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Alcuni degli strumenti migliori per fare Influencer Marketing sono tool che tutti utilizziamo quotidianamente per altri scopi. Google, social media, liste: scopriamo in che modo ciascuno serve ai nostri obiettivi. 

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Esistono numerosi strumenti specifici pensati appositamente per fare Influencer Marketing, molti dei quali veramente essenziali per gli stadi più avanzati e sofisticati di qualunque campagna (ne parleremo approfonditamente nella prossima pillola).

Per la fase iniziale di un’attività di Influencer Marketing, tuttavia, possono venire altrettanto utili degli strumenti originariamente pensati per altri scopi, come i motori di ricerca e i social network. Tale fase iniziale viene comunemente chiamata Influencer Outreach – vediamo ora in che cosa consiste, nel dettaglio.

Che cos’è l’Influencer Outreach?

Si definisce Influencer Outreach l’attività volta a individuare e contattare gli influencer giusti per la propria campagna, creando di fatto una lista profilata di possibili blogger, VIP o consumattori da coinvolgere. Nella pillola n.2 abbiamo sottolineato quanto sia importante definire accuratamente l’obiettivo di ciascun progetto – e in base a tale obiettivo, scegliere con precisione la figura più adatta per portare avanti l’attività.

La persona giusta al posto giusto, infatti, non è un’opzione: è una variabile determinante per la riuscita del progetto. L’identificazione consiste nella creazione di un database ricco e dettagliato di potenziali persone da coinvolgere: non una semplice lista, ma un elenco profilato che consenta di fare scelte ragionate.

Nello specifico, ecco alcuni parametri da non dimenticare nello stilare la lista:

  • Nazione. Un criterio solo apparentemente banale: è necessario che l’influencer abbia il suo pubblico di riferimento nel Paese e nella lingua di nostro interesse.
  • Piattaforma. Occorre analizzare nel dettaglio la presenza online di ciascun influencer, per sapere esattamente su quali canali è presente e su quali è più forte.
  • Ambito. Soprattutto quando si lavora con esperti e guru, è fondamentale valutare attentamente la pertinenza del loro campo di expertise con il prodotto, servizio o brand che stiamo promuovendo.

In un secondo momento, occorrerà raffinare ulteriormente la lista con altri criteri. Ma passiamo all’attuazione pratica di quanto spiegato finora: come fare Influencer Outreach, come costruire il nostro database e con quali strumenti farlo.

Citazione Matteo Pogliani

Influencer Marketing: strumenti già a tua disposizione

Come anticipato, tanti tool che utilizzi quotidianamente possono risultare estremamente utili nell’attività di Influencer Outreach. Ecco i principali.

Motori di ricerca

Google è sì uno strumento “generalista”, ma è anche un ottimo punto da cui partire per farsi un’idea dei profili in circolazione. Il segreto è affinare la ricerca, scegliendo nelle opzioni avanzate per restringere ai soli profili realmente interessanti:

  • Paese e lingua, per mantenersi aderenti al target di riferimento
  • Data, per scongiurare risultati vecchi e personaggi non più attivi
  • Operatori di ricerca (come intitle:, inurl: e related:)

L’ultimo punto è di particolare importanza per scremare la ricerca più ampia e selezionare solo i profili meglio indicizzati. Un sito o un blog personale ben strutturato, ben indicizzato e curato anche dal punto di vista tecnico può essere un importante indicatore della serietà dell’influencer – e naturalmente viceversa.

Social network

È sempre più frequente imbattersi in influencer che basano l’interezza (o quasi) del proprio successo sulla presenza sui social media – a volte senza nemmeno avere un sito o un blog di riferimento. Questo è vero in particolar modo per i consumattori, ovvero quei micro-influencer che esercitano la propria influenza su una cerchia relativamente ristretta di persone.

I social network sono estremamente utili nel fornire metriche importanti per capire l’effettivo seguito di una persona: non soltanto l’ampiezza dell’audience, ma la capacità di engagement e di interazione con la propria fan base. Hanno inoltre i decisivi vantaggi di essere gratuiti, semplici da usare e pervasivi: non richiedono quindi investimenti economici né particolari capacità di utilizzo, e sono presidiati (con buona approssimazione) da tutte le personalità potenzialmente di interesse.

