7 trend di Digital Marketing per il 2021

07 Gennaio 2021Tempo lettura: 6 min.

Se c’è una cosa che abbiamo imparato dall’anno appena concluso è che il futuro rimane una variabile che nessun progresso tecnologico potrà mai permettere di controllare e ogni previsione umana si colloca su un terreno incerto e imprevedibile.

Non sappiamo ancora come evolverà la pandemia da Covid-19 e come sarà l’anno appena iniziato, ma possiamo individuare delle tendenze che già si sono manifestate nel corso del 2020 e che continueranno a consolidarsi e a essere presenti nelle strategie digitali di questa nuova normalità.   

Persone e tecnologie, fisico e digitale, interazioni umane e assistenze virtuali: scopriamo quali saranno i 7 trend da tenere d’occhio per questo nuovo anno che ci aspetta. 

1. Le persone al centro

Secondo Deloitte, uno dei principali trend del nuovo anno sarà il ritorno all’importanza delle relazioni e delle esperienze umane e il ripristino del valore della persona e dei suoi bisogni. 

Quando distanziamento sociale, nuove tecnologie e digitalizzazione diventano protagoniste della quotidianità in modo così radicale e veloce come è successo nel 2020, non stupisce che, in tutta risposta, si cominci a maturare l’esigenza di un ritorno a una visione della realtà Human-centric e a una rinnovata importanza dei rapporti umani e sociali

Più della metà delle 16.000 persone intervistate da Deloitte richiede un’esperienza più “umana”.

Le nuove tecnologie, infatti, per quanto si stiano rivelando utili sotto diversi aspetti, stanno dimostrando in modo sempre più esplicito che non possono compensare le interazioni umane che, mai come nel 2020, ci hanno fatto capire, con la loro assenza, quanto siano importanti. 

Riportare le persone al centro delle proprie scelte strategiche sarà, quindi, non solo una tendenza ma un’azione obbligatoria per le aziende che vogliono adattarsi alla nuova normalità. Due sono i modi con cui i brand potranno  riorganizzarsi in questa direzione:

  • ripensare ai valori. L’esperienza umana è guidata dai valori e questi ultimi determinano le emozioni e le azioni che intraprendiamo. Il 95% delle nostre scelte di acquisto si basa su bisogni inconsci tra i quali troviamo soprattutto le nostre emozioni. Per questo le aziende devono iniziare a ripensare ai valori e alla mission su cui si basano e che condividono con i loro pubblici. Questo andrà a incrementare la fiducia che caratterizza le relazioni tra aziende e utenti e che costituisce la base della human experience:
the human experience is drive by values

Fonte: Deloitte

  • ridisegnare la propria infrastruttura per rispondere ai veri bisogni delle persone. Come ogni crisi che si rispetti, questa emergenza sanitaria ha innescato il bisogno di cambiamento e innovazione. Molti brand hanno risposto alla crisi e colto l’occasione per auto analizzarsi e ridisegnare processi interni e policy con l’obiettivo di avvicinarsi ai loro pubblici, analizzarne e comprenderne i nuovi bisogni per soddisfare le necessità emergenti e ripristinare l’importanza della relazione umana.  

2. Marketing conversazionale e chatbot

Il distanziamento fisico e l’assenza di connessioni hanno fatto emergere il bisogno di trovare nuove forme di dialogo tra aziende e utenti e ha reso consapevole l’importanza delle conversazioni come forma di legame. Oggi più che mai i consumatori sono sempre più alla ricerca di un rapporto one-to-one con le aziende, che renda la loro customer experience ancora più significativa e personalizzata, facendo capire quanto sia fondamentale il ruolo del marketing conversazionale. 

La digitalizzazione e il progresso tecnologico anche nel 2021 si confermeranno dei validi alleati per potenziare le strategie digitali di marketing conversazionale: l’utilizzo dei chatbot e di nuove tecnologie come i Voice over Internet Protocols (VoIP) o i call center basati sull’Intelligenza Artificiale già nello scorso anno hanno iniziato a cambiare il modo in cui le aziende interagiscono con i consumatori, rendendo possibili nuove forme di assistenza e dialogo prive di limiti di tempo e spazio e sempre più personalizzabili. 

Questa tendenza è destinata ad accompagnarci anche quest’anno: Gartner prevede che entro il 2030 un miliardo di richieste verranno raccolte automaticamente dai chatbot e si stima che il mercato dei chatbot supererà il miliardo di dollari entro il 2025 solo negli Stati Uniti.

chatbot growth from 2015 to 2025

Fonte: Landbot.io

3. Phygital

La convergenza tra fisico e digitale sarà indubbiamente un altro trend di questo 2021. 

