4 min.

Dal peso dell’email alle immagini, dai dubbi sul background fino ai benefici delle email di benvenuto. Ecco alcuni suggerimenti pratici affinché le tue campagne girino alla larga dai filtri antispam.

La deliverability è un tema complesso, poco accessibile senza una solida preparazione alle spalle. Tra competenze tecnico-informatiche e conoscenze sugli attori in gioco, il rischio di perdersi è molto elevato.

Eppure, per migliorare il tasso di recapito dei propri invii, esistono alcune azioni comprensibili anche ai profani, spendibili nell’immediato e di sicura utilità. Le vedremo oggi, ripartendo i temi tra avvertenze, miti da sfatare e suggerimenti concreti.

Alcune avvertenze

Il peso dell’email

I report che analizzano le giuste dimensioni dell’email affinché il tasso di consegna non venga intaccato presentano risultati non sempre concordanti.

Per alcuni studi la dimensione complessiva dell’email non deve superare i 50-70 KB, mentre altri – più “tolleranti” – raccomandano di non superare quota 125 KB.

Il più attendibile in assoluto è forse lo studio condotto da Email on Acid, che ha creato una serie di email in HTML dal peso diverso, in una forbice che va dai 15 ai 650 KB, testandole poi sui 23 filtri antispam più diffusi. Si scopre che quelle che ottengono semaforo verde sono le email con un peso compreso tra i 15 KB e 100 KB.

I problemi di consegna iniziano a verificarsi quando le dimensioni dell’email superano i 100 KB. Quello che è più interessante è che quando si oltrepassa quella soglia, il numero di filtri antispam attivati rimane lo stesso a prescindere che l’email sia di 100 KB o di 600 KB: un’email di 110 KB viene infatti bloccata dagli stessi sette filtri antispam che bloccano l’email di 650 KB. Facciamo i nomi, come si suol dire:

Si tratta di una sentenza, e questo ci porta a indicare la soglia dei 100 KB come ineludibile per non disperdere recapiti.

Aumenta i ricavi con la deliverability

Le dimensioni delle immagini

Qualcuno potrebbe obbiettare: “Di qualunque dimensione sia l’immagine, l’importante è che la mia email non superi i 100 KB visti sopra”. Le cose non sono così semplici. Diversi report hanno posto l’attenzione sul fatto che le immagini che superano i 20 KB vengono contrassegnate come spam, mentre altre sotto i 50 KB ottengono un sicuro recapito.

Sempre Email on Acid ha testato il tutto mettendo alla prova quattro diverse email con immagini da 16, 84, 146 e 696 KB, per verificarne le conseguenze sul recapito. Tra parentesi: le immagini erano ospitate sul loro sito per evitare problemi di reputazione IP su altri server.

Cosa è venuto a galla? Che le dimensioni delle immagini non hanno avuto alcun impatto sulla consegna.

Quello su cui ci si dovrebbe concentrare sono le dimensioni dell’email rispetto alla dimensione delle immagini: il fatto è che email troppo grandi senza testo possono allarmare i filtri antispam, dal momento che gli spammer inseriscono i propri testi in immagini, cercando di aggirare la capacità dei filtri di scansionare e leggere il contenuto delle email.

Cosa si consiglia allora? Di mantenere sempre un rapporto testo/immagini di 60/40, così da evitare qualsiasi tipo di dispersione in termini di deliverability.

Lo spammy content

Un’email può essere dirottata nella cartella spam per un ampio ventaglio di motivi. In questa nebulosa ci sono però alcune best practice che è sempre bene osservare in fase di creazione del messaggio.

Sono indicazioni che ci tengono alla larga da quello che i filtri di solito etichettano come spammy content. Ecco allora cosa non inserire mai nella tua email:

  • Un’unica grande immagine (sono le cosiddette email image-only)
  • Grandi blocchi di testo
  • I cosiddetti placeholder per il testo, il famoso Lorem ipsum
  • Un oggetto estremamente corto
  • Un oggetto estremamente lungo
  • Formule spersonalizzanti come “Gentile utente“, “Dear user
  • Un uso smodato di caps lock
  • Un eccesso di punti esclamativi
  • Le parole spam.

I miti da sfatare

Il background crea problemi di deliverability?

Una volta per tutte: no, le immagini di sfondo HTML non influiscono sul tassi di recapito dell’email. L’unico problema che è possibile incontrare è che non tutti i client di posta elettronica supportano le immagini background e, pertanto, i destinatari si troveranno davanti un’email incompleta, “rotta”, come si dice in gergo.

Ragionando sul lungo periodo, è probabile che i tuoi destinatari – vedendo di settimana in settimana email rotte – scelgano di non aprirle più, oppure di disiscriversi, oppure (nel peggiore dei casi) di contrassegnarle come spam. Una catena che sul lungo periodo andrà a intaccare la deliverability.

Un tampone è sicuramente quello di utilizzare i fallback appropriati nell’HTML.

E le emoji?

