La forza degli SMS: intervista a Marco Massarotto

26 Novembre 2013

Il  3 dicembre 1992 veniva spedito il primo SMS della storia, ad opera dall’ingegnere britannico Neil Papworth. Ancora oggi, nonostante l’avvento di nuove tecnologie come smartphones e tablet, e la disponibilità sempre crescente di reti internet, l’SMS rimane uno strumento d’élite per comunicare con chi ci sta intorno.

A confermarlo è anche Marco Massarotto, Founder & CEO di Hagakure, tra i massimi esperti del panorama digitale italiano, nonché invitato d’eccezione al seminario online MailUp sull’SMS Marketing (a proposito, hai visto il video del webinar?). Eccoti la sua intervista!

Marco Massarotto

Ciao Marco! Togliamoci subito il dubbio: non ti sembra strano, come rilevato dai dati Nielsen*,  che l’89% di chi possiede un cellulare in Italia riceve e invia ancora SMS?

Ciao! No, non mi pare così strano, dato che l’alfabetizzazione informatica, con Internet e i Social Network, è un tema cronico in Italia. È vero che ci sono molti smartphone e che tutti (o quasi) si collegano al web, ma è altrettanto vero che le persone vanno evangelizzate al suo utilizzo. In quest’ottica l’SMS è una forma nota, rassicurante e percepita meno a rischio privacy.

Quali sono secondo te le occasioni in cui le aziende italiane potrebbero utilizzare gli sms?

L’SMS può essere utilizzato come canale alternativo o supplementare di quasi tutte le loro comunicazioni, con l’accortezza, a mio avviso, di mettere sempre a disposizione due cose:

  • opt-in e opt-out chiari e semplici
  • collegare sempre gli SMS al web (magari attraverso un semplice link) o a una chiamata voce o dati

SMS e smartphones: come la rete mobile è in grado di cambiare usi e costumi della nostra società?

L’adozione degli smartphone corrisponde all’adozione un vero e proprio stile di vita da parte degli italiani. Oggi lavoriamo e gestiamo le nostre relazioni con minor bisogno di un posto fisico sempre identificabile e siamo sempre disponibili e aperti allo scambio. Di conseguenza, per necessità, siamo flessibili ma anche meno prevedibili o attendibili. Raccontiamo (in pubblico!) ciò che taciamo, diventando tutti dei “personal media”.

E’ possibile fare un identikit del nuovo consumatore mobile?

Rispetto alle aziende, il “mobile digital consumer” ha aspettative molto alte e un comportamento difficile da tracciare e gestire. Da un’azienda si aspetta:

  • informazioni differenziate (a seconda del luogo o del momento)
  • tempi di reazione tendenti allo zero
  • personalizzazione e sincronizzazione con la propria vita e il proprio storico di consumatore
  • facilità e immediatezza d’uso delle interfacce
  • linguaggio informale e coinvolgente

5 sfide non da poco, per cui le aziende devono familiarizzare molto velocemente con un nuovo media che porta con sé una (sub)cultura molto marcata.

Nel tuo libro parli dell’integrazione web + sms: allora è vero che i due canali sono più forti in parallelo? Puoi farci degli esempi di interazione?

Le campagne di Obama hanno fatto un ottimo uso del fund raising via twitter, mail, sms. Alcune nazioni (sicuramente il Giappone per i terremoti, fenomeno a noi non estraneo) usano gli sms come “alert”, rimandando via link a ulteriori informazioni aggiuntive. Di fatto l’SMS può essere un buon “hook”, un entry point verso pagine web di approfondimento/coinvolgimento.

Vuoi saperne di più? Guarda il nostro webinar insieme a Marco Massarotto, per approfondire il tema del decimo eBook MailUp: “SMS: sai che puoi usarli per fare business? 5 idee per integrare email ed SMS senza dar fastidio“.

Be Relevant!

*Dati Nielsen. In Italia l’89% delle persone usa il cellulare per inviare e ricevere SMS, il 51% per inviare email e il 47% per fare attività su social network

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