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Alla scoperta dei “pirati o esperti della crescita”, figure professionali e polivalenti che sfruttano tutte le risorse dell’universo online. Dalla customer experience all’aggiornamento sui competitor: i 5 step per avviare una strategia di Growth Hacking. 

Nasce “pirata”, matura come professionista. Del Growth Hacker, alla sue origini, non si conoscevano i contorni, era qualcosa di trasversale, polivalente all’interno dell’organigramma aziendale. Ora che il suo profilo è stato “istituzionalizzato”, possiamo ripercorrerne le tappe, darne una migliore definizione e capire quali sono i primi cinque fondamentali step di Growth Hacking.    

Nel farlo, approfittiamo della nostra partnership con Ninja Academy per offrirti uno sconto del 10% sul Corso in Growth Hacking & Performance Marketing, il percorso di apprendimento sulle strategie e tecniche di crescita del business basate sulla massimizzazione delle conversioni nel proprio mercato e sull’ottimizzazione delle attività di marketing.

Growth Hacker: chi sono e cosa fanno

I cosiddetti Growth Hackers sono i “pirati o esperti della crescita”, professionisti con una formazione multidisciplinare nel campo digitale, nella comunicazione e nella progettazione di strategie di email marketing, content e social media management; ma anche di SEO e SEM.  

Come anticipato, i Growth Hackers si occupano dello sviluppo e della crescita del business aziendale, grazie alla sperimentazione di nuove strategie. Lo scopo principale è quello di utilizzare le molte risorse di cui dispone l’universo online per attrarre il maggior numero di visitatori e convertirli in utenti attivi.

Growth Hacking: 5 step per incominciare

1. Dai vita a una customer experience coerente e continuativa

Le esigenze dei nuovi clienti sono differenti rispetto a quelle dei clienti abituali. Soprattutto, i nuovi clienti sono più critici nel giudicare ogni momento di contatto con il brand: la prima impressione può rappresentare il momento provvidenziale o, all’opposto, fatale. Questo giudizio preliminare passa dalla customer experience.

Rendere la CX coerente, continuativa, senza fratture è dunque di fondamentale importanza. Se la singola interazione attraverso un determinato touch point produce un’esperienza in linea con le aspettative del cliente, si verifica l’allineamento tra servizio e soddisfazione; se sulla singola interazione non c’è un allineamento, si genera una potenziale perdita di valore.

Automation è la parola chiave per tenere uniti tutti i tasselli della customer experience: una tecnologia che consente di raggiungere il cliente a ogni livello del customer lifecycle, grazie a workflow automatici di email e SMS.

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All’interno della customer experience (e anche in ottica SEO), è fondamentale prestare attenzione ai broken link, cioè i collegamenti che conducono a una risorsa non disponibile: non c’è niente di più controproducente che accompagnare un utente in un vicolo cieco (fuori di metafora, su una pagina che presenta solo un messaggio di errore). L’insidia dei broken link può essere aggirata monitorando costantemente i collegamenti all’interno dei propri contenuti.

2. Poniti micro-obiettivi e procedi per passi piccoli ma decisi

Porsi obiettivi ambiziosi è necessario, ma per affrontarli nel concreto della pratica vanno scomposti per piccoli step. Per fare un esempio, se l’obiettivo è “aumentare il traffico sul sito”, il Growth Hacker dovrà individuare delle tappe intermedie, dei micro-obiettivi che permettono di misurare i risultati raggiunti fino a quel punto, così da analizzare quanto di buono (o di improduttivo) è stato conseguito. A seconda dei dati relativi al micro-obiettivo, la strategia può essere affinata, ampliata o ridimensionata.

Il testing è alla base di ogni miglioramento. Le imprese innovative lo sanno, e oggi fondano la loro strategia di sviluppo del business sull’uso di strumenti di test e analisi. Il potenziale dell’A/B testing da un lato, e dei web e mobile analytics dall’altra, sono le armi imprescindibili di un Growth Hacker. L’assunto fondamentale è uno: tutti i dati chiave per crescere e affinare le strategie sono presenti nella base clienti acquisita. Basta avere conoscenze e strumenti per scandagliarne abitudini e comportamenti. Saranno questi a mostrarti la via per indirizzare le successive strategie.

3.Connettiti con gli influencer

In ogni settore vi sono delle persone che esercitano una maggiore e diversa influenza sugli altri: significa che le loro opinioni ed esperienze si traducono in ispirazione per chi è in ascolto. In un’epoca come la nostra – in cui l’accavallarsi di voci, pareri e opinioni crea un indistinto rumore di fondo – gli influencer hanno assunto un ruolo ancora più importante.

4. Non perdere di vista la concorrenza

Ogni crescita passa per il confronto. Guardare come sta operando il compagno di banco è un gesto istintivo. Nel marketing non significa copiare, ma cogliere la direzione in cui stanno procedendo i competitor, capire qual è il loro grado di sviluppo e come si collocano a un diretto confronto con la tua realtà. È da questo confronto che si possono trarre insegnamenti, stimoli e nuove idee. Per analizzare i competitor ci sono alcuni strumenti che ti possono aiutare a fare più facilmente questo lavoro, come Similar Web e MOAT. Assicurati sempre, però, che quello che hanno fatto i tuoi concorrenti sia adatto e utile anche alla tua attività e al tuo target di clienti.

Ma il confronto deve avvenire anche in ottica retrospettiva: Facebook è stata preceduta da MySpace, Apple da Altair, Google da Yahoo. Per dire, a meno che il tuo prodotto non sia completamente unico, c’è sempre qualcuno che ti ha preceduto: analizza quindi la storia del tuo settore, gli esempi brillanti e quelli opachi.

5. Rimani al passo con i tempi

Spesso si citano i consigli (ormai divenuti mantra) di Rafi Chowdhury, esperto di Growth Hacking e startup: “rimani sempre aggiornato sui trend del momento” oppure “accogli i nuovi trend a braccia aperte”. Aggiornamento continuo da una parte, apertura mentale dall’altra. Dal loro connubio nasce l’attitudine imprescindibile del Growth Hacker.

A queste due citazioni possiamo aggiungerne un’altra, a premessa di quelle di Chowdhury: “identifica i tuoi punti di forza nel mercato”. Senza lucidità e consapevolezza su ciò che si sta facendo, difficilmente si è in grado di avere il controllo di obiettivi e strategie. Per usare una metafora: un timone non serve a niente se non si conosce la rotta.

Il focus del Growth Hacker è dove convergono i bisogni del cliente e le peculiarità, i fattori di unicità della proposta del brand.

A lezione di Growth Hacking

Per convertire i suggerimenti nella pratica di tutti i giorni, MailUp è lieta di offrirti uno sconto del 10% sul Corso in Growth Hacking & Performance Marketing di Ninja Academy, un percorso altamente formativo sulla professione del Growth Hacking. Con il corso impari a:

  • Progettare un funnel che attrae, converte, e fidelizza i tuoi clienti, impostando metriche per ogni step
  • Creare degli automatismi che convertano nel tempo chi non ha acquistato al primo colpo
  • Ottimizzare una campagna in base ai diversi obiettivi
  • Individuare le metriche che contano nel proprio business ed utilizzare sistemi di tracciamento
  • Impostare un processo di Growth Hacking basato sulla sperimentazione continua.

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