Le emoji in genere non causano problemi di consegna. Tuttavia, è importante prestarvi attenzione per due motivi principali:

  • Non tutti i client di posta elettronica supportano le emoji, quindi potrebbero essere visualizzate come una scatola rettangolare o come un punto interrogativo. Non un gran risultato.
  • Il secondo problema è più di nicchia: l’uso delle emoji può causare problemi con gli assistenti vocali come Amazon Alexa e Google Home, che leggono la posta elettronica tramite HTML.

Suggerimenti per migliorare la deliverability

Invia sempre l’email di benvenuto

Le email di benvenuto rappresentano non solo una best practice dal punto di vista comunicativo, ma anche da quello della deliverability: un breve messaggio per ricordare ai nuovi contatti perché stanno ricevendo le tue email, come si sono iscritti e dargli il benvenuto consente di familiarizzare con il tuo brand e apportare alcuni inaspettati benefici in termini di deliverability.

Vediamo perché: queste email generalmente fanno registrare tassi di apertura del 50%, nettamente superiori alle medie di qualsiasi newsletter. Un tasso di apertura elevato, agli occhi dei client di posta, è una prova della bontà dei tuoi invii, un segnale di come i messaggi provenienti dal tuo dominio siano sicuri, e non certamente spam.

Ecco un ottimo esempio:

Questa welcome email ha tutti gli ingredienti giusti:

  • Dà il benvenuto in modo cordiale e pacato (non c’è nulla di urlato in tutta l’email)
  • Ricorda il perché si ha effettuato l’iscrizione
  • Contiene una call to action orientata alla conversione.

Email di benvenuto: se 3 è meglio di 1

Non nascondere mai il link di disiscrizione

Nascondere il link di disiscrizione potrebbe sembrare un sotterfugio per conservare tutti i tuoi preziosi iscritti, ma è uno dei peggiori errori che si possano commettere nell’Email Marketing, i cui effetti vanno a investire proprio la capacità di recapito.

Se un tuo destinatario non desiderasse più ricevere email e non trovasse il link di disiscrizione, su cosa ripiegherà? Sulla segnalazione spam che, come sappiamo, ha un impatto negativo sulla reputazione del tuo dominio e sulla deliverability dei successivi invii. Il danno è infinitamente superiore rispetto alla perdita di un contatto.

I link all’informativa sulla privacy e quello alla disiscrizione devono essere sempre ben visibili, se non al primo scroll, quanto meno al primo sguardo quando si è scorsa tutta l’email.

Link di disiscrizione nelle email

Una questione di trasparenza, reputazione, performance e deliverability

Per concludere

La capacità di dare alla proprie campagne solide fondamenta di deliverability è imprescindibile per qualsiasi strategia di Email Marketing.

Per questo a MailUp, grazie a un lavoro ultradecennale, garantiamo con la nostra infrastruttura di invio una deliverability ottimale alle tue email, grazie a certificazioni e al monitoraggio costante degli invii, consapevoli che il successo di una campagna passa per il suo corretto recapito.

Il consiglio è, se ancora non lo avessi fatto, di provare MailUp gratuitamente per un mese: avrai a disposizione 30 giorni per creare, inviare e tracciare le tue campagne.

Prova MailUp

Ti è piaciuto questo articolo? Ne abbiamo molti altri in serbo per te.

Iscriviti ora per rimanere sempre aggiornato sulle novità di email e SMS marketing.

Leggi anche

10 consigli di Email Marketing per migliorare le conversazioni

Quasi tutte le aziende utilizzano le email per costruire relazioni con i clienti, ma far crescere le conversioni diventa sempre più difficile. Ecco 10 consigli ...

Continua a leggere

Osservatorio Statistico: l’edizione speciale dedicata all’oggetto dell’email

Grazie all’analisi di oltre 9 miliardi di email, il nuovo focus ti offre numeri e andamenti per capire in che modo lunghezza, campi dinamici ed ...

Continua a leggere

20 suggerimenti per migliorare il galateo delle email

Abbiamo raccolto 20 "buone maniere" che ti aiuteranno a tenerti alla larga da un certo lassismo nel galateo digitale e a migliorare la tua comunicazione. Molte ...

Continua a leggere

Quali sono i vantaggi di una campagna di Email Marketing?

Nero su bianco, con il massimo dell’oggettività possibile, abbiamo individuato i vantaggi offerti alle aziende da una strategia di Email Marketing. Se stai leggendo questo post, ...

Continua a leggere

Database Building: i 5 comandamenti per i form di iscrizione

Per convertire gli utenti in nuovi destinatari non basta il semplice “rimaniamo in contatto”. Ecco 5 principi guida per la creazione del tuo form: dalla ...

Continua a leggere

Come massimizzare la deliverability delle email in vista di Natale e dei picchi stagionali

Non manca molto alle convulse settimane di dicembre. Vediamo alcuni accorgimenti per ottimizzare il recapito e non disperdere nemmeno un potenziale acquisto. Non è ancora tempo ...

Continua a leggere