L’ascesa del digital audio: il fenomeno Clubhouse e il successo dei podcast lanciano l’audio marketing

15 Aprile 2021Tempo lettura: 6 min.

Dal podcast marketing al nuovo social network Clubhouse: il formato audio sta diventando una forma di comunicazione sempre più apprezzata ed efficace e in molti stanno cercando soluzioni per integrare l’audio marketing alle proprie strategie digitali.

3 milioni di download da settembre 2020 a febbraio 2021, di cui due nei primi due mesi dell’anno, e 6 milioni di utenti, per un valore stimato di un miliardo di dollari: queste sono le cifre che spiegano la portata del fenomeno Clubhouse. Del suo successo se ne sta parlando ovunque e in molti si chiedono quali siano le ragioni dietro l’esplosione del nuovo social network.

Per capirlo occorre riflettere sul periodo storico che stiamo vivendo: recentemente, fenomeni come la voice technology, i podcast, gli audiolibri e i messaggi vocali delle app di messaggistica sono diventati, seppur ciascuno in modi e misure diverse, parte integrante delle nostre nuove abitudini di comunicazione, rivelando l’enorme potenzialità e i numerosi vantaggi del formato audio. Oggi le persone sono alla ricerca di forme di conversazione e fruizione dei contenuti comode, immediate, veloci e realistiche ed è esattamente ciò che il formato audio è in grado di offrire. 

Intercettare e soddisfare le esigenze del periodo storico: ecco quel che si cela dietro il successo di prodotti come Clubhouse e, più in generale, dell’audio marketing. 

Cos’è l’audio marketing

Cosa accomuna un podcast, un messaggio pubblicitario trasmesso via radio o un audio articolo? Semplice: sono tutte attività di audio marketing. 

Potremmo definire questo concetto come un insieme di iniziative e strategie di marketing il cui output è un contenuto audio. 

L’audio marketing fa dell’oralità il mezzo con cui raggiungere obiettivi di promozione e vendita. Ma non solo: questo tipo di contenuti può essere utilizzato anche per scopi che vanno oltre il puro e semplice advertisement, dall’awareness alla brand reputation, dall’engagement alla fidelizzazione. 

Il boom del digital audio 

I dati

Seppur l’universo digital offra ormai svariate tipologie di contenuto e piattaforme sempre più all’avanguardia, l’audio, nella sua semplicità, è tornato a dominare le logiche della comunicazione: il 2020 è stato un anno eccellente per i podcast che, secondo la Digital Audio Survey di Ipsos, hanno visto un aumento degli ascoltatori dal 26% al 30% nella fascia dai 16 e i 60 anni. In Italia gli ascoltatori di podcast sono stati in tutto 13,9 milioni, con un aumento del 15% rispetto all’anno precedente. 

Sempre nel 2020, anche gli audiolibri hanno registrato un incremento notevole, con un +94% che ha portato questo format a valere il 7,4% dell’intera editoria (Fonte: Nielsen). 

Un’altra categoria che ha alimentato la crescita del digital audio lo scorso anno è quella degli smart speaker: avevamo già parlato della voice technology come uno dei nuovi trend emersi lo scorso anno e dell’incidenza della ricerca vocale nelle abitudini dei consumatori: entro il 2022 il 55% delle persone avrà uno smart speaker e si prevede che l’utilizzo dei comandi vocali diventerà presto pane quotidiano per tanti utenti. 

Il potere della comunicazione audio

Il formato audio, se si pensa alla radio, esiste da tempo, anzi, potremmo definirlo come uno dei mezzi di comunicazione più antichi, quindi perché questo successo eclatante? Come dicevamo in apertura, la risposta è nel contesto storico: viviamo in una realtà sempre più frenetica, vittime spesso della cosiddetta Fear of Missing Out (FOMO) e di una sovraesposizione a un numero ingestibile di contenuti e informazioni che rendono il multitasking e l’ottimizzazione del proprio tempo due obiettivi prioritari. In tutto ciò, l’audio, con la sua capacità di accompagnare e fare da sfondo alla routine e agli impegni quotidiani, diventa il solo e unico mezzo in grado di rispondere a queste esigenze. 

I contenuti audio, inoltre, rendono la comunicazione più intima e realistica, regalando un senso di vicinanza che, visto lo scenario attuale, è una caratteristica che l’utente apprezza e ricerca.  

