Aumentare i propri contatti, questo sembra esser l’obiettivo principale per molte aziende ma se da un lato è fondamentale non lasciarsi sfuggire le opportunità a disposizione per aumentare il numero d’iscritti, dall’altro è importante ricordare che è la qualità dei propri contatti ad incidere realmente sulla possibilità di ottenere conversioni e così un ritorno sugli investimenti.

Uno studio effettuato da Return Path , dimostra però che a prevalere è ancora una logica quantitativa, in cui le aziende non sempre prestano attenzione ai comportamenti dei propri utenti, continuando ad inviare ad indirizzi non più attivi e abbandonati. Infatti durante lo studio durato 19 mesi, i ricercatori si sono iscritti a 40 differenti liste, senza mai aprire le mail, ma solamente il 27% delle aziende ha smesso di inviar loro messaggi, il restante 73% ha continuato a inviare le proprie comunicazioni ad indirizzi che per oltre un anno e mezzo non aveva mostrato alcuna attività.
Il dato emerso non deve sicuramente scoraggiare e demotivare le imprese a cercare sempre nuovi canali e strategie per accrescere il numero dei propri contatti, ma dev’esser però da monito a ricordare che la qualità e la pulizia del proprio db non posso esser aspetti da mettere in secondo piano.

Lo scopo da prefiggersi pertanto è quello di massimizzare le iscrizioni di qualità, evitare l’inserimento di contatti doppi ed eliminare le caselle abbandonate.
Come agire quindi?

  • scegliendo preferibilmente modalità di iscrizione a doppio opt-in
  • profilando per non inviare comunicazioni al target sbagliato e perdere così iscritti
  • offrendo contenuti/promozioni solo per gli iscritti
  • creando comunicazioni coerenti l’immagine aziendale per rendersi riconoscibili
  • consentendo di modificare le frequenza degli invii (vedi la nuova modalità di disiscrizione con Opzioni di MailUp)
  • sfruttando tutti i canali a disposizione per ottenere nuovi iscritti: fiere, sito internet, social network, promozioni etc.
  • inserendo  sempre nel proprio messaggio la possibilità di: condivisione sui social, inoltro dell’email e di iscrizione alla newsletter, utile proprio nel caso in cui il messaggio passi attraverso un utente già iscritto ad uno potenziale.

Le variabili che interagiscono sono molteplici e qualunque scelta sulle modalità di raccolta dei contatti, dovrà esser testata e modulata sulla propria attività, ma partendo dal presupposto che la qualità delle proprie liste è un aspetto a cui nessuna azienda può rinunciare, perché senza di essa si otterrebbero solo database privi di ogni reale utilità.

La qualità della lista dei destinatari infatti si riflette direttamente anche sulle percentuali di recapito in Inbox dei messaggi. I filtri antispam oggi infatti stanno superando le tradizionali logiche legate alla reputazione dell’IP e all’analisi del contenuto: i più sofisticati oggi (come ad esempio i filtri antispam di Yahoo!) sono in grado di misurare anche la reputazione del mittente in termini di qualità della lista di destinazione. Se si spedisce ad un elenco di indirizzi che comprende un alto numero di caselle semi-abbandonate e tipicamente inondate di spam, il messaggio – anche se legittimo ed inviato con un’infrastruttura ottimale – avrà più probabilità di essere assimilato allo spam. La percentuale di messaggi recapitati nella cartella dello spam sarà tanto più alta quando più la lista è ricca di indirizzi abbandonati.

Grazie ai filtri attività (disponibili nell’opzione Marketing+) oppure manualmente utilizzando le Statistiche standard di MailUp, è possibile identificare quali siano le caselle che non registrano per mesi ne’ aperture ne’ click. Queste caselle andrebbero isolate (ad esempio in un Gruppo a parte) e sollecitate con dei messaggi diversi:

  • minore frequenza
  • mittente e stile di comunicazione diverso

In molti casi, se neanche così si riesce a rivitalizzare quelle caselle, è consigliabile inviare un ultimo messaggio, intitolato ad esempio “Ultima possibilità per ricevere la Newsletter XYZ”, in cui si riportano due chiari pulsanti “Resta iscritto” / “Disiscrivimi”. Solo chi clicca su “Resta iscritto” continuerà a ricevere le successive comunicazioni.

In questo modo il database si riduce, così come i costi/tempi di invio, e si incrementano deliverability (recapitabilità in Inbox) e performance.

Ti è piaciuto questo articolo? Ne abbiamo molti altri in serbo per te.

Iscriviti ora per rimanere sempre aggiornato sulle novità di email e SMS marketing.

Leggi anche

Nozioni base per sviluppare email HTML responsive

Come in una costruzione, occorrono solide fondamenta: oggi vediamo le operazioni per gettare le basi delle tue campagne, garantendo la corretta visualizzazione sui vari client ...

Continua a leggere

Il ciclo di vita nell’Email Marketing: come estenderlo migliorando l’engagement

Nessun rapporto è per sempre, soprattutto tra aziende e clienti. Nell’Email Marketing il fattore chiave del ciclo di vita è l’engagement: scopriamo le sue metriche, ...

Continua a leggere

Nel futuro dell’Email Marketing: in Gmail arrivano le email “navigabili”

Grazie all’AMP, i brand ora possono lanciare campagne interattive dove il destinatario può sfogliare cataloghi di prodotti, prenotare viaggi e molto altro, senza lasciare l’email. ...

Continua a leggere

5 segreti per email ad alta conversione

Dall'oggetto alle tempistiche, dalla psicologia al pubblico, e altro ancora. Ecco 5 suggerimenti per lanciare campagne di grande rendimento, rispettando le aspettative e inviando esattamente ...

Continua a leggere

Coerenza e consistenza del brand: cosa sono e come applicarle alle tue email

Per il 41% dei consumatori sono fattori più importanti dell'autenticità e della trasparenza. Vediamo come dare alla tua strategia di Email Marketing una solida brand ...

Continua a leggere

Osservatorio Statistico 2019: numeri, grafici e benchmark di un anno di Email Marketing

Lavorando su un bacino di 13 miliardi di email inviate da oltre 11.000 clienti, l’Osservatorio offre report approfonditi dedicati ai risultati di newsletter, DEM, settori ...

Continua a leggere