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Un altro anno, un altro viaggio a New York.

A farci volare nella Grande Mela è stato, ancora una volta, ad:tech, il grande evento internazionale dedicato a marketing, nuove tecnologie e media community.

Nei giorni di ad:tech c’è sempre da imparare. Per questo ho pensato di condividere con te spunti e impressioni.

A lezione di marketing dalle campagne elettorali

Le opzioni di segmentazione e targeting permesse da Facebook, Twitter, LinkedIn e altri social network stanno cambiando radicalmente gli orizzonti del precision-marketing.

Uno dei temi cardine di ad:tech 2015 è stata la rivoluzione portata in politica da queste opzioni.

Alzi la mano chi pensa che, ancora oggi, le campagne elettorali non siano sofisticate macchine promozionali e di marketing. Convincere, persuadere, pubblicizzare idee, diffondere posizioni e dichiarazioni rilasciate all’ultimo minuto durante un dibattito: sono attività e strategie di marketing messe a punto da qualsiasi candidato. La posta in gioco è così alta che la pressione sulla ricerca dei migliori strumenti e pratiche è diventata enorme.

Nel seguente grafico è illustrato l’enorme impatto che il digital marketing ha avuto sulla rielezione del presidente degli USA, Barack Obama, nel 2012.

Una cosa è certa: per le elezioni presidenziali americane del 2016 i consulenti di ogni candidato metteranno al centro delle campagne il potenziamento dei canali social.

Laura Olin, di Precision Strategies, è stata nel 2012 una delle artefici della campagna di Obama sui social media. Nei giorni di ad:tech è stata tra gli ospiti della conferenza A Winning Combination: The Intersection of Technology and Politics, a cui hanno preso parte anche esponenti di Facebook, Twitter e di un’agenzia di marketing di primo piano.

Tra i dibattiti più interessanti a cui abbia assistito in tempi recenti, la conferenza ha portato alla luce alcuni punti fondamentali, applicabili anche al mondo business:

  1. Dai sondaggi alle dichiarazioni, quasi in tempo reale. Oggi, come mai prima nella storia, le campagne elettorali possono reagire e adeguarsi in pochi minuti ai sondaggi dell’ultima ora. Dopo aver identificato il segmento su cui è stato effettuato il sondaggio (per esempio gli uomini tra i 30 e 40 di Los Angeles), i candidati possono indirizzare a quel bacino di potenziali elettori il messaggio giusto, la dichiarazione vincente in merito a una questione o un problema. Un esempio: se il sondaggio rivela come nell’area di Los Angeles non sia stata ben accolta una dichiarazione in materia di immigrazione, il candidato può intervenire nell’immediato, aggiustando il tiro.
  2. Diversi target, diversi canali. Gli elettori si differenziano per il canale attraverso cui si informano e maturano la propria preferenza. Anche gli astenuti sono un bersaglio che richiede una strategia di comunicazione mirata, su canali diversificati (per esempio è necessario chiedersi quale canale usano gli elettori più giovani per informarsi). Oggi è possibile, come mai prima, indirizzare il messaggio giusto a un pubblico selezionato.
  3. Il mondo lontano dalla tivù. Sono sempre più le persone che non ricevono notizie dalla televisione. È la generazione Netflix (o simili), che non guarda la tivù in diretta e non accede agli annunci e spot elettorali. Le nuove abitudini, quindi, richiedono nuove strategie di marketing.

Sono spunti di riflessione, per i protagonisti della vita politica come per le aziende di qualsiasi settore.

L’email, un punto di riferimento nel labirinto dei canali

È un momento davvero complesso per chi fa marketing.

Le prospettive si moltiplicano e i clienti utilizzano sempre più canali e dispositivi per ottenere informazioni, prendere decisioni di acquisto, e parlare della loro esperienza.

Non sorprende che le piattaforme di pubblicità e marketing siano sempre più concentrate nel tentativo di aiutare i marketer a navigare in questa complessità. Si tratta di un labirinto sempre più intricato di canali, luoghi e dispositivi (mobile in primo luogo), che se da un lato procura grandi mal di testa ai marketer, dall’altro crea grandi opportunità per chi ha imparato a trarne vantaggio.

Fortunatamente, per noi che operiamo nel canale email, l’indirizzo di posta elettronica si pone come un comun denominatore che agisce da passaporto digitale durante tutto il customer journey del cliente. In un momento in cui si dà l’email per spacciata, si possono contare 2,5 miliardi di utenti di posta elettronica in tutto il mondo e un grande afflusso presso il nostro stand di ad:tech.

Dove sono i clienti? Sul mobile!

L’impatto del fenomeno mobile, declinato tra smartphone e tablet, è davvero enorme. Secondo alcuni studi, in media la gente li utilizza per 3 ore al giorno; e i miei figli riescono a fare ancora meglio…

Il focus della conferenza si è quindi spostato su questo tema, per individuare le modalità con cui garantire una comunicazione perfettamente ottimizzata per i dispositivi mobile.

Se l’etichetta “mobile-ready” fino a pochi anni fa era un “nice to have” da sfoggiare, ora rappresenta il più imprescindibile dei “must-have“.

Noi di MailUp ci siamo presentati all’ad:tech di New York perfettamente sintonizzati. Per la scenografia del nostro stand abbiamo realizzato un grande pannello interamente dedicato al nostro nuovo editor BEE, uno strumento fondamentale per creare email dal design professionale e sempre responsive.

A New York abbiamo parlato con centinaia di realtà aziendali che stanno cercando un modo per creare rapidamente email dal design d’impatto e ottimizzate per visualizzazioni su ogni tipo di dispositivo.

Noi possiamo aiutarli: non solo abbiamo completamente ridisegnato il nostro editor drag & drop BEE, ma lo abbiamo anche convertito in un plugin, integrabile con qualsiasi applicazione lo richieda (per esempio i sistemi CRM). Si chiama BEE Plugin.

È un momento stimolante per chi opera nel vasto mondo del marketing. Una sfida, impegnativa e divertente, da affrontare con i migliori strumenti.

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