Le click map: cosa sono e come aiutano a migliorare l’engagement

28 Gennaio 2020Tempo lettura: 4 min.

Il grande vantaggio delle click map è saper offrire un quadro immediato sul coinvolgimento dei destinatari. Ti spieghiamo come funzionano e come permettono di migliorare i risultati.

Hai presente le heat map? Sono un tipo di rappresentazione grafica dei dati dove i singoli valori sono rappresentati da colori. Vengono impiegate in tantissimi campi, dal giornalismo allo sport, fino al marketing.

Le click map non sono altro che un derivato delle heat map: sono strumenti che restituiscono al lettore quella che potremmo definire la “geografia del clic“; offrono uno sguardo quantitativo su come i click si distribuiscono in un pagina o in un’email

In questo post entreremo in profondità nelle click map, per capire in che modo aiutano i marketer ad avere uno sguardo panoramico sui risultati come possono contribuire a migliorare il livello di engagement delle email.

Le click map di MailUp

Come interagiscono i miei destinatari con le email? Dove cliccano? Sulle immagini, sulle call to action o sui testi? A dircelo è la piattaforma MailUp, che offre un quadro dei clic effettuati su ogni singola campagna.

Puoi trovare la funzione seguendo il percorso Statistiche > Email > Tutti i messaggi > Clic > Tracciamento dei link. Troverai una copia della tua email, sopra cui è segnata la distribuzione dei clic per ciascun link inserito. Puoi scegliere tra due tipologie di visualizzazione dei risultati:

  • Numero di clic
  • Percentuali di clic.

Una simile rappresentazione, come anticipato, ha il grande vantaggio di offrire uno sguardo generale e immediato sul coinvolgimento dei destinatari. Sono informazioni macro che possono essere impiegate per comprendere se alcuni aspetti strategici funzionino o vadano ricalibrati. Vediamo cosa aiutano a fare le click map.

Assicurati che la gerarchia dei contenuti rispecchi i risultati

Prendiamocome esempio una delle nostre ultime newsletter:

Come puoi vedere, la newsletter ha una gerarchia piuttosto marcata, che colloca un contenuto in una posizione di netta preminenza e altri su livelli secondari.

Una scelta che – ovviamente – risponde a una precisa strategia. Come prima cosa, dovremo verificare che la distribuzione dei clic rispetti questa gerarchia, che il maggior numero di interazioni si concentri sul contenuto principale, quello in capo all’email.

La click map ci dice che il contenuto hero ha ottenuto il 48% dei clic, contro il 21% dei contenuti secondari. Insomma, obiettivo raggiunto.

Scopri se il layout valorizza tutti (ma proprio tutti) i contenuti

Una best practice di Email Marketing è quella di non sovraccaricare le proprie DEM e newsletter di contenuti, così da non annacquare l’attenzione dei destinatari in un bacino sterminato di proposte e idee.

Molte campagne hanno l’obiettivo di indurre il destinatario a scorrere l’intera email, a interagire con tutti i contenuti, anche quelli collocati come ultimi, al fondo dell’email. Anche in questo caso, la click map è un utile strumento per capire il numero e la percentuale di interazioni fatte registrare dai contenuti gerarchicamente inferiori.

Se la mappa riporta un’interazione ridotta, troppo bassa o nulla, sarà il caso di rivedere il layout dell’email, rimodellando il design e definendo una gerarchia più funzionale; oppure si potrebbe giungere alla conclusione di tagliare sul numero di contenuti. Quanto è poco utile inserire un contenuto che i destinatari tendono a ignorare? È come un colpo sparato a vuoto.

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Come detto, il grande vantaggio delle click map consiste nel restituire un quadro sui risultati immediato e intuitivo. Basta uno sguardo per comprendere come si distribuiscono i clic dei destinatari all’interno della tua email.

Per questo la click map può essere utilissima per comprendere in modo panoramico quale tipologia di contenuti innesca maggiormente il coinvolgimento del pubblico. La maggiore interazione con un determinato tema o uno specifico format potrebbe essere un chiaro segnale di una preferenza diffusa, da assecondare nelle successive email per ottenere un livello di engagement ancora più elevato.

Sperimenta con gli A/B test per migliorare la geografia dei clic

L’osservazione delle click map ci fa scivolare su quella che è una delle più preziose attività a disposizione dei marketer: l’A/B test, con cui è possibile mettere a confronto due versioni della stessa email, per comprendere quali elementi dell’email – dal design alle immagini, fino ai testi – ottengano un miglior riscontro da parte dei destinatari.

Se si vuole migliorare il tasso di clic, gran parte dei test verteranno inevitabilmente sulla call to action, quella che potremmo definire “l’anticamera della conversione”. Ecco gli aspetti della call to action che possono essere testati:

  • Colore
    Contrastante o armonizzato rispetto ai toni dominanti nell’email? In opposizione o richiamanti la brand identity?
  • Dimensione
    Proporzionata agli altri elementi del design o in forte evidenza rispetto all’insieme?
  • Effetti speciali
    Meglio gli angoli rotondi o spigolosi? Meglio gli effetti tridimensionali o un design flat? Ombreggiature o meglio evitare effetti di profondità?
  • Numero di CTA
    Meglio focalizzarsi su un unico invito all’azione oppure diversificare inserendone due?
  • Wording
    Meglio essere diretti nel messaggio o più velati (il più classico degli esempi: Compra ora vs Aggiungi al carrello)? Essere concisi oppure dilungarsi con qualche parola in più?
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Scopri il taglio da dare ai copy

Non solo call to action. Le click map sono un valido alleato anche per fare luce sul copy, su come i testi, i titoli dei contenuti impattano sul coinvolgimento dei destinatari.

I modi per presentare un contenuto sono molti: si può essere concisi, sintetici, oppure esaustivi fino al didascalico, o ancora ironici, scherzosi, o al contrario ultra-tecnici.

Le click mapti aiuteranno a comprendere quale registro è più efficace per la tua audience.

Per concludere

La click map è lo specchio del coinvolgimento dei tuoi destinatari. Proprio sull’engagement convergeranno alcune delle prossime novità funzionali di MailUp, che ti presenteremo nelle prossime settimane. Come si dice in questi casi, stay tuned.

Se ancora non conoscessi MailUp, l’invito è invece di provare la piattaforma gratis per 30 giorni. Avrai tutto il tempo per creare, inviare e tracciare le tue campagne.

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Questo articolo è stato scritto da

Andrea Serventi

Andrea Serventi

Editor

Sono nato nel 1986 a Milano, dove mi sono laureato in lettere moderne e ho iniziato a scrivere di tante cose per quotidiani online, magazine e notiziari tivù. Convertito al marketing e al mondo digital, sono content editor di MailUp: leggo, ascolto, raccolgo spunti e scrivo, per raccontare cos'è l'email marketing e come renderlo strategico.

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