Usare il potere dell’Influencer Marketing per migliorare la reputazione del brand è una scelta sempre più comune tra le aziende. Ma come strutturare una strategia efficace, partendo da zero? Ce lo racconta, in 6 video-puntate, l’esperto Matteo Pogliani.

Le aziende non sono tutte uguali. Hanno identità, prodotti, target, linguaggi diversi. Dire “Affidiamoci a un influencer per ampliare la nostra reach!” sembra facile: ma come scegliere l’influencer giusto? Quale messaggio affidargli, e in che modo farglielo comunicare perché risulti efficace e in target?

Per rispondere a queste domande abbiamo dato vita a una nuova Video Academy: un video-corso in 6 puntate, in cui l’esperto di Influencer Marketing Matteo Pogliani si addentrerà in tutti i punti-chiave per imparare a fare Influencer Marketing in modo professionale.

Guarda la video academy Influencer Marketing: creare relazioni e credibilità

Chi è Matteo Pogliani?

Digital strategist, consulente di comunicazione, blogger, Influencer Marketing Specialist. Matteo Pogliani si occupa, in Open-Box e nel suo blog matteopogliani.it, di dar vita a strategie in grado di sostenere i percorsi di enti e aziende nel mondo del digitale. È autore del libro Influencer marketing: valorizza le relazioni e dai voce al tuo brand, edito da Flaccovio Editore.

Matteo Pogliani

Il piano dell’opera

  1. Chi è un influencer?
    Come riconoscerli, e cosa aspettarsi da ciascuno.
  2. Obiettivi di una campagna di Influencer Marketing
    Migliorare la reputazione del brand o gestire una crisi? Ad ogni campagna il suo obiettivo.
  3. I 3 step della strategia
    Definisci gli obiettivi, seleziona l’influencer, dai forma al progetto: le attività per avere successo.
  4. Gli strumenti che già possiedi (anche se non lo sai)
    Come usare gli operatori evoluti di Google e i social network per fare Influencer Outreach.
  5. Gli strumenti dedicati
    Scopriamo le principali piattaforme complete per dar vita a campagne complesse di Influencer Marketing.
  6. Misurazione & KPI: valutare il successo della campagna
    Quanto vale economicamente la persuasione? Scopriamo come trasformare le sensazioni in numeri.
  7. Bonus: Webinar con Matteo Pogliani

Influencer Marketing: facile a dirsi, difficile a farsi

Con Influencer Marketing si intende il processo di identificazione, ricerca, ingaggio e relazione con persone in grado di creare conversazioni rilevanti con clienti e potenziali tali attorno a un brand, un prodotto o un servizio.

L’obiettivo dell’Influencer Marketing è aumentare la portata della voce del brand, insieme alla sua reputazione, attraverso l’utilizzo della voce “prestata” di persone a diverso titolo influenti presso la propria cerchia di contatti – una cerchia che può andare dalle poche centinaia ai milioni di persone, a seconda del profilo.

Proprio perché l’obiettivo è ampliare il bacino di persone a cui si parla, è fondamentale strutturare la strategia di Influencer Marketing con cognizione, evitando la pericolosissima tentazione del fai-da-te improvvisato. Errori e scivoloni sono dietro l’angolo, come vedremo tra poco, e possono comportare danni anche irreparabili alla reputazione di un brand.

I 5 errori più comuni di Influencer Marketing

1. Scegliere l’influencer solo in base al numero di follower

La tentazione di affidarsi unicamente al numero di follower sui social, nella scelta dell’influencer, è dietro l’angolo: avere una potenziale platea di milioni di persone non può che essere un bene, giusto?

Sbagliato. Come scoprirai nella Video Academy, quanto più è esteso il pubblico di un influencer, tanto minore è l’autorevolezza percepita. Inoltre, se la tua azienda produce un prodotto specialistico, magari B2B, difficilmente trarrà vantaggio dalla platea indifferenziata di chi segue Kim Kardashian.

Impara quindi a prendere in considerazione fattori complementari al numero di follower, spesso anche più importanti, come credibilità, reputazione, sensibilità a determinate tematiche, e così via.

Citazione Matteo Pogliani

2. Non porsi degli obiettivi precisi

“Purché se ne parli” non è un obiettivo di marketing. È importantissimo, prima di iniziare qualunque attività di Influencer Marketing, interrogarsi approfonditamente sugli obiettivi e sui risultati che si desiderano dalla campagna: aumentare la brand awareness? Migliorare la reputazione del brand? Risolvere una crisi d’immagine?

Non avere bene chiari in mente l’obiettivo desiderato rende qualunque azione completamente casuale. Non saprai come scegliere l’influencer più adatto, quale brief consegnarli, come misurare il successo della campagna. Insomma, un flop.

3. Non comunicare la collaborazione con trasparenza

Ne avrai sicuramente sentito parlare: di recente AGCM ha divulgato delle direttive per incentivare la trasparenza dei rapporti tra brand, influencer e consumatore. Pagare una personalità influente nel suo campo perché parli bene del tuo brand va benissimo: ma è fondamentale che la natura “sponsorizzata” della recensione o dell’endorsement sia comunicata chiaramente.

Oltre alle implicazioni legali, ne va della costruzione di un rapporto onesto e trasparente con il pubblico. L’Influencer Marketing si basa sul rapporto di fiducia che esiste tra influencer e pubblico: se l’influencer viene scoperto a tradire questa fiducia (ad esempio consigliando dei prodotti non testati di persona, ma perché pagato), il ritorno di immagine sul brand sarà negativo.

Sii il primo a richiedere l’utilizzo dell’hashtag #ad o #sponsored da parte dell’influencer: non ne avrai danno, anzi.

Errori Influencer Marketing

4. Non fare ricerche preventive sull’influencer

Su Instagram hai individuato l’influencer che sembra proprio fare al caso tuo: ha il taglio, i numeri e la audience giusta, e subito gli proponi una collaborazione.

Fermati subito: l’hai cercato su Google, prima? Hai verificato, ad esempio, che in passato non abbia collaborato con un brand tuo competitor? Che non abbia di recente postato commenti omofobi o razzisti? Che non abbia già parlato negativamente del tuo brand con la sua audience?

Un’indagine di background approfondita è fondamentale per assicurarti al 100% di non ricevere brutte sorprese dal rapporto con quello specifico influencer.

5. Non valorizzare correttamente il lavoro dell’influencer

La tentazione è forte: chiedere visibilità in cambio di prodotti o di cambi merce. Facile e a costo contenuto, perché no?

No. La modalità del cambio merce funziona benissimo per alcune tipologie di influencer, ma non per tutte. È ideale ad esempio se sei in fase di lancio di un nuovo prodotto, e vuoi creare buzz attorno al rilascio con recensioni e test da parte di esperti.

Non va bene, invece, sei l’obiettivo della campagna è la brand awareness in senso più lato, o se imposti una campagna ad alto impatto mediatico con influencer di peso importante – che vorranno (a ragione) essere pagati per la visibilità che procurano.

Parti sempre dal principio che il compenso deve essere equo e proporzionale al beneficio: bene un prodotto a un blogger di settore, bene un coupon sconto a un micro-influencer, meglio concordare una cifra con un esperto riconosciuto.

A confronto nel webinar

Vuoi percorre gli snodi principali e i temi fondamentali della Video Academy? Guarda la registrazione del webinar live con Matteo Pogliani, il quale si sofferma in particolare sulle best practice da cui non prescindere.

Guarda il webinar

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