Ecco perché un’azienda dovrebbe comunicare (anche) con gli SMS.

29 luglio 2011

Nei precedenti post abbiamo analizzato le best practice relative al mondo dell’email marketing (dalla costruzione delle liste alla gestione delle disiscrizioni) e trattato anche dell’ottimizzazione dei messaggi email sugli smartphone. In questo articolo affrontiamo invece il tema dell’invio degli SMS, canale di comunicazione che coinvolge anche i cellulari di precedente generazione. Questo strumento può rivelarsi altamente performante e, se integrato con particolari tecniche di Email Marketing, è in grado di creare nuovi punti di contatto che consentono di ampliare il raggio d’azione del proprio mix comunicativo.

Gli utenti hanno con gli SMS un rapporto totalmente differente rispetto ad altri strumenti, basti pensare che il tasso di apertura dei messaggi è del 97%, di cui l’87% avviene entro i 15 minuti dalla ricezione (dato di ClickZ ).

Questa sostanziale garanzia di recapito dei contenuti è un aspetto determinante, soprattutto in casi in cui si renda necessaria un’informazione rapida e precisa, come nei servizi di assistenza agli utenti forniti da agenzie viaggi o compagnie aeree per notificare ritardi, cambi relativi agli itinerari o alle prenotazioni. La caratteristica del mezzo permette inoltre di creare nuove opportunità di up selling, di acquisti last minute, consentendo di migliorare il proprio servizio al cliente, anche con comunicazioni post vendita puntuali.

L’efficacia del mezzo non deve però spingerci ad abusarne. Contattare l’utente con troppa assiduità via SMS potrebbe rivelarsi infatti deleterio, considerando quanto sia sensibile a questo stimolo particolare. E’ preferibile quindi utilizzarli per comunicazioni rilevanti ma non assidue, in modo da non abusare della pazienza dei clienti.

Nonostante gli SMS siano uno straordinario strumento di raccordo tra l’online e l’offline, ancora poche aziende ne hanno realmente colto l’efficacia, dimenticandosi di inserirlo tra le proprie attività di marketing e comunicazione.

Ogni canale di comunicazione ha una propria peculiarità e caratteristiche differenti rispetto alle altre. Integrare tra loro SMS, email, social network e canali più tradizionali, significa raggiungere nuovi obiettivi che potrebbero tradursi in maggiori profitti per l’azienda. Per fare un esempio concreto vi ricordiamo che è possibile, attraverso l’opzione Marketing+, utilizzare i dati di profilazione che derivano dall’invio dei messaggi email per definire, in modo rapido e tempestivo, segmenti a cui inviare comunicazioni via SMS.

Sicurezza percepita e spam su cellulare

24 giugno 2009

Da una ricerca Cloudmark pubblicata oggi su un campione rappresentativo di oltre 1.800 possessori di cellulare statunitensi, emerge che oltre il 70% non utilizza il telefonino come strumento di pagamento ne’ per l’home banking a causa di preoccupazioni sulla sicurezza. Questo nonostante sui telefonini si senta molto poco parlare di virus, trojan e problematiche di sicurezza che notoriamente affliggono i computer, a partire da quelli Windows.

Dalla ricerca Cloudmark - Usa - Giugno 2009

Dalla ricerca Cloudmark - Usa - Giugno 2009

Quasi la metà inoltre afferma di aver ricevuto spam sul telefonino, in particolare SMS da sconosciuti che invitavano a chiamare un secondo numero o che contenevano un link ad un sito web.

Interessante il tipo di reazione allo spam su SMS, che evidenzia una conversione maggiore (purtroppo), ma anche un tasso di azione/lamentela e ribellione decisamente superiore: l’11% ha contattato il proprio provider lamentandosi e il 7% ha segnalato l’attività di spam ad un ente governativo.

Lo spam su mobile è quindi ancora molto limitato, così come lo sono gli strumenti di filtraggio e controllo sia lato client che lato rete mobile. Questo rende gli utenti più indifesi, ma anche più agguerriti nel far valere il proprio diritto di difesa dallo spam.

Il livello di attenzione di fronte a mittenti o applicazioni sconosciute è abbastanza indipendente dal tipo di strumento (pc o cellulare).

E’ da auspicare quindi che nonostante lo spam su mobile abbia un tasso di conversione così elevato (3%), questo tipo di attività sia scoraggiata da una più forte reazione di contrasto da parte degli utenti. Non è dato però sapere quanto gli operatori di telefonia siano sensibili su questi argomenti e la recente storia (vedi 144…) lascia per ora diverse incertezze.

La ricerca completa è disponibile qui:
http://www.cloudmark.com/releases/docs/harris_poll_stats.pdf

  • Perchè questo blog sull’Email Marketing?

    L'email ha più di 35 anni ma ancora molte aziende commettono errori, anche molto gravi, nell'utilizzare questo mezzo. Per questo abbiamo pensato fosse utile pubblicare - insieme ad Hoepli - un libro sull'argomento, che trova un naturale seguito in questo blog dove condivideremo commenti, aspettative e naturalmente le ultime novità.

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