Il Ciclo di Vita di una Campagna Email
25 maggio 2011
Durante il Festival del Fundraising, ho avuto la possibilità di tenere una sessione dal titolo “L’Email Marketing come Strumento di Raccolta Fondi e Fidelizzazione del Donatore” (disponibile a questo link), in occasione della quale ho raccontato come attraverso processo di storytelling e una corretta distribuzione di un piano di CTA (Call to Action), mediante il canale Email, sia possibile fidelizzare il donatore, sensibilizzandolo alla propria causa.

In particolare, ho voluto illustrare, attraverso un semplice schema (vedi lato), quale sia il ciclo di vita di ogni campagna di Email Marketing. Ciascuno dei passaggi evidenziati in figura, dovrebbe essere seguito così da poter sfruttare i risultati delle fasi precedenti, profilare puntualmente il proprio campione di utenti e creare campagne atte ad aumentare l’interesse e le conversioni. Nello specifico:
- Definizione Obiettivi: all’inizio di ogni Campagna Marketing, è necessario di porsi degli obiettivi da raggiungere e definire quali siano le KPI (Key Performance Indicator) di riferimento. Questi indici non sono oggettivi, le variabili che li determinano sono numerose e dipendono, ad esempio, dal chi siamo, da qual è il target a cui ci rivolgiamo e da quali sono gli obiettivi che si desidera raggiungere nel breve, medio e lungo periodo.
- Analisi del Target: chi si è iscritto alla vostra newsletter dimostra fin da subito un interesse verso quello che comunicate. Per questo motivo è importante analizzare nel dettaglio quali siano gli interessi diretti ed indiretti dei propri iscritti e creare un piano editoriale atto a mantenere alta l’attenzione di chi ci segue.
- Progettazione: ogni messaggio deve essere progettato con cura, così che possa accentuare l’efficacia di quello che si vuole comunicare. Lo studio degli spazi, la chiarezza degli elementi e delle Call To Action, insieme ai test di visualizzazione e Antispam, sono tutti elementi che devono essere studiati e combinati insieme, al fine di creare un messaggio efficiente.
- Invio: anche se questa è la parte dove si ha minor controllo diretto, è comunque importante avere un provider iscritto a whitelist internazionali e che possa garantire alti tassi di recapito. Se il canale con il quale il messaggio viene inviato non è affidabile, si rischia di compromettere la riuscita di campagne (anche se ben studiate), perché il messaggio venendo recapitato nella cartella SPAM, non verrebbe letto e quindi considerato.
- Analizzare: già mentre l’invio è in corso, è possibile vedere in modo accurato il comportamento dei propri iscritti, visualizzando per ogni utente i tassi di apertura, di click e quali indirizzi sono risultati errati o non disponibili. Quando i dati sono consolidati dopo qualche ora, si può capire quali siano gli utenti più attivi e quali sono i loro interessi in base ai loro click.
- Profilare gli Utenti: attraverso un’analisi dei dati statistici, è possibile dividere il proprio database utenti in sottogruppi. Classificando gli utenti in base alle aperture od click eseguiti, si può capire ad esempio chi dimostra maggiore sensibilità verso determinati argomenti, portando quindi alla creazione di messaggi basati su un determinato argomento.
Una volta che il ciclo è arrivato a conclusione, è necessario ricominciare il processo, in modo da poter riformulare i propri obiettivi sul nuovo target e studiare una comunicazione idonea ad aumentarne le conversioni.
Non tutte le campagne email sono uguali, per fare centro è importante coinvolgere
16 marzo 2011
Una buona campagna di email marketing basata su un piano editoriale studiato ed una piattaforma professionale per la gestione delle proprie campagne, offre la possibilità di ottenere e monitorare il raggiungimento dei propri KPI, valutando e quantificando i risultati dei propri invii.
Una consiglio efficace da non sottovalutare per ottenere buoni riscontri, è profilare le proprie liste contatti, in modo da creare più versioni del messaggio che intendiamo diffondere, diversificandole in base al comportamento dei diversi utenti, ai loro interessi ed alla loro posizione geografica.
Per coinvolgere i nostri contatti e trasformare i nostri utenti da inattivi ad attivi è indispensabile creare comunicazioni ed invii ad hoc, e per farlo è indispensabile profilare il proprio database per conoscere i differenti segmenti di pubblico con cui si è in contatto. Il secondo passo importante è riuscire giorno per giorno con la giusta frequenza di contatti email a creare un legame con il pubblico, evitando di inviare messaggi non pertinenti, che porterebbero ad una serie di email cancellate senza nemmeno esser state aperte o ancor peggio alla cancellazione del contatto dalla nostra mailing list.
