Sbagliare si può. Ecco il caso di studio di MailUp

15 Novembre 2013

C’è un detto che recita “Chi fa, sbaglia”. Ed è proprio così: chi lavora sbaglia. Anche noi non siamo da meno e ammetterlo non ci pesa. Per questo vogliamo raccontarti la nostra esperienza, che ci ha dato grande soddisfazione e ci ha regalato risultati e riscontri a dir poco inaspettati.

Tutto comincia a ottobre di quest’anno quando, come da tre anni a questa parte, decidiamo di divulgare i dati del nostro Osservatorio Statistiche 2013. Attraverso delle azioni DEM mirate al nostro database, proponiamo l’osservatorio a quanti già ci conoscono e sono iscritti alla newsletter MailUp.

Tutto sembra andare a gonfie vele quando, d’un tratto, realizziamo che l’Osservatorio, il file originale dal quale avevamo generato tutto l’interesse e il traffico, aveva delle imprecisioni!

Cosa fare a questo punto, davanti all’importante numero di 646 persone che ci hanno lasciato i loro dati per scaricare un documento non perfetto?

Sicuramente ammettere di aver sbagliato! E così abbiamo fatto:

  • Con sincerità – a partire dall’oggetto della nostra email: “C’è stato qualche refuso”
  • Indirizzandoci al destinatario con un tono personale – chiamandolo per nome
  • Con un linguaggio diretto e senza giri di parole – le imprecisioni c’erano, inutile nasconderlo
  • Ringraziando per la comprensione – ci dispiaceva dover chiedere nuovamente uno sforzo ai nostri iscritti, anche solo per un click
  • Assumendoci la nostra responsabilità – con tanto di nome e cognome in firma
DEM di scuse

Se è vero che una negatività, di per sé, non è cosa di cui vantarsi, è altrettanto vero che l’onestà paga, sempre. La nostra mail, inviata a 646 persone come noi, scritta con un tono franco, un linguaggio diretto e un nome e cognome in firma, ha raggiunto quasi il 90% di aperture, riuscendo a trasformare una negatività in vera e propria positività.

Statistiche aperture

Oltre al tasso di apertura nettamente superiore alla media (circa il doppio), il dato sorprendente è relativo alle reazioni spontanee di alcuni degli iscritti, i quali hanno avuto l’interesse e il piacere di contattarci direttamente, confermando quanto il nostro gesto sia stato apprezzato.

Positività

Insomma, la nostra esperienza diretta ci dice che sbagliare è possibile (anche se non auspicabile!) e che gli errori si possono ammettere senza il rischio di passare per incompetenti. Nonostante quello del web sia un ambiente dove è facile nascondersi, onestà e trasparenza funzionano, anche online, e ti rendono umano tra gli esseri umani – persone, non target!

E tu, hai avuto esperienze di “errata corrige” da raccontarci? Condividi qui la tua storia di successo!

Questo articolo è stato scritto da

Ivana Gimigliano

Ivana Gimigliano

Social Media Specialist @MailUp / Goalie Hockey Coach @DiavoliSesto / Real Woman #ineverydaylife

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