Cos’è Clubhouse e come funziona

Quando si parla di audio marketing le prime cose a cui si pensa sono probabilmente due: i podcast e il social network Clubhouse. 

Dei primi abbiamo parlato già ampiamente in questo post, approfondendone il funzionamento e i numerosi vantaggi. Del secondo, invece, se n’è già parlato diffusamente sul web: si tratta di un’applicazione che permette di discutere solo ed esclusivamente utilizzando messaggi vocali all’interno di stanze tematiche, la cui partecipazione varia da una manciata di persone a svariate migliaia. Alla piattaforma si può iscrivere solo chi riceve un invito o chi, dopo essere stato messo in lista d’attesa, viene fatto entrare da chi già la utilizza. Per accentuare ancora di più l’aura di esclusività del social network, i fondatori hanno iniziato a invitare alcuni tra i personaggi più noti e influenti del panorama mediatico internazionale, alimentando curiosità e interesse. 

Esclusività e formato audio: questi sono, quindi, i due punti chiave che giustificano l’esplosione di Clubhouse sui quali il social network ha saputo distinguersi dagli altri.  

La corsa al digital audio: le alternative di Twitter, Spotify, Facebook e non solo

Il successo di Clubhouse e dei podcast ha dato avvio a una vera e propria corsa al digital audio da parte di aziende, piattaforme social e colossi del tech:

  • Spotify ha recentemente acquistato Megaphone, azienda specializzata in adv per podcast
  • a dicembre 2020 Twitter ha lanciato Spaces, delle chat room vocali a cui, a differenza di Clubhouse, possono accedere anche gli utenti Android

Come integrare l’audio marketing alle tue strategie

Se stai pensando che solo un’azienda con un budget elevato può permettersi di iniziare a sfruttare l’audio marketing ti sbagli. Ci sono delle attività e strategie che puoi iniziare a implementare anche se hai un budget limitato o semplicemente preferisci approcciarti a questo format a piccoli passi. Ecco quali: 

  • metti a punto una strategia e un piano di contenuti per avviare la tua serie di podcast. Per farlo non hai bisogno di attrezzature costose o di una formazione specializzata in ingegneria audio. I podcast sono abbastanza facili da creare ed esistono diverse piattaforme che ti aiutano a svilupparli in modo totalmente gratuito  
  • ottimizza le tue pagine web per la ricerca vocale. Prediligi, quindi, frasi e keyword più lunghe. Questo perché quando l’utente si rivolge all’assistente vocale, tende a utilizzare frasi più lunghe, rispetto a singole parole chiave
  • rendi disponibili i tuoi contenuti anche in formato audio. Se hai un blog o un sito con articoli particolarmente lunghi, rendi disponibile anche la loro versione audio per soddisfare le esigenze degli utenti che hanno poco tempo a disposizione e preferiscono soluzioni più rapide
  • crea una playlist brandizzata e condividila con il tuo pubblico. Questa attività potrà non adattarsi facilmente a ogni tipologia di business, ma puoi provare a trovare delle idee originali per farlo. D’altronde, chi avrebbe mai pensato a una playlist per cuocere la pasta? Eppure Barilla lo ha fatto e con ottimi risultati.  

Conclusioni

Per molte aziende non è ancora chiaro come integrare i contenuti audio al proprio piano marketing e adattare questo format all’immagine e agli obiettivi del brand, così come incerta è la durata di questo fenomeno e il rischio di un effetto meteora è temuto da molti.   

Ma la crescita dei fenomeni audio è sotto gli occhi di tutti e se quello di Clubhouse si rivelasse un fenomeno di breve passaggio, quel che conta è la scintilla che ha innescato e l’esigenza del contesto che ha saputo cogliere, facendo emergere tutti i vantaggi e le potenzialità del formato audio. 

Questo articolo è stato scritto da

Paola Bergamini

Paola Bergamini

Sono nata nel 1993 a Como e sono evasa dai confini della provincia per studiare a Milano, dove mi sono laureata in filosofia seguendo una passione personale. Da sempre affascinata al mondo del digital e della comunicazione, amo scrivere e arricchirmi leggendo. Come Content Editor di MailUp, mi tengo aggiornata sul mondo dell'Email e del Digital Marketing per divulgarne trend, teorie e strumenti.

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