La piattaforma MailUp consente di integrare alla nostra campagna email profilata, anche altre utili funzioni:
- i Filtri Attività con i quali sarà possibile, selezionare tutti coloro che avranno cliccato su un determinato link e in automatico inviare successivamente un altro messaggio più specifico, relativo all’argomento su cui il contatto aveva manifestato il proprio interesse.
- L’A/B test, in grado di testare due differenti versioni di una campagna per selezionare (in automatico) la versione più funzionale da diffondere al proprio pubblico.
Rendere i messaggi più pertinenti e di conseguenza più coinvolgenti è l’obiettivo fondamentale di chi invia Newsletter e DEM. Affidarsi ad un servizio professionale per la gestione di quest’attività consentirà non solo un aumento notevole delle percentuali di deliverability, ma attraverso l’utilizzo di funzioni specifiche a disposizione, permetterà di potenziare e/o rendere più mirate le proprie campagne.
Questionari online gratis con Google
8 settembre 2009
Forse molti non sanno che una delle funzionalità gratuite di Google Docs permette di creare velocemente survey, sondaggi e questionari.
Il funzionamento è estremamente semplice e intuitivo, la grafica è personalizzabile (con temi) e non c’è pubblicità: è quindi utilizzabile anche in ambito business senza particolari controindicazioni, sebbene sia tutto ancora in “beta”.
Il form poi divene una pagina pubblica, aperta a tutti senza autenticazione, come ad esempio questo:
http://spreadsheets.google.com/viewform?formkey=dEo4SmR6dWpkSmc0dUZpTFlONFZadFE6MA..
Questa funzione gratuita offerta da Google in parte si sovrappone con l’opzione AutoProfilazione che è inclusa nel pacchetto Marketing+ di MailUp.
I vantaggi di Google Docs / Form sono questi:
- editing immediato, con libreria di form già pronti
- report grafici con incroci
- widget per embeddare il questionario in blog/siti
- numero domande illimitato (?)
- Si possono rendere i risultati della survey pubblici
Ci sono in particolare alcune finezze, tipo che per le risposte con scelta da tendina viene randomizzata la scelta in modo da non distorcere i risultati, oppure il drag and drop per ordinare le domande.
L’invio di inviti alla partecipazione è possibile anche con Google, usando la rubrica di Gmail, ma il messaggio non è personalizzabile ed è oltremodo grezzo.
Dall’altra parte però l’opzione AutoProfilazione di MailUp può offrire vantaggi differenti:
- Il risultato in MailUp è legato univocamente all’indirizzo email di chi l’ha compilato
- Le risposte vanno direttamente a popolare il DB MailUp, quindi posso usare le risposte per arricchire l’anagrafica e profilare, senza fare altre operazioni di import/export
- Posso sfruttare il motore che gestisce Invii Automatici (di email o sms) per scatenare azioni in automatico in relazione alle risposte (o alle non risposte).
- A seconda della risposta, l’utente può passare da un gruppo/lista ad altri
- La compilazione può essere autenticata (link univoco inviato all’utente per la compilazione)
- Posso inviare solleciti a chi ancora non ha risposto
- Posso gestire la disiscrizione dell’utente dalla lista
- Posso definire date di apertura/chiusura del sondaggio/survey
- Posso obbligare la compilazione unica
Se quindi l’obiettivo è avere una survey aperta a tutti, dove non c’è il rischio di compilazioni multiple volte a distorcere il risultato, probabilmente Google Docs è la strada migliore. Se invece intendo creare un questionario per arricchire la mia base dati di informazioni, con cui profilare meglio i prossimi invii, allora AutoProfilazione può essere più utile, anche se più complicato.
Per utilizzare un FORM di Google Docs insieme a MailUp è sufficiente:
a) creare il form su Google Docs
b) incollare il link di partecipazione (sempre disponibile in basso nella schermata di modificz del form) all’interno di un messaggio email creato con MailUp
c) eseguire l’invio dell’invito a partecipare
d) sarà possibile raccoglire le statistiche di chi ha cliccato sul link da MailUp, mentre da Google Docs sarà possibile esportare un file excel con tutte le risposte. Non essendo possibile certificare l’identità di chi compila, difficilmente i risultati della survey potrebbero essere a loro volta importati in MailUp.

Esempio report Statistico di Google Docs



