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Cosa cambia con il nuovo provvedimento del Garante in materia di cookie e protezione dei dati personali? Il 10 luglio abbiamo organizzato un seminario online gratuito (qui il link alle slides) che ci ha aiutato a comprendere i contenuti del recente provvedimento e ad approfondire gli elementi essenziali delle disposizioni introdotte. 

Intanto, vi raccontiamo la breve storia dei cookie e l’evoluzione della normativa in materia.

I cookie e i dati personali

Non occorre una conoscenza approfondita della lingua inglese per sapere che la parola, entrata nel linguaggio informatico, non evoca solo biscotti e dolci da forno, ma indica anche quegli strumenti attraverso i quali i siti web possono riconoscere gli utenti e raccogliere informazioni puntuali sul loro modo di utilizzare la rete.

I cookie sono strumenti fondamentali per il funzionamento dei siti, per il riconoscimento di un utente o per  la gestione del carrello degli acquisti, per esempio, nelle attività  di commercio elettronico. I cookie sono un mezzo formidabile per la raccolta di informazioni personali sulle modalità di navigazione delle persone nei siti internet per azioni di marketing diretto molto efficaci. Grazie ai cookie, per esempio è possibile proporre a una persona pubblicità mirate, in funzione delle ricerche effettuate in altri siti che ha visitato prima di accedere a una nuova pagina internet. Inoltre, è possibile svolgere quelle azioni di marketing che ripropongono un medesimo messaggio durante  la navigazione in rete nei vari siti che si visitano (è il cosiddetto retargeting).

Grazie ai cookie o comunque a meccanismi che si basano sul medesimo principio, √® possibile conoscere l’esito di una¬†campagna di email marketing, se un messaggio di posta elettronica √® stato letto, quante volte √® stato aperto o se √® stato inoltrato ad altre persone.

La normativa di data protection in Italia e Europa

Fino a qualche tempo fa questi strumenti venivano usati nella sostanziale inconsapevolezza della maggioranza degli utilizzatori del web, ma qualcosa √® cambiato nel 2009 quando √® stata emanata una direttiva dell’Unione Europea (la n. 136) che ha imposto, anche per la raccolta dei dati personali mediante cookie, le consuete regole di¬†fornitura di un’informativa all’interessato e sull’ottenimento di un consenso preventivo.

Dal 2009 a oggi il dibattito sul modo attraverso il quale dare l’informativa e ottenere il consenso √® stato molto acceso. Alcuni paesi europei, Regno Unito e¬†Olanda su tutti, hanno affrontato la questione con particolare attivismo, imponendo pop up e banner per evidenziare la ‚Äúcookie policy‚ÄĚ dei siti, per richiedere¬†il consenso espresso. Altri hanno preferito assumere un atteggiamento attendista e poco incisivo per non modificare troppo l’esperienza consolidata di navigazione che mal si concilia con questi ‚Äúavvisi ai naviganti‚ÄĚ.

Anche in Italia il dibattito √® stato vivace e gi√† nel 2012 il nostro Codice in materia di protezione dei dati personali √® stato modificato per recepire la direttiva¬†e affidato¬†al Garante il compito di definire come fornire¬†l’informativa e¬†acquisire il consenso degli utenti.

Il 4 giugno 2014 il Garante ha rotto gli indugi e ha emanato un provvedimento generale, al termine di una consultazione pubblica,¬† nel quale ha individuato modalit√† semplificate per rendere online¬†l’informativa sull’uso dei cookie e ha fornito indicazioni per acquisire il consenso, quando richiesto dalla legge.

 

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  • Federico Sandretti

    Salve, ho seguito con interesse il Webinar.
    Premetto sono un web Designer che si occupa della creazione di siti internet, ma anche di sviluppare campagne AdWords e su altre piattaforme.
    Punto uno) tutti i cookie anche quelli illegali che risalgono ad un indirizzo IP non tracciano o profilano una persona ma un Browser, usabile da N persone; detto questo decadrebbe intero impianto della legge?

    Potrebbero associare nome e cognome ad una persona solo in alcuni casi, vedi browser chrome, che ti spinge a loggarti prima di usare il browser proprio per agevolarti nella navigazione con i tuoi dati pregressi; qui è Google Ltd. che dovrebbe informate utente, il titolare del sito internet si prende carico un un navigatore che ha già dato il suo consenso ad essere tracciato.

    Punto due) Il riferimento ad Analytics come cookie tecnico è errato, Analytics è proprio di profilazione del Browser/pseudo utente anonimo.

    Come suggeriva il docente, ho cercato in giro su siti Olandesi e Britannici, la loro politica è prettamente stile Gattopardo o peggio. Dove va bene informano in maniera molto velata, nel peggiore dei casi ti puoi andare a vedere la sottopagina della pravicy in cui si fa accenno alla direttiva europea in materia di cookie e come eventualmente cancellarli. Credo che anche loro dopo un periodo di allerta abbiano optato per politiche molto + blande.