Sempre più spesso stiamo sentendo parlare di phygital, ovvero dell’integrazione tra forme di retail tradizionale ed esperienza digital attraverso un approccio multicanale.  Strumenti come i lettori QR code dei cartelloni pubblicitari o dei menù dei ristoranti o Amazon Go, il supermercato lanciato da Amazon nel 2018 senza casse e cassieri, sono alcuni degli esempi di approccio phygital visti fino ad ora.   

Con il phygital si cercherà di coniugare il meglio del mondo fisico (le interazioni con le persone e l’incontro concreto con i prodotti/servizi) con il meglio della realtà virtuale, (immediatezza, maggiore possibilità di scelta e velocità) per creare una customer experience quanto più completa e soddisfacente possibile. 

Fisico e digitale saranno, quindi, sempre più interdipendenti e connessi per rendere l’utente sempre più libero di scegliere dove vivere ogni fase della sua customer experience. Per garantire questa integrazione i tre fattori chiave saranno l’immediatezza, la capacità di immersione e le interazioni, oltre che l’adozione di una strategia digitale multicanale come requisito preliminare. 

4. Realtà aumentata

Quando si parla di fusione tra dimensione fisica e digitale non si può non menzionare la realtà aumentata, altra tendenza che vedremo confermarsi nel 2021.  

Il mercato dell’AR ha registrato, nel 2019, un valore di 10,7 miliardi di dollari e si prevede che nel 2024 raggiungerà i 72,7 miliardi, con una crescita annuale del 46,6%.

Per realtà aumentata, o AR (Augmented Reality), si intende un qualsiasi output digitale (immagini, testo, modelli in 3D) che viene sovrapposto alla realtà che ci circonda. Questo meccanismo può avvenire in modi diversi: attraverso lo schermo di uno smartphone, degli appositi visori o un paio di smart glasses.

Si tratta di una tecnologia che può rivelarsi vantaggiosa per molti settori: dall’Healthcare all’Education, passando per il Gaming e il Travel. Dal punto di vista del retail e delle abitudini di acquisto di questo nuovo anno la realtà aumentata rappresenterà lo strumento con cui rendere l’esperienza di acquisto offline ancora più pratica e apprezzabile, rendendola ancora più simile allo shopping in-store tramite esperienze try and buy come quella fornita da Shopify per Magnolia. Non solo: l’AR sarà un ottimo mezzo con cui coniugare più facilmente esperienza fisica e dimensione virtuale e ottimizzare il fenomeno phygital.  

5. Ricerca vocale e voice technology

Negli ultimi anni l’utilizzo di assistenti vocali come Alexa, Google Assistant e Siri ha subìto un notevole incremento e si prevede che entro il 2022 più del 55% dei consumatori avrà uno smart speaker. 

Gli utenti saranno sempre più abituati a trovare le informazioni sul web attraverso la ricerca vocale e le aziende dovranno ottimizzare i loro siti web e contenuti per assecondare l’ascesa di questa tecnologia e garantire una maggiore rintracciabilità del sito.

Quello della voice technology è un trend la cui influenza non si sta limitando solo alla SEO e alle modalità con cui i consumatori effettuano le loro ricerche, ma che sta avendo impatti anche sulle loro abitudini di acquisto e comportamenti: 

  • il 36% usa gli assistenti vocali per chiedere supporto a un brand
  • il 35% li utilizza per acquistare prodotti (ecco spiegato perché ad esempio Amazon sta lavorando all’integrazione di Alexa con il suo servizio di spesa online e con Amazon Fresh)
  • il 34% utilizza gli smart speaker per il food delivery. McDonald’s ha infatti acquisito la startup di voice technology Apprente per assecondare le esigenze dei clienti e ottimizzare l’esperienza di ordinazione ai McDrive e ai McKiosk

Nel 2021 le aziende dovranno, quindi, iniziare ad aprire le loro porte a questa nuova tecnologia. Alcuni brand si sono già mossi in questa direzione: Honda ha iniziato delle partnership con Amazon, Walmart e Target per concretizzare la possibilità di effettuare acquisti tramite la voice technology direttamente dall’automobile e mentre si guida, mentre in Italia Scavolini ha creato un sistema di arredo con l’assistenza Alexa incorporata per permettere il controllo vocale degli elettrodomestici. 

6. Mobile first

Un altro trend dal punto di vista della SEO e delle abitudini di navigazione degli utenti sarà l’indicizzazione mobile-first e, più in generale, l’importanza di offrire una customer experience ottimizzata per i dispositivi mobile. 

