7 min.

Nel presentarti una nuova funzione con cui personalizzare le icone social, abbiamo raccolto alcuni ottimi esempi di footer funzionali, originali e ad effetto.

Se pensi che il footer delle tue email sia un elemento marginale, meramente accessorio, è il momento di ripensare la questione da un altro punto di vista.

Cos’è il footer?

Il footer, come ci dice il nome stesso, è la base, il piedistallo su cui poggiano le tue campagne e newsletter.

Al footer è delegato tutto quell’insieme di comunicazioni del tuo brand che rientrano nella sfera trust: credibilità, riconoscibilità, affidabilità, reputazione. Come dicevamo, la base, su cui si costruisce la fiducia, il rapporto tra azienda e destinatario.

Pur senza incidere sui tassi di apertura, il footer fa la differenza soprattutto in quelle fasi del funnel in cui il contatto non è ancora pienamente coinvolto, ma si colloca in una zona grigia in cui dovrà decidere se dare credito al brand (continuando a ricevere le email) o allontanarsi (disiscrivendosi).

Nuove icone social: aggiungi WhatsApp!

Abbiamo deciso di tornare su questo tema perché in MailUp abbiamo introdotto una nuova preziosa funzione, che – in fase di creazione dell’email – ti consente di aggiungere nel footer nuove icone social, alcune già esistenti, altre totalmente personalizzate.

La nuova funzione la trovi nell’editor BEE: ti basta inserire nel corpo del messaggio un modulo Social. Dentro troverai nuove icone social e la funzione Aggiungi icona personalizzata, con cui inserire un nuovo elemento completo di immagine e URL.

Vediamo tre scenari di utilizzo della nuova funzione. Ora puoi:

  1. Inserire il logo della tua azienda, oppure quello del tuo blog, o di un prodotto dalla spiccata identità
  2. Cambiare il layout di tutte le icone social, uniformandone lo stile secondo il tuo gusto o la tua brand identity
  3. Inserire il logo di una piattaforma di messaggistica istantanea, come per esempio WhatsApp, così da permettere al destinatario di avviare – con un semplice clic – una conversazione con la tua azienda.

Come collegare il tuo account WhatsApp con un’icona social

L’operazione è semplicissima: la funzione si chiama Clicca per chattare, e ti fornisce un URL (questo: https://wa.me/<numberoditelefono>, dove <numberoditelefono> sta per il numero di telefono in formato internazionale completo) da inserire come link nell’icona social del tuo messaggio.

Per una spiegazione dettagliata, puoi leggere la pagina dedicata sul sito WhatsApp.

In poche parole, questa preziosa funzione ti consente di personalizzare i rimandi social del tuo brand e, al tempo stesso, innescare una dinamica conversazionale.

Pensiamo al potenziale in ottica customer care: inserendo il numero nell’icona WhatsApp, il team di assistenza al cliente ha la possibilità di presidiare tutte quelle conversazioni generate dall’email stessa, rispondendo a dubbi e domande dei destinatari.

Ecco un esempio di footer personalizzato con la nuova funzione:

Ora vedremo invece alcuni consigli e idee per dare vita a un footer funzionale nel trasmettere trust e, al tempo stesso, essere originale, di impatto per i destinatari.

Al netto della libertà di scelta di ciascun brand, esistono alcuni elementi che non possono mancare in un footer ben progettato. Partiamo da qui, da quello che non può essere omesso.

Cosa mettere nel footer: gli elementi che non possono mancare

Le leggi anti-spam della maggior parte dei paesi richiedono che alcune informazioni siano necessariamente incluse nell’email, e il footer è il luogo deputato a ospitarle.

Per essere sicuro di comunicare con i tuoi clienti e prospect in modo conforme, includi sempre:

L’opzione di disiscrizione

Sotto forma di link (Disiscriviti e unsubscribe sono le voci più frequenti), questa opzione deve dare la possibilità ai destinatari di disattivare la ricezione delle email. Il modo con cui gestire il processo di disiscrizione è un capitolo a sé, su cui non possiamo dilungarci qui (trovi tutto quello che ti serve in questo blog).

Le informazioni di contatto

Sotto questa generica etichetta rientrano:

  1. Il link al sito aziendale: un logo con un link al sito o un breve elenco di alcune altre aree del sito aziendale, quali ad esempio un blog, la homepage o persino alle offerte di lavoro in azienda.
  2. Indirizzo per la corrispondenza: viviamo in un’era digitale, ma è bello sapere da quale parte del mondo arrivano i messaggi;
  3. Indirizzo email di contatto: questa informazione può essere richiesta insieme all’indirizzo per la corrispondenza. È l’indirizzo email che i lettori possono usare per “rispondere” al messaggio o mettersi in contatto.

Permission reminder

La sezione del footer che risponde alla domanda “perché sto ricevendo questa email?”. È inoltre una best practice in termini di deliverability poiché riduce ulteriormente i reclami spam e aiuta a mantenere elevata la reputazione come mittente. Un esempio di permission reminder? “Ricevi questo messaggio perché sei iscritto al blog di MailUp”.

