Mappa della Privacy nel mondo

10 febbraio 2011

Per tutti coloro che cercano di conoscere e capire meglio la realtà mondiale nell’ambito del trattamento dei dati personali (Privacy) in termini di opt-in/opt-out lo scenario che si presenta è abbastanza complesso.

Premesso che:

- con opt-in si intende una legislazione dove le aziende possono inviare solo a destinatari che si sono iscritti volontariamente in precedenza.

- con opt-out si intende una legislazione dove le aziende possono spedire a chiunque e il destinatario ha poi facoltà di disiscriversi.

E’ immediato capire che dove vige l’opt-out, gli spammer hanno vita più facile: è sufficiente recuperare indirizzi email e spedire. Si ricorda che con MailUp, indipendentemente dal paese di origine e destinazione, non è ammesso l’invio a liste acquistate, o di pubblico dominio, da pubblici elenchi o recuperare su Internet. Con MailUp è ammesso l’invio solamente a liste di tipo opt-in, cioè dove i destinatari si sono iscritti deliberatamente e volontariamente ad un elenco di una specifica azienda (es. iscrizione ad una newsletter).

Le differenze di approccio e regolazione dei messaggi commerciali, oltre a presentare notevoli differenze tra i vari canali utilizzabili e tra uno stato e l’altro, mostra molto spesso situazioni poco definite anche all’interno di alcune specifiche nazioni.
Soprattutto per le aziende che si trovano quotidianamente ad interfacciarsi con un mercato internazionale e più mezzi di comunicazione risulta dispendioso in termine di risorse e tempistiche aver a che fare con legislazioni spesso tra loro differenti e poco chiare.
Anche all’interno della stessa Unione Europea si presentano spesso discrepanze, Spagna e Italia rispetto agli altri paesi europei sono più orientate ad un sistema di opt-in che prevede un esplicito consenso preventivo, mentre altri paesi mostrano una regolamentazione più flessibile.
In mancanza di una regolamentazione unica, diventa anche necessario verificare e aggiornare le nuove regolamentazioni che ciascuna nazione decide di adottare.
In Italia dal 1° febbraio 2011 è entrata in vigore la nuova legge sull’opt out per il telemarketing, a pochi giorni dalla nuova regolamentazione, il Registro Pubblico delle Opposizioni che consente agli utenti di negare il trattamento del proprio numero telefonico per ricevere chiamate promozionali, è stato intasato dalle richieste.
L’iscrizione al registro è disponibile anche online ed è gratuita e revocabile.

La tabella sotto, elaborata dal network Lucerna Iuris rappresenta una mappa aggiornata della privacy nel mondo.

E-mail Telemarketing Direct mail Fax
B2B B2C B2B B2C B2B B2C
Argentina AR Opt-out AR Opt-out AR Opt-out AR Opt-out AR Opt-out
Australia Opt-in Opt-in Opt-out DNC AR Opt-out Opt-out
Austria Opt-in Opt-in Opt-in AR DNC AR Opt-out Opt-in Opt-in
Belgio Opt-in Opt-in Opt-out AR Opt-out Opt-in
Cina Opt-in Opt-in
Danimarca Opt-in Opt-in Opt-out; DNC Opt-out; DNC AR Opt-out Opt-in Opt-in
Finlandia Opt-in Opt-in Opt-out AR Opt-out Opt-out Opt-in
Francia Opt-in Opt-in Opt-out Opt-in AR Opt-out Opt-in
Germania Opt-in Opt-in Opt-in Opt-in AR Opt-out Opt-in Opt-in
Giappone Opt-in Opt-in NR NR AR Opt-out
Grecia Opt-in Opt-in AR Opt-out Opt-in
Groenlandia Opt-in Opt-in Opt-out Opt-out AR Opt-out
Hong Kong Opt-out Opt-out Opt-out Opt-out Opt-out
Inghilterra Opt-out Opt-in Opt-out DNC Opt-out DNC AR Opt-out AR Opt-out Opt-n
Irlanda Opt-in Opt-in AR Opt-out
Israele Opt-out Opt-out
Italia Opt-in Opt-in Opt-out* Opt-out Opt-in Opt-in Opt-in
Lussemburgo Opt-out Opt-in AR Opt-out
Malesia Opt-out Opt-out Opt-out Opt-out Opt-out Opt-out
Messico Opt-out Opt-out
Norvegia Opt-in Opt-in Opt-out Opt-out DNC Opt-out DNC Opt-in Opt-in
Nuova Zelanda Opt-in Opt-in AR Opt-out AR Opt-out AR Opt-out AR Opt-out
Olanda Opt-in Opt-in NR Opt-out AR Opt-out Opt-out
Polonia Opt-in Opt-in Opt-in Opt-in Opt-in Opt-in
Portogallo Opt-out Opt-in Opt-out Opt-in AR Opt-out Opt-out Opt-in
Repubblica Ceca Opt-in Opt-in Opt-in Opt-in Opt-out Opt-in Opt-in
Singapore Opt-out Opt-out
Slovacchia Opt-in Opt-in Opt-in Opt-in Opt-in Opt-in
Spagna Opt-in Opt-in Opt-in AR Opt-out
Stati Uniti Opt-out Opt-out DNC AR Opt-out AR Opt-out
Sud Africa Opt-out Opt-out
Sud Corea Opt-out Opt-out
Svezia Opt-out Opt-in Opt-out Opt-out DNC Opt-out DNC Opt-out Opt-in
Svizzera Opt-in, AR Opt-in, AR NR NR NR NR NR
Taiwan Opt-out Opt-out Opt-out Opt-out Opt-out Opt-out
Ungheria Opt-in Opt-in Opt-out Opt-out Opt-out Opt-out