Ecco un breve spaccato dei singoli canali:

  • Twitter. Con il suo taglio editoriale e informativo, è ideale per trovare opinion leader ed esperti. È possibile cercare internamente tramite parole chiave e soprattutto hashtag (specialmente se ben identificati).
  • Facebook. Più diffuso, ma decisamente meno semplice da esplorare, Facebook ha funzioni di ricerca che ragionano in base ad algoritmi, non ad hashtag. Estremamente utili anche i gruppi al suo interno, nei quali è molto facile individuare le personalità di maggior influenza.
  • Instagram. Funzionando in modo esclusivamente visivo, Instagram è perfetto per fare ricerche verticali sui settori in cui l’approccio “per immagini” è più diffuso – moda, food, travel per citarne alcuni. Come per Twitter, la ricerca avviene per hashtag ed è facilitata dai profili affini a quelli consultati.
  • LinkedIn. Dotato di un motore di ricerca interno relativamente poco performante, LinkedIn è comunque molto utile per cercare tra i professionisti e asseverarne le effettive credenziali lavorative. Utili anche i gruppi di discussione e la piattaforma di blogging interna, Pulse.
  • Google+. Per molti figlio di un dio minore, Google+ è relativamente poco affollato e può pertanto restituire dei risultati più puliti rispetto ad altri social network. È raccomandato soprattutto individuare le giuste community ed esplorarle per trovare i profili di influencer più attivi.
  • YouTube. Generazioni di youtuber sono ormai passate al rango di influencer di prima categoria. Il motore di ricerca interno consente di effettuare ricerche per parola chiave.

Liste

Sul web sono disponibili vere e proprie liste di blogger e influencer, spesso suddivisi per Paese e/o settore di attività. Tali elenchi spesso compaiono sui blog a mo’ di “classifiche”, e come tali vanno presi cum grano salis valutandone di volta in volta l’attendibilità, l’aggiornamento e l’eventuale obsolescenza.

Esistono inoltre siti che, per vocazione, si propongono proprio di classificare secondo diversi criteri i blog presenti sul web: tra questi segnaliamo Alexa e Teads. Utile anche monitorare premi e award online, come i MacchiaNera Awards.

In conclusione

Per la prima fase delle attività, quella comunemente denominata Influencer Outreach, è possibile trarre grande vantaggio da diversi strumenti non pensati in origine per l’Influencer Marketing, ma ugualmente efficaci allo scopo:

  • Motori di ricerca, in primis Google
  • Social network
  • Liste

Questi strumenti Influencer Marketing consentono di effettuare una primissima identificazione dei potenziali influencer da coinvolgere. Per affinare la ricerca e capire più in profondità le specifiche di ciascun profilo, poi, potremo appoggiarci ai tool appositamente ideati per facilitare il lavoro dell’Influencer Marketer: su questo ci concentreremo nella puntata 5. A proposito, riepiloghiamo il piano dell’opera della Video Academy:

  1. Chi è un influencer?
    Come riconoscerli, e cosa aspettarsi da ciascuno.
  2. Obiettivi di una campagna di Influencer Marketing
    Migliorare la reputazione del brand o gestire una crisi? Ad ogni campagna il suo obiettivo.
  3. I 3 step della strategia
    Definisci gli obiettivi, seleziona l’influencer, dai forma al progetto: le attività per avere successo.
  4. Gli strumenti che già possiedi (anche se non lo sai)
    Come usare gli operatori evoluti di Google e i social network per fare Influencer Outreach.
  5. Gli strumenti dedicati
    Scopriamo le principali piattaforme complete per dar vita a campagne complesse di Influencer Marketing.
  6. Misurazione & KPI: valutare il successo della campagna
    Quanto vale economicamente la persuasione? Scopriamo come trasformare le sensazioni in numeri.

Vuoi percorre gli snodi principali e i temi fondamentali della Video Academy? Guarda la registrazione del webinar live con Matteo Pogliani, il quale si sofferma in particolare sulle best practice da cui non prescindere.

Guarda il webinar

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