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Da una migliore conoscenza di clienti e prospect passano le migliori campagne, quelle davvero rilevanti: ecco gli strumenti di (auto)profilazione dell’utente, per consentire ai tuoi contatti di aggiornare e completare il proprio profilo.

L’enorme contributo che il digital può dare al marketing può essere riassunto in una parola: personalizzazione. Email, advertising e mobile marketing stanno affinando le proprie tecniche per offrire contenuti sempre più mirati e ritagliati sul singolo destinatario, sugli interessi, le attitudini e il comportamento di ciascun cliente.

Un grado di personalizzazione che passa attraverso due attività chiave: la profilazione e la segmentazione. La prima predispone i dati e le informazioni su cui interviene e opera la seconda. In poche parole, la profilazione è la condizione necessaria per la migliore segmentazione.

Ma partiamo dalla definizione che ne dà il vocabolario Treccani:

La profilazione è la stesura di un profilo, mediante l’identificazione e la raccolta dei dati personali e delle abitudini caratteristiche di qualcuno. 

Lontane dall’essere attività fondamentali solo per i brand – secondo uno studio di Aberdeen Group le email personalizzate in media migliorano del 14% i tassi di clic delle campagne e del 10% le conversioni –, la profilazione e la segmentazione consentono al destinatario (che sia un cliente o un utente) di ricevere solo comunicazioni rilevanti, pertinenti, in linea con i suoi interessi, esigenze e disponibilità. Evitare email generiche è di fondamentale importanza per entrambe le parti in gioco. Se un’email promuove un’offerta dedicata a un punto vendita di Milano a un contatto residente a Torino, chi può trarne vantaggio? Nessuno.

In questo blog post vogliamo fare luce sulla prima attività, mettendo sul tavolo gli strumenti di (auto)profilazione dell’utente a disposizione dei marketer per offrire a clienti e prospect solo e unicamente comunicazioni rilevanti.

Come la raccolta dei dati, anche la profilazione rappresenta un’attività regolamentata dalla legge. Ne approfittiamo così per riassumerti come viene ridefinita l’attività dal nuovo Regolamento europeo sulla privacy. A spiegarcelo è l’avvocato Marco Maglio, nella puntata dedicata di MailUp Video Academy:

Il Centro preferenze per la profilazione dei contatti

Il Centro preferenze è un pannello della piattaforma MailUp che funziona come una pagina web, su cui i tuoi contatti possono atterrare per completare e aggiornare il proprio profilo, in autonomia e in qualsiasi momento.

Ai brand bastano solo poche operazioni di configurazione, utili a definire le informazioni che si vogliono richiedere ai contatti:

  • Dati personali
  • Tipologie di iscrizione alle newsletter
  • Frequenze di invio di ciascuna newsletter
  • Iscrizioni ai social network
  • Informazioni sull’attività dell’utente (aperture delle email, clic, dispositivo utilizzato e geolocalizzazione).

Una volta configurato il Centro preferenze, puoi ottenere l’anteprima della pagina che sarà visualizzata dai destinatari, infine inserire il link nelle tue email, nel pie’ di pagina (qui trovi un articolo che ti spiega nel dettaglio come ottimizzare il footer delle tue campagne) o nel corpo dell’email. Di seguito, ecco come si presenta la pagina su cui atterrano i contatti iscritti alla newsletter MailUp:

A seconda delle esigenze e della tipologia di campagna, l’invito ad aggiornare i dati sul Centro preferenze può trovare posto:

  • nel pie’ di pagina di tutte le email, per dare sempre ai tuoi contatti la possibilità di aggiornare il proprio profilo.
  • In un’email dedicata: l’oggetto, l’header e la call to action saranno allora tagliate sullo specifico invito al destinatario ad aggiornare i propri dati. In questo caso, un coupon o un altro omaggio (come la spedizione gratuita) può funzionare come fondamentale incentivo.
  • Nelle email di benvenuto: dopo aver ringraziato dell’iscrizione alla newsletter, puoi dedicare un secondo blocco dell’email per rimandare al Centro preferenze: il design modulare e drag & drop di BEE può aiutarti a dare alla tua email una struttura chiara e funzionale.
  • Nelle email di conferma disiscrizione: ogni volta che un tuo destinatario sceglie di cancellarsi dal tuo database, puoi rilanciare la relazione invitando a definire nel dettaglio la tipologia di invio, la sua frequenza e il genere di comunicazioni.

Sono solo alcuni esempi di utilizzo: il rimando al Centro preferenze può essere piegato a qualsiasi esigenza, proprio perché si tratta di un’attività a vantaggio (anche) di chi riceve le comunicazioni. Per questo ti consigliamo di analizzare il tuo piano editoriale e individuare in quali invii rinnovare l’invito ad aggiornare il profilo: ai tuoi destinatari basterà un solo clic per accedere a una pagina di autoprofilazione dedicata.

I moduli di autoprofilazione

Se il Centro preferenze rappresenta il luogo dove i contatti possono modulare il proprio rapporto con i brand, c’è un altro strumento che consente a quest’ultimi di raccogliere informazioni più specifiche: è il modulo di autoprofilazione, con cui le aziende possono porre domande mirate e ricevere risposte altrettanto precise, in vista di una profilazione sempre più affinata. Di esempi se ne possono fare tanti, perché un modulo di autoprofilazione è uno strumento utile a tutti i settori merceologici, dall’e-commerce al retail.

Non serve essere web designer o conoscere il linguaggio HTML: la piattaforma MailUp ha integrato un editor drag & drop con cui è possibile creare un modulo di autoprofilazione in pochi clic. Basta trascinare e rilasciare gli elementi del modulo, scegliendo tra:

  • Campi
  • Menù a tendina
  • Bottoni radio
  • Checkbox

Ecco lo scheletro di un modulo creato con l’editor di MailUp:

Una volta definito lo scheletro, puoi rifinire il modulo con titolo, descrizione, call to action e colore di sfondo. Se invece vuoi raggiungere un maggior grado di personalizzazione e allineare i moduli alla tua brand identity, puoi scegliere l’opzione Soluzioni su misura, che ti offre, oltre al supporto creativo delle campagne e dei moduli di autoprofilazione, anche un ventaglio di consulenze strategiche e attività mirate, dalla deliverability alle integrazioni.

Se nel primo campo del modulo si dà la possibilità al destinatario di modificare il proprio indirizzo – in media, in un anno, il 30% degli utenti cambia la propria email – nei successivi ciascun brand può richiedere le informazioni più utili alla successiva attività di segmentazione. Nel nostro esempio il modulo ospita molte voci. Noi però ti consigliamo di rivolgere ai tuoi contatti solo poche e precise domande, per ottenere solo le informazioni strettamente necessarie, rinviando ulteriori attività di profilazione a un secondo momento. Questo perché – una regola d’oro – la compilazione del modulo non deve richiedere più di un minuto.

Gli incentivi, come sempre, sono fondamentali per invogliare i tuoi contatti a lasciarti nuove e aggiornate informazioni: un concorso a premi per esempio, un coupon o qualsiasi incentivo ti sembri più adeguato a stimolare il destinatario.

Infine la trasparenza, altro fattore decisivo: spiega sempre la finalità della tua richiesta, magari mettendo l’accento sui vantaggi di cui i destinatari potranno beneficiare. Per fare un esempio, ricorda loro che specificando la data di nascita potranno ricevere coupon e buoni sconto il giorno del compleanno.

Dietro a un’attività di profilazione ci sono sempre buone ragioni anche per il destinatario: da una migliore conoscenza reciproca passano le migliori campagne, quelle davvero rilevanti.

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