Legenda:
AR = autodisciplina
DNC = do not call – Registro pubblico delle opposizioni
NR = nessuna regolamentazione

*Per l’Italia la DNC è valida solo se le numerazioni sono prese dagli elenchi telefonici.

Feedback Loop, questo sconosciuto

6 aprile 2010

La ricerca eseguita a inizio 2010 da Ipsos per Maawg su un campione rappresentativo di oltre 3.700 intervistati online in 6 diversi paesi (esclusa l’Italia) ha rilevato risultati molto interessanti per comprendere il comportamento rispetto all’utilizzo dell’email.

La metà degli intervistati ha riferito di aver aperto messaggi di spam in modo consapevole, per varie ragioni. La percentuale sale negli utenti più giovani, che si ritengono più esperti e quindi più consapevoli di eventuali rischi.

E’ interessante notare come uno su due (44%) sposta i messaggi sospettati di essere spam nel Junk Folder, mentre il 39% preme il bottone “segnala come spam”, contribuendo così a migliorare la pulizia della propria casella, ma anche quella degli altri utenti all’interno dello stesso sistema di posta (in particolare quelli web come Hotmail, Yahoo! e Gmail).

Cosa si intende comunemente con la parola “spam”? La maggioranza (69%) classifica come spam tutte le email non richieste e per identificarlo si basa sul mittente (73%) e sull’oggetto (67%).

Non tutti sanno che marcare un messaggio come spam fornisce informazioni al sistema antispam, migliorandolo con il contributo dei singoli riceventi.

Pochissimi sono coscienti però che questa informazione può arrivare anche al mittente, che procederà alla disiscrizione automatica dell’indirizzo. Il meccanismo è chiamato comunemente “Feedback Loop“: se il server del mittente ha siglato con il provider uno specifico accordo, per ogni utente che clicca sul bottone “segnala come spam” viene inviato un messaggio al server del mittente, in modo che possa escluderlo dai successivi invii. Poichè gli spammer difficilmente riescono ad attivare questo tipo di accordi, il provider riesce così a meglio distingure i mittenti legittimi dagli spammer.

MailUp ha sottoscritto oltre 12 contratti di questo tipo con i principali provider internazionali, anche se la grossa fetta del traffico viene intercettata solitamente da Hotmail/Msn/Live e Yahoo!
Andando nel menu Utenti/Elenco Disiscritti è possibile individuare con precisione chi sono quegli utenti che sono stati disiscritti in automatico a causa di queste segnalazioni per spam (abuse report).

Non deve stupire se il numero di tali disiscritti è elevato: anche il mittente più attento alla privacy e al trattamento dei dati dei propri iscritti, non sarà immune da questo fenomeno. Fisiologicamente infatti circa lo 0,2% dei destinatari invece che seguire la procedura di cancellazione troverà più comodo cliccare sul bottone “segnala come spam”, che permette tra l’altro di cancellarsi da più messaggi contemporaneamente. Il 16% degli intervistati – sopratutto nei paesi anglosassoni – infatti definisce come “spam” anche i messaggi richiesti un tempo, ma ora non più desiderati.

