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Google Analytics: come sfruttarlo per fare Growth Hacking

25 Marzo 2022Tempo lettura: 4 min.

Quando si parla di Growth Hacking, non basta conoscere le migliori strategie del settore o quelle più usate dalla concorrenza. Quello che conta è capire cosa funziona per il proprio business. Per saperlo c’è solo un modo: misurare il traffico e il comportamento dei clienti. Come? Con strumenti di analisi come Google Analytics. Vediamo perché Growth Hacking e GA sono così strettamente legati.

Hai deciso di provare il Growth Hacking per far crescere la tua azienda o startup? Ottima idea. Molte realtà hanno ampliato i loro orizzonti (e guadagni!) grazie a questa metodologia.

Facebook, Twitter, Uber, Airbnb e PayPal sono diventate le grandi aziende che conosciamo oggi proprio grazie al Growth Hacking, ma devi sapere che non basta applicare una nuova strategia di marketing per avere successo. 

Misurare i risultati ottenuti con coerenza e costanza è parte integrante del processo e la cartina tornasole del gradimento degli utenti (e quindi di una buona strategia).

Growth Hacking: una metodologia creativa ma rigorosa

Il Growth Hacking è un approccio innovativo ma non nuovo: è passato ormai un decennio da quando il marketer più talentuoso della Silicon Valley, Sean Ellis, parlò per la prima volta di usare una metodologia di marketing basata sulla crescita che rompesse con gli schemi tradizionali.

Da allora i marketer, o meglio i growth hacker, hanno potuto sperimentare con tecniche e canali diversi e ottimizzare i loro procedimenti. 

Quello che ne è emerso, e che ancora oggi è alla base del Growth Hacking, è la necessità di una fase di sperimentazione continua, a cui far seguire una fase di verifica dei risultati per modificare le strategie che non convertono come dovrebbero o che potrebbero farlo meglio.

Questo procedimento è fondamentale per allocare in modo consapevole e informato i budget di marketing e assicurare ad un’azienda di crescere velocemente e al minor costo.  

Il Marketing dei Pirati non dà l’idea di un approccio metodico e rigoroso, vero? E invece è proprio il contrario.

funnel di growth hacking

Il metodo Growth Hacking è sì creativo e disruptive rispetto alle tecniche di marketing più tradizionali, ma si sviluppa all’interno di un framework preciso e scrupoloso. 

Per crescere bisogna sperimentare. Ma per sapere in quale direzione andare è necessario verificare i risultati ottenuti.

Analytics e Growth Hacking: due compagni inseparabili

Il Growth Hacking sfrutta i test per interpretare il comportamento degli utenti e adattare il prodotto o servizio a ciò che questi desiderano o necessitano. 

I dati sono fondamentali per capire la direzione in cui vanno le preferenze o le necessità dei potenziali clienti e ottenere quindi una crescita sostenibile.

Questo significa che un growth hacker, oltre a conoscere alla perfezione il suo pubblico di riferimento, i canali e le strategie di crescita, deve anche essere in grado di utilizzare gli strumenti di analytics.

Google Analytics, Search Console, Tag Manager, Tableau sono solo alcuni degli strumenti digitali che permettono a un growth hacker di sapere se le strategie che ha messo in campo stanno funzionando oppure no.

Analisi e gestione dei dati: le due più grandi sfide del marketing

Grazie alla raccolta dei risultati su visualizzazioni, iscrizioni, acquisti, bounce rate e altro, un marketer può prendere decisioni informate e procedere sulla strada giusta.

Ma gestire i dati non è sempre facile, e molto spesso i team di marketing si scontrano con due grandi problematiche:

1. La gestione degli strumenti di analytics

I dati vengono raccolti da diverse fonti e spesso, quando viene introdotto un nuovo strumento, i dati delle piattaforme precedentemente in uso vengono accantonati. Questo causa periodi di “inattività” in cui è necessario ristabilire una base di dati. 

2. La capacità di analisi dei dati 

In molte aziende, la responsabilità generale dei dati è attribuita a una figura professionale specifica. Tutte le altre persone del team non sono responsabilizzate da questo punto di vista. 

Questa pratica causa diversi problemi perché anche il designer o il copywriter deve essere consapevole delle sue performance, in modo da cambiare approccio se i risultati non sono soddisfacenti.

I report di Google Analytics a disposizione del Growth hacker

Se usato bene, Google Analytics può favorire la crescita della tua azienda.

Non è necessario essere degli esperti per beneficiare delle informazioni fornite da GA: i principali dati sugli utenti, i canali di traffico, i dispositivi utilizzati e i contenuti più visti sono disponibili direttamente nella Home page del tool.

