzo di comunicazione più gettonato del momento), da recenti sondaggi possiede una consumer base varia, ma che si concentra tra i 18-29 anni per poi decrescere con l’avanzare dell’età, dove questo canale perde la preferenza a favore dell’email.
Un altro segnale da considerare è che la lettura/scrittura delle email rimane una delle attività svolte più frequentemente dagli utenti di Internet, al pari della consultazione dei social media, come rivela la ricerca di Emarketers.

Da queste considerazioni si può anche spiegare quindi perché Facebook stesso abbia deciso di lanciare un servizio di email, andando a scontrarsi contro gli operatori leader come Gmail, Hotmail e Yahoo! Mail.
L’Email Marketing vola con l’Apple iPad
24 febbraio 2010
La nuova “tavoletta” della Apple sarà negli scaffali in primavera. E’ chiamata a rivoluzionare – almeno nelle intenzioni – le abitudini di lettura e navigazione “da divano“, presenta diversi aspetti interessanti per chi fa Email Marketing.

Le Email su iPad. Ampia area per l'anteprima, con supporto del video e immagini non bloccate
Sebbene infatti la diffusione di questi device sarà probabilmente molto limitata inizialmente, è comunque il segnale che internet sta arrivando su media nuovi che prenderanno via via sempre più spazio.
L’iPad infatti potrà garantire un’esperienza di lettura delle email sicuramente superiore alla gran parte dei client di posta (Outlook, Thunderbird…). I motivi sono pochi, ma significativi:
STILE DI LETTURA
1) I lettori sono più disponibili e coinvolti, perchè il device è pensato per essere usato in salotto, a letto oppure in viaggio (magari nei nuovi treni ad alta velocità con connessione WIFI).
2) Per le sue caratteristiche, compreso un multitasking praticamente non gestibile, difficilmente aperta l’applicazione di posta l’utente sarà distratto da altre applicazioni come lampeggiano in qualche angolo dello schermo.
IL MESSAGGIO
1) L’esperienza di lettura è agevolata da uno schermo ampio con ottima definizione (135dpi), un’area di anteprima del messaggio decisamente estesa (circa 700×580 pixel)
2) Le immagini vengono mostrate immediatamente senza blocchi.
3) Il supporto dell’HTML5, che significa a regime il video all’interno delle email, cosa ad oggi impossibile.
Unica avvertenza: sarà necessario qualche accorgimento nella realizzazione dei messaggi, ma niente di nuovo visto che il client usa lo stesso motore di Apple Mail e Safari (Webkit).
Email Marketing: ROI e Privacy
21 ottobre 2009
E’ stato presentato ieri il Power Of Direct Report 2009 di DMA. L’autorevole report analizza il direct marketing advertising negli USA dall’ormai lontano 1995. Complessivamente l’advertising legato ad iniziative di direct marketing superano il 50% del totale dell’advertising negli USA.
La spese su Internet è stata distinta tra:
- mobile
- internet display
- search
- social networking
- altro

Approfondendendo la parte relativa all’email marketing, si conferma anche nel 2009 lo straordinario risultato dell’email, in termini di ROI, rispetto agli altri canali.
Sebbene in leggera flessione, infatti, un dollaro investito nel direct email rende mediamente oltre $43, staccando in modo considerevole ogni altro canale. Al secondo posto infatti troviamo il search, per cui per ogni dollaro investito si ha un ritorno di $22. Segue il direct mailing cartaceo: $1 investito ritorna $15 ($7 nel caso di invio di cataloghi).
L’email rimane però un canale di nicchia: raccoglie infatti investimenti per circa $600 milioni, pochi rispetto agli $11,2 miliardi raccolti dal search.
La notizia non può che farmi piacere naturalmente, e spingerci a lavorare insieme ai nostri clienti per realizzare campagne di qualità, che siano rilevanti per i destinatari e ovviamente gestite non solo nel pieno rispetto della normativa sulla privacy, ma anche in modo etico, trasparente e rispettoso (v. Manifesto Email Marketing 2.0). La possibilità di gestire più canali con una stessa console – che sarà ancora più enfatizzata nel nuovo MailUp 7 – non potrà che agevolare questi obiettivi.
Il report è disponibile a pagamento qui:
http://www.the-dma.org/cgi/dispannouncements?article=1335
Ho la senzazione che il mercato italiano sia ancora molto frammentato e immaturo, tanto che anche solo fare un’analisi paragonabile a quella americana potrebbe essere molto complicato.
Anche dal punto di vista legislativo la situazione è instabile, basti pensare alla recente proposta di legge (precisamente un emendamento del sen. Malan alla conversione in legge conversione in legge del DL 135/2009) che prevede l’introduzione della modalità opt-out, invece dell’attuale opt-in, e l’istituzione di un registro nazionale dove chi non vuole essere disturbato deve iscriversi.
Al pari quindi delle “suppression list” negli UK e in Francia, tra l’altro già oggetto di abusi tanto che ora si raccomanda vengano criptate MD5.
Riguarderà solo il telemarketing, che tra l’altro vede scadere il 31/12/2009 il decreto mille-proroghe, o anche l’email?
Glossario dell’Email Marketing aggiornato
21 agosto 2009
Abbiamo pensato di aggiornare il glossario dell’Email Marketing, una vera e propria cassetta degli strumenti per non perdersi mai nella marea di sigle e acronimi.
I termini più in uso tra gli addetti ai lavori (come RBL, FBL, DKIM, MTA, PTR, COI…) vengono spiegati con un linguaggio accessibile anche per i meno esperti.
Il glossario è liberamente consultabile qui: http://www.mailup.it/email-marketing/Glossario.asp
Manifesto Email Marketing 2.0
1 luglio 2009
Quante volte siamo stati iscritti in mailing list a nostra insaputa? Quante volte il nostro indirizzo email è stato utilizzato per attività del tutto differenti da quelle che avevamo immaginato? Quante volte non siamo riusciti a disiscriverci da una newsletter e siamo ricorsi al blocco del mittente o al pulsante “spam”?
Non parliamo poi di messaggi ricevuti con una frequenza eccessiva e non controllabile, che non hanno alcuna possibilità di interazione (i famosi “noreply”) oppure con una impaginazione scompaginata e link non funzionanti.
Con l’aumentare dello spam e delle aziende che si buttano nell’Email Marketing, si rende sempre più forte l’esigenza di distinguersi dalla massa, per conquistare il rispetto e la fiducia dei nostri contatti: questo è il modo più efficace per inviare email marketing e ottenere risultati concreti.
E’ ora quindi di prendere coscienza dei nostri limiti, capire come risolverli e iniziare politiche di email marketing più intelligenti, rilevanti, interattive, etiche ed efficaci.
Così si riesce a capitalizzare meglio gli investimenti di advertising: questi possono velocemente permetterci di costruire ottimi database di nominativi freschi, che però non vanno traditi ma coltivati con attenzione e rispetto.
Per questo abbiamo stilato un Manifesto dell’Email Marketing 2.0, disponibile qui:
http://www.mailup.it/email-marketing/manifesto-email-marketing-2.0.asp
E-mail Marketing è finalmente in libreria!
13 gennaio 2009
Il Libro è disponibile su Hoepli.it e nelle migliori librerie, tratta in modo approfondito tutti gli argomenti: dalla composizione del messaggio alla raccolta e gestione degli indirizzi, fino agli aspetti di applicazioni, deliverability e filtri antispam.
E’ possibile consultare il sommario e scaricare il primo capitolo, oppure iscriversi al Gruppo dedicato su Facebook.