Si stima che entro il 2025 almeno il 70% degli utenti navigherà esclusivamente tramite smartphone. 

Per questo motivo Google attribuirà sempre più importanza alla versione mobile dei siti internet e sarà fondamentale non solo ottimizzare la navigazione per adattarla a questi device, ma orientare tutte le attività di marketing verso questa direzione. Creare pagine web e campagne email dal design mobile friendly o responsive sarà un requisito ormai imprescindibile per non essere penalizzati dal motore di ricerca e non si dovranno ritenere affatto obsolete e sorpassate tutte le attività di SMS Marketing che andranno a intercettare un pubblico sempre più propenso a utilizzare i dispositivi mobile.  

7. E-commerce… ma non solo

Proprio per l’importanza che assumerà la navigazione da mobile, una tendenza già accennata nel 2020 è stata la ricerca di soluzioni alternative all’e-commerce per lo shopping online, che siano sempre più accessibili tramite smartphone e ancora più immediate e comode per gli utenti. 

Continueremo ad assistere alla “corsa all’e-commerce” a cui il Covid ha dato avvio nell’anno appena concluso. Anzi, grazie alla crescita esponenziale di piattaforme come Shopify, WooCommerce e Prestashop anche le aziende meno attrezzate in ambito digital hanno iniziato a correre ai ripari e a utilizzare questi servizi per creare in modo semplice e, soprattutto, economico un proprio e-commerce. 

Shopify ha registrato, alla fine di giugno 2020, una crescita del 97% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente

La pandemia ha reso l’e-commerce non un semplice trend, ma un’urgenza che le aziende hanno dovuto progressivamente assecondare e che sarà destinata a restare molto probabilmente anche quando l’emergenza sanitaria sarà un lontano ricordo. 

Già nello scorso anno abbiamo assistito, tuttavia, ad alcune soluzioni alternative che fanno prevedere che nel 2021 l’e-commerce non sarà l’unica strada percorribile. Tali soluzioni saranno accomunate dal tentativo di rendere lo shopping virtuale ancora più immediato e comodo, con l’obiettivo di creare dei touchpoint per l’acquisto che intercettino l’utente durante le sue attività di svago quotidiane. Stiamo parlando, quindi, di soluzioni come Facebook Shops, con cui i consumatori potranno consultare gli elenchi dei prodotti direttamente sui loro social network preferiti ed effettuare acquisti senza atterrare sui siti web e sugli e-commerce delle aziende

Ma lo spazio di manovra sui social network potrebbe non limitarsi solo a questo tipo di esperienza: sarà interessante capire se iniziative come il cosiddetto shop streaming, che in Cina sta già rappresentando un business rilevante grazie ai liveshow di Alibaba, prenderanno davvero piede in questo 2021. 

Servendosi della funzionalità Live Shopping sarà possibile taggare i prodotti mostrati durante una live per consentire l’acquisto immediato. Un primo esempio di shop streaming occidentale ce lo ha fornito Tommy Hilfiger: lo scorso maggio i follower del canale Instagram del brand sono potuti approdare, attraverso le storie di Instagram, a uno show in live streaming che aveva come obiettivo quello di fornire un’esperienza di shopping in tempo reale ai consumatori. In Italia un format simile è stato adottato da Chiara Ferragni per un lancio di prodotto in partnership con Lancome: l’influencer ha creato un evento social unico nel suo genere, integrando l’esperienza di acquisto in diretta con un live show in cui le interazioni con ospiti e pubblico hanno catturato interesse e dato impulso agli acquisti.  

Per concludere

Importanza delle persone e della dimensione fisica, ma anche crescita delle nuove tecnologie e digitalizzazione: i trend del 2021 sembrerebbero tra loro contraddittori, ma in realtà la tendenza delle nuove strategie digitali sarà proprio quella di conciliare una dimensione che nel 2020 è stata l’unica strada percorribile (quella virtuale) a una dimensione (quella fisica) i cui vantaggi hanno fatto sentire tutta la loro mancanza, per creare un’esperienza totalizzante che assecondi i nuovi bisogni di oggi.

Questo articolo è stato scritto da

Paola Bergamini

Paola Bergamini

Sono nata nel 1993 a Como e sono evasa dai confini della provincia per studiare a Milano, dove mi sono laureata in filosofia seguendo una passione personale. Da sempre affascinata al mondo del digital e della comunicazione, amo scrivere e arricchirmi leggendo. Come Content Editor di MailUp, mi tengo aggiornata sul mondo dell'Email e del Digital Marketing per divulgarne trend, teorie e strumenti.

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