Per distinguere la volontà di cancellarsi dalla reale volontà di segnalare un messaggio come spam si stanno studiando dei sistemi come il List-Unsubscribe.

E’ bene tenere monitorato questo fenomeno (in MailUp vengono definiti “Segnalazione Abuso”) perchè se la percentuale sale sopra il 2% aumenta la probabilità che il messaggio venga classificato come spam per tutti i destinatari, non solo per quelli che hanno segnalato l’abuso.

Andando in Statistiche/Grafico Trend Reattività è possibile visionare l’andamento delle Segnalazioni Abuso invio dopo invio.

Come ridurre questo fenomeno?

A) Non inviare ad indirizzi che non si sono iscritti volontariamente.
B) Utilizzare il bottone di cancellazione di MailUp.
C) Nel caso di più liste (una lista è un ambiente separato con proprie configurazioni, database e statistiche) utilizzare la modalità di cancellazione doppio opt-out standard.
D) Il bottone di cancellazione dev’essere ben evidente, meglio se accompagnato da una dicitura che spiega come mai il messaggio è inviato (“ricevi questo messaggio perchè…”).
E) Invitare i destinatari ad inserire l’indirizzo del mittente in rubrica (cosa fatta dal 35% del campione).
F) Usare un mittente e nome mittente che sia riconosciuto dal destinatario, e non cambiarlo.

Il rapporto integrale è disponibile qui: 2010 MAAWG Email Security and Usage Report.

Email Marketing: ROI e Privacy

21 ottobre 2009

 

E’ stato presentato ieri il Power Of Direct Report 2009 di DMA. L’autorevole report analizza il direct marketing advertising negli USA dall’ormai lontano 1995. Complessivamente l’advertising legato ad iniziative di direct marketing superano il 50% del totale dell’advertising negli USA.

La spese su Internet è stata distinta tra:
- mobile
- internet display
- search
- social networking
- altro

Direct Marketing Association

Approfondendendo la parte relativa all’email marketing, si conferma anche nel 2009 lo straordinario risultato dell’email, in termini di ROI, rispetto agli altri canali.

Sebbene in leggera flessione, infatti, un dollaro investito nel direct email rende mediamente oltre $43, staccando in modo considerevole ogni altro canale. Al secondo posto infatti troviamo il search, per cui per ogni dollaro investito si ha un ritorno di $22. Segue il direct mailing cartaceo: $1 investito ritorna $15 ($7 nel caso di invio di cataloghi).

L’email rimane però un canale di nicchia: raccoglie infatti investimenti per circa $600 milioni, pochi rispetto agli $11,2 miliardi raccolti dal search.

La notizia non può che farmi piacere naturalmente, e spingerci a lavorare insieme ai nostri clienti per realizzare campagne di qualità, che siano rilevanti per i destinatari e ovviamente gestite non solo nel pieno rispetto della normativa sulla privacy, ma anche in modo etico, trasparente e rispettoso (v. Manifesto Email Marketing 2.0). La possibilità di gestire più canali con una stessa console – che sarà ancora più enfatizzata nel nuovo MailUp 7 – non potrà che agevolare questi obiettivi.

Il report è disponibile a pagamento qui:
http://www.the-dma.org/cgi/dispannouncements?article=1335

Ho la senzazione che il mercato italiano sia ancora molto frammentato e immaturo, tanto che anche solo fare un’analisi paragonabile a quella americana potrebbe essere molto complicato.

Anche dal punto di vista legislativo la situazione è instabile, basti pensare alla recente proposta di legge (precisamente un emendamento del sen. Malan alla conversione in legge conversione in legge del DL 135/2009) che prevede l’introduzione della modalità opt-out, invece dell’attuale opt-in, e l’istituzione di un registro nazionale dove chi non vuole essere disturbato deve iscriversi.

Al pari quindi delle “suppression list” negli UK e in Francia, tra l’altro già oggetto di abusi tanto che ora si raccomanda vengano criptate MD5.

Riguarderà solo il telemarketing, che tra l’altro vede scadere il 31/12/2009 il decreto mille-proroghe, o anche l’email?

  • Perchè questo blog sull’Email Marketing?

    L'email ha più di 35 anni ma ancora molte aziende commettono errori, anche molto gravi, nell'utilizzare questo mezzo. Per questo abbiamo pensato fosse utile pubblicare - insieme ad Hoepli - un libro sull'argomento, che trova un naturale seguito in questo blog dove condivideremo commenti, aspettative e naturalmente le ultime novità.

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