Anatomia di un’email errata: 10 errori di Email Marketing da evitare

20 Luglio 2021Tempo lettura: 6 min.

Abbiamo selezionato la top 10 degli errori che ogni marketer dovrebbe evitare nella creazione di una campagna email, dalla progettazione all’invio. Link scorretti, problemi di visualizzazione, invii che finiscono in spam: ecco i principali elementi a cui prestare particolare attenzione prima di raggiungere l’inbox dei tuoi destinatari. 

Quante volte capita di soffermarsi sugli aspetti più sofisticati e specifici di una campagna e si finisce per trascurare quegli elementi basilari che compongono le fondamenta di un’email e che determinano l’efficacia del messaggio?

È vero: gli errori più banali sono spesso impercettibili quanto la punta di un iceberg ma possono avere impatti disastrosi e far affondare anche la nave più (all’apparenza) solida e perfetta. 

via GIPHY

Per evitare una fine in stile Titanic, abbiamo stilato l’identikit della perfetta email errata e selezionato i 10 principali errori da non commettere nelle tue campagne di Email Marketing

Top 10 degli errori da non commettere quando si crea un’email 

1. Scelta di una piattaforma di invio non professionale

Prima ancora di definire la tipologia e i contenuti del tuo messaggio e andare a creare la sua struttura, l’errore di base che potresti commettere è quello di non affidarti a una piattaforma di invio professionale. 

Questa scelta ti rende vulnerabile e potenzialmente più esposto a criticità associate alla tua capacità di recapito, aumentando il rischio di danni alla tua reputazione come mittente e di errori di deliverability difficili da arginare. 

Una piattaforma di invio professionale, infatti:

  • rispetta gli standard di sicurezza
  • ha IP inseriti nelle più autorevoli whitelist internazionali 
  • assicura un alto tasso di recapito alle tue email

Vantaggi, quindi, da non sottovalutare quando si intende sfruttare il potenziale di uno dei canali di marketing, quello email, con il più alto ROI in assoluto

Scopri tutti i vantaggi dell’utilizzo di una piattaforma di invio: effettua una prova gratuita e senza impegno di MailUp!

2. Database di scarsa qualità

Il secondo errore da evitare per non compromettere il successo delle tue campagne ancor prima di iniziare a inviare è costruire un database dando priorità alla quantità rispetto che alla qualità.

Comprare liste di invio è una pratica che può rivelarsi la soluzione più facile nell’immediato, ma sul lungo termine ha degli effetti negativi sulle performance dei tuoi invii e può danneggiare gravemente la tua deliverability. Inviare messaggi a contatti non interessati, che non apriranno quasi mai le tue comunicazioni o, ancor peggio, potrebbero segnalarti come spam, può portare a conseguenze di una certa rilevanza quali:

  • basso engagement
  • erosione della deliverability 
  • danneggiamento irreparabile della reputazione del brand 

Scopri tutti i consigli di MailUp per costruire il Database perfetto: scarica gratuitamente l’ebook Costruire il database e fai crescere la tua lista di contatti in modo in modo lecito, efficace e trasparente

3. Mancata gestione dei bounce

Uno degli errori in assoluto più grave è quello di inviare una campagna email a indirizzi sbagliati, trascurando la gestione dei cosiddetti hard bounce, con gravi conseguenze per la tua reputazione come mittente

E qui ci ricolleghiamo con l’errore numero uno: scegliere di non ricorrere a una piattaforma professionale ti espone automaticamente al rischio di trascurare la puntuale gestione dei bounce, che possono essere invece monitorati in automatico da un servizio di Email Marketing, come fa da sempre MailUp con la disiscrizione degli indirizzi errati e la gestione di quelli temporaneamente problematici. 

4. Scorretta segmentazione del pubblico

Costruire una lista di contatti di qualità e scegliere una piattaforma di invio professionale che gestisca automaticamente eventuali bounce non basta: tutto questo, infatti, non ti proteggerà dal rischio di invio del messaggio sbagliato all’utente sbagliato. 

