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L’indirizzo di posta elettronica, vero e proprio lasciapassare personale a molti servizi online, è il primo passo che un nuovo utente di internet deve fare per registrare e dare una regolare identità alla propria presenza in Rete. La scelta e la creazione di un indirizzo di posta elettronica è perciò un aspetto che coinvolge, almeno una volta, la quasi totalità degli utenti, senza considerare l’abitudine sempre più comune di possedere più indirizzi forniti da differenti provider per adibirli a usi distinti (ricreativo/operativo/strettamente privato).

I provider che offrono un servizio di posta elettronica sono innumerevoli. Ciascuno di questi ha sviluppato una propria strategia per proteggere le caselle di posta dei propri utenti da email indesiderate, basandosi sulla certificazione del mittente, sui contenuti del messaggio o sulla consistency (costanza nei volumi di invio).

La lotta allo spam ha portato a innalzare le logiche di filtro che regolano la deliverability del messaggio, con il rischio di filtrare come spam messaggi che invece non lo sono. Il rischio di falsi positivi è abbastanza ridotto se l’invio è effettuato con un’infrastruttura di invio professionale che garantisce un buona igiene della lista e relazioni dirette con gli ISP. È comunque importante poter analizzare le performance di recapito sui principali provider, per accertarsi che non esistano criticità particolari.

Per le aziende che si occupano di email marketing è interessante capire in quale percentuale i diversi domini compongono il proprio database di utenti. Questa informazione strategica aiuta a migliorare i propri risultati e permette di conoscere l’eventuale impatto in caso di problemi di delivery verso un singolo provider.

All’interno del report “Analisi e Confronti”, MailUp offre la possibilità di conoscere le diverse percentuali di domini che compongono il proprio database. Sulla base dei 234 milioni di indirizzi email che compongono la totalità degli indirizzi (esclusi Bounce) presenti sulle proprie console, ecco una fotografia attuale e realistica sulla distribuzione dei vari provider di email:

I dati mostrano che i cinque principali domini coprono più di tre quarti della totalità degli indirizzi, lasciando agli altri il restante 22%.

Con una percentuale del 32%, Hotmail si aggiudica la fetta più consistente di utenti, seguita a buona distanza da Libero e Telecom Italia (Virgilio, Tin, Alice…), rispettivamente scelti dal 18%  e dal 13% del totale. Interessante, infine, la percentuale inaspettatamente bassa di Gmail che con il 6% si posiziona dopo Yahoo!.

Ipotizzando che questi dati generali corrispondano a quelli del database di un’azienda, è comprensibile la scelta di ottimizzare la grafica per Hotmail a discapito, per esempio, di AOL per privilegiare l’arrivo in inbox.

Con MailUp è possibile controllare il messaggio per migliorarne l’efficacia e incrementare i tassi d’apertura. La funzione Email Analysis permette, in pochi click, di visualizzare l’anteprima del messaggio su tutti i principali sistemi di posta, con combinazioni di rendering e attraverso i maggiori sistemi antispam, verificando eventuali errori html, link errati o inseriti in blacklist che potrebbero causare problemi di deliverability.

 

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