Dati più approfonditi e specifici sono accessibili attraverso il pratico menù a tendina che si apre a sinistra sulle seguenti sezioni:

  • Personalizzazione (connessa a Google Data studio, per creare dashboard e report personalizzati).
  • In tempo reale (per studiare i dati in real-time).
  • Pubblico (per conoscere informazioni dettagliate sugli utenti del sito, come i dati demografici, la localizzazione e i device da cui si collegano).
  • Acquisizione (per approfondire i canali di acquisizione del traffico e i principali comportamenti degli utenti su ciascuno di essi).
  • Comportamento (qui troviamo informazioni utili riguardo alle visualizzazioni, il tempo medio sulla pagina, la frequenza di rimbalzo e le pagine più viste).
  • Conversioni (se sono stati impostati degli obiettivi strategici, come le sessioni su una pagina di ringraziamento, i download o un importo di acquisto specifico, è possibile verificare se l’obiettivo è stato raggiunto).

Come sfruttare Google Analytics per fare Growth Hacking

Google Analytics è una piattaforma potente che può essere utilizzata da aziende di tutti i settori. Se sai come usarla e interpretare i dati che ti fornisce, puoi ricavare tutte le informazioni di cui hai bisogno per incentivare la crescita della tua azienda. 

Ecco alcune analisi che puoi realizzare con Google Analytics per migliorare fin da subito le tue strategie di Growth Hacking: 

1. Analisi del traffico mobile

Nel report Pubblico trovi preziose informazioni sui dispositivi utilizzati dagli utenti che visitano il tuo sito web. Quanti si collegano da mobile o tablet? Quanti usano Android invece che iOS? Quali sono i dispositivi mobili che generano più conversioni? 

Rispondere a queste domande ti permette di aggiustare il tiro delle tue strategie, adattando i tuoi contenuti alle caratteristiche dei dispositivi più usati dal tuo segmento di pubblico.

Non solo: puoi verificare perché su determinati dispositivi o sistemi operativi per mobile non arrivano conversioni (forse è un problema di responsive design?) e risolverli.

2. Analisi dei canali e delle sorgenti di traffico

Da dove arriva il traffico che converte meglio sul tuo sito? Nella sezione Tutto il traffico del report Acquisizione puoi scoprire quali sono le strategie di acquisizione del traffico che funzionano meglio – SEO, Email marketing, social media marketing, annunci a pagamento, collaborazioni con altri brand o media, … – e spingerle ulteriormente per aumentare i tuoi ricavi.

3. Analisi del comportamento degli utenti

Dal report Comportamento di Google Analytics puoi recuperare informazioni interessanti sul gradimento degli utenti rispetto a ciò che pubblichi sul tuo sito web. 

Ad esempio puoi scoprire: 

  • quante persone convertono alla prima visita;
  • quali formati e contenuti hanno un impatto migliore sull’engagement; 
  • in quali posizioni sulla pagina moduli e call to action hanno le migliori prestazioni.

L’ottimizzazione delle landing page in base a questi dati può aumentare notevolmente le tue conversioni.

I risultati degli ultimi contenuti che hai pubblicato non sono entusiasmanti? Nessun problema, anche questo fa parte della metodologia Growth Hacking. 

Come diceva Arthur Bloch “Nessun esperimento è mai completamente fallito: può sempre servire da esempio negativo”.

4. Analisi del funnel

Se hai impostato degli obiettivi nel tuo account Google Analytics, nella sezione Obiettivi del report Conversioni potrai vedere dati utili per migliorare le tue strategie di Growth Hacking. 

In particolare, puoi dare un’occhiata a Visualizzazione canalizzazione e verificare il movimento del traffico lungo il funnel di conversione. 

L’analisi del funnel ti aiuta, ad esempio, a individuare i passaggi problematici per l’utente che ostacolano la conversione. 

Potresti infatti scoprire che molti utenti abbandonano il sito quando viene chiesto loro di inserire informazioni personali come la data di nascita o il numero di telefono. 

Analizzando il funnel olisticamente, potresti anche scoprire che seppur la maggior parte del traffico arriva da mobile, le conversioni sono soprattutto da desktop. Saperlo ti aiuterà a migliorare i tuoi sforzi di Growth Hacking. 

Inizia a sfruttare Google Analytics per fare Growth Hacking

Ricorda che per raggiungere qualunque obiettivo è fondamentale sapere se la strada che stai percorrendo è quella giusta. 

Puoi cominciare con GA e poi approfondire i dati con strumenti più specifici, come le dashboard dei tool che usi per gestire le tue attività di marketing quotidiane. 

Ad esempio, con MailUp puoi conoscere in tempo reale le statistiche delle tue campagne di email, ottenendo report sul destinatario o l’invio.

Sfrutta i dati a tuo vantaggio e vedrai che la tua strategia di Growth Hacking convertirà ancora meglio!

Questo articolo è stato scritto da

Valentina Pacitti

Valentina Pacitti

Mi occupo di Digital marketing dal 2013, con un’attenzione particolare ai contenuti e alle strategie di posizionamento organico. Come Copywriter e specialista in contenuti per il web aiuto le aziende a farsi trovare online e a esprimere tutto il loro valore attraverso i testi.

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