    Non vorrei fossero quegli adeguamenti all’italiana, fatti a caso come sembrerebbe nel leggere la legge; che veramente taglierebbe le gambe a campagne di Web Marketing, a questo punto quasi di improbabile successo.
    Alfabetizzazione informatica è molto bassa, un pop up o altro spaventerebbe utente medio.

  • Maria Savino

    Sono interessata, per il funzionamento siti, e browser, penso che i cooke siano importanti per il funzionamenti e la loro riconoscenza, grazie.

  • Pingback: Un'anno di tempo per adeguarsi al provvedimento sui cookie (2 di 3) - MailUp Blog()

  • Avv. Marco Maglio

    Egregio Signor Sandretti,

    con riferimento al suo commento le sue opinioni sono interessanti in quanto provengono da un addetto ai lavori.

    Faccio solo presente che la normativa ed il provvedimento del Garante non definiscono categorie di cookies “illegali” in termini assoluti. la
    legge dice che in base alla tipologia di cookies occorre adottare differenti cautele e chiedere o meno il consenso al loro utilizzo. Se il consenso √® necessario e non viene richiesto allora l’uso di quei cookies diventa illecito.
    Questo vale anche per i cookies che lei segnala al punto uno. Quanto alla qualificazione di Analytics come cookie tecnici questa equiparazione
    è stata prospettata dal garante nel suo provvedimento nella parte che può leggere qui:

    a. Cookie tecnici.

    I cookie tecnici sono quelli utilizzati al solo fine di “effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica, o nella misura strettamente necessaria al fornitore di un servizio della societ√† dell’informazione esplicitamente richiesto dall’abbonato o dall’utente a erogare tale servizio” (cfr. art. 122, comma 1, del Codice).

    Essi non vengono utilizzati per scopi ulteriori e sono normalmente installati direttamente dal titolare o gestore del sito web. Possono essere suddivisi in cookie di navigazione o di sessione, che garantiscono la normale navigazione e fruizione del sito web (permettendo, ad esempio, di realizzare un acquisto o autenticarsi per accedere ad aree riservate); cookie analytics, assimilati ai cookie tecnici laddove utilizzati direttamente dal gestore del sito per raccogliere informazioni, in forma aggregata, sul numero degli utenti e su come questi visitano il sito stesso; cookie di funzionalit√†, che permettono all’utente la navigazione in funzione di una serie di criteri selezionati (ad esempio, la lingua, i prodotti selezionati per l’acquisto) al fine di migliorare il servizio reso allo stesso.

    Per l’installazione di tali cookie non √® richiesto il preventivo consenso degli utenti, mentre resta fermo l’obbligo di dare l’informativa ai sensi dell’art. 13 del Codice, che il gestore del sito, qualora utilizzi soltanto tali
    dispositivi, potr√† fornire con le modalit√† che ritiene pi√Ļ idonee.

    Quanto ai siti inglesi o olandesi che lei ritiene gattopardeschi questo è il
    link del Mirror (Quotidiano britannico) http://www.mirror.co.uk/
    e questo √® il link del Telegraaf il principale quotidiano olandesewww.telegraaf.nl/ . Non mi sembrano affatto gattopardeschi. Esprimono chiaramente che il sito fa uso di cookies e spiegano cosa fare per gestirli. Questo √® quello che chiede la direttiva. In Italia questa soluzione √® quella adottata dopo che si erano ipotizzate soluzioni pi√Ļ blande davvero pensate per fare in modo che non cambiasse nulla rispetto al passato. ma questa impostazione non √® passata ed entro il 3 giugno 2015 occorrer√† adeguarsi. Il pop up non √® l’unica soluzione praticabile. Si pu√≤ pensare di inserire la frase che informa sull’uso dei cookies direttamente nella pagina semplicemente chiedendo all’utente di prenderne visione per continuare nella navigazione.

    Se vorrà seguire il prossimo webinar che Mailup sta organizzando sul tema potremo parlare sicuramente anche delle soluzioni pratiche da adottare come alternativa al pop up.

    Cordiali saluti

  • Federico Sandretti

    Buongiorno, la ringrazio per la risposta.
    Mi ero basato su alcuni siti olandesi e britannici tra cui, squadre di calcio e la citt√† di Londra; da come ci era stato illustrato nel webinar la realt√† √® molto pi√Ļ confusa.
    Il problema di fondo non è la navigazione del sito; siamo già ad uno step della navigazione con un utente quasi fidelizzato.
    Il problema sono le landingpage, in cui gi√† costose campagne pubblicitarie potrebbero non portare a risultati apprezzabili; un click in pi√Ļ e un testo da leggere ed approvare farebbero calare di parecchio le conversioni.
    Dal punto di vista formale sarebbe opportuno dare una approvazione all’apertura del Browser stesso.