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L’iscrizione è il momento preliminare a qualsiasi attività di email marketing, il crocevia grazie a cui nuove strategie di comunicazione prendono forma e le campagne email trovano il pubblico a cui rivolgersi.

Il modulo di iscrizione è la porta di accesso, l’indirizzo email è la chiave. Un dilemma che divide i brand riguarda la scelta del metodo: single opt-in o double opt-in, due differenti criteri per consentire ai nuovi contatti l’accesso al flusso di comunicazioni di una newsletter. In questo blog post ti accompagniamo tra i benefici dell’uno e dell’altro, nel breve e nel lungo periodo, in un faccia a faccia che permetta di fare chiarezza su un passaggio chiave dell’email marketing, la soglia di tutte le attività a venire.

  • Single opt-in è il metodo di iscrizione che prevede un solo clic di conferma, una volta compilato il modulo con l’indirizzo email e gli altri dati richiesti.
  • Double opt-in (anche detto confirmed opt-in) prevede un ulteriore passaggio per confermare l’iscrizione. Una volta compilato il modulo e inviata la richiesta, è necessario un clic nell’email di conferma inviata automaticamente al nuovo contatto. Un metodo per accertarsi che l’indirizzo email inserito sia valido e di effettiva proprietà dell’utente.

Le ragioni del single opt-in

Il single opt-in consiste in un processo di iscrizione semplice e lineare, sia per il destinatario sia per il brand. Senza rimandare la conferma dell’iscrizione altrove (nell’inbox del destinatario) e in un secondo momento, il single opt-in rappresenta il metodo più immediato per incrementare il database. Meno barriere sono interposte alla conferma di iscrizione, maggiore è il numero di iscrizioni a buon fine.

Ce lo dicono i numeri: il 20% degli utenti che si trova di fronte al double opt-in non conferma l’iscrizione. Una perdita che alcuni brand non vogliono e non possono permettersi. Eliminando un passaggio, le aziende potranno contare su una più ampia platea di destinatari a cui comunicare novità, offerte e promozioni. Nel dettaglio, ecco i vantaggi del single opt-in:

  1. Minori tassi di abbandono

    Non prevedendo ulteriori passaggi, il single opt-in consente l’iscrizione in un’unica operazione, riducendo al minimo il numero degli abbandoni a metà del processo. L’unico ostacolo potrebbe risiedere nel modulo: richiedere troppe informazioni al destinatario può risultare un disincentivo alla compilazione. Per questo consigliamo sempre di inserire nel modulo solo i campi essenziali (nome, cognome e indirizzo email), rimandando il contatto al centro gestione profilo per la scelta di preferenze e frequenze di invio.

  2. Più contatti, più conversioni

    Nel breve termine le liste di contatti ricavate con single opt-in generano sempre un maggior numero di aperture, clic e conversioni rispetto alle liste ottenute con double opt-in. Il motivo è semplice: le prime possono contare su un bacino di destinatari più esteso, dal momento che raccolgono anche quel 20% di potenziali contatti che non conferma l’iscrizione quando si trova alle prese con il double opt-in.

  3. Gli indirizzi sono (diversamente) verificati

    Raccogliere contatti con single opt-in non significa alimentare il database di indirizzi email non verificati. Eludendo il double opt-in ma integrando alcuni strumenti, è possibile raggiungere lo stesso obiettivo: il double entry confirmation, per esempio, richiede al nuovo contatto di inserire l’indirizzo email due volte in due differenti campi del modulo. BriteVerify o Fresh Address, invece, consentono di verificare la correttezza di formato, dominio e account degli indirizzi email inseriti. Infine le email di reengagement, per riabilitare o rimuovere definitivamente quei destinatari che, pur avendo completato l’iscrizione, non interagiscono con le email (lasciando immacolate le voci di aperture e clic): una best practice per mantenere pulite le liste conservando il single opt-in.

Le ragioni del double opt-in

Se il single opt-in dà i suoi frutti nell’immediato, il double opt-in ha orizzonti più ampi, facendo sentire i suoi benefici sul lungo periodo. Se il tuo obiettivo è costruire un database ad alto tasso di coinvolgimento, la scelta deve pendere per il double opt-in.

Spesso si pensa che l’email marketing ricerchi la mera quantità, da raggiungere nel minor tempo possibile. Nulla di più sbagliato. Un database raccolto in modo sommario, fagocitando indirizzi email non verificati su cui riversare a pioggia le proprie comunicazioni, avrà sempre vita breve. L’email marketing è una filiera di attività volta a coltivare la relazione con i destinatari nel tempo. La parola chiave è engagement, da perseguire fin dal momento dell’iscrizione, attirando contatti ben disposti nei confronti delle comunicazioni che riceveranno in seguito. A questo serve il filtro del double opt-in.

  1. Miglior engagement e propensione all’acquisto

    Le liste double opt-in saranno meno estese di quelle single opt-in, ma racchiudono un maggiore potenziale di conversione. Chi acconsente due volte a ricevere le tue comunicazioni, dimostrerà più interesse alle campagne future, maggiore propensione all’acquisto e alla fidelizzazione. Un elevato livello di coinvolgimento che trova riscontro nei tassi di apertura e clic, che a loro volta si riflettono in un maggior tasso di conversione. Una semplice verità: una campagna vincente passa solo per l’apertura e il clic sull’email.

  2. Meno bounce, migliore deliverability

    Verificando gli indirizzi email, il double opt-in consente di ridurre al minimo il tasso di bounce che, impattando negativamente sulla reputazione di molti brand, provoca problemi di deliverability. Al contrario, una lista di contatti pulita consente di mantenere elevati standard di deliverability, che si traducono in maggiori tassi di recapito. Ritornando a monte, il double opt-in consente di alimentare il database con indirizzi validi e mantenere pulite le liste, in partenza, senza doversi affannare in seguito nel tentativo di recuperare la reputazione perduta.

  3. Meno segnalazioni spam

    Come i bounce, anche le segnalazioni spam intaccano la reputazione. Il double opt-in fa sentire i propri benefici anche qui. Difficilmente un destinatario che ha eseguito una doppia conferma per ricevere le tue comunicazioni, segnalerà poi le tue email come spam. Inoltre, tracciando e registrando ogni dettaglio dell’iscrizione (indirizzo IP di conferma, ora e data), il double opt-in testimonia (se mai ce ne fosse bisogno) la volontà del destinatario, per dimostrare che non vi è traccia di spam e abusi nelle tue attività di email marketing.

L'email di conferma iscrizione di MailUp.

Per concludere: consenso e interesse, le basi dell’email marketing

Come testimonia qui sopra il nostro modello per le email di conferma iscrizione, a MailUp da sempre abbiamo individuato nel double opt-in la best practice per raccogliere indirizzi email verificati, nel pieno consenso e interesse del destinatario. L’email marketing è una grande macchina, composta da attività distinte e comunicanti, messa in moto dalla volontà del destinatario di ricevere le tue comunicazioni. Il double opt-in serve a questo: verificare l’indirizzo email e richiedere, con un clic, un’ulteriore conferma di quella volontà. L’email marketing, secondo noi, parte da qui.

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