Attività, zombie e reputazione. Per quanto apparentemente distanti, i tre concetti sono in realtà legati da un legame di causa-effetto che potrebbe incidere, in positivo o negativo, sulla capacità di comunicare in modo rilevante con clienti e prospect.

Nell’email marketing, gli zombie sono i destinatari inattivi, gli utenti cioè che non aprendo o cliccando i nostri contenuti da molto tempo sembrano, quando non distratti, non interessati ai nostri prodotti o ai nostri servizi.

Ignorarli non solo non favorisce la nostra comunicazione ma potrebbe addirittura danneggiarla. Sì, perché gli invii a indirizzi di inattivi possono generare soft-bounce o errori che influiscono negativamente sulla nostra reputazione di mittenti e di conseguenza sulla possibilità che le email inviate raggiungano anche gli altri utenti, quelli attivi.

Proprio come nei peggiori film d’horror, gli zombie sono uno spaventoso pericolo per il nostro database di contatti “vivi”. Che fare dunque?

Gestione Inattivi

La funzione Gestione Inattivi
La nuova funzione Gestione Inattivi, esclusiva di MailUp e gratuita per tutti i clienti, aiuta a “pulire” in automatico le nostre liste dai pericolosi zombie, evitando il pericolo che possano danneggiare la nostra reputazione.

Per loro, possiamo diminuire la frequenza di invio e provare a ristabilire un contatto con delle email personalizzate. In qualsiasi momento possiamo verificare la percentuale dei destinatari inattivi consultando i report statistici.

La sospensione e la disiscrizione  sono solo le ultime scelte che possiamo fare se gli utenti dimostrano di non essere interessati ai nostri contenuti con la loro inattività prolungata.

E i contatti?
E a chi teme di perdere contatti, ricordiamo che gestire gli inattivi significa rispettare i destinatari e i loro interessi, segnalati anche da una non-azione. In questo caso, poi, vale il detto “meglio perderli che trovarli” perché i risultati statistici delle campagne risultano peggiori se queste sono inviate a destinatari chiaramente disinteressati.

 

Per chi ha scelto Marketing+ è possibile usare i filtri per attività  per individuare per tempo la presenza di destinatari che ignorano le nostre comunicazioni. A loro, possiamo indirizzare campagne di re-engagement personalizzate. Queste attività tattiche possono includere l’invio di call-to-action specifiche, incentivi e contenuti esclusivi o coupon di sconto spendibili sul nostro ecommerce.

Scopri tutto sulla nuova funzione Gestione Inattivi

Vuoi saperne di più sulla reputazione?

 

 

 

 

 

Ti è piaciuto questo articolo? Ne abbiamo molti altri in serbo per te.

Iscriviti ora per rimanere sempre aggiornato sulle novità di email e SMS marketing.

Leggi anche

Come fare Email Marketing nel 2019: i must per una strategia avanzata

Il canale email conoscerà un’ulteriore espansione nei prossimi anni. Restando al di qua di scenari avveniristici, vediamo le attività imprescindibili per fare Email Marketing nell’anno ...

Continua a leggere

Segmentazione + Personalizzazione + Automation: tutto quello che puoi fare con i Filtri

Dopo averteli presentati, vediamo le attività che possono essere condotte con i nuovi filtri di MailUp, per portare la tua strategia di Email Marketing a ...

Continua a leggere

Personalizzare le email: i 2 tool fondamentali

Immagina di inviare email che si compongono automaticamente con i contenuti più in linea per ciascun destinatario. Puoi farlo: scopriamo due funzioni di personalizzazione con ...

Continua a leggere

Come ha fatto Walmart Argentina ad arricchire l’esperienza d’acquisto?

Abbiamo chiesto alla multinazionale di raccontarci come, grazie all’integrazione tra MailUp e VTEX, ha raggiunto un livello di comunicazione ultra-personalizzata per ciascuna fase del rapporto ...

Continua a leggere

Deliverability: la storia di MailUp

Email design, automation, segmentazione? Il primo fattore per assicurare la riuscita di una campagna di Email Marketing è forse il più sottovalutato. Parliamo della deliverability ...

Continua a leggere

Scrivere il preheader dell’email: 9 errori da non commettere

L’oggetto di una campagna non può dirsi veramente ottimizzato senza un buon preheader. Impariamo dagli errori: ecco le 9 azioni da evitare per scongiurare un ...

Continua a leggere