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Negli ultimi anni i blog sono diventati sempre di più un mezzo scelto dagli utenti per condividere opinioni ed esperienze con altri utenti. In ambito aziendale, invece, sono diventati il veicolo preferenziale per pianificare e realizzare processi di storytelling, atti a raccontare l’evoluzione di un’azienda e a comunicare i valori costitutivi di un brand.

Da un punto di vista tecnico, la diffusione dei blog è stata aiutata dall’introduzione dei feed RSS, ossia file in formato XML per gestire le fonti di informazione e segnalare all’utente nuovi articoli o risorse al momento della pubblicazione. Questo metodo è in grado di generare un’elevata fidelizzazione dell’utente verso la risorsa ma presenta alcuni limiti. Vediamo insieme quali sono e come è possibile superarli grazie a una corretta strategia di Email Marketing.

  1. Known User Base: le analitiche Web o RSS sono parzialmente anonime perché dell’utente viene rilevato solo l’indirizzo IP. Offrendo ai lettori la possibilità di iscriversi a una lista di distribuzione, si genera una lista di persone molto interessate che produrrà traffico non anonimo, poiché l’attività di un indirizzo email può essere tracciata.
  2. Correttezza: Feedburner, essendo un servizio proprietario, è in grado di raccogliere dati analitici solo da chi usa programmi che supportano il suo standard, ignorando quindi parte del traffico. L’email, invece, è un canale con standard definiti e consolidati e restituisce sempre dati statistici accurati.
  3. Pubblicità: Feedburner consente di inserire pubblicità all’interno della struttura fissa del feed. Anche a un messaggio email è possibile abbinare un banner pubblicitario ma, a differenza del feed, questo può essere ottimizzato così da ottenere un miglior rapporto tra click e invii.
  4. Tracciabilità: contrariamente al feed RSS, per ogni email inviata è possibile rilevare chi l’ha letta, chi l’ha ignorata, quali articoli sono stati più letti e quali hanno avuto maggior seguito.
  5. Segmentazione: i form di AutoProfilazione consentono di raggruppare i propri utenti per gruppi di interesse, così da inviare esclusivamente ciò che è di loro interesse.
  6. Push: la possibilità di notificare attivamente la presenza di un aggiornamento è una caratteristica fondamentale dell’email.
  7. DEM: è possibile utilizzare gli indirizzi per inviare DEM o inviti senza intaccare il piano editoriale del blog e il suo posizionamento.
  8. Fidelizzazione: è possibile creare un canale alternativo per gli utenti che non vogliono utilizzare un feed RSS.
  9. Creazione di una conversazione privata: ogni destinatario può rispondere privatamente all’autore dei post e dare vita a una conversazione e a uno scambio di idee. In un blog, invece, la conversazione è pubblica e la concentrazione dell’autore è suddivisa tra diversi utenti.
  10. Flessibilità: Feedburner spedisce un messaggio email per ogni post. Un sistema di emailing dedicato invia meno messaggi, per esempio un digest settimanale o mensile, con una selezione di post e una veste “giornalistica” che dà risalto ai contenuti a più alto valore. L’importazione dei contenuti è automatica grazie alla funzione di MailUp “Nuovo messaggio da fonti RSS“. L’invio può essere automatizzato, senza revisione editoriale, comprendendo gli ultimi X post e/o i post pubblicati nelle ultime X ore.

Gli aspetti messi in luce dimostrano come l’email sia un valido alleato in una struttura di blogging. Installando sul proprio blog un plugin (o incollando il codice form preso da MailUp), è possibile raccogliere in maniera efficiente gli indirizzi email degli utenti interessati, ai quali può essere inviata una newsletter generata attraverso l’importazione automatica di un file RSS.

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