Per evitare questo errore, la best practice per eccellenza da non trascurare prende il nome di segmentazione e indica la capacità di individuare e impostare, una volta pronto il messaggio, una serie di strumenti messi a disposizione dalla tua piattaforma (liste, gruppi e filtri) per selezionare il target di utenti realmente interessati a ricevere quel tipo di comunicazione, aumentando le probabilità di lettura, clic e conversione della tua campagna. 

Non dedichiamo ulteriore spazio a quello che è un tema da sempre caro a MailUp, a cui dedichiamo da sempre un’attenzione particolare con articoli, webinar, video tutorial ed ebook di approfondimento. Scopri tutte queste risorse per saperne di più!

5. Oggetto e preheader non ottimizzati

L’oggetto e il preheader sono due elementi tra i primi ad essere visualizzati nell’inbox dall’utente e sono ciò che permette di capire immediatamente l’obiettivo del messaggio. In altre parole, rappresentano l’amo che puoi gettare ai tuoi destinatari per sperare di catturare la loro attenzione nella miriade di email che ogni giorno ricevono nella casella di posta. Non rispettare le regole base per l’ottimizzazione dell’oggetto, utilizzare parole spam e scegliere, ancor peggio, di non compilare il preheader, sono degli errori che potranno sembrarti banali ma incidono notevolmente sulle performance delle tue campagne email. Cerca, quindi, di non essere troppo generico quando compili la tua subject line e completane il contenuto scrivendo un sommario complementare, che fornisca ulteriori informazioni sul contenuto del messaggio. 

6. Mittente non riconoscibile

Abbiamo visto in questo articolo come la riconoscibilità del brand è il principale fattore che nel 2021 spinge gli utenti ad aprire un’email direttamente dall’inbox. Un errore da evitare per non ostacolare le probabilità di incremento dell’open rate, oltre che di recapitabilità del messaggio, è quello di inviare da un mittente poco identificabile da parte dei contatti, con il rischio di finire facilmente nella casella di spam. Per evitare questo inconveniente, una soluzione è quella di inviare le tue email con sottodomini correlati al nome di dominio aziendale. In questo modo i tuoi contatti riceveranno messaggi da un dominio che riconoscono e di cui si fidano. Un altra best practice è quella di indicare nel sender un nome reale, per dare un tocco più umano e intimo alla conversazione. 

Per proteggere ulteriormente la tua recapitabilità e rendere ancora più riconoscibile e solida la reputazione del tuo brand come mittente, utilizza inoltre un metodo di autenticazione tra i tanti disponibili sul mercato: DMARC, DKIM o il più raffinato BIMI

7. Struttura del messaggio non responsive

Oggi circa il 43% delle email è aperta da mobile, cifra per la quale si stima una crescita costante nei prossimi anni. Utilizzare, quindi, un design che consenta in automatico la costruzione di una struttura responsive per le tue email si rivela non solo fondamentale, ma una scelta ormai obbligatoria. 

Per evitare pericolosi errori di visualizzazione non serve conoscere il codice HTML: basta affidarsi a un editor che consente di creare email dal design modulare, automaticamente ottimizzato per mobile, come l’editor drag & drop BEE integrato alla piattaforma MailUp. Per essere ulteriormente coperto da eventuali errori, il nostro consiglio è quello di controllare per la resa delle tue email prima di inviarle ai tuoi contatti e verificare che non vi siano problemi nella visualizzazione di alcuni contenuti sul device mobile. Nel caso in cui riscontrassi questo tipo di problematica, con l’editor BEE puoi scegliere di nascondere alcuni contenuti da mobile e renderli visibili solo da deskto con l’opzione Nascondi su mobile del blocco Proprietà contenuto

hide on mobile feature in piattaforma

Email & Mobile: la guida definitiva al design responsive: teoria e pratica per ottimizzare le campagne e migliorare le performance.

8. Contenuti poco leggibili

Assicurarsi che i contenuti della tua email siano perfettamente visibili da mobile è uno sforzo inutile se commetti l’errore di non renderli facilmente leggibili. 

Rispetta le regole base di formattazione per garantire che i tuoi destinatari siano in grado di leggere i tuoi contenuti con facilità. Questo significa agire su due fronti:

  • readability. Non rendere la sintassi delle tue frasi troppo articolata e complessa.
  • legibility. Evita di creare titoli e paragrafi con caratteri poco distinguibili e un’interlinea eccessivamente ridotto.

In altre parole assicurati di utilizzare in modo intelligente i seguenti strumenti di formattazione:

  • divisione in paragrafi tematici
  • elenchi puntati
  • grassetto per evidenziare parole chiave
  • interlinea e letter spacing per dare respiro al testo

3. Visual pesanti

Oltre ai contenuti, anche le immagini che inserisci nei tuoi messaggi possono dare il via a una serie di errori che possono compromettere gravemente la recapitabilità e la corretta apertura di un’email.

Uno dei più comuni è quello di caricare visual (immagini, video o GIF) troppo pesanti, che rendono il caricamento del messaggio estremamente lento o, ancor peggio, ne troncano il contenuto, scoraggiando l’utente nelle sue attività di clic e conversione. 

Altro errore fatale è la scelta di una scarsa risoluzione dell’immagine o di GIF animate non ottimizzate. 

Per ovviare a questi rischi, i nostri consigli sono i seguenti: 

10. Link scorretti 

I link sono il ponte di collegamento tra l’email e la pagina di atterraggio in cui l’utente può completare l’azione e concretizzare la conversione. Inserire link scorretti, presenti in qualche blacklist o che rimandano a pagine inesistenti è sicuramente l’ultimo degli errori fondamentali che possono ostacolare le performance della tua campagna e impedire anche all’utente più interessato e predisposto di finalizzare una conversione nelle tue pagine di atterraggio. Evitare che questo accada non è impossibile: grazie a strumenti come l’Analisi link messo a disposizione da MailUp, puoi far lavorare la piattaforma di invio al posto tuo, controllando semplicemente la reputazione e validità dei link direttamente dalla sezione Controlla

analisi link funzionalità piattaforma

Consigli per ottimizzare le email ed evitare il rischio di errori

Dopo questa carrellata di errori da evitare assolutamente quando crei un’email, ecco alcuni consigli per non andare nel panico e scongiurare qualsiasi tipo di rischio:

  • prima di ogni invio effettua sempre un check-up del messaggio e, successivamente, un invio di test al tuo indirizzo di posta e verifica di non essere incappato in nessuno degli errori che ti abbiamo appena descritto
  • svolgi degli A/B test periodici per capire come ottimizzare alcuni elementi delle tue campagne, come ad esempio l’oggetto, il sommario o anche la formattazione dei testi. Questa pratica ti servirà a determinare quale versione di uno stesso messaggio ottiene le performance migliori e a consolidare determinate scelte di design in funzione del tuo pubblico
  • effettua degli audit con frequenza regolare per analizzare a posteriori l’andamento di una campagna e individuare eventuali criticità e problemi da migliorare in futuro.

Conclusioni

Come avrai potuto capire, scegliere di affidarti a una piattaforma di invio professionale è il primo step per proteggere le tue campagne dal rischio di commettere errori che potrebbero compromettere le performance dei tuoi invii. Se non hai ancora provato tutto il potenziale di MailUp, ti consigliamo di richiedere una prova gratuita e senza impegno e provare a sperimentare, nel concreto, tutti i vantaggi dell’utilizzo di un servizio di Email Marketing che lavora al posto tuo. 

Questo articolo è stato scritto da

Paola Bergamini

Paola Bergamini

Sono nata nel 1993 a Como e sono evasa dai confini della provincia per studiare a Milano, dove mi sono laureata in filosofia seguendo una passione personale. Da sempre affascinata al mondo del digital e della comunicazione, amo scrivere e arricchirmi leggendo. Come Content Editor di MailUp, mi tengo aggiornata sul mondo dell'Email e del Digital Marketing per divulgarne trend, teorie e strumenti.

Articoli correlati