Gestire le liste per aumentarne il rendimento

19 Aprile 2011

Lo SPAM è un problema che, purtroppo, influisce sull’operato di coloro che creano, invece, corrette campagne di Email Marketing. Infatti, gli ISP (Internet  Service Providers) e Webmail Provider – come Hotmail, Yahoo e Gmail – utilizzano precisi  algoritmi, in costante evoluzione, attraverso i quali riescono a “catturare” queste comunicazioni e ad inserirle in caselle apposite senza disturbare l’utente dalla ricezione di email indesiderate. Queste “regole” si fondano su automatismi che spesso bloccano comunicazioni commerciali legittime (DEM e Newsletter) in quanto attuano comportamenti, anche se solo per alcuni e pochi aspetti, simili a quelli dello SPAM.

Quanti fanno SPAM hanno la tendenza a popolare il loro database utilizzando metodi quali la generazione automatica degli indirizzi ed il crawling di pagine web. In questo modo  eseguono invii a liste non pulite che generano molti Hard Bounce che spesso rimango non gestiti. Questo determina necessariamente una reputazione negativa per i loro mittenti che vengono poi filtrati dagli ISP come SPAM. I professionisti dell’Email Marketing, invece, oltre a seguire un comportamento etico (invii su liste proprietarie), dovrebbero agire in modo sia da mantenere il proprio database costantemente pulito (anche per il tramite della gestione dei Bounce) sia da difendere la propria reputazione. Questo eviterà  di poter essere confusi per SPAMMER.

A tal fine è anche consigliabile  l’utilizzo, sul proprio database, di un’iscrizione a Doppio Opt-In. Infatti, anche se alcuni la reputano macchinosa, risulta, sotto molteplici aspetti, la più sicura per mantenere pulita la propria lista. Innanzitutto è estremamente efficace per evitare gli Spam Traps. In secondo luogo questa modalità di iscrizione è utile per evitare l’inserimento di email errate da parte degli utenti, richiedendo loro una ulteriore verifica. Gli indirizzi, infatti, quando errati provocano un alto numero di Hard Bounce, che se non vengono subito “lavorati”, portano, invio dopo invio, ad un abbassamento della propria reputazione. In tal senso è utile non solo  escluderli da successivi invii ma disiscriverli (e non cancellarli) così da mantenere uno storico ed evitando nuove attivazioni.

Ulteriore punto importante è quello che riguarda la disicrizione da parte degli utenti. E’ importante  renderla facile, agevole e veloce, così che il segnalare il messaggio come SPAM non risulti la via più semplice per disiscriversi. Per questo è consigliabile utilizzare un Opt-Out Singolo, ed inserire sempre il link di disicrizione rendendolo facilmente identificabile. Altri trucchi per evitare un alto tasso di “complaint” (cioè utenti che cliccano su “segnala come spam”) sono rendere il mittente ben riconoscibile, inviare comunicazioni in linea con le aspettative al momento dell’iscrizione e abbassare la frequenza ad un massimo di 2 messaggi alla settimana.

Per tutte queste ragioni si rivela, quindi, fondamentale ottenere e mantenere il proprio database pulito, evitando comportamenti simili o associabili a quelli di chi fa SPAM. Così facendo si garantisce il corretto recapito del proprio messaggio, elevati tassi di delivery e l’incremento del ROI.

Con MailUp è possibile attivare l’iscrizione con confirmed opt-in, gestire la cancellazione con singolo opt-out e tenere pulito in modo automatico il DB da errori hard bounce.

Questo articolo è stato scritto da

Edoardo Piccolotto

Edoardo Piccolotto

Marketing Executive di MailUp

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