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Dopo aver sviluppato un’applicazione, arriva il momento della verità: il lancio e la misurazione. Vediamo insieme come gestire queste fasi cruciali. 

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La fase di lancio di un’app è sicuramente la più delicata, talvolta la più trascurata: l’attività inizia prima dell’effettivo invio alla app store e prosegue oltre. Nella nuova puntata, insieme a Marco Brambilla e Gianluca Diegoli, vediamo come strutturare un calendario di riferimento per le attività coinvolte:

  1. Creazione landing page e teaser via newsletter
  2. Fase di beta test e Zero Bug bounce
  3. Attività di PR e ufficio stampa
  4. Preparazione pagina prodotto per store online
  5. Consegna del prodotto agli app store per approvazione
  6. Rilascio sugli app store
  7. Fase di ottimizzazione

Dal lancio, si passa alla fase di misurazione. Meglio essere chiari su un punto: il numero di download può essere fuorviante (a meno che si tratti di applicazioni a pagamento). Secondo la nostra esperienza circa il 5-10% delle applicazioni scaricate non viene mai aperto, percentuale che oscilla a seconda delle dimensioni dell’applicazione: più questa è grande, più è probabile che l’utente passi ad altro mentre attende il termine del download, aumentando le probabilità di dimenticarsene.

Per questo il consiglio è di osservare tre insiemi di KPI, che riflettono i tre insiemi del diagramma della zona di relazione.

1. Indicatori di business

Gli indicatori di business rivelano i benefici apportati dall’applicazione al brand, come l’incremento dei ricavi o la riduzione dei costi. Le KPI di riferimento sono:

  • Numero di utenti che hanno compiuto almeno un’azione, come il completamento dell’iscrizione, l’apertura dell’applicazione e così via.
  • Numero di richieste al supporto
  • Numero e valore di transazioni, un indice valido soprattutto per le applicazioni e-commerce.
  • Percentuali di conversioni in-app (non è chiaro)
  • Percentuali di conversioni off-line: (ossia conversioni offline ma che vengono innescate dall’uso dell’app?)

2. Indicatori comportamentali

Gli indicatori comportamentali misurano il modo in cui i nostri clienti fanno uso dell’applicazione e sono utili per capirne eventuali nodi. Abbiamo individuato quattro categorie di indicatori:

  • Numero di utenti attivi, cioè coloro hanno aperto l’applicazione; possono essere suddivisi in giornalieri, settimanali, mensili, filtrando gli utilizzi accidentali (non mi è chiaro come). Il numero degli utenti attivi va messo in rapporto al numero dei download, così da valutare eventuali problemi di attivazione.
  • Durata media della sessione, un valore mettere in relazione al tipo di servizio e utilità offerto dall’app: per esempio, per l’app di acquisto biglietti dell’azienda di trasporti la sessione dove essere il più breve possibile, mentre per un’app e-commerce il tempo trascorso nel catalogo può essere indice di forte interesse.
  • Numero di utenti per versione, che consente di analizzare la velocità di aggiornamento e pianificare la durata del supporto per le versioni obsolete.
  • Numero di utenti inattivi/disinstallazioni, cioè coloro che durante il periodo considerato hanno smesso di usare l’applicazione.

3. Indicatori operativi

Gli indicatori operativi misurano lo stato di salute dell’applicazione e dei sistemi a supporto. Sono da valutare:

  • Numero di richieste al supporto
  • Numero di crash per unità di tempo, un dato che può essere utile suddividere per tipologia di crash
  • Tempi di risposta, misurati nell’applicazione rispetto a operazioni definite (per esempio quanto tempo serve mediamente per mostrare un prodotto
  • Numero di connessioni fallite

E così abbiamo concluso il nostro percorso, partito dallo studio di un decisivo cambio di prospettiva nel marketing – fondato sui concetti di relazione e interazione –, per poi passare alla pratica e aiutarti a mettere a punto il tuo ecosistema mobile.

Puoi sempre riguardare le puntate della Video Academy qui sul blog. Non ci resta che augurarti buon lavoro e buon marketing di relazione!

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