Informativa sulla privacy

Per consentire al lettore di ottenere informazioni sulle modalità con le quali vengono conservati i dati personali.

GDPR: la rivoluzione è ora
Punto per punto, tutte le novità della normativa europea.
Scopri tutte le risorse

Cosa mettere nel footer: gli extra che aumentano l’impatto

Aggiungi un’immagine

Operazione delicata – per questioni di ristrettezze di spazio – ma dal grande potenziale.

Un’immagine consente di unire la personalizzazione di una firma in calce all’incisività di una campagna di Email Marketing.

Un ottimo esempio è quello di Alaska Airlines, che grazie a un’immagine dà ai suoi footer una più spiccata personalità. Il footer qui di seguito presenta tutti gli ingredienti giusti (chiara e univoca opzione di disiscrizione, informativa sulla privacy, contatti, colori coerenti con la brand identity e logo) e un copy originale per invitare i destinatari a entrare in contatto sui profili social.

Inserisci payoff, claim o semplici slogan

Se il footer è il luogo della riconoscibilità del brand, payoff e claim sono i migliori elementi testuali possibili per dare coerenza e pregnanza al footer.

Ci sono due realtà che utilizzano particolarmente bene i propri slogan nel footer: uno è United by Blue, marca di attrezzature outdoor, che chiude le proprie email con una dichiarazione di intenti rivolta all’ambiente. Il footer, ben strutturato grazie a una composizione modulare, dispone le informazioni in modo gerarchico, ordinato e ben consultabile.

Più vicino a un vero e proprio claim è quello di Product to Project, che sotto le icone social esplicita la promessa, la mission aziendale.

Esplicita l’invito al centro preferenze

Forse lo saprai già, ma il Centro preferenze offre ai tuoi contatti uno spazio dove aggiornare il proprio profilo e modificare opzioni quali la frequenza dei messaggi.

La best practice è quella di rendere esplicito e ben evidente il rimando al Centro preferenze, dove far convergere i potenziali disiscritti. Patagonia lo fa piuttosto bene, invitando gli iscritti a utilizzare il centro di preferenze con la promessa di ricevere, ai successivi invii, solo email rilevanti e in linea con i loro interessi.

Condividi i valori aziendali

Vicino al claim al payoff, ma meno pubblicitario e più narrativo. Comunicare i valori aziendali permette di dare alle email un tocco umano e di diffondersi sulla storia del brand o su eventuali progetti di corporate social responsability.

Un ottimo esempio è quello di MiiR, che ha messo a punto un footer pulito e semplice, dove campeggia una “digressione” dedicata alla storia dell’azienda, ai valori e alla propria missione.

Per concludere

Se è chiaro il potenziale comunicativo del footer, ora è il momento di passare alla pratica

Dal punto di vista operativo, creare il footer è operazione semplice e immediata, grazie all’editor drag & drop della piattaforma MailUp. Se ancora non l’avessi provata, questo è il momento giusto: richiedendo una trial avrai a disposizione tutte le funzioni della piattaforma gratis per 30 giorni.

Prova MailUp

Ti è piaciuto questo articolo? Ne abbiamo molti altri in serbo per te.

Iscriviti ora per rimanere sempre aggiornato sulle novità di email e SMS marketing.

Leggi anche

Test A/B per l’Email Marketing: cosa è e come eseguirlo

Entriamo in profondità nell’attività di A/B testing, per capire in cosa consiste, quali elementi consente di ottimizzare e gli condurla tramite strumenti professionali. Più alcune ...

Continua a leggere

Report Email Marketing: come strutturarlo e quali KPI guardare

Facciamo il punto sull’attività di tracciamento e misurazione dei risultati delle campagne: dai fondamentali KPI alle funzioni di reportistica, fino a 7 consigli per strutturare ...

Continua a leggere

La Marketing Automation per conquistare il mercato: intervista a Donato Cremonesi

Abbiamo fatto due chiacchiere con il CEO e fondatore di Factory Communication, per farci raccontare - con un caso pratico - come si conquista la ...

Continua a leggere

Email Design: 7 trend da cavalcare in autunno

Dalla “nostalgia” dei gradienti al fascino discreto del monocromo, fino al realismo delle immagini 3D. Abbiamo selezionato le tendenze grafiche più in voga tra i ...

Continua a leggere

Flusso automatico di recupero carrello: lo stai facendo nel modo sbagliato

A volte, le migliori intenzioni non bastano. La lezione di una strategia di recupero carrello multicanale di un brand reale, caratterizzata da tanta buona volontà, ...

Continua a leggere

Di cosa hai bisogno per iniziare una campagna di Email Marketing?

Negli Stati Uniti il 70% delle aziende fa Email Marketing, perché è un canale redditizio, versatile e semplice da avviare: ecco allora i pochi step ...

Continua a leggere