E’ stato presentato ieri il Power Of Direct Report 2009 di DMA. L’autorevole report analizza il direct marketing advertising negli USA dall’ormai lontano 1995. Complessivamente l’advertising legato ad iniziative di direct marketing superano il 50% del totale dell’advertising negli USA.

La spese su Internet è stata distinta tra:
– mobile
– internet display
– search
– social networking
– altro

Direct Marketing Association

Approfondendendo la parte relativa all’email marketing, si conferma anche nel 2009 lo straordinario risultato dell’email, in termini di ROI, rispetto agli altri canali.

Sebbene in leggera flessione, infatti, un dollaro investito nel direct email rende mediamente oltre $43, staccando in modo considerevole ogni altro canale. Al secondo posto infatti troviamo il search, per cui per ogni dollaro investito si ha un ritorno di $22. Segue il direct mailing cartaceo: $1 investito ritorna $15 ($7 nel caso di invio di cataloghi).

L’email rimane però un canale di nicchia: raccoglie infatti investimenti per circa $600 milioni, pochi rispetto agli $11,2 miliardi raccolti dal search.

La notizia non può che farmi piacere naturalmente, e spingerci a lavorare insieme ai nostri clienti per realizzare campagne di qualità, che siano rilevanti per i destinatari e ovviamente gestite non solo nel pieno rispetto della normativa sulla privacy, ma anche in modo etico, trasparente e rispettoso (v. Manifesto Email Marketing 2.0). La possibilità di gestire più canali con una stessa console – che sarà ancora più enfatizzata nel nuovo MailUp 7 – non potrà che agevolare questi obiettivi.

Il report è disponibile a pagamento qui:
http://www.the-dma.org/cgi/dispannouncements?article=1335

Ho la senzazione che il mercato italiano sia ancora molto frammentato e immaturo, tanto che anche solo fare un’analisi paragonabile a quella americana potrebbe essere molto complicato.

Anche dal punto di vista legislativo la situazione è instabile, basti pensare alla recente proposta di legge (precisamente un emendamento del sen. Malan alla conversione in legge conversione in legge del DL 135/2009) che prevede l’introduzione della modalità opt-out, invece dell’attuale opt-in, e l’istituzione di un registro nazionale dove chi non vuole essere disturbato deve iscriversi.

Al pari quindi delle “suppression list” negli UK e in Francia, tra l’altro già oggetto di abusi tanto che ora si raccomanda vengano criptate MD5.

Riguarderà solo il telemarketing, che tra l’altro vede scadere il 31/12/2009 il decreto mille-proroghe, o anche l’email?

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