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Il diritto alla Privacy dell’individuo è un diritto fondamentale e riconosciuto fin dalla fine del 1800. Questo diritto ha avuto la necessità di evolversi allo stesso passo delle tecnologie e dei mezzi di comunicazione e condivisione, mettendo in evidenza con il tempo problematiche quotidiane e globali, soprattutto a riguardo la protezione dei dati, creando così nuove sfide e necessità.

Negli ultimi anni la Commissione al Parlamento Europeo, ha provveduto a stendere un elaborato, dove sono elencati gli aspetti che necessitano lo sviluppo di nuove leggi, necessarie per garantire una corretta evoluzione tecnologica, e di mercato che hanno mutato in maniera profonda la realtà in cui viviamo, ponendo nuove ed evidenti sfide alla protezione dei dati personali.

Un nuovo aspetto fondamentale da considerare è, in primis, la diffusione dei numerosi social network tra la popolazione, i quali costituiscono una sfida primaria per la protezione dei dati, in quanto comportano il rischio inconscio che l’utente perda il controllo sulla condivisione di informazioni personali (e quindi sensibili).

La revisione dell’Unione Europea sulla direttiva attuale, conclusasi a fine 2009, ha confermato che i principi fondamentali restavano tuttavia validi, nonostante siano stati rivelati alcuni aspetti che necessitano revisioni, quali:

Gestire l’impatto delle nuove tecnologie: dove emerge la necessità di chiarire e precisare l’applicazione dei principi di protezione dei dati rispetto alle nuove tecnologie.

Rafforzare la dimensione “mercato interno” della protezione dei dati: problema che attualmente è derivante dall’insufficiente armonizzazione tra le norme degli Stati membri, nonostante un quadro giuridico comune.

Rispondere alla globalizzazione: sono necessarie leggi che possano garantire un miglioramento ed una semplificazione del trasferimento dei dati a livello internazionale.

Rafforzare l’assetto istituzionale: con lo scopo di poter dirigere un’applicazione effettiva e rafforzata delle norme di protezione dei dati

Migliorare la coerenza del quadro giuridico sulla protezione dei dati: una necessità che è stata evidenziata è quella di disporre di uno strumento globale, applicabile in modo da eseguire un trattamento dei dati in tutti i settori e per tutte le politiche dell’Unione.

Gli stati membri hanno tempo fino al 25 Maggio 2011 per recepire la nuova direttiva. Purtroppo non essendo del tutto chiara, anche a causa di alcuni errori di traduzione, c’è il rischio che i singoli paesi recepiscano la direttiva in modo diverso e molto restrittivo, ad esempio obbligando una forma di opt-in per i cookie. Una simile evenienza non potrebbe che danneggiare l’intera industria internet nazionale, oltre che l’esperienza utente.

La questione del behavioural advertising è già stata affrontata nel Giugno 2010 dal gruppo di lavoro Art.29 Working Party, che dichiarava che il consenso preventivo prima dell’installazione di un cookie era il modo migliore per garantire un consenso informato.

Per questo a livello europeo si sta’ lavorando ad una forma di autoregolamentazione che possa essere adottata dall’UE come interpretazione coerente della direttiva originale, focalizzando l’attenzione su cosiddetto IBA (Internet Based Advertising), quindi possibilità di costruire segmenti di utenza in modo anonimo, per contestualizzare pubblicità più interessante. Cosa diversa da una profilazione basata sul tracciamento del comportamento online di singoli utenti.

Grazie a questa autoregolamentazione, oltre a evitare penalizzazioni per il mercato, si otterrebbe una normativa più uniforme tra i vari stati membri.

La stessa dicotomia opt-in / opt-out legata ai cookie verrebbe superata dalla possibilità per l’utente di controllare meglio i cookie e le loro finalità.

Per quanto riguarda le Email, pur non essendo esplicitamente legate ai cookie, si suggerisce ai clienti MailUp di:

1) integrare l’informativa data in fase di iscrizione con questo testo http://www.mailup.it/invio-email/faq/allegati-email/Informativa-privacy-consigli.asp

2) Inserire un link che consente di aggiornare il proprio profilo/dati (grazie al modulo AutoProfilazione)

3) Per i più attenti, attivare un link (da inserirsi in ogni messaggio inviato) che consente all’utente di disabilitare il tracciamento di aperture e click.

Per maggiori informazioni http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:L:2009:337:0011:0036